COMUNICATO STAMPA DELL’ANCE

17/10/2006

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Il 12 Ottobre scorso, in occasione dell’Audizione dell’Ance presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il Presidente dell’Ance Paolo Bozzetti ha espresso, in riferimento alla Finanziaria 2007 varata dal Governo, forti perplessità sulle misure relative a fisco e lavoro e soprattutto ha denunciato l’assenza di politiche organiche per infrastrutture e città e di risorse ad hoc per la casa.

“Se da un lato va apprezzato l’impegno del Governo per gli investimenti infrastrutturali attraverso un importante incremento degli stanziamenti - ha affermato Buzzetti – dall’altro la manovra contiene disposizioni che assumono carattere e finalità penalizzanti se non addirittura punitive per le imprese di costruzioni fino al punto di minacciarne l’operatività e di vanificare di conseguenza lo stesso sforzo compiuto dal Governo nel campo degli stanziamenti.”
Stanziamenti che, peraltro, per ora sono prevalentemente legati al Fondo Tfr, soggetto al vaglio europeo e per i quali i costruttori chiedono garanzie circa la loro effettiva disponibilità.

Fra le disposizioni che sollevano maggiori preoccupazioni, anche con riferimento al decreto Visco varato nel luglio scorso, sono citate la norma che fa riferimento al valore di mercato dei beni immobiliari ai fini tributari, la norma che stabilisce l’obbligo dell’appaltatore di versare l’Iva dovuta dai subappaltatori, la norma che condiziona il pagamento delle imprese appaltatrici alla verifica estremamente complessa dell’inesistenza di cartelle tributarie non definite, l’aumento dell’imposizione fiscale sui trasferimenti immobiliari, l’esclusione potenziale dei costruttori dalla possibilità di utilizzare per la realizzazione di opere pubbliche il contratto di locazione finanziaria.

Parimenti in contrasto con le aspettative di crescita del mercato sono il forte ridimensionamento del campo di azione delle agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie e l’assenza di misure di rafforzamento del partenariato pubblico-privato.

A prescindere dalla onerosità della manovra e pur condividendo l’obiettivo di lotta al lavoro nero e all’evasione nel suo complesso, il rischio più grave - precisa Buzzetti - è quello di un aumento eccezionale dell’incertezza, del contenzioso e del carico sulle imprese di un enorme cumulo di documenti contabili, spesso inutili.

L’Ance si augura vivamente - conclude il Presidente dell’Ance - che Governo e Parlamento prendano atto della necessità di importanti correttivi alla manovra finanziaria allo scopo di non compromettere quel ruolo del settore che lo stesso Governo ritiene decisivo per lo sviluppo e l’occupazione”. © Riproduzione riservata

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