IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA DLGS CORRETTIVO

04/09/2006

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Il Consiglio dei Ministri del 31 agosto ha approvato lo schema del decreto legislativo con il quale si avvia il processo di modifica del recente Codice dell’ambiente (D.lgs. n. 152/2006) e nello stesso tempo si definiscono alcuni provvedimenti di immediata applicazione quali:
  • la proroga delle Autorità di bacino oltre il 30 settembre prossimo e sino all’approvazione del nuovo decreto legislativo;
  • la soppressione dell’Autorità di vigilanza su acque e rifiuti;
  • l’allungamento dei tempi per l’adeguamento dello statuto del CONAI.
In particolare lo schema del decreto legislativo riveste una notevole importanza per la gestione dei rifiuti e le bonifiche poiché contiene l’impegno ad intervenire attraverso un successivo provvedimento correttivo delle singole disposizioni.

Lo schema del decreto tiene conto, attuando però un processo di mediazione, delle posizioni espresse dalle Commissioni ambiente della Camera dei Deputati e del Senato nonché delle Regioni.
Nei prossimi giorni sarà avviato il vero e proprio processo di revisione del Codice che dovrebbe coinvolgere anche le associazioni di categoria dei settori interessati. Nel merito delle norme che saranno oggetto di esame e di eventuale modifica si evidenzia che sia da parte delle Regioni, che della Commissione ambiente del Senato è stata richiamata l’attenzione sulla gestione delle rocce e terre da scavo provenienti dall’attività edile le cui regole attualmente in vigore non sarebbero conformi alle indicazioni della Comunità Europea.

In ogni caso è opportuno ricordare che, sino a quando non sarà emanato un provvedimento di espressa modifica, la gestione delle rocce e terre da scavo è sottoposta alle disposizioni contenute nell’articolo 186 del Codice dell’ambiente che descrivono un percorso tecnico-amministrativo ben delineato che prevede, tra l’altro, il parere/intervento dell’ARPA garantendo così un’ampia tutela dell’ambiente.

Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, partecipando alla riunione straordinaria del Consiglio Federale, l'organo che riunisce periodicamente l'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) e le Agenzie ambientali regionali e delle province autonome (Arpa/Appa), ha ribadito che anche Apat e Arpa parteciperanno attivamente alla redazione del nuovo Codice dell'Ambiente.
"L'Apat va rivitalizzata e rilanciata nel suo ruolo autorevole - ha detto il ministro - e tutto il sistema delle agenzie è fortemente chiamato a fornire indicazioni su vicende come la revisione della legge delega".

Il ministro, riferisce una nota dell'Apat, ha voluto sottolineare con la sua presenza l'importanza di un rapporto di cooperazione fra Stato e Regioni e ha affermato che "chi opera nel settore dei controlli ambientali ha il dovere di fornire indicazioni affinché le leggi non siano astratte, ma abbiano una vera applicabilità normativa”.
"Per il ministro - riferisce l'Apat - è prioritario semplificare le fasi burocratiche della normativa. A tale scopo le agenzie devono avere una sempre maggiore capacità di controllo sull'ambiente, che ponga le condizioni anche di revocare le autorizzazioni e applicare le sanzioni laddove le misure non siano rispettate". Pecoraro Scanio, nel corso della riunione ha dettato le tappe del lavoro di revisione della legge delega: a settembre si rivedranno rifiuti, bonifiche e acque, come era stato segnalato dalle Regioni e dalla Conferenza Stato-Regioni. Poi si passerà alla Via (Valutazione di impatto ambientale) e alla Vas (Valutazione ambientale strategica).
"In Italia manca una cultura della programmazione e il senso della progettualità - ha detto Pecoraro Scanio - Si viaggia ancora troppo sull'improvvisazione, come ha dimostrato il dibattito sui rigassificatori".

A conclusione del suo intervento, il ministro Pecoraro Scanio ha sottolineato come occorra dare risposte ai cittadini sul tema dell'ambiente. "Serve una normativa chiara con principi di base semplici come 'chi inquina paga' oppure il controllo dei rifiuti dalla culla alla tomba". © Riproduzione riservata

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