Rifiuti, 20 anni del Conai. Galletti: “In autunno gli Stati generali dei Consorzi"

18/05/2017

“Il sistema dei Consorzi, che sono una specificità tutta italiana, ci ha permesso di raggiungere già oggi le percentuali che ci attendevamo per il 2020. E' un bell'esempio di Italia”. Così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti è intervenuto questa mattina all’Assemblea per i 20 anni del Conai, il Consorzio per il recupero degli imballaggi. “E' arrivato però il momento di fare un rodaggio – ha continuato il ministro – e verificare se quel sistema va reso ancor più virtuoso, moderno e conforme alle performance europee. Per fare questo – ha annunciato il ministro - organizzeremo il prossimo autunno gli Stati Generali dei Consorzi, aperto a tutti gli stakeholder per studiare soluzioni su come efficientare il processo, come rendere omogenee le norme e proseguire questo modello virtuoso. Dobbiamo decidere insieme come andare avanti, la nostra e' una scelta partecipata”.

Il ministro ha affrontato a margine del suo intervento anche il tema della disomogeneità delle percentuali di raccolta differenziata tra le varie città: “Il Paese presenta una situazione a macchia di leopardo: abbiamo dei luoghi con oltre l’80%, dove vedo investimenti in innovazione e tecnologia. Sono realtà che smentiscono anche alcuni luoghi comuni, infatti, chi ha scelto la differenziata ha avuto tariffe più basse e servizio migliore. Non c'è più nemmeno questa scusa per non investire sul riciclo”.

“Poi – ha precisato Galletti - vado in altre zone e vedo che la differenziata è ferma al 3% e questa situazione non è più tollerabile. E' una questione di volontà politica”. “L’Economia circolare – ha concluso Galletti -  va vista come una grande opportunità. Nella quarta rivoluzione industriale sarà un fattore di grande competitività delle imprese al pari della banda larga e della robotica. L'economia circolare riduce i costi di un'azienda, dalla scelta del materiale fino al prodotto finale. In sintonia con questa impostazione abbiamo inserito nel Def gli indicatori Bes, Benessere Equo e Sostenibile, in modo da non considerare solo il Pil ma anche l'impatto sulla riduzione di Co2”.



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