L'ANCE FAVOREVOLE A MODIFICHE MA SOLO DI DETTAGLIO

20/06/2006

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Non sappiamo, ancora, se il "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE" emanato con Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 pubblicato sul supplemento ordinario n. 107 alla gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2006, entrerà in vigore l'1 luglio nella versione attuale o meno ma, comunque, lo scampato pericolo di una sospensione di tutto il testo viene accolta con sollievo dall'Associazione Nazionale costruttori edili (ANCE) ed il direttore Carlo Ferroni, con un commento a caldo, precisa: «Mi compiaccio che si sia riflettuto sull’idea di sospendere l'entrata in vigore del codice appalti.

Carlo Ferroni continua, poi, sulla possibilità di un intervento del Governo al fine di modificare con un decreto correttivo le norme sulla trattativa privata, l'appalto integrato e l'aggiudicazione per mezzo dell'offerta economicamente più vantaggiosa precisando che, in linea di principio l'ANCE può essere d'accordo precisando che: "Se c'è la necessità di ritoccare alcuni aspetti, ci auguriamo di poterne discutere tutti insieme".

Ferroni fa capire, dunque che l'ANCE può essere d'accordo ad alcune modifiche a condizione che il codice entri, comunque, in vigore e non si riapra, nuovamente, la discussione su un provvedimento che, di fatto, in gran parte non fa altro che recepire le due direttive europee 2004/17/CE e 2004/18/CE ed a riordinare un complesso di norme molto frammentario.
Per atro il codice ha recepito alcuni nuovi profili quali quello dell’avvalimento introducendo, in qualche caso,aspetti originali e migliorativi.

"Mi auguro che per il codice si parli di ritocchi, non di cambiamenti radicali - ribadisce Ferroni -. Altrimenti si va nell’incertezza, sia per le stazioni appaltanti sia per le imprese. Spero quindi che il lavoro si limiti alla limatura di qualche cuspide".
D'altra parte la prospettiva di modifiche profonde, o addirittura di una sospensione del decreto legislativo aprirebbe un periodo di confusione normativa che porterebbe ad un blocco delle opere pubbliche.

L'OICE (Società di ingegneria) ed il CNAPPC (Consiglio nazionale degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori) prendono, invece, le distanze principalmente dall’appalto integrato che - precisano - farebbe scomparire le società di ingegneria e farebbe scendere il livello qualitativo dell’architettura.


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