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I commenti al sondaggio

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  • mancato pagamento per dilazione imps

    PREZIUSO FULVIO - 10/02/2013 (11:23:28)

    un azienda privato che deve pagare una fattura si e trattenuta € 8.ooo,oo perche la mia azienda a fatto una rateizzazzione con l'imps, dicendo che ci verremo pagati alla scadenza della rateizzazione l'importo dovuto all'imps non comprende i lavori eseguiti alli'mpresa su citata puo trattenere la somma su descritta a norma di legge o posso denunciarla per incauto arricchimento.

  • regolarita contributiva

    preziuso fulvio - 10/02/2013 (11:12:22)

    la regolarita contributiva va accertata dal'ente che paga alla data di emissione del sal e non pretendere la regolarita dopo 238 giorni che non a pagato in questo caso si dovrebbe denunciare l'ente che a tardato i pagamenti per danno causato all'azienda in caso di inrregolarita contributiva e per mancati guadagni nel caso in cui si dimostrasse di non poter aquisire altri lavori causa dei RITARDATI PAMENTI IN BASE A UN CONTRATTO CON L'ENTE

  • Pubblica Amministrazione?

    francesco - 17/01/2013 (14:24:33)

    Attenzione Per Pubblica Amministrazione si intende un insieme di regole improntate ad un profondo senso di DEMOCRAZIA. Ma le norme attuali provengono da BERSANI, BERLUSCONI, CASINI, BOSSI-MARONI, cioè da CASCADEUR protettori di protettori, che antepongono gli interessi dei propri protetti a quelli del popolo. E quindi che stiamo a commentare, c'è puzza di m. dappertutto!

  • incivili

    olipaca - 15/01/2013 (19:17:44)

    è una pratica incivile, barbarica ! Cosa succederebbe se i professionisti si comportassero nello stesso modo con i loro fornitori ???

  • stop durc

    alfredobedin - 04/01/2013 (19:16:04)

    il Durc era stato introdoto per validi motivi. Parecchie imprese lavoravano con i dipendenti totalmente in nero. Ma in qualsiasi momento puoi accendere una partita iva e metterti a lavorare senza pagare contributi per mesi. Uno dei grossi problemi non ancora risolto è l'affidamento a Equitalia del pagamento dei contributi e l'alto onere da pagare in caso di ritardo nei pagamenti da parte dell'impresa. La burocrazia per liquidare una fattura è ancora di stampo borbonico. Chi impianta il sistema burocratico e cioè il dipendente pubblico, non ha una impresa, il suo stipendio lo incassa sempre e se non è uno stupido completo, i soldini per pagarsi le sue cosine comunque li riceve sempre dallo stato. Pochi sono i dipendenti pubblici seri che alla consegna dei lavori si attivano per saldare i conti e così sono pochi gli amministartori locali che gestiscono seriamente i Comuni senza fare debiti e ordinativi senza averne le risorse.

  • correttezza reciproca

    nicolino foligno - 03/01/2013 (16:55:51)

    La correttezza e il reciproco rispetto deve essere alla base di una collaborazione .

  • nessuno

    giuseppe - 29/12/2012 (22:04:46)

    nessuno

  • LIQUIDAZIONE

    ERIK - 10/11/2012 (10:24:49)

    Salve, qualcuno sà dirmi se è necessario presentare il durc anche in fase di liquidazione delle competenze professionali ?

  • DURC digitale via PEC

    Daniele Verdesca - 09/11/2012 (21:49:42)

    Credo sia opportuno informare che i DURC, da marzo 2012 (Decreto "Semplifica Italia") possono essere richiesti dalla PA solo in via telematica e ricevuti via PEC. Se le procedure sono espletate nei primi 10 gg, la Cassa Edile lo invia immediatamente in formato elettronico. Se così non fosse è la PA che ha difficoltà a riceverlo in forma digitale. Questa nuova norma vale anche per l'edilizia privata (ora non sono più le imprese a poter portare il DURC alla PA, ne il committente).

  • sondaggio

    Filippo - 08/11/2012 (22:57:05)

    Troppo tempo, credo che bisogna molto snellinere .

  • Ritardi nel rilascio dei DURC

    G.D. Palumbo - 08/11/2012 (09:39:49)

    Per procedere ai pagamenti la P.A. deve ricevere il DURC che viene spedito non prima di 30 giorni dalla richiesta. Anche avendo disponibilità di cassa e volendo pagare una prestazione, un sal o una fornitura non è possibile procedere prima di ricevere tale documento. A volte consultando la situazione della pratica si rileva dal sistema che inps, inail e cassa edile hanno istruito e validato la richiesta anche entro i primi 10 giorni ma la spedizione parte sempre dopo i 30 giorni. Eppure trattandosi di verificare la regolarità per un periodo precedente alla richiesta, si deve presupporre che si conosca già la regolarità delle imprese per cui sarebbe possibile rilasciare il DURC in tempo reale con la consultazione informatica. In conclusione capita che volendo pagare non è possibile nonostante il sistema informatico lo possa consentire.

  • nessuno

    stefano tramonte - 10/09/2012 (11:05:50)

    nessuno

  • sondaggio p.a.

    roberto russo - 08/09/2012 (22:21:17)

  • equità& equilibrio

    paolo - 03/09/2012 (11:24:42)

  • certo

    Santino Bartolotta - 08/08/2012 (20:41:25)

  • certo!

    francesca - 06/08/2012 (20:15:37)

    mi pare ovvio

  • inapplicabilità sanzioni

    loi gabrielangelo - 05/08/2012 (09:37:27)

    DEVE ESSERE ISTITUITA UNA MOTIVAZIONE DI LEGITTIMO IMPEDIMENTO PER NON PAGARE LE SANZIONI IVA , IRAP.... NEL CASO IN CUI LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE O CHE SVOLGONO SERVIZI PUBBLICI NON PAGHINO GLI ONORARI NEI TEMPI CONCORDATI. GLI STESSI INTERESSI PER LEGGE DOVREBBERO ESSERE CARICATI ALLE STESSE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE.

  • PERCHE' IL DURC DEI LIB. PROF. ?

    Alessandro Fuso - 04/08/2012 (12:13:30)

    Qualcuno mi spieghi per quale ragione un libero professionista debba produrre il DURC, che attesta la regolarità contributiva nei confronti di un Ente ""Privato"" (qual'è la propria Cassa Nazionale di Previdenza), per veder onorato un credito da un Ente ""Pubblico""?!! La richiesta sarebbe "comprensibile" se fosse Creditore l'Ente stesso che chiede il DURC. Paradossalmente è' come se io non pagassi, per solidarietà, un debito contratto nei confronti di una qualsiasi persona perchè questa, a sua volta ha un debito con un mio amico o un conoscente qualsiasi!!! Il paradosso è forte ma mica tanto assurdo!

  • Ma i dipendenti pubblici che parlano a fare?

    fabrizio62 - 14/07/2012 (12:44:49)

    Mi indigna leggere i pareri di alcuni dipendenti di PA a favore del DURC come condizione per i pagamenti, proprio loro che non ne hanno bisogno e per i quali il problema non esiste. Io lavoro da solo, non ho dipendenti e non ne avrò mai più, sarò libero di decidere se affidarmi a forme di previdenza alternative anzichè a quelle istituzionali "obbligatorie" che non garantiscono niente se non le loro crescenti ed imprevedibili pretese? Quando TUTTI i lavoratori pubblici saranno parificati a quelli del settore privato ne riparleremo, ma fino ad allora parlano di cose che non conoscono (a meno che...).

  • assurdo un DURC per gli ACE

    Chiara Morando - 06/07/2012 (13:09:50)

    per ottenere il pagamento di un incarico relativo alla redazione di attestati di certificazione energetica, che come i miei colleghi ben sanno ultimamente prevedono dei compensi in caduta libera grazie ad offerte assurde di chi lavora per troppo poco e conseguentemente molto male, ha dovuto presentare l'auto-dichiarazione (possibile solo per gli incarici di importo basso) per ottenere il pagamento perchè la P.A. aveva invano atteso per due mesi che Inarcassa inviasse il durc richiesto...quindi per fortuna ho avuto la possibilità di redigere l'autodichiarazione e col l'arrivo del compenso sono riuscita a pagare entro i termini la prima rata di contributo previdenziale....ma la mia domanda è: se avessi dovuto aspettare il durc, che quindi non sarebbe arrivato in tempo, e dato il periodo nero in cui le entrate scarseggiano non avessi avuto altri introiti e avessi fatto scadere i termini per il pagamento della prima rata dei contributi per mancanza di fondi...cosa sarebbe successo? loro non avrebbero rilasciato nessun durc ed io non avrei mai avuto il mio pagamento nonostante il lavoro fosse concluso da tempo!

  • Il DURC per liberi professionisti

    Salvo - 17/06/2012 (19:39:03)

    Sono un libero professionista, Architetto, senza dipendenti a carico. Mi trovo in una situazione, alquanto paradossale. Purtroppo per problemi economici non riesco a sanare la mia situazione contributiva con INARCASSA. Devo incassare dei soldi da parte di una pubblica amministrazione, che non riesco ad incassare a causa della mia situazione debitoria. La mia intezione era quella di incassare i soldi ed andare a definire il tutto con INARCASSA. Mi dite gentilmente come faccio a sanare quanto detto, non avendo altra possibilità, se non incasso i soldi ? Devo dire la verità, sono disperato.

  • snellire le procedure

    vuolo giovanni - 31/05/2012 (18:14:10)

    Il problema vero è che in Italia esistono due tipologie di imprese : una che è ligia ai propri obblighi e che spesso non riesce a far fronte ai propri impegni proprio perché la P.A. non è altrettanto efficiente nelle proprie obbligazioni, l’altra invece è quella che abitualmente non assolve ai propri doveri, cercando di far cassa il più possibile per uscirne poi con qualche soluzione altrernativa ( condoni, fallimenti, etc. ) che le consenta di monetizzare la propria strategia tributaria. Orbene, nel tentativo di stringere i legacci per non consentire queste ‘’furbate’’, inevitabilmente vengono soffocate tutte le attività, anche quelle fondalmente animate dalla legalità e dai buoni principi. Come al solito, secondo me, il Legislatore sbaglia, perché l’ottica dovrebbe essere quella di inasprire le sanzioni contro chi non rispetta le regole, e non di stringere indistintamente i legacci, ingessando le procedure, e creando enormi difficoltà alla parte sana e produttiva del Paese. E’ un po’ come la lotta all’evasione, che sta rendendo intollerabili ed inaccettabili certe regole anche alla parte che vive nel rispetto e nella legalità. Oggi con l’accavallarsi delle procedure e degli adempimenti (alla faccia della sbandierata semplificazione delle procedure) le imprese devono sostenere un carico di spesa per la burocrazia che è pesantissimo; e ne risentiamo tutti, in termini di spesa, in termini di occupazione ed in termini di esecuzione dei lavori pubblici, che sono sempre più costosi perché devono sopportare un fardello inaudito di oneri complementari; e questo, si badi bene, quando va tutto liscio e le pubbliche Amministrazioni pagano in tempi accettabili. Secondo me è una strada sbagliata che ci porterà ad affondare, perché in una realtà globalizzata non saremo più in grado di concorrere con paesi che non vanno tanto per il sottile, e che non devono pagar dazio ad una burocrazia divenuta ormai non più sostenibile.

  • due pesi e due misure

    carmelo - 29/05/2012 (08:55:53)

    Ho utilizzato la detrazione del 46% anni 98/99 per ristrutturarmi casa. Faccio i bonifici e produco le relative fatture per lo sgravio fiscale. Non tengono conto che alcune fatture,spedite il 30/12/1999 mi sono arrivate nel 2000,quindi i bonifici sono del 2000. Per loro sono anni diversi,non c'è corrispondenza,quindi cartella e interessi da usurai. Nel frattempo aspetto da quasi 2 anni un pagamento per una parcella fatturata ad una P.A. Non posso incassarla perchè sarei un evasore. Ma da chi siamo governati? da Gianni e Pinotto? dal Cottolengo? Grillo per me è anche troppo moderato...

  • presa in giro

    simone - 28/05/2012 (15:57:03)

    Vorrei solo dire nella mia piu grande ignoranza,che lo stato quando il cittadino e creditore nei suoi confronti lo trova il metodo per farsi pagare con pignoramentied interessi per ogni giorno di ritardo. Riterrei piu giusto che ci permettessero di applicare le stesse manovre che applicano loro nei nostri confronti

  • ulteriore beffa

    Domenico - 28/05/2012 (11:43:02)

    faccio notare che, ormai sempre più frequentemente, l'INPS che normalmente non riesce a svolgere l'istruttoria nei trenta giorni previsti, blocca l'emissione del certificato quasi alla scadenza dei suddetti 30 giorni se non addirittura all'ultimo giorno, chiedendo ulteriori quindici giorni di proroga per verifiche ed accertamenti, che evidentemente non riescono a fare nei normali trenta giorni loro concessi e che normalmente si concludono con il DURC non in regola, in quanto non si è in regola con i versamenti effettuati. Dopo la bocciatura del DURC (e sono trascorsi 46 giorni) si scopre che i versamenti INPS sono stati effettuati, ma con uno o due giorni di ritardo e perciò bisogna ancora versare delle more e indennità varie per il tardivo pagamento. Morale della favola: ti hanno fatto perdere quasi due mesi, ti hanno bloccato il DURC che bisognerà richiedere dopo il pagamento delle sanzioni, attendendo altri 30 giorni e ti ritrovi sensa la possibilità di acquisire un appalto oppure sensa il pagamento dello stato di avanzamento lavori. VIVA L'ITALIA!!

  • riappropiarsi della richiesta del DURC

    nanni - 28/05/2012 (09:48:48)

    Al di la dei fiumi di parole spesi sul DURC e la sua ingiustizia, FACCIO NOTARE UN'ULTIMO ESPEDIENTE STUDIATO PER FREGARCI ULTERIORMENTE QUALCHE ALTRO MESE DI ATTESA PER I PAGAMENTI, OVE MAI POSSIBILI A FARSI DALLA P.A. Una recente disposizione ha sancito che Il DURC non lo possiamo più richiedere noi Imprese!!!!!!!!!!!!!! ma la PA. PRIMA, avendone l'interesse lo richiedevamo per tempo, ADESSO, lo richiede d'ufficio la PA, e con tutta la sua inefficienza, vi lascio intuire cosa altro succederà. Questo Stato Che Vergogna!!!!!!!!!!

  • Regolarità contributiva liberi professionisti

    Vittorio Brusca - 28/05/2012 (09:43:09)

    Si innesca un meccanismo perverso, che diventa per l'ente alibi per non pagarti, se tu non hai i soldi per regolarizzare la posizione contributiva e lo puoi fare solo con quelli che lo stesso ente ti deve, sei fregato e rischi di far passare 5 anni e perdere tutto. Le alternative?, ulteriore benzina sul fuoco, ricorri all'avvocato, sperando che riesca a trovare i tuoi soldi da qualche parte; ricorri al prestito sperando di riuscire a restituire quanto preso. Buon lavoro!?.

  • Sfruttiamo la tecnologia

    Francesco - 28/05/2012 (09:27:54)

    Considerato che il DURC diversamente da molti altri documenti anche di carattere penale vale tre mesi e che ormai tutto viene trattato elettronicamente, non si capisce come mai per emettere un DURC occorra un Mese e spesso l'INPS non ci riesce ad emetterlo nemmeno in trenta giorni. Se è vero che esiste un'anagrafe elettronica di tutte le imprese dovrebbe essere molto facile fare confluire qualsiasi annotazione Negativa e/o Positiva nella casella dell'impresa e quindi chiunque ne avrà titolo potrà controllare tutto dell'impresa dall'iscrizione alla regolarità contributiva alla questione penale etc. . Eviteremmo grande sciupio di carta, di risorse umane e lavoreremmo con dati difficilmente truccabili. Proponiamolo al N/S politico di turno...

  • Uno Stato non vicino ai cittadini

    giovanni Santoro - 28/05/2012 (09:16:13)

    Come si può pretendere di essre ligi ai doveri se poi lo Stato per primo non lo è. Mi hanno insegnato che ad ogni lavoro - quindi prestazione di servizio- corrisponde, a meno che non si tratti di volontariato, un regolare pagamento, se non immediato nei successivi 30 giorni. Come fa un imprenditore, che anticipa tanti fondi, ad essere competitivo e nello stesso tempo essere in regola con tutto? un imprenditore non è una banca, si serve delle banche che hanno chiuso i rubinetti e chiedono di rientrare. Uno Stato Democratico non può chiedere solo doveri ma deve essere il più possibile giusto, putroppo questo oggi non lo vedo. La P.A. sfrutta i cittadini non li accompagna: i tirocinanti medici, infermieri, ecc in ospedale fanno servizio completo senza percepire nessun compenso, ecc. ecc. ecc. No al DURC per avere quanto gli è dovuto all'imprenditore.

  • La Fame fa Brutti scherzi

    Francesco Arcuri - 28/05/2012 (08:35:18)

    Mi ha colpito che il più del 44% dei colleghi è convinto che è giusto che la pubblica amministrazione pretenda la regolarità contributiva anche di fronte a notevoli ritardi nei pagamenti; ho motivo di ritenere che quel 44% di colleghi, faccia parte di quelli che dicono " MORTE TUA VITA MIA", DI QUELLI CHE COLLABORANO CON IL LEGISLATORE per trovare quanti più cavilli per fare morire sempre più imprese, nella speranza che rimarranno pochi ma buoni per potersi spartire le commesse pubbliche. Ai colleghi di buona volontà, dico che è ora di finirla, le piccole imprese sono state e sono il motore di tutta una serie di attività, è giusto dividere le risorse, come ipotizzato dalla Comunità Europea in piccoli lotti funzionali, in modo da distribuire meglio la ricchezza e il lavoro, i grossi lavori servono solo ai politici corrotti che in questo modo hanno la possibilità di avere a che fare con pochi e con importi rilevanti. Sabato 26 c.m. alcuni colleghi di tutta la Sicilia, si sono riuniti a Caltanissetta, per dire basta alla Malversazione dei Politici e di pochi loro amici, se non vogliamo far morire le nostre aziende, dobbiamo avere il coraggio di ribellarci, di organizzarci su internet per potere comunicare e quando verranno i politici di turno a chiederci il voto dobbiamo chiedergli cosa hanno fatto e cosa intendono fare della N/S categoria e se intendono perpetuare nella lotta alla distruzione delle piccole imprese. NON VOTIAMO CHI SI TRINCERA DIETRO LA DEMAGOGIA, LA MAFIA SI AIUTA CREANDO DISOCCUPAZIONE CREANDO BISOGNI E LORO INDIPENDENTEMENTE DAL COLORE POLITICO HANNO FATTO DEMAGOGIA PER CAVALCARE LA TIGRE, FREGANDOSENE DELLA MORTE DELLE AZIENDE E DELLA DISOCCUPAZIONE DEL LORO PERSONALE. E' ORA DI DIRE BASTA

  • DURC: il cane che si morde la coda

    pierantonio galbusera - 27/05/2012 (21:19:55)

    Vorrei segnalare il caso in cui sono coinvolto. Con una società X ho acquisito un ordine da parte di una soc. pubblica. Al momento di presentare i documenti per l'aggiudicazione definitiva si scopre che l'INPS non rilascia il DURC a questa società X poichè dopo molte ricerche si è appurato che quest'ultima ha utilizzato lo scorso anno per un certo periodo una cooperativa di lavoratori, pagando tutto regolarmente alla fine dei lavori. Dopo un po' di tempo si viene a scoprire che questa cooperativa è fallita, o sparita senza aver versato i contributi dovuti per legge. Di conseguenza succede che EQUITALIA su richiesta dell'INPS chiede alla società X il pagamento dei contributi non versati dalla cooperativa oltre alle sanzioni ed agli interessi per un ammontare che supera € 20.000,00. La società X fa ricorso chiedendo almeno di pagare per la seconda volta la quota relativa ai soli contributi non versati. Equitalia fissa una data ( Ottobre 2012) per definire la questione. Nel frattempo la società X non può ricevere nessun DURC così deve e dovrà rinunciare all'ordine già avuto ed altri possibili ordini in futuro. Questa è giustizia?

  • Perchè le aziende sono in rosso

    lucianom - 27/05/2012 (11:24:42)

    La stampa ed i media ci portano a conoscenza, attraverso le riflessioni di illustri personalità, delle difficoltà che incontrano le aziende italiane nel riscuotere i crediti maturati nei confronti di enti ed amministrazioni pubbliche. I crediti maturano a seguito di esecuzione di lavori, forniture e prestazioni professionali nei confronti del committente, a cui deve corrispondere un compenso economico. Opinioni legittime e legittimate da cariche istituzionali, confortate in molti casi da valutazioni e riflessioni di altrettanti illustri operatori dei settori interessati. Aldilà dell'aspetti, comuni che essi analizzano, generici delle informazioni riportate ed indeterminati sugli obiettivi da raggiungere, è bene invece conoscere quale è la realtà di chi si avventura nel finanziare un'opera per conto dello Stato. Per poterlo fare, è necessario spogliarsi di quel sentimento che cattura un essere umano quando si trova di fronte ad un evento tanto grande, o percepito tale, che pervade l'animo tanto da fargli pensare che è ineluttabile che quella sia la conclusione ovvia. Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile. Ciò che conosciamo delle malefatte delle varie “cricche” di turno, non sono le realtà che vivono la quasi totalità delle aziende italiane; quelli sono delinquenti, senza scrupoli neanche nei confronti di quelle aziende che “stritolate” dai loro meccanismi, finiscono per essere accomunate nel loro stesso destino. Ciò che non conosciamo di un'azienda che si accinge a finanziare un'opera dello Stato, è la storia dall'inizio. Che cosa succede quando si vince una gara di appalto e soprattutto, che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche? Aldilà dell'aspetto concettuale, trito e ritrito, può partecipare chi è in regola con il versamento dei contributi; il tutto viene riassunto in un documento che si chiama: DURC=Documento Unico di Regolarità Contributiva. Questo documento è la patente (!) dell'Impresa. Questa patente deve essere rinnovata ogni 16 del mese e per tutti i mesi (!) di vita dell'Impresa stessa. Il documento attesta che i contributi per imposte dirette DM10, Inps, Inail e Cassa Edile, sono stati versati regolarmente ogni 16 del mese. Insisto sulla scadenza del 16 di ogni mese perchè è la data che regola il vivere dell'azienda. È assolutamente rigida, pena la sospensione della patente. A questo punto però, si devono analizzare almeno due aspetti di fondamentale importanza: 1) le azioni dello Stato lo Stato richiede d'ufficio il Durc; 2) le azioni di Equitalia l'ufficio trasmette il nulla osta allo Stato per effetto della verifica della morosità fiscale, di cui all’articolo 48-bis del DPR 602/1973. Se gli Enti citati rispondono, ma non entriamo nel merito della diligenza dell'impiegato statale, positivamente, lo Stato può pagare il credito dell'Impresa. Se si accende il bollino rosso, si viene a conoscenza con esattezza la data in cui l'Impresa cesserà la sua vita: il 16 del mese. La patente viene sospesa, i pagamenti vengono sospesi, l'Impresa è costretta a fermarsi. “Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe” - Per quanto attiene ai contratti pubblici di lavori, le norme che impongono il tempestivo pagamento dei crediti che l’impresa appaltatrice vanta nei confronti della committenza pubblica vanno individuate nel Capitolato Generale delle Opere Pubbliche approvato con D.M. n. 145 del 19 aprile 2000, le cui disposizioni sono oggi in gran parte confluite nel D.P.R. 207/2010, nuovo Regolamento di Attuazione del Codice dei Contratti Pubblici (cfr. artt. 143 e 144). Viene così dettata una puntuale tempistica per il pagamento di acconti e saldo maturati nell’esecuzione dei lavori pubblici (art. 29 D.M. 145/2000; art. 143 D.P.R. 207/2010) e si dispone altresì in ordine all’entità degli interessi da corrispondere in caso di ritardato pagamento (art. 30 D.M. 145/2000; art. 144 D.P.R. 207/2010). - Vorrei però fare un passo indietro sul che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche con riferimento agli aspetti prettamente economici. L'unica persona che realmente è a conoscenza di quanto costa predisporre una gara di appalto e quanto lo Stato stesso chiede di spendere prima dell'inizio effettivo dei lavori, è solo l'operatore economico che si assume in toto il rischio dell'operazione. Il titolare dell'Impresa dichiara formalmente attraverso atti e dichiarazioni: ? di assumersi il rischio, dimostra le proprie capacità tecniche e finanziarie e predispone i documenti di gara €. 300,00 ? certificazione CCIAA antimafia €. 54,00 ? fidejussioni provvisorie pre-gara €. 55,00 ? marca da bollo su offerta di ribasso €. 14,62 sommano €. 423,62 In caso di aggiudicazione dell'appalto: ? fornisce polizze assicurative proprie di responsabilità civile (pro quota) €. 400,00 ? fidejussioni assicurative definitive in favore dell'Ente appaltante in caso di aggiudicazione dell'appalto €. 250,00 ? predispone il POS (Piano Operativo di Sicurezza) del cantiere €. 200,00 ? fornisce infine i bolli da applicare sul Contratto di Appalto che regola i patti e le condizioni di fornitura. In numero variabile che non è mai inferiore alle trenta unità €. 438,60 Sommano in totale €.2135,84 Dopo aver speso 2135,84 €uro, si è pronti per l'inizio dei lavori. Posto che le opere da realizzare siano effettivamente quelle necessarie, se il Contratto prevede il frazionamento dell'importo in stati di avanzamento l'impresa appaltatrice anticiperà le somme necessarie o in caso contrario, porterà a termine l'intera opera a sua cura e spese. Poniamo adesso che l'importo dei lavori ammonti a circa €.60000,00. Calcoliamo l'utile dell'impresa pari al 10% dell'importo. La differenza sarà destinata per far fronte alle spese contributive (DM10, Inps, Inail, Cassa Edile), al personale che ipotizziamo pari a quattro collaboratori, ai fornitori dei materiali edili utilizzati, alle spese per ammortizzare le attrezzature necessarie per svolgere i lavori (autocarro, elettroutensili, affitti per il ricovero delle attrezzature) oltre 2135,84 €uro. L'ultimo dato da applicare, affinchè il quadro economico sia completo, è il tempo: - il tempo di esecuzione dei lavori: ipotizziamo circa 60 giorni; - il tempo tecnico per la contabilità dello Stato “è previsto che, a partire dalla maturazione di ogni stato di avanzamento dei lavori, il termine per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti non possa superare i quarantacinque giorni. Una volta emesso il certificato, il pagamento deve essere disposto mediante specifico ordine (mandato di pagamento) entro i trenta giorni successivi”. Sommano in totale 135 giorni=4 mesi e mezzo. Adesso dobbiamo unire i due discorsi, quello amministrativo dell'Impresa (patente) e quello economico dell'impresa. In quattro mesi e mezzo, abbiamo incontrato almeno quattro “16” del mese ed abbiamo speso circa 54000,00 €uro. Poniamo ora che dopo la regolare esecuzione dei lavori, dopo la redazione di tutta la contabilità dello Stato e quindi autorizzati ad emettere regolare fattura, un giorno che ipotizziamo il 2 di Aprile, viene comunicato all'impresa che circa un mese prima, ipotizziamo il giorno 8 di Marzo, lo Stato sospende il pagamento della fattura del giorno, ipotizziamo 9 di Marzo, per il seguente motivo: PATTO DI STABILITA' 2012. SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI IN CONTO CAPITALE. “Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile”. Nel partecipare ad un Convegno il cui tavolo di presidenza era gremito da rappresentanti di categoria, rappresentanti di istituti di credito ed esponenti politici riuniti sul tema: <> Per poter spiegare il pensiero, ritengo necessario procedere esattamente al contrario di quanto era previsto per gli interventi succedutesi nel corso del convegno, partecipato ad onor del vero, da una platea piuttosto scarsa. Prende la parola uno dei rappresentanti di un noto istituto di credito per significare quanto l'istituto sia vicino e solidale con le vicissitudini delle imprese. Propone anche lui una soluzione per risolvere la problematica inerente: rifiutare gli incarichi a rischio. Prende la parola il rappresentante della società di factoring ed espone il “suo” pacchetto di assistenza e gestione delle sofferenze economiche imprenditoriali che, per brevità, riassumo in pochi passaggi: 1) il factoring chiede garanzie all'impresa per il credito; 2) il factoring chiede garanzie all'Ente creditore per la certificazione del credito; 3) il factoring chiede gli interessi all'impresa; 4) il factoring chiede la provvigione all'impresa. Entra in campo anche il Consorzio di Garanzia che garantisce il 50% del finanziamento all'impresa: 5) il Consorzio di Garanzia chiede la provvigione all'impresa. Se da un esame superficiale dell'intervento del bancario avevo tratto conclusioni circa la rischiosità del lavoro (quale è il lavoro non rischioso per un artigiano), vorrei invece proporre alcune considerazioni. La posizione dell'impresa che non riceve i pagamenti del lavoro eseguito: -) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito in quanto anticipa e finanzia l'opera dello Stato, -) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito se ha in atto un'operazione di anticipo fatture; -) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul credito della società di factoring; -) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, della società di factoring; -) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, del Consorzio di Garanzia; -) l'impresa sopporta la revisione della patente ogni 16 del mese (DM10, Inps, Inail e Cassa Edile). Ergo, il bancario aveva ragione. Una mente molto acuta ha pensato come affossare ulteriormente un'azienda spacciando l'operazione come il titolo del convegno. Ma allora ci troviamo di fronte ad un operazione di distruzione del tessuto delle piccole imprese e dell'artigianato; è sufficiente pensare che tutto il discorso, in realtà, non interessa a nessuno. Ma la risposta, in fin dei conti, l'abbiamo a portata di mano, lo ha detto anche il bancario: rifiutare gli incarichi a rischio. A fronte di richieste pressanti che oramai sono sfociate in una vera e propria persecuzione del tipo caccia alle streghe di medioevale memoria, l'unica difesa che rimane, invece di cercare di nascondersi per passare inosservati, è quella di rifiutare gli incarichi a rischio. Il discorso può essere uniformato alla problematica del lavoro in nero. Sinchè ci sarà qualcuno che non può permettersi ciò che possiede, farà sempre ricorso a soluzioni alternative, o come in gergo viene definita: finanza creativa. Si provi ad infliggere al lavoratore scoperto a lavorare in nero, le stesse sanzioni imposte al datore di lavoro. Non si può perchè il lavoratore è l'anello socialmente debole della catena dello “sfruttamento” sociale. Il datore di lavoro, in quanto tale, occupa una posizione preminente rispetto al lavoratore che è obbligato a lavorare; ebbene, a questo punto, quale è la differenza di rapporti tra la pubblica amministrazione, che commissiona l'opera senza avere di che pagare, e l'impresa che è obbligata a lavorare? Esorto quindi tutti i colleghi a fare una valutazione approfondita dei motivi che spingono ad accettare incarichi il cui obiettivo non sia certo ed esigibile, perchè il “16” del mese gli Enti preposti alla persecuzione in atto batteranno cassa. L'Agenzia delle Entrate, l'Inps, l'Inail, la Cassa Edile, Equitalia e la pubblica amministrazione, non hanno scrupoli nel rovinare la vita delle persone. “Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe” Ricordo inoltre a tutti i colleghi che la professionalità raggiunta, la capacità di creare un oggetto con le proprie mani, la perseveranza nel progettare e raggiungere l'obiettivo, non ce la può togliere il burocrate di turno a meno che, qualcuno glielo permetta. Ma allora, scusatemi, peggio per chi lo accetta. Chi si è inginocchiato lo ha fatto perchè e un'incompetente ed ha bisogno di qualcuno che lo protegga, che copra la sua incapacità. Per chi non accetta la genuflessione, il lavoro sarà sempre garantito perchè solo lui saprà eseguirlo. Noi non abbiamo bisogno dei finanziamenti dello Stato, abbiamo imparato col sudore della nostra fronte a costruirci le cose che ci servono, da soli, senza essere assistiti o guidati dai vari parassiti di turno. Ma... questo “requiem” è terminato. Schiacciato dai debiti nonostante sia oberato di lavoro tanto da non riuscire a trovare maestranze adatte e sufficienti per portarlo a termine...

  • STATO EVASORE

    Egidio - 26/05/2012 (20:05:04)

    da tempo è ormai aperta la caccia agli evasori (sic!!). Ma fate questa riflessione: uno Stato che non con una giustizia che fa durare i processi 10-15 20 anni, che quando deve pagare applica tassi ridicoli, ma che quando deve essere pagato applica invece tassi iugulatori, che non arresta i banchieri che ricevono danaro destinato agli impieghi per piccole imprese e famiglie ma che destinano a speculazioni finanziarie non è per caso uno stato che abdiga dalle sue funzioni di istituto costituendosi di fatto primo fra tutti gli evasori?

  • Stato visto come Azienda Produttiva

    Giorging - 26/05/2012 (18:52:10)

    Nella situazione in cui si trova oggi il Paese, pensare al D.U.R.C. equivale in medicina a pensare di risolvere un cancro con la somministrazione di una aspirina. Poiché al malato terminale, che ha una malattia così letale, provocata peraltro dal "medico", ovvero dallo Stato (leggasi Amministrazioni Centrali e Locali), che lo dovrebbe pagare, e che invece non paga rapidamente i propri crediti, chiedere il D.U.R.C. è come prendere in giro il malato dicendogli che con un'aspirina sanerà il male, da esso stesso Stato, provocato. Perciò ricordo con un pò di amarezza, quello che si leggeva sui libri di Educazione Civica (di trenta anni fa), ossia che lo Stato era un Ente amorale ed etico. Oggi purtroppo non è più così.... grazie a chi lo Stato ha pensato di farne un'Azienda produttiva (da Bassanini a Berlusconi) soltanto per pochi!!!!

  • è una puttanata

    Mario - 26/05/2012 (16:05:15)

    per chi ci bazzica pare ovvio che tutto il sistema è finalizzato a travare un motivo per non onorare una prestazione o una fornitura già fatta.

  • Equità

    Eugenio - 26/05/2012 (12:45:30)

    A mio parere non è corretto che si pretenda di eliminare il DURC, che è uno strumento a tutela dei lavoratori dipendenti, non tanto dell'azienda. non Incassare i crediti e non pagare i contributi dei dipendenti sono due cose secondo me gravi allo stesso modo. Piuttosto ritengo che alcune norme del Codice siano assurde: ad esempio, si chiede di dichiarare la regolarità contributiva al concorrente, come se questa fosse cosa facile. Poi, se nel frattempo il soggetto diventa irregolare, non solo gli si nega il contratto, ma lo si denuncia pure. Invece, cosa carina, se il contratto è stato stipulato, allora una eventuale irregolarità è compensabile negli stati di avanzamento. Ditemi voi la differenza tra i due momenti. Per quanto riguarda i pagamenti, son completamente d'accordo. Io appartengo ad un'amministrazione pubblica che paga regolarmente, ed è assurdo che altre non lo facciano. Infine quialcosa circa il cosiddetto "decreto semplifica Italia"....se si ha l'illusione di aver fatto una cosa giusta impedendo alle aziende di presentare il DURC....allora è meglio che questi professori vadano a casa. Il primo risultato ottenuto? affossare le stazioni appaltanti. E via con la burocrazia inutile....

  • pretese assurde

    diego - 26/05/2012 (09:25:34)

    Buongiorno, non lo ritengo per nulla corretto che, in un momento di decrescita della intera società civile, ivi incluso il settore produttivo edilzio che, si rammenta, era stato fino a pochi anni addietro, uno dei volani principali dell'economia della nazione, sia costretto a soggiacere alle pretese inerenti la regolarità contributiva. Ovvero, in un paese che sia degno di essere chiamato tale, le volontà politiche si sforzano di accondiscendere ed esssere solidali con i mutati bisogni della popolazione. Se non si procede alla regolarizzazione delle tempistiche inerenti la emisssione dei giusti pagamenti vantati dagli operatori -che hanno offerto i propri servizi- come si può pretendere che gli stessi adempiano a degli obblighi che, seppur giusti, sono intimamente correlati agli introiti mancati.

  • Il buon padre di famiglia

    Piero - 26/05/2012 (07:53:05)

    Sono cresciuto con valori sani, ho sempre pensato che lo stato è (dovrebbe essere) come il buon padre di famiglia.................l'Italia, se la devo rappresentare oggi, la paragono ad un ubriacone che impone ristrettezze ai propri figli per ubriacarsi al bar (politici e stato corrotto) e giocare alle slot (sprechi, assenteismo, ecc) Purtroppo noi siamo la famiglia che invece di prendere a pedate il padre e portarlo sulla retta via (togliendogli l'alcol) viviamo sperando che vinca alle slot!! Anche perchè tendiamo ad non assumerci le ns. responsabilità !

  • strozzinaggio legalizzato

    lnaurelio - 26/05/2012 (07:48:10)

    L'idea di fondo della nostra società è che noi siamo degli schiavi che debbono produrre per lo stato. A noi bastano le bricciole del nostro lavoro. Sulla base di questa impostazione di fondo è normale che la PA si comporti in questo modo. Se poi qualcuno non paga allora ecco le punizioni con interessi e penali da strozzini. Quando l'impresa non lavora più ed è costretta a chiudere, per colpa dei mancati pagamenti da un lato e degli interessi e delle penali che crescono esponenzialmente dall'altro, lo stato è contento, ha raggiunto il suo scopo: distruggere chi lavora con il suo sudore e premiare i veri parassiti della società. Il DURC è uno sgtrumento per raggiungere questo fine.

  • Regolarità contributiva professionisti

    Geom. Riccardo Fontana - 26/05/2012 (07:30:39)

    Ritengo sia una procedura a dir poco "efferata" in questo periodo di crisi. In particolare la richiesta di regolarità contributiva dei professionisti è a dir poco vergognosa tenuto conto che gran parte degli stessi hanno in corso contenziosi con le rispettive Casse e che in pendenza di sentenza (nel nostro paese servono anni) non lo rilasciano. Cosi come non lo rilasciano per ipotizzate irregolarità, rilevate unilateralmente.

  • Paradosso del durc

    Domenico Musolino - 25/05/2012 (18:40:37)

    La PA ha, semplicemente e scientificamente, inventato il sistema per non pagare il dovuto. La stessa è, poi, solerte, intransigente ed usuraia quando si tratta di incassare il suo dovuto. Ma come si fa a pagare le tasse se non si riesce ad incassare le somme per cui quelle tasse sono state generate? E' la storia del gatto che cerca di mordersi la propria coda. Intanto, anche per i sistemi medievali, usati dalla PA, tanti imprenditori che sono riusciti a sopportare l'onta del fallimento hanno scelto il suicidio. Non è poi accettabile che in uno paese democratico ove vige (Dovrebbe vigere) il rispetto reciproco dei cittadini, per il dovuto delle imprese l'interesse è zero, mentre quello dovuto dalle PA è usuraio. Il problema che si trascina da anni, ne ho già parlato, tempo fa, col mio commento "Il paradosso del DURC" , è uno dei motivi (Insieme all'attività della burocrazia) che blocca qualsiasi stimolo verso l'attività di imprenditore. In Italia, oggi giorno, solo un matto si avventura ad aprire una partita Iva. Altro che crescita... Domenico MUSOLINO - Ingegnere

  • DURC REGOLARE dopo 14 mesi

    gianni - 25/05/2012 (16:37:31)

    un comune del basso ferrarese,ci commissiona un piccolo intervento di manutenzione del valore di € 8000.00 comp.IVA dopo 14 mesi che aspettiamo i ns soldi ci richiede il DURC(che fra l'altro è regolare)poi non paga per mancanza di fondi. e io ad oggi, se non avessi il DURC regolare il comune mi avrebbe pagato ?. risposta:NOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Assurdo

    Ernesto Maffei - 25/05/2012 (16:16:16)

    Non è pensabile che i debiti ( tasse) debbano eddere pagati in tempi definiti ed i crediti no

  • durc

    bruno - 25/05/2012 (15:53:28)

    a fronte di 238 giorni d'attesa ............. è naturale pagare una tangente al funzionario che deve firmare !!!!!!!!!!!! è una "risorsa" che lo stato dà ai suoi dipendenti

  • una cosa veloce

    luca salvadori - 22/05/2012 (09:15:50)

    per risolvere il problema, basta soltanto che lo sportellounicoprevidenziale sia una banca immediatamente consultabile, mi spiego meglio io tecnico comunale, che trovo giusto verificare il D.U.R.C., accedo al sito e verifico immediatamente se la ditta xxxx è in regola o meno. Ecco risolto il problema, le ditte dovranno essere in regola con i versamenti e le P.A. potranno liquidare in breve tempo.

  • Licenziare i dipendenti pubblici?

    Giovanni Ricci - 21/05/2012 (12:11:08)

    L'assurdo di tutto ciò che succede in Italia, ivi compresi i ritardi nei pagamenti da parte della P.A. verso lavori già effettuati e per i quali sono già stati pagati tutti gli oneri, sempre a favore della Amministrazione pubblica, è che di fatto tutti i dipendenti pubblici, in quanto dipendenti della amministrazione statale, sono di fatto ns. dipendenti in quanto pagati con il frutto delle tasse. Penso che su questo siamo tutti daccordo: non essendo lo stato un'impresa, questa si mentiene tassando il lavoro altrui (dalla Costituzione: l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro). L'assurdo è che i ns. dipendenti, dopo che noi abbiamo anticipato le spese, effettuato il lavoro come voluto da quei dirigenti che vivono della ns. contribuzione, si permettono di ritardare i pagamenti dovuti ai loro datori di lavoro che, sempre per assurdo e solamente in Italia, non li possono neppure licenziare.

  • Giustizia sociale

    Franco Bernabucci - 21/05/2012 (09:32:07)

    Troppe imprese ritengono che i contributi sono una spesa secondaria di cui si può fare a meno

  • riguardo ai ritardi

    salvatore sepe - 20/05/2012 (17:36:07)

    avrei firmato per i tempi di incasso descritti, personalmente, riguardo i crediti, sono in attesa da circa 4 (quattro) anni per incassare il saldo di lavori da parte della prov. di Benevento con fondi regionali. io non pago più niente e nessuno!

  • Anche nel privato il Durc è un problema

    Ronny - 20/05/2012 (16:29:23)

    Si fa un gran parlare delle PA che non assolvono alle loro competenze in termini di pagamenti alle imprese dimenticandoci che un innumerevole quantità di microimprese/ditte individuali si trovano da parecchi mesi , nelle migliori delle ipotesi, con una riduzione notevole del volume di lavoro ovvero senza lavoro. Tutto questo porta ad una drastica riduzione degli introiti e quindi all'impossibilità di far fronte ai pagamenti nei confronti dello Stato; pretendere che la ditta individuale sia sempre in regola con la relativa documentazione fiscale ( leggi anche Durc ) diventa cosi solo un'emerito eufemismo tanto più se richiesta da istituti che non mantengono poi fede ai propri impegni verso le aziende , di qualsiasi classe ed appartenenza esse siano. Come classe imprenditoriale stiamo andando alla deriva e se non metteremo un freno a questa situazione assisteremo ad uno stillicidio di imprese sempre più copioso con grave ricaduta economica e sociale del nostro paese.

  • Intanto applichino le leggi

    PINTER - 20/05/2012 (15:56:57)

    Credo ci voglia un sistema di garanzie comuni per tutti che sia più snello e permetta all'impresa di operare senza dover fare da banca allo Stato e aggrovigliarsi nei meandri della burocrazia sperando di riuscire ad incassare quanto sperato. Ma non sarebbe più facile con tutti i sistemi tecnologici di cui godono le P.A. riuscire ad interfacciarsi tra di loro Enti e risolvere i problemi di chi produce per loro e mantenerli in vita senza doversi preoccupare l'imprenditore stesso di dover inseguire e/o intercettare tutte le problematiche della propria azienda prima di dover incassare quanto dovuto???? Non sarebbe più facile che INPS INAIL E CASSA EDILE INSIEME AD EQUITALIA si interfacciassero per risolvere i problemi all'impresa che deve incassare invece di crearglieli e mandare all'aria tante piccole aziende familiari italiane realtà che stanno piano piano scomparendo?????? E' facile ed è previsto dalle leggi !!!!!! Incassatevi quanto dovuto dalle P.A. per ogni competenza e la restante somma la date all'impresa; così altrimenti non ne usciamo fuori !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • ritardi PA

    michela - 19/05/2012 (15:50:54)

    se la PA ritarda nei pagamenti anche l'imprese possono ritardare nei loro pagamenti agli enti che emettono DURC, quindi le PA non possono pretendere regolarità visto che sono le prime a non essere in regola con i pagamenti verso le imprese!

  • o tutti o nessuno

    planethouse - 19/05/2012 (12:50:56)

    io penso che in un sistema di governo, dove si predica bene ma si razzola male, dove si fà in modo di mettere le imprese in condizione di non pagare le tasse, il DURC è un documento inutile ed ostruzionistico nei confronti di ki cerca di creare qualcosa di buono in questo paese.

  • e se ci comportassimo in modo diverso?

    Giovanni - 19/05/2012 (12:42:29)

    Per Francesco Chiarelli. Naturalmente sono d’accordo sul fatto che i comportamenti degli enti pubblici sono assolutamente inaccettabili, ma se ogni professionista sapesse usare il potere che ha in alcune fasi della propria prestazione probabilmente le cose andrebbero meglio, e mi spiego. Se io sono DDL, e l’ente non mi paga la mia parcella in concomitanza con ogni SAL, IO ORDINO LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DEI LAVORI e non produco / consegno nessun documento contabile-amministrativo fino ad avvenuto pagamento. Inoltre metto un cartello sulla recinzione, e invio una comunicazione ai quotidiani locali, sul mancato pagamento causa inefficienze e ritardi dell’ente, con nome e cognome del Sindaco / presidente di turno. Inoltre l’impresa farà fuoco e fiamme per ottenere una immediata ripresa dei lavori, ovvero la redazione dei documenti contabili. E’ molto probabile quindi che il pagamento avvenga in tempi rapidi. Naturalmente so benissimo che un singolo professionista subirebbe l’emarginazione dal mercato di quella zona, ma SE TUTTI AGISSIMO SEMPRE COSI’, come IO HO GIA’ FATTO, gli enti pubblici non potrebbero più permettersi di fare il loro porco comodo.

  • Abominio

    Sebastiano - 19/05/2012 (12:41:32)

    Il D. Lgs. n. 12 aprile 2006, n. 163 è di per sè un abominio per quanto riguarda la parte che regolamenta i servizi di architettura e ingegneria. SERVIZI!!!! Una volta quella dell'architetto era una prestazione intellettuale attravraverso il quale si è costruito il nostro patrimonio architettonico e culturale di valenza prevalentemente pubblico. Questo patrimonio architettonico/culturale non si è costruito grazie al possesso della regolarità del DURC. Chi governa attualmente ee Istituzioni non chiede "l'intelletto". Si sono invertiti i poli. Oggi ti chiedono solo se hai una certa quantità di soldi. Il DURC nè rappresenta solo uno dei suoi bracci operatvi. Non sò, in prospettiva, se il DURC e il possesso di una certa quantità di soldi di per sè rafforzeranno il nostro patrimonio architettonico. Il Colosseo non è stato generato da un ABOMINIO come la 163 o dal possesso del DURC. Il DURC è solo uno strumento operativo (come ad es. Equitalia) che si innesta all'interno di un quadro più generale di degrado etico e morale.

  • Abominio

    Sebastiano - 19/05/2012 (12:40:28)

    Il D. Lgs. n. 12 aprile 2006, n. 163 è di per sè un abominio per quanto riguarda la parte che regolamenta i servizi di architettura e ingegneria. SERVIZI!!!! Una volta quella dell'architetto era una prestazione intellettuale attravraverso il quale si è costruito il nostro patrimonio architettonico e culturale di valenza prevalentemente pubblico. Questo patrimonio architettonico/culturale non si è costruito grazie al possesso della regolarità del DURC. Chi governa attualmente ee Istituzioni non chiede "l'intelletto". Si sono invertiti i poli. Oggi ti chiedono solo se hai una certa quantità di soldi. Il DURC nè rappresenta solo uno dei suoi bracci operatvi. Non sò, in prospettiva, se il DURC e il possesso di una certa quantità di soldi di per sè rafforzeranno il nostro patrimonio architettonico. Il Colosseo non è stato generato da un ABOMINIO come la 163 o dal possesso del DURC. Il DURC è solo uno strumento operativo (come ad es. Equitalia) che si innesta all'interno di un quadro più generale di degrado etico e morale.

  • Il DURC negativo non pregiudica il pagamento

    Paolo Zinno - 19/05/2012 (11:47:13)

    Con DURc negativo le PA deve pagare, trattenendo le somme dovute le gli entri previdenziali ed assicurativi. Al riguardo si prenda in considerazione la la Circolare 22 giugno 1967 n. 1643 - Ministero dei lavori pubblici – per la quale la stazione appaltante può trattenere il 20% degli stati avanzamento lavori in caso di accertata inadempienza da parte dell’impresa nei confronti dei versamenti agli enti previdenziali ed assicurativi. le leggi ci sono. Basta spolverarle. L'italia è la culla del diritto. Gli Italiani si cullano, però.

  • LA PA PEGGIO DEGLI STROZZINI

    NANNI - 19/05/2012 (10:02:39)

    L'EQUITA' FISCALE E' UNA PAROLA FACILE A PRONUNCIARE MA DIFFICILE DA CONIUGARE PER LA PA, SI PRETENDE PRECISIONE PUNTUALITA' RIGORE DA PARTE DEL CONTRIBUENTE, MA COSA SI OFFRE AL CITTADINO IMPRENDITORE ? RITARDI SPAVENTOSI DEI PAGAMENTI, PROVVEDIMENTI INIQUI, LAGGI STUDIATE AL SOLO SCOPO DI AUTOTUTELA PER LA PA. TUTTO PASSA INOSSERVATO, SENZA CHE CIO' COSTITUISCA SCANDALO. A NOI CHI CI TUTELA? PREMESSO CHE LE TASSE VANNO PAGATE, PER CIVILTA' NONCHE' PER DOVERE MORALE, LA PA DOVREBBE METTERCI IN CONDIZIONI ECONOMICHE TALI DA POTERLE PAGARE, INVECE E' UNA CONTINUA VESSAZIONE, MORTIFICAZIONE DISSANGUAMENTO FINANZIARIO, IL SISTEMA OSEREI DIRE E' PERVERSO : SE NON PAGHI E NON SEI IN REGOLA CON IL DURC, IO NON TI PAGO QUANDO...... MI FARA' COMODO!!!. MI DOMANDO A CHI ASPETTIAMO PER RIBELLARCI IN MANIERA INCISIVA A VERGOGNOSA REALTA'

  • Non è solo ingiusto, è lo specchio di una vergognosa condizione dello Stato oramai da troppo tempo in mano ad una indegna classe politica!

    Francesco Chiarelli - 19/05/2012 (07:05:00)

    È assolutamente inaccettabile quanto richiesto dal momento che lo Stato, le Regioni, le Provincie ed i Comuni sono i primi soggetti inadempienti. È storia vecchia il ritardo dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, che però oggi ha raggiunto livelli fuori da qualsiasi immaginazione, ben più gravi di quelli da voi citati. Io ad esempio, vanto crediti professionali nei confronti di Comuni che risalgono ad oltre due anni!!! E badate che sto parlando di attività professionali relative a progettazione, direzione lavori e sicurezza di opere finanziate dalla Regione ed in corso di esecuzione se non addirittura finite ed utilizzate dalla committenza!!!

  • Sono i dipenteti publici che fanno la loro parte

    Vincezo Mirisola - 19/05/2012 (03:26:04)

    Sono i funzionari i direttori dei lavori e la burograzia , una parte di ritardi e da inputare a loro , poi si agiunce potto di stabilita' ritardi di agredito dei finaziamenti .se sarebbero messi in mora come fa lo stato con noi, stesse sanzioni, stessi interessi .

  • Sono i dipenteti publici che fanno la loro parte

    Vincezo Mirisola - 19/05/2012 (03:14:17)

    Sono i funzionari i direttori dei lavori e la burograzia , una parte di ritardi e da inputare a loro , poi si agiunce potto di stabilita' ritardi di agredito dei finaziamenti .se sarebbero messi in mora come fa lo stato con noi, stesse sanzioni, stessi interessi .

  • Bravo Giovanni Bevacqua

    Marco P. - 19/05/2012 (02:00:07)

    Per intelligente proposta operativa per arginare i danni da ottusita' dello Stato prepotente.

  • DURC

    Luca Focardi - 18/05/2012 (21:27:42)

    La questione del DURC, non deve a mio avviso riguardare la necessità di produrre il documento o meno. Il problema è il ritardo nei tempi di rilascio, che normalmente coincide con il silenzio assenso dell'INPS che non risponde mai nei tempi. Questo tempo si somma al tempo occorrente per ottenere il pagamento che già è insostenibile. In più dovrebbe essere cambiata la norma che oggi prevede l'emissione del DURC per ogni fase del procedimento e per ogni cantiere, mentre potrebbe essere utilizzato un documento per qualsiasi fase procedimentale e per competenza territoriale. In ultimo si dovrebbe dar la possibilità di autocertificare, senza umiliare ancora una volta il cittadino che secondo lo Stato, normalmente è un mentitore.

  • Proposta di Legge DURC PONDERATO

    Giovanni Bevacqua - 18/05/2012 (21:11:06)

    A.N.A.E.P.A. CONFARTIGIANATO CALABRIA RETE IMPRESE ITALIA PROPOSTA di LEGGE D.U.R.C. PONDERATO Il provvedimento si inquadra nella possibilità di far riprendere l’attività a quei soggetti che hanno avuto o hanno difficoltà economiche derivanti da cause dirette o indirette o frutto di eventi particolari e strutturali quali calamità, difficoltà di mercato, assenza di offerta circa i prodotti o i servizi oggetto delle produzioni, difficoltà di recupero dei crediti d’esercizio, difficoltà derivanti da crisi economia nazionale ed internazionale ecc.. Per le cause anzi dette i soggetti di cui questo provvedimento ne forma il principio della legalità per l’imponderabile, secondo il principio cause-effetti, per i quali rimarrebbero esclusi dal sistema produttivo, che comunque sarebbero sempre assoggettati alle normative che regolamentano il recupero dei crediti da parte degli enti impositori legittimati dalle leggi nazionali per il recupero dei vantati crediti. Ne e conseguenza che i soggetti debbono essere posti nella condizione di poter riprendere a produrre affinchè possano adempiere all’obbligo del pagamento e risanamento dello stato debitorio, questo anche per evitare conseguenti atti di emotività psicologiche negative verso la società civile e verso quella istituzionale, non ultimo il mantenimento delle figure professionali ed occupazionali le quali sarebbero espulse dal sistema produttivo, con conseguenti costi aggiuntivi come CIG o Assegno di Disoccupazione per cui sarebbero a carico dello Stato le relative competenze economiche, quindi della Collettività. Il provvedimento che prende il nome di DURC PONDERATO si identifica nella semplificazione di un adempimento di Concordamento o Pattuizione tra i soggetti interessati all’interno di una gara d’appalto pubblico o privato. Art. 1 Il soggetto non in regola con i versamenti contribuitivi, assistenziali e per quanto possano essere conseguenziali quelli tributari, si può avvalere di un provvedimento di concordamento e pattuizione con l’amministrazione che ha emanato la gara d’appalto, facendone richiesta ed autocertificando lo stato e la natura del debito che è oggetto inibitore per la regolarità e quindi non in linea con quanto soprintende i regolamenti che normano la possibilità di partecipazione e aggiudicazione di una gara d’appalto. Comma I ° L’impresa che ha partecipato alla gara d’appalto , che si è avvalsa dell’art 1 riguardante il concordamento e pattuizione elargirà ad aggiudicazione, da essere trattenuta da parte della stazione appaltante sugli stati di avanzamento , cifra che l’amministrazione pubblica o privata si impegna a trasferire agli enti con cui è costituito lo stato debitorio nelle percentuali proporzionate al debito, la somma nel limite massimo della percentuale del 15% -20% o fatta salva altra pattuizione tra l’Impresa e l’Amministrazione , sull’importo di aggiudicazione dell’appalto al netto del ribasso d’asta. Tale somma è da ritenersi contemplabile quale anticipazione o suddivisione di ammortamento anche a titolo di anticipazione per la successiva rateizzazione, ed impegnandosi ad effettuare i derivanti adempimenti contribuitivi ed assistenziali correnti nella cadenza mensile dei periodi lavorativi riguardanti l’appalto stesso. Comma II° L’impresa continuerà i pagamenti derivanti dalla rateizzazione se richiesta dei debiti pregressi è oggetto del debito avvalendosi del periodo previsto dalle norme della rateizzazione nel numero massimo delle rate in esso previste , comunque concordata con gli enti. Comma III° L’impresa 2° classificata resta a disposizione dell’amministrazione fino ad avvenuta comunicazione da parte dell’ente che ha espedito la gara d’appalto con la comunicazione della conclusione dell’iter di aggiudicazione o adeguamento di quanto previsto agli art precedenti circa l’assegnazione o esclusione dalla gara all’impresa che in sede di gara era stata definita aggiudicataria e quindi il sub judice diventa definitivo. Comma IV° Il non rispetto di quanto ai commi precedenti sono oggetto di esclusione dall’aggiudicazione con conseguente assegnazione ed aggiudicazione della gara alla impresa seconda classificata senza che abbia incidenza di media il ribasso effettuato dalla ditta nominata aggiudicataria nella prima seduta di esperimento gara. Comma V° Vale questo provvedimento sia per i lavori pubblici che privati. FIRMA il DOCUMENTO Giovanni Bevacqua Vice Presidente Nazionale e Presidente Regionale Calabria CONFARTIGIANATO EDILIZIA(ANAEPA) contatto 366 3017413 337 871541 0961 794426

  • Ciò che vuoi gli altri facciano fallo tu per primo

    valladolid1959 - 18/05/2012 (20:10:57)

    La P.A. dovrebbe dare sempre il buon esempio...

  • Compensazioni

    Gian Paolo - 18/05/2012 (19:53:52)

    Non mi pare corretto il rapporto tra lo Stato ( debitore) e le imprese o cittadino qualunque ( creditore ), e' necessario che si possano compensare i crediti verso lo Stato con qualunque altra imposta ( IVA, ecc.). E' assolutamente necessario che il Governo faccia una legge per le compensazioni e cio' che non si compensa deve essere pagato con titoli di stato. Solo così ci sara' equita'.

  • Compensazioni

    Gian Paolo - 18/05/2012 (19:52:14)

    Non mi pare corretto il rapporto tra lo Stato ( debitore) e le imprese o cittadino qualunque ( creditore ), e' necessario che si possano compensare i crediti verso lo Stato con qualunque altra imposta ( IVA, ecc.). E' assolutamente necessario che il Governo faccia una legge per le compensazioni e cio' che non si compensa deve essere pagato con titoli di stato. Solo così ci sara' equita'.

  • usura

    roberto simeone - 18/05/2012 (19:24:24)

    La P.A. è al pari degli usurai

  • Scandaloso

    Alessio - 18/05/2012 (19:17:43)

  • legislazione e normativa

    Geom. Chiari C. - 18/05/2012 (18:23:58)

    Per i pochi lavori che si presentano nel edilizia è impossibile in tempi brevi arrivare all'inizio lavori causa adempimenti: - permessi comunali- sismica-paesagistica-risp. energetico- ecc. - costi e tempi assurdi tutti dovuti alla complessita e non sintetica e chira normativa, che neppure gli organi preposti riescano a interpretare, in un comune si interpreta in un modo nell'altro in un altro modo. Mudulistiche che per una pratica si deve ripetere gli stessi dati per ogni facciata si deve asseverare, dichiarare timbrare e sottoscrivere il rispetto di ogni singola norma o legge e chi più ne ha più ne metta. Per una marca da bollo da € 14,62 da uno di questi enti sono state spedite 5 RR inviate con relativa risposta 4 mail e due telefonate. Auguri ai giovani.

  • ex funzionario

    PITI - 18/05/2012 (18:20:53)

    La regolarità contributiva per le imprese che operano con la P.A. é come il cane che si morde la coda, perché diventa un circolo vizioso, cioé se non paghi i contributi perché non riesci ad incassare il credito che uno vanta nei confronti della P.A. la stessa non ti paga, quindi credo che si debba correggere il tiro nei confronti delle imprese creditrici.

  • POVERA ITALIA A SERVIZIO DEI LADRI

    FRANK - 18/05/2012 (18:03:07)

    ORMAI SEMBRA TUTTO POSSIBILE PER LE A.P., E' DIVENTATO NORMALE IL PRETENDERE DA DITTE E PROFESSIONISTI IL PAGAMENTO DI TASSE E CONTRIBUTI VARI SENZA SENTIRE IL DOVERE DI SALDARE I PROPRI DEBITI. LA REGOLARITA' CONTRIBUTIVA PER CHI ESEGUE I LAVORI E' UN DOVERE, MENTRE PER CHI LO COMMISSIONA PAGARE IL DOVUTO E' UN OPTIONAL. CHE STATO E' QUELLO CHE DAI SUOI CITTADINI PRETENDE CORRETTEZZA E PER CONTRO FA GLI INTERESSI DEI PROPRI POLITICI?

  • diventa un'assurdità

    Ferdinando De Rose - 18/05/2012 (17:52:24)

    Il problema del DURC, probabilmente, non esisterebbe se non ci fossero gli inaccettabili ritardi dei pagamenti da parte delle amministrazioni. Mi pare che sia quello il problema da affrontare e risolvere. Per verità l'unione europea era intervenuta correttamente prevedendo che nel caso di ritardo il debitore, compresa la pubblica amministrazione, fosse penalizzato addossandogli un livello di interessi moratori punitivi molto superiori rispetto a quelli ordinari (attualmente 8%). Sta di fatto che, sia per l'intervento dell'AVCP, che ha dichiarato che i lavori pubblici seguono un altro regime (quello del capitolato generale delle opere pubbliche -poco più degli interessi legali-) sia per l'inefficienza della giustizia italiana, aggravata dai blocchi alle azioni giudiziarie connessi al patto di stabilità, la soluzione non funziona. Sarebbe quanto meno necessario, però, che si attivasse effettivamente almeno la possibilità di compensare i debiti verso lo stato con i crediti certi tutte le pubbliche amministrazioni. Senza un meccanismo del genere il DURC diventa un capestro che finisce di uccidere imprese che potrebbero essere considerate sane ed anche efficienti, quando non riescono a riscuotere i loro crediti verso le PA. E le banche non le aiutano: dopo sei mesi dallo sconto delle fatture ne chiedono il rientro, e la situazione diventa drammatica. Con il mancato rilascio del DURC, conseguente alla incapacità di far fronte agli obblighi contributivi e retributivi, si può arrivare addirittura al blocco totale dell'attività imprenditoriale: un assurdo! Quando la richiesta del DURC da parte dell'appaltante (debitore) non diventa un mezzo per dilazionare il pagamento!

  • Basta

    FRANCESCO - 18/05/2012 (17:09:01)

    E' paradossale, prima mettono le imprese con le spalle al muro, e magari nemmeno sono più in grado di pagare e quindi sono morosi, e poi gli dicono non possiamo pagarti perchè non hai più la regolarità contributiva. Se invece gli dai la tangente ti pagano molto velocemente.

  • circolare

    antonio - 18/05/2012 (14:19:14)

    basterebbe ogni fine anno da parte dell'inps un controllo aziendale sui contributi due mesi per mettersi in regola se ciò non accade sospensiva per la società

  • Compensazione

    Alessandro - 16/05/2012 (10:50:38)

    Sarebbe davvero semplice (o almeno faciliterebbe) se si varasse una semplice leggina che attua la compensazione crediti/debiti...ma i politici sono troppo occupati a tartassare di tasse e far finta di lavorare per tagliarsi gli stipendi. Mi chiedo: come mai gli stipendi dei politici non diminuiscono mai anche in momenti di crisi?

  • DURC

    Gerolamo Stagno - 15/05/2012 (02:08:05)

    Siamo alle solite lo Stato fa il forte con i deboli ed il debole con i Forti vedi Confindustria , meditate gente meditate

  • utilità del DURC

    filippo - 14/05/2012 (17:27:40)

    Sono un funzionario tecnico di una PA, in pensione. La mia esperienza sul campo mi dice che successivamente all'introduzione del D.U.R.C. diverse imprese sono scomparse dall'orizzonte dei lavori pubblici. Indagandone le ragioni , nel mio caso, ho scoperto che le stesse utilizzavano il " nero" come normalità. Pertanto c'è stata una discreta pulizia di aziende poco trasparenti. Il lato negativo della questione è che il certificato D.U,R.C. viene emesso facendo perdere più di 40 giorni tra la richiesta, risposta , protocollo ecc.. mentre dovrebbe essere immediato, essendo il tutto informatizzato.

  • Vecchia storia

    Gargiulo Gennaro - 14/05/2012 (11:26:21)

    La mia azienda lavora da circa 30 anni con la Pubblica Amministrazione. Da Tecnico che ero, mi sono trasformato in "cartaro" nel senso che corro dietro le pratiche invitando i diversi funzionari ad ottemperare a qualcosa per il quale sono pagati. Non se ne salva nessuno. (Ministeri, ASL, Comuni) Sono mosche bianche quelli che ottemperano nei tempi tecnici normali ed hanno una "Dignità di Lavoro"In tal modo sono riuscito (non sempre a ridurre il tempo di incasso a 4; 5 mesi. Con la regolarità contributiva si è aggiunto un ulteriore passaggio di 40/60gg. Il grave è nel fato che prima le banche lucravano ma concedevano l'anticipazione su fattura, adesso chi ha un fido deve sottostare alle forche gaudine, altrimenti non riceve alcun anticipo. P.S. attualmente un fido, anche se non utilizzato costa dallo 0,3 allo 0,5 % TRIMESTRALE. Balzello italiano da quando è stato imposto la eliminazione del max scoperto di cc.

  • Durc

    Paola - 14/05/2012 (10:41:20)

    Come faccio a pagare i contributi (e avere il durc in regola) se per i lavori privati attendo di essere pagata da più di 1 anno e per i lavori pubblici da più di 6 mesi?Non capisco...c'è qualcosa che non va nel sistema!Tra l'altro la banca ha chiuso il rubinetto!

  • VELOCIZZARE IL DURC

    GIANTONELLO SANNA - 14/05/2012 (10:16:27)

    Appare evidente che non si può prescindere dal controllo sulla regolarità contributiva tuttavia la lentezza di un meccanismo complesso come quello attuale non deve gravare sull'impresa o sul fornitore di turno. Pertanto il sistema va sicuramente rivisto. Un modello virtuoso potrebbe essere quello della verifica degli inadempimenti attuato dal portale "acquistinretepa" che fornisce la posizione del contribuente in tempo reale.

  • TUTELATE LE PICCOLE IMPRESE

    CAO SANDRO - 13/05/2012 (18:29:40)

    Bisogna rammentare che le piccole imprese artigiane le quali svolgono un servizio di subappalto alle imprese medio grandi, sono tutte alla merce delle speculazioni. Qualora non vi sia l'obbligo della regolarità contributiva ne sarebbero ulteriormente penalizzate, piochè non potrebbero risquotere il credito direttamente all'ente appaltante se l'impresa fallisse. Inoltre basta vedere le vertenze in corso presso i tribunali le cui fila si stanno allungando sempre di più per rendersene conto.

  • durc

    vito - 13/05/2012 (17:09:59)

    Sono un tecnico della pubblica amministrazione e ritengo che non sia giusto faroent fare i lavori alle imprese, pagarle dopo sei mesi e pretendere i DURC al momento dell'avanzamento. Le imprese si indebitano ingiustamente. Pertanto sarebbe opportuno che l'amministrazione potesse detrarre dall'avanzamento le somme per la regolarità contributiva inerente i lavori che sta pagando.

  • DURC

    Maurizio Poli - 13/05/2012 (12:47:21)

    ... la qualità e la correttezza dell'impresa debbono esser un giudizio articolato e con possibilità di deroghe motivate. Questo implica necessariamente che ANCHE i tecnici delle PA si assumano le loro responsabilità perdendo decisioni e non lasciando le stesse solo alla applicazione della Normativa o ai Professionisti incaricati. Inoltre è scandaloso che la PA paghi con tale ritardo ... senza che nulla o nessuno dica o faccia qualcosa.

  • durc irregolare maledetto

    marcello - 13/05/2012 (12:02:27)

    A mio avviso dovrebbe esserci una distinzione fra l'irregolarità contributiva per mancato versamento nei confronti degli operai e maestranze in genere e il mancato pagamento dei propri contributi alle relatice casse di previdenza. Ma come si fa a negare un lavoro a un professionista non in regola con la SUA contribuzione? Fore quel lavoro servirebbe a pagare i propri contributi non versati per difficoltà economiche. E comunque che senso ha non poter accedere ad una commessa pubblica quanto lo stato e le casse di previdenza hanno in mano un formidabile strumento per la riscossione di quanto dovuto e cioè equitalia e le altre agenzie di riscossione. Cosa diversa sarebbe per il mancato versamento dei contributi ai dipendenti ai quali si toglierebbe di fatto un diritto costituzionale e quindi potrebbe essere giusto non affidare al datore di lavoro commesse pubbliche fino alla completa regolarizzazione. In definitiva, se non riesco a versare i miei contributi da libero professionista, non è giusto essere penalizzato poichè una commessa pubblica potrà darmi la possibilità di regolarizzare il dovuto.

  • diversi DURC ?

    pino pisani - 13/05/2012 (11:50:45)

    Forse non siamo riusciti a capire il motivo per cui sono richiesti documenti DURC con intestazioni diverse, nel senso che si sono inventati: il DURC per le opere pubbliche; il DURC per le fatture pubbliche; il DURC per le varie opere; ecc. - Se il DURC evidenzia la regolarità contributiva, questa non è sempre valida qualunque uso se ne faccia ? - potete illuminarmi, grazie ?

  • i buoni consigli

    Allievo - 13/05/2012 (11:30:13)

    Ho avuto modo di seguire le lezioni che l'Ing. Bianchini ha tenuto con la ditta Betaformazione, e posso assicurare che se le imprese seguissero i sistemi e i consigli di questo professionista i problemi di riscossione sarebbero veramente limitati, ovvero relativi a somme del tutto modeste. Se le imprese non sono preparate nè al DIALOGO paritetico, nè tantomeno alla GUERRA con la stazione appaltante è del tutto logico che le difficoltà, pure innegabilmente presenti, non possono che moltiplicare a dismisura le conseguenze negative di norme statali assurde in quanto emanate da idioti incompetenti e corrotti.

  • Non sempre è solo colpa della P.A.

    Edoardo Belfiore - 12/05/2012 (18:52:49)

    Ritengo assolutamente ingiusto il ritardo nei pagamenti di oltre 180 gg. ma altrettanto corretto verificare la regolarità contributiva delle imprese per evitare furbizie degli imprenditori spesso a scapito della sicurezza dei lavoratori. Proporrei una semplificazione estremamente rapida e facile da attuare quella di rendere i DURC, che ormai sono univoci cioè si riferiscono ad un lavoro specifico e ad una fase temporale ben distinta di esso, senza limiti di scadenza (oggi un DURC per un SAL a tutto il 12/05/2011 ad esempio ha validità di 90 gg., dopo di ciò è necessario richiederlo nuovamente reinserendo la richiesta con le stesse caratteristiche di prima ma con altro aggravio di tempo) e limitarne la verifica alle tre fasi salienti di un lavoro: partecipazione gara, aggiudicazione/contratto e liquidazione finale.

  • IMPOSSIBILE

    NEI PASQUALE - 12/05/2012 (15:16:18)

    E' come il cane che si morde la coda; non è possibile che, noi siamo creditori dello Stato di centinaia di miliaia di Euro e che per poterci pagare (lo Stato) ci obbliga a presentare il DURC. Sarebbe molto più logico e semplice (specie di questi tempi) fare una compensazione tra Stato e Operatore Economico. NEI RESTAURO E COSTRUZIONI S.r.l. Via Vanvitelli snc 85013 - Genzano di Lucania (PZ)

  • Solo in Italia!!!!!

    roberto - 12/05/2012 (12:03:12)

    Vorrei che la "pubblica amministrazione" mi spiegasse come uno riesce a pagare le tasse richieste e pagare tutti i contributi quando non è possibile programmare i pagamenti .... sempre in ritardo!!! La matematica non è un'opinione, quando la "cassa" è vuota come si riesce a pagare!!!

  • assurdo

    rg - 12/05/2012 (11:30:29)

    Ritengo assurdo che le PA richiedano la regolarità contributiva quando loro sono le prime a non rispettare i termini di pagamento. Devono dare maggior respiro alle aziende.

  • magari !

    fiorello prencipe - 12/05/2012 (11:28:25)

    a me è capitato di aspettare anche molto di più ed alla fine ho dovuto rinunciare ad interessi e praticare uno sconto del 20% perchè il mio credito, "stranamente" era finito fra i debiti fuori bilancio ! In più ho douto pagare il legale.

  • soluzione meridionale

    Alfredo Morra - 12/05/2012 (10:50:14)

    Dopo 60 anni siamo ancora quì che dobbiamo aiutare il meridione, perchè il meridione dopo 60 anni ha ancora bisogno di essere aiutato. Non solo ci sono leggi che lo rendono esente dal pagare certe tasse poichè è nel bisogno ma anche continuano a mandargli soldi che tolgono da chi paga e che dovrebbe avere dei benefici. Oltre a questo le aziende meridionali che beneficiano delle esenzioni, vengono al nord e portano via il lavoro alle aziende del nord con prezzi inferiori. Però il nord è ricco e il sud continua a essere povero, probabilmente perchè conviene cosi e lo stato non vede o non vuole.

  • Politica sbagliata

    Alfredo Morra - 12/05/2012 (10:40:15)

    E' il sistema politico che è sbagliato.Le leggi sono ancora medioevali. Mentre dovrebbe essere lo stato al servizio del cittadino.Lo stato pretende l'adorazione dal cittadino,il sacrificio, la morte.Chi va al parlamento mentre dovrebbe legiferare per rendere la vita del cittadino più piacevole, con meno problemi, più serena, fanno le leggi per interesse o disinteresse.Loro si riempiono le tasche e chi paga non è mai quello che ne ha beneficio.Il cittadino che paga deve vivere con 1.200,00-1.500,00 € al mese, mentre loro non riescono a vivere con meno di 12.000,00 € al mese tutto spesato.

  • Sul Baratro

    Ezio Di Benedetto - 12/05/2012 (09:50:47)

    Il cane che si morde la coda...questa e la situazione di tante realtà di liberi professionisti e imprese per lo più piccoli artigiani che da tante generazioni coltivano un grande mestiere. Sè non si incassa nei termini pattuiti si comincia ad andare al verde per poi finire nel baratro. Lo Stato quando ti e debitore passano mesi se non anni prima di vedere a frutto il tuo lavoro, sè devi a loro, e per qualche valido motivo salti, attenzione! qui la questione cambia, penali sopra penali. E affoghi in una lenta agonia...incassi qualcosa e TAPPI IL BUCO e non ne vieni fuori più. Viva la democrazia!

  • il cane che si morde la coda

    Nino - 12/05/2012 (09:47:24)

    Ritengo che sia corretto che le P.A. richiedano il DURC per il pagamento delle prestazioni professionali. Ma allo stesso tempo le P.A. e i Committenti in genere non comprendono che la loro mancanza di solerzia nei pagamenti crea in grave danno economico alle imprese e ai professionisti. Basta fare un esempio del grave danno: un professioni. un imprenditore per fsvolgere le loro prestazioni devono sempre mettere mano al portafoglio, con i ritardi nei pagamenti si rischia che l'utile si perde fra interessi delle banche, sanzioni pecuniarie vari, contenziosi vari perchè lo stesso imprenditore sarà costretto a ritardare i pagamenti etc... In sintesi se le P.A. e i committenti pagassero in modo tempestivo, allo stesso modo tempestivo si potrebbero pagare le tasse e i contributi. Saluti

  • Durc e crisi

    mgheido - 12/05/2012 (09:21:15)

    Talvolta, anhe potendo disporre di strumenti quali la rateazione dei debiti contributivi, l'imprenditore con difficoltà economiche non è in grado di accedervi perchè gli stessi sono condizoinati dall'assoluta regolarità dei pagamenti, anche correnti, futuri, Il principio è corretto, purtuttavia quando -magari proprio perché l'amministrazione non paga i suoi debiti - le prospettive finanziarie sono negative, anche la rateazione diventa improponibile.

  • Non si capisce cosa inserire

    Antonio Liverani - 12/05/2012 (07:59:04)

    E' diventata una situazione insostenibile. I pagamenti delle mie prestazioni hanno raggiunto (e ancora aumenteranno) ritardi di ben 500 giorni, altro che 238!

  • Non è giusto

    Ruggero - 12/05/2012 (07:52:13)

    Non è giusto anche perchè la procedura online per il rilascio del Durc da parte degli enti Inps, Inail è farraginosa ed inutilmente ridondante.

  • Ipotesi

    Francesco - 12/05/2012 (07:42:40)

    Ma se invece io artigiano con un dipendente, avessi per me e il dipendente, un fondo pensionistico e una polizza infortuni, non sarebbe meglio. Senza così avere il cappio di INPS e INAIL attorno al collo?

  • Regole e norme scorrette

    Leonello Di Renzo - 12/05/2012 (01:53:14)

    è assolutamente ingiusto. Tutto questo succede perché le regole consentono che la pubblica amministrazione possa essere inadempiente senza alcuna penalizzazione mentre i soggetti privati se ritardano i pagamenti delle tasse o dei contributi oltre agli interessi subiscono pesanti sanzioni finanziarie. Ci sarebbe da ridire anche sul comportamento arbitrario degli enti previdenziali ed assicurativi. Per esempio se un'impresa per un periodo di tempo non ha dipendenti per assenza di commesse non riceve il DURC anche se non ha pendenze contributive. La stessa cosa vale per una nuova impresa senza dipendenti che vorrebbe prima avere una commessa di lavoro e poi poter assumere in funzione del volume di lavoro da eseguire. Non avrà il DURC nemmeno se piange in turco. Provate a fare una inchiesta giornalistica!

  • non si puo piu anfare avanti

    luigi - 11/05/2012 (22:04:31)

    almeno la compensazione

  • scaliamo gli importi dalle tasse

    Domenico - 11/05/2012 (21:34:09)

    Bisogna che lo stato faccia compensazione e dia la possibilità, poi, di far afre altrettanto alle fatture che il debitore ha verso appaltatori e professionisti. Questo serve a dare liquidità a tutti.

  • DURC

    cav.et - 11/05/2012 (19:04:28)

    E' assurdo, ingiusto ed incivile che noi dobbiamo pagare tributi, tasse e imposte in perfetta regolarità, pena sanzioni ed interessi rilevanti, se non addirittura l'impossibilità di lavorare, mentre lo stato e l'amministrazione pubblica fanno quello che vogliono e pagano "a babbo morto" senza riconoscerci interessi e rivalutazione.

  • Durc

    Tecnosid - 11/05/2012 (19:02:09)

    Ma se lo Stato non mi paga da più di 8 mesi, io come faccio a pagare i miei 23 operai?

  • durc

    degansrl - 11/05/2012 (18:50:07)

    io il durc lo toglierei perche reca dei problemi sia lavorativi eed economici . perchè i pagamenti ad oggi non sono mai regolari e superano i 60/90/gg anche dai privati noi ditte come facciamo regolare i contributi tutti i mesi ,le banca non ti aiutano pansa che io ho una impresa e la banca mi ha chiuso i rubinetti da un giorno all'altro il durc non e a posto e ho dovuto lasciare a casa 6 operai la garanzia dei pagamenti se lo fa solo lo stato e noi ? grazie

  • CHE PAGHINO I LORO DEBITI

    GIANNI - 11/05/2012 (17:00:48)

    Sono il diret.tecn. di una azienda edile di 6 operai,in cassa integrazione,con il DURC regolare ma forse sono uno dei pochi,ma avanziamo da ben 3 ennti pubblici ormai da 14 mesi dei soldi e ci hanno risposto che non hanno soldi,e noi con che cosa dobbiamo mangiare? RISPOSTA: con il DURC che ci ha mandato la CASSA EDILE

  • Strozzato

    Alessandro - 11/05/2012 (16:28:21)

    Il Durc è un altro modo trovato dallo Stato per strozzare le imprese e non pagare mail. L'obiettivo dovrebbe essere la crescita...comincino a pagare i loro debiti così noi facciamo girare l'economia. GOVERNO DI LADRI!

  • Durc

    Francesco - 11/05/2012 (15:58:38)

    Se qualche impresa non è in regola con i contributi o con altri pagamenti dovuti ( Es pagamento dei dipendenti ) , l'Ente dovrebbe richiedere un estratto conto certificato del debito e con una liberatoria dell'impresa pagare in nome e per conto dell'impresa l'ente contributivo (o il debitore accertato) e pagare la differenza all'impresa. In alternativa, se il debito non supera il 50% del dovuto, l'Ente paga solo il 50% all'impresa con la condizione che verserà il rimanente solo dopo ricevuta che ha saldato il debito previdenziale o con il debitore accertato. In questo modo il "cerchio infernale" si spezza e si dà modo di pagare ed essere pagati!

  • DURC espressione dello Stato mafioso

    Marco P. - 11/05/2012 (15:39:31)

    @Tecnico Ente Pubblico - Questo ottuso attacco generalizzato a tutte le piccole e medie aziende, obbligate a sottostare a ricatti di impiegati da quattro soldi per poter continuare a lavorare, portera' ben presto al collasso sociale ed economico dell'Italia. Queste ultime disposizioni di Legge servono tra l'altro a spalleggiare assurde angherie delle varie Casse di Previdenza, ree di aver sperperato (molti "vertici" infatti sono oggi sotto indagine da parte della Magistratura) centinaia di milioni di Euro di contributi dei Professionisti iscritti.

  • DURC

    Tecnico Ente Pubblico - 11/05/2012 (15:10:37)

    Il DURC in regola DEVE continuare ad essere condizione necessaria per essere pagati dalle P.A., anzi rilancio dovrebbe esserlo anche per i lavori privati. Il fatto che la P.A. paghi a 200 giorni è un malcostume italiano, ma questo è un altro problema. La regola è corretta. Se non ci fosse la necessità del DURC in regola credo che quasi nessuna impresa pagherebbe i contributi ai dipendenti.

  • vergogna !

    fabrizio Rinaldi - 11/05/2012 (15:01:31)

    E' una vergogna. Lo stato ha comportamenti "mafiosi" !!!

  • ma sono folli quelli che vogliono il DURC?

    claudio - 11/05/2012 (14:27:23)

    per me il DURC è una diavoleria che sta distruggendo le imprese italiane. Sicuramente sarà conseguenza di qualche direttiva europea mal applicata. Il lavoro è un diritto costituzionale. Non si può impoedire ad un'impresa di lavorare perchè manca il DURC semmai si passa al regime sanzionatorio. Non si può neanche bloccare un pagamento, se manca il durc, se no , poi, come fa a versare i contributi? Pertanto chi vota SI a questo sondaggio è un folle.

  • nessuna relazione

    Vincenzo - 11/05/2012 (13:46:00)

    Per un contenzioso con la mia cassa io non posso ottenere il DURC e, di conseguenza, non posso incassare tre fatture emesse a P.A. Ritengo che tale situazione sia assurda e, non consentendomi di incassare le somme per lavori già eseguiti, mi trovo in grande difficoltà economica con ratei di mutui che non riesco a pagare, utenze che mi vengono staccate per morosità, costringendomi a utilizzare le poche somme che incasso per far fronte alle necessità primarie della mia famiglia, (monoreddito), trovandomi quindi nell'impossibilità di pagare regolarmente l'IVA e i contributi, (non ho dipendenti) . . . aggrando ogni giorno di più la mia posizione contributiva e fiscale . . . . c'è qualcuno che possa interrompere questo circolo vizioso o devo per forza convincermi ad giungere ad estreme conseguenze?

  • 236 giorni

    Impresa - 11/05/2012 (12:29:28)

    Ho atteso 236 giorni per ricevere il pagamento di 20.380 euro...nel frattempo ho dovuto indebitarmi per pagare stipendi e contributi....

  • Compensazione

    Rossana - 11/05/2012 (12:27:15)

    Mi chiedo: è così difficile stabilire un meccanismo di compensazione crediti/debiti con la pubblica amministrazione?se io devo dare 100 euro allo Stato e lo Stato deve dare 10.000 euro a me, è corretto che chi se la prende nel di dietro sono io, mentre lo Stato ne esce sempre fresco e pettinato?NON LO CAPISCO, davvero forse sono stupida ma il mondo reale dove vivo non è più comprensibile e è fuori da ogni logica!

  • DURC

    TERENZI FABIO - 11/05/2012 (12:21:36)

    A gennaio 2012 ho richiesto il DURC per lavori privati in edilizia. A febbraio 2012 mi è stato rilasciato REGOLARE. A marzo l'ho richiesto nuovamente e mi è stato rilasciato NON REGOLARE a causa di dubbi da parte dell'INPS di contributi versati per un dipendente nel 2010. Domanda: ma se a febbraio 2012 il DURC era regolare, come fa a marzo 2012 non essere più regolare a causa di "dubbi" risalenti a febbraio 2010??? Misteri dell'INPS......

  • ingiusto

    alessandro - 11/05/2012 (12:04:38)

    Non è corretto. potrebbero intervenire prevedendo lo sconto a scalare delle fatture non pagate dalle P.A. dai contributi ed oneri vari, che le imprese ed i professionisti devono pagare ogni mese con gli F24, utilizzando una forma di compensazione come per tutti i crediti. Solo in questo modo è comunque lecito pretendere il DURC

  • ingiustizia del DURC

    Tommy - 10/05/2012 (10:45:00)

    ci siamo impegnati per acquisire un lavoro importante, abbiamo dato disponibilità massima per realizzare campioni, venire incontro alle esigenze economiche del committente. A conclusione del contratto abbiamo dovuto abbandonare la commessa per un ritardo di 15 gg. nel pagamento del DURC. Di sti tempi con il lavoro che scartseggia e i pagamenti pure!

  • Non va bene

    Roberto G. - 09/05/2012 (19:05:46)

    Sono un libero professionista in contenzioso da due anni con Inarcassa...risultato?non posso partecipare a nessuna gare di affidamento di incarichi di ingegneria e architettura...però il mio adesso è un fatto di principio!NON PAGO! tanto anche se arrivo a vincere qualche gara, la base d'asta sarebbe così bassa, il ribasso sarebbe così alto e il pagamento avverrebbe con così tanto ritardo che...FANCULO ALLE GARE PUBBLICHE!

  • durc

    desario antonietta - 09/05/2012 (18:54:23)

    è ridicolo che lo stato pretenda la regolarità contributiva e fiscale dalle aziende, quando è il primo a non essere regolare!

  • Rivedere

    Giuseppe - 09/05/2012 (18:40:30)

    Penso sia tutto da rivedere, pagare i contributi è importante e la norma è stata istituira per un mondo perfetto in cui la P.A. paga a scadenza.

  • Da pazzi

    Max - 09/05/2012 (18:37:51)

    La normativa è assurda. La P.A. pretende che noi paghiamo i contributi in regola, però non rispetta i pagamenti. Da padre di famiglia devo fare una scelta: 1) pagare i contributi e non pagare gli stipendi 2) pagare gli stipendi e non pagare i contributi (e mi posso dimenticare il mio pagamento anche a 6 mesi) 3) mi indebito per pagare tutto (e le banche ingrassano) 4) licenzio tutti i dipendenti e vado in bancarotta

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