LA COGENERAZIONE

03/11/2006

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Il 27 Ottobre scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che attua la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 febbraio 2004 con lo scopo di incentivare la diffusione della cogenerazione ad alto rendimento, vale a dire la produzione combinata di energia elettrica e calore. Il calore può essere utilizzato per scopi di processo industriale o di condizionamento ambientale (riscaldamento e raffreddamento degli edifici), con il conseguente risparmio di energia e aumento del rendimento energetico del processo.

La cogenerazione viene realizzata recuperando il calore prodotto da un motore primo alimentato a combustibile fossile (gas, olio combustibile, biomasse, etc) e garantisce un significativo risparmio di energia rispetto alla produzione separata dell'energia elettrica (tramite generazione in centrale) e del calore (tramite centrale termica tradizionale). La cogenerazione viene realizzata in particolari centrali elettriche che recuperano l'acqua calda di processo e/o i fumi. Tutto avviene in un solo processo nel quale l'energia contenuta nel combustibile viene maggiormente sfruttata e questo comporta, rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e calore, un risparmio in termini economici, energetici (riduzione di combustibile da utilizzare per produrre energia elettrica e termica) e di emissioni in atmosfera.

Lo schema del decreto prevede che chi la sceglie avrà benefici sia in termini di semplificazioni, sia in termini di una assegnazione più vantaggiosa di titoli che attestano il risparmio energetico, i cosiddetti certificati bianchi. Certificati che hanno un valore di mercato e potranno essere quindi utilizzati dagli operatori per sostenere più facilmente i costi iniziali della produzione in cogenerazione.
Il decreto recepisce la direttiva dell’Unione Europea la quale stabilisce che gli Stati Membri possono, sino al 2010, fare riferimento a calcoli alternativi rispetto a quelli indicati dalla direttiva stessa per definire la cogenerazione. La cogenerazione, secondo la direttiva, è tale se rispetta i parametri fissati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (delibera 42/02) ed in particolare uno dei parametri fissati è l’indice di risparmio energetico (IRE).
Lo schema prevede anche degli incentivi per chi produce in cogenerazione mediante l’estensione della durata dei certificati bianchi, consentendo, dunque, di ottenere ricavi maggiori dalla vendita sul mercato dei certificati, ammortizzando più velocemente il costo iniziale dell’impianto di cogenerazione.

Il decreto legislativo fa chiarezza sulle disposizioni della legge Marzano (23 Agosto 2004, n.239) stabilendo che, fatti salvi i diritti acquisti, d’ora in avanti la cogenerazione applicata al teleriscaldamento avrà la stessa incentivazione della cogenerazione ad alto rendimento e quindi non beneficerà dei certificati verdi ma dei certificati bianchi, oltre ai benefici già previsti quali la priorità di dispacciamento e l’esenzione dall’obbligo di immissione in rete di una percentuale di energia da fonti rinnovabili.

Vi sarà di concerto tra il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente e dell’Interno l’emanazione di un decreto che semplificherà le procedure amministrative per l’istallazione e l’esercizio di unità di piccola e di micro-generazione(<1MW e 50 KW).
Vengono stabiliti, infine, i criteri per il monitoraggio della cogenerazione in Italia: entro il 21 Febbraio del 2007 e ogni 4 anni il Ministero dello sviluppo economico, di concerto col Ministero dell’ambiente, pubblicherà una relazione sull’applicazione del decreto che viene inviata per informazione alla Commissione europea.
Il decreto, che ora dovrà passare al vaglio delle Commissioni parlamentari e della Conferenza unificata, non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

A cura di Gianluca Oreto
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