RICORSO DELLA REGIONE VENETO

25/08/2006

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Mentre la Regione siciliana, in riferimento al decreto Bersani, sta verificando verificare “la sussistenza di profili di incostituzionalità o di possibile insorgenza di conflitti di attribuzioni fra poteri dello Stato”, la Regione Veneto ha già deciso di ricorre alla Corte Costituzionale contro una legge ritenuta lesiva delle potestà garantite dalla costituzione alle regioni.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, aveva indicata questa possibilità il 28 luglio scorso in occasione della protesta dei professionisti facendo chiaramente intendere che non poteva essere lui a valutare l’eventuale incostituzionalità della legge.

La Regione Veneto è stata spinta al ricorso da molteplici motivazioni tra le quali vengono indicate le seguenti:
  • viene violata le potestà garantite dalla costituzione alle regioni;
  • non viene rispettata la carta costituzionale in materia di professioni, di distribuzione commerciale, di distribuzione dei farmaci , di autotrasporto non di linea e trasporto pubblico locale.
Il ricorso alla Corte costituzionale è contro lo Stato nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi e nello stesso oltre le principali contestazioni precedentemente esposte viene chiesto, anche, che vengano ritenute illegittime le parti che riguardano i costi degli apparati pubblici regionali e locali e le spese di funzionamento per enti e organismi pubblici non territoriali.
Per ultimo nel ricorso vengono ritenute inaccettabili anche gli articoli relativi al contenimento della spesa pubblica, all’introduzione delle norme di principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica, al divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo in caso di mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio di spesa.

A cura di Paolo Oreto
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