APPROVATO IN CONSIGLIO DEI MINISTRI IL DDL MASTELLA

04/12/2006

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Nella seduta del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso 1 Dicembre è stato approvato il disegno di legge che delega il Governo a procedere al riordino dell’accesso alle professioni intellettuali, alla riorganizzazione degli ordini, albi e collegi professionali, al riconoscimento delle associazioni professionali, alla disciplina delle società professionali e al raccordo di tali disposizioni con la normativa vigente dell’istruzione secondaria superiore ed universitaria.

I motivi che stanno alla base di questo disegno di legge e quindi alla necessità di una completa revisione del sistema degli ordini professionali vanno ricercati nella maggiore garanzia di qualità verso l’utente finale, ovvero il “consumatore delle prestazioni professionali” (e non a favore del professionista) e nell’abbattimento delle barriere all’ingresso che bloccano i giovani che si approntano ad intraprendere la libera professione.

Si tratta di un provvedimento normativo caratterizzato da un’impronta di liberalizzazione che si esplica nei seguenti punti:
  • libero accesso alle professioni, senza vincoli di numero (ad esclusione di quelle professioni caratterizzate dall’esercizio di funzioni pubbliche o dall’esistenza di uno specifico interesse generale, come per la professione notarile);
  • tirocinio formativo limitato ad un massimo di 12 mesi e riconosciuto da “equo compenso”, il tirocinio servirà a favorire l’ingresso alla professione dei giovani e potrà essere svolto anche nella fase conclusiva del percorso di studi o sostituito da forme alternative e integrative mediante corsi di formazione organizzati da soggetti pubblici ed, infine, potrà essere svolto all’estero;
  • iniziative a sostegno dei giovani meritevoli c on il riconoscimento agli ordini della possibilità di erogare borse di studio, contributi per l’iniziale avvio all’attività professionale, rimborso del costo dell’assicurazione professionale ed il ruolo di indirizzare i giovani verso l’attività professionale;
  • eliminazione dei vincoli territoriali nell’esercizio delle attività;
  • libera concorrenza e possibilità di effettuare pubblicità dell’attività professionale quanto a costi, specializzazioni e servizi offerti, al fine di consentire all’utente una scelta informata;
  • abolizione dell’obbligo di tariffe minime (al cui ammontare verrà posto un limite massimo);
  • riorganizzazione degli ordini professionali e presenza regolamentata delle associazioni professionali, con la tendenza di evitare la dilatazione nel numero degli stessi cercando di accorpare gruppi omogenei, alle associazioni verrà dato il compito di certificare la qualità professionale dei propri iscritti e vengono richiesti requisiti di serietà e di organizzazione interna secondo quanto previsto dal quadro normativo europeo; l’attività degli ordini dovrà essere diretta allo sviluppo della qualità professionale dei propri iscritti a garanzia degli interessi dell’utente finale; gli ordini sono chiamati a svolgere funzioni di aggiornamento, di comunicazione e di supporto al turn over delle categorie; vengono, inoltre, introdotte delle modalità di controllo e di sanzione di ordine territoriale e nazionale agli ordini che non rispondono alle funzioni loro assegnate;
  • controlli alla deontologia professionale, svolti tramite soggetti esterni, non iscritti alla categoria professionale da esaminare;
  • obbligo per il professionista a sottoscrivere un’assicurazione per i danni che potrebbe causare al consumatore finale.
Sul disegno di legge, che è stato presentato immediatamente al Parlamento, si esprimerà la Conferenza unificata.

A cura di Gianluca Oreto
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PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Viggiano Felice
03/01/2016 10:49
Se di riforma si tratta questa non riguarda certo i professionisti dipendenti, che pur costituendo la maggioranza degli iscritti ad alcuni ordini come quello degli ingegneri, sono considerati di serie B sia dai colleghi liberi professionisti sia dalle amministrazioni di appartenenza, che a loro preferiscono consulenti esterni. Essi, più di altri, hanno bisogno di una legge che tuteli a garanzia dell'utente la loro attività professionale in modo esclusivo nel loro campo di competenza, con tutte le responsabilità civili e penali che ne conseguono per un professionista inteso come tale.
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