Nuovo manuale di prevenzione incendi

Claudio Giacalone

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DESCRIZIONE

Dopo il codice di sicurezza antincendio (D.M. 03/08/2015)
Adempimenti amministrativi - Progettazione antincendi - Impianti - Disposizioni di sicurezza
III edizione aggiornata con il d.m. 3 agosto 2015 "Codice di prevenzione incendi"
Con Formulario e Appendice normativa su Cd-Rom

L’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151 ha avviato il processo di rinnovamento e di semplificazione dei procedimenti
amministrativi per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, il cui obiettivo nasce dall’esigenza di assicurare tempi più rapidi per l’avvio delle attività produttive, senza ridurne nel contempo il livello di sicurezza, ed ha comportato da un lato il trasferimento di parte dei controlli antincendio ai professionisti antincendio, dall’altro ha consentito di impiegare più efficacemente le risorse dei Vigili del fuoco nelle verifiche successive all’avvio dell’esercizio.

La pubblicazione del Codice di prevenzione incendi ha inoltre consentito di raccogliere in un unico testo normativo organico e sistematico le disposizioni di prevenzione incendi applicabili alle attività a rischio di incendio, fornendo nuovi strumenti di progettazione, più versatili ed accettati a livello internazionale, in grado di individuare le soluzioni tecniche necessarie, che però richiedono ai progettisti una più ampia qualificazione e maggiori competenze su svariate discipline, per le casistiche di cui spesso risulta difficile l’individuazione della soluzione.

Il manuale costituisce quindi un supporto di riferimento per i professionisti antincendio che, nell’attività di progettazione, sentono sempre più l’esigenza di disporre di informazioni organiche relative agli aspetti tecnici della sicurezza antincendio e agli aspetti amministrativi.

In relazione ad esigenze di uniformità nelle valutazioni, il manuale consente anche agli incaricati delle verifiche l’approfondimento di specifiche tematiche delle disposizioni tecniche di sicurezza antincendio, che spesso risultano molto complesse e che richiedono, per la loro soluzione, studi, approfondimenti e conoscenze specifiche nel settore dell’antincendio.

L’opera racchiude il frutto di una lunga esperienza professionale nel campo della prevenzione incendi e nella verifica delle condizioni di sicurezza antincendio
delle attività, ed è rivolta ai professionisti che operano metodicamente nel settore della prevenzione degli incendi ed anche a coloro che si confrontano occasionalmente con le problematiche di sicurezza, e vuol essere un contributo, molto lusinghiero, alla diffusione della cultura della prevenzione incendi.

Nel Cd allegato:
- Formulario con 23 modelli compilabili
- Appendice normativa contenente anche la circolare del Ministero dell’Interno n. 3181 del 15/3/2016 con le linee guida per la valutazione in deroga dei progetti di edifici storici tutelati, secondo il Codice di prevenzione incendi

Claudio Giacalone, laureato in ingegneria civile e in ingegneria per la sicurezza del lavoro e dell'ambiente, è un dirigente del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. E' stato Comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Belluno e svolge attualmente la funzione di Dirigente Addetto al Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Milano.

Indice

Capitolo I - La legislazione italiana sui servizi di prevenzione degli incendi
1. I servizi di prevenzione e di estinzione degli incendi
2. Metodologia per la valutazione del rischio di incendio
3. La disciplina dei procedimenti di prevenzione incendi fino al 2011
4. Le nuove procedure di prevenzione incendi

4.1. Il decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151
4.2. Modifiche rispetto al precedente elenco di attività soggette
4.3. La valutazione dei progetti
4.4. La segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
4.5. I controlli di prevenzione incendi
4.6. L’attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio
4.7. Modifiche di attività che comportano aggravio di rischio
4.8. Obblighi connessi con l’esercizio dell’attività
4.9. Deroghe all’applicazione delle regole tecniche di prevenzione incendi
4.10. I nuovi procedimenti volontari: il nulla osta di fattibilità e le verifiche in corso d’opera
4.11. Raccordo con le procedure dello Sportello Unico per le attività produttive (SUAP)
4.12. Disposizioni transitorie
4.13. Procedimenti nel periodo transitorio
4.14. Il sistema tariffario nel transitorio
5. I professionisti abilitati alle certificazioni antincendio
5.1. Programmi e organizzazione dei corsi
5.2. Esame di fine corso e commissione esaminatrice
5.3. Iscrizione negli elenchi del Ministero dell’interno
5.4. Requisiti per il mantenimento dell’iscrizione negli elenchi del Ministero dell’interno
6. Lo Sportello Unico per le attività produttive
6.1. Finalità e ambito di applicazione
6.2. Il portale “impresainungiorno”
6.3. Funzioni e organizzazione dello Sportello Unico per le attività produttive
6.4. Presentazione ed effetti delle segnalazioni e delle istanze
6.5. Procedimento unico
6.6. Raccordi procedimentali con lo strumento urbanistico
6.7. Chiarimenti tecnici
6.8. Chiusura dei lavori e collaudo
6.9. Misure per l’attuazione dello Sportello Unico per le attività produttive

Capitolo II - Gli adempimenti per l’attivazione delle procedure e le certificazioni
1. Premessa
2. Istanza di valutazione dei progetti
3. Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
4. Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio
5. Istanza di deroga
6. Adempimenti dei Comandi provinciali dei Vigili del fuoco connessi alle procedure di prevenzione incendi
7. Procedure speciali di prevenzione incendi
7.1. Istanza di nulla osta di fattibilità
7.2. Istanza di verifica in corso d’opera
7.3. I depositi fissi di gas di petrolio liquefatto (GPL)
7.4. Le aziende a rischio di incidente rilevante soggette alla presentazione del rapporto di sicurezza, ai sensi dell’art.
15 del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105
7.5. Le gallerie stradali e ferroviarie
7.6. Voltura

Capitolo III - Elementi di base del progetto di prevenzione incendi
Premessa
1. Il regolamento europeo sui prodotti da costruzione
1.1. Premessa
1.2. Obiettivi di sicurezza antincendio
1.3. La dichiarazione di prestazione (DoP)
1.4. Principi generali e uso della marcatura CE
1.5. Obblighi degli operatori economici
1.6. Specifiche tecniche armonizzate
2. Compartimentazione e resistenza al fuoco
2.1. La resistenza al fuoco delle strutture di un edificio
2.2. La compartimentazione e le comunicazioni
3. Classificazione di resistenza al fuoco
3.1. Gli Eurocodici
3.2. La norma armonizzata europea EN 13501-2:2005
3.3. Prove di laboratorio per la determinazione della resistenza al fuoco
3.4. La classificazione di resistenza al fuoco
4. Prestazioni di resistenza al fuoco
4.1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali
4.2. Il carico d’incendio specifico
4.3. Il metodo statistico
4.4. Il programma ClaRaf
4.5. Elementi strutturali in legno e resistenza al fuoco
4.6. Quando calcolare il carico d’incendio specifico?
4.7. Le attività non “soggette” ai controlli di prevenzione incendi
4.8. La circolare del Ministero dell’interno n. 91/1961
5. Le caratteristiche meccaniche e termiche dei materiali da costruzione
5.1. L’acciaio
5.2. Il calcestruzzo
5.3. Il legno
5.4. Le strutture murarie
5.5. Altri prodotti
6. La ventilazione
6.1. Ventilazione naturale e forzata
6.2. Ventilazione permanente
7. La reazione al fuoco dei materiali

Capitolo IV - Le uscite di emergenza e i percorsi di esodo
1. Le vie e le uscite di emergenza
1.1. I requisiti delle uscite di emergenza
1.2. Il dimensionamento delle vie di uscita
1.3. Valutazione dell’adeguatezza delle vie di uscita
1.4. Determinazione del numero e della larghezza delle scale
1.5. Misure di sicurezza alternative
1.6. Misure per limitare la propagazione dell’incendio nelle vie d’uscita

Capitolo V - Gli impianti tecnici e tecnologici
1. Gli impianti di sollevamento
2. Gli impianti per la produzione di calore alimentati da combustibili liquidi e gassosi
2.1. Disciplina, campo di applicazione ed obiettivi
2.2. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali
2.3. Installazione degli apparecchi
2.4. Installazione di apparecchi all’interno di serre.
2.5. Deposito di combustibili liquidi
2.6. Accessori, impianto elettrico, mezzi di estinzione e segnaletica di sicurezza
3. Gli impianti di condizionamento e di ventilazione
4. Gli impianti elettrici
4.1. Premessa
4.2. I luoghi a maggior rischio in caso di incendio
4.3. L’impianto di messa a terra
4.4. La protezione dalle scariche atmosferiche
4.5. Impianti elettrici nei luoghi a rischio di esplosione
5. Gli impianti di sicurezza
5.1. Gruppi elettrogeni
5.2. Illuminazione di emergenza
6. Impianti fotovoltaici

Capitolo VI - I rischi specifici nelle attività industriali, artigianali e nei servizi
1. Premessa
1.1. Le distanze di sicurezza
2. L’impiego dei liquidi infiammabili
2.1. Classificazione degli oli minerali
2.2. Classificazione dei depositi e degli stabilimenti
3. I luoghi a rischio di esplosione
4. I depositi di gas combustibili liquefatti in bombole.
5. I depositi fissi di gas GPL con capacità complessiva non superiore a 13 m3
5.1. Disciplina e campo di applicazione
5.2. Disposizioni tecniche
6. Impianti di imbottigliamento e depositi di gas GPL in serbatoi fissi ad uso commerciale di capacità complessiva superiore a 5 m3 e/o in recipienti mobili di capacità complessiva superiore a 5.000 kg
7. I contenitori-distributori rimovibili di gasolio per il rifornimento di automezzi destinati all’attività di autotrasporto
8. I distributori di carburanti
9. Le reti di distribuzione di gas combustibili
10. Le cabine di decompressione del gas metano
11. I perossidi organici
12. Le sorgenti radioattive
13. Gli impianti ad olio diatermico
14. Impianti di distribuzione di gas GPL per uso nautico
15. Autorimesse
16. Metropolitane
17. Le macchine elettriche fisse

Capitolo VII - Gli impianti di protezione attiva
1. Le sostanze estinguenti
2. La classificazione degli incendi
3. Attrezzature e impianti di estinzione degli incendi
3.4. Gli impianti fissi ed automatici di estinzione
4. Impianti di evacuazione dei fumi e del calore
5. Gli impianti di rivelazione e segnalazione incendi
6. La manutenzione degli impianti antincendio

Capitolo VIII - Le regole tecniche di prevenzione incendi
1. Le strutture ricettive turistico-alberghiere
1.1. Campo di applicazione
1.2. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali
1.3. Disposizioni relative alle attività ricettive con capacità superiore a venticinque posti letto – Attività di nuova costruzione
1.4. Attività esistenti
1.5. Rifugi alpini
1.6. Piano straordinario biennale di adeguamento antincendio. »
1.7. Strutture ricettive esistenti inserite all’interno di edifici di valore storico ed artistico
1.8. Strutture ricettive con numero di posti letto superiore a 25 e fino a 50
1.9. Campeggi e strutture ricettive all’aperto
2. I locali per le attività di spettacolo e di intrattenimento
3. Gli impianti per le attività sportive
4. Gli edifici scolastici
5. Le attività commerciali di vendita all’ingrosso e al dettaglio
6. Gli edifici destinati a civile abitazione
7. Gli edifici storici destinati a musei e gallerie
8. Gli uffici pubblici e privati
9. Gli asili nido
10. Le strutture sanitarie pubbliche e private

Capitolo IX - La valutazione del rischio di incendio secondo il Codice di prevenzione incendi

Premessa
1. Sezione G – Generalità
1.1. Termini, definizioni e simboli grafici
1.2. Progettazione per la sicurezza antincendio
1.3. Determinazione dei profili di rischio delle attività
2. Strategia antincendio
2.1. Reazione al fuoco
2.2. Resistenza al fuoco
2.3. Compartimentazione
2.4. Esodo
2.5. Gestione della sicurezza antincendio
2.6. Controllo dell’incendio
2.7. Rivelazione ed allarme
2.8. Controllo di fumi e calore
2.9. Operatività antincendio
2.10. Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio
3. Sezione V – Regole tecniche verticali
3.1. Aree a rischio specifico
3.2. Aree a rischio per atmosfere esplosive
3.3. Vani degli ascensori
4. Sezione M – Metodi
4.1. Metodologia per l’ingegneria della sicurezza antincendio
4.2. Scenari di incendio per la progettazione prestazionale
4.3. Salvaguardia della vita con la progettazione prestazionale

Capitolo X - La valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro
1. Linee guida per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro
2. Misure intese a ridurre la probabilità di insorgenza degli incendi
3. Informazione e formazione antincendio
4. Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio
5. Programmi dei corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze

Capitolo XI - Cenni sull’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio
1. Il decreto del Ministro dell’interno 9 maggio 2007
2. Il sistema di gestione della sicurezza antincendio
3. La progettazione antincendio con i metodi dell’approccio ingegneristico
3.1. Definizioni
3.2. Scheda informativa generale
3.3. Analisi preliminare
3.4. Definizione del progetto
3.5. Identificazione degli obiettivi di sicurezza antincendio
3.6. Identificazione dei livelli di prestazione
3.7. Scenari di incendio
3.8. Analisi quantitativa
3.9. La documentazione a corredo dei modelli
3.10. Parametri e valori associati
3.11. Metodi analitici (a seconda dell’algoritmo scelto)
3.12. Modelli a zone
3.13. Modelli di campo
3.14. Modelli di simulazione dell’esodo
3.15. Confronto fra risultati e livelli di prestazione

Capitolo XII - La chimica del fuoco e i materiali combustibili
1. La combustione
2. Il potere calorifico

Capitolo XIII - Esempi di relazione tecnica di attività a rischio di incendio
1. Relazione di progetto antincendio per un complesso immobiliare, destinato ad uffici a servizio di un’attività bancaria, comprensivo di richiesta di deroga
2. Relazione di progetto antincendio per una tessitura
3. Relazione di progetto antincendio per un deposito di materiali e allestimenti scenici, redatto secondo il Codice di prevenzione incendi

Bibliografia

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