COMUNI RINNOVABILI 2007

19/02/2007

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Nella seconda edizione del dossier di Legambiente, una mappatura delle fonti energetiche pulite nel territorio italiano. Da Varese Ligure a Lecce crescono numeri e buone pratiche. I migliori sono i piccoli comuni.
Varese Ligure (Sp), Selva di Val Gardena (Bz), Maratea (Pz), Cirigliano(Mt), Lecce, Napoli, Lagundo (Bz). Sono questi i comuni premiati dal rapporto di Legambiente.
Sui 1.262 comuni che hanno investito nelle rinnovabili, la distribuzione delle fonti è molto diversificata in base alle caratteristiche e alla qualità dei territori. L'obiettivo dell'indagine di Legambiente, realizzata con un questionario inviato agli oltre 8mila comuni italiani, è proprio quello di capire il processo di diffusione che stanno avendo sul territorio italiano le "nuove" rinnovabili, che rappresentano la migliore opportunità per una generazione energetica distribuita.

La seconda edizione del Rapporto diLegambiente fotografa una realtà in crescita sia in termini di numeri che di buone pratiche locali.
Ne viene fuori una mappatura della distribuzione dei diversi tipi di impianti nel territorio italiano, costruita incrociando i dati del questionario inviato agli oltre 8mila Comuni italiani con i dati del GSE, di indagini e studi.
Alla base della ricerca c’è l’obiettivo di capire il processo di diffusione che stanno avendo nel territorio italiano le “nuove” rinnovabili, ossia il solare fotovoltaico e termico, l’eolico, i piccoli impianti idroelettrici, la geotermia, le “vere” biomasse. Perché sono qui le potenzialità e le opportunità per far crescere dall’attuale 19% al 25% al 2011 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come previsto dalla Direttiva Europa e dallo stesso programma del Governo.

Una fotografia dal territorio della diffusione delle fonti rinnovabili risulta essenziale proprio perché sono diverse le opportunità di diffusione nel territorio e nelle città delle diverse fonti. Capire i processi in corso nei comuni, approfondire le “vocazioni” dei diversi paesaggi, le potenzialità rispetto alle diverse fonti rinnovabili è indispensabile per costruire politiche capaci di sviluppare appieno nel territorio questo tipo di impianti.
Solare, eolico, biomasse, idroelettrico, geotermia sono infatti risorse importanti del territorio italiano ma distribuite in maniera differenziata nelle diverse regioni. Le “nuove” rinnovabili rappresentano la migliore opportunità per una generazione energetica distribuita che permetta di rispondere ai fabbisogni dei cittadini attraverso le fonti rinnovabili con l’obiettivo di una progressiva autonomia energetica e di liberarsi dalle fonti fossili, dentro un sistema energetico efficiente e moderno capace di scambiare energia in rete.

I comuni delle rinnovabili sono in rapida crescita in tutta Europa, lo sviluppo tecnologico e attenti sistemi di incentivo hanno reso possibile una diffusione impensabile solo 10 anni fa delle fonti energetiche pulite. L’Italia si distingue nel panorama europeo per il protagonismo dei “piccoli comuni”, sono infatti in realtà al di sotto dei 5.000 abitanti i migliori risultati e le esperienze più innovative. Grazie alle rinnovabili si sono creati nuovi posti di lavoro, portati servizi e creato nuove prospettive di ricerca oltre, naturalmente, ad un maggiore benessere e qualità della vita. Non ultimo grazie a questi interventi si sono ridotti consumi energetici e bollette dei cittadini, offrendo anche una risposta concreta alle molteplici crisi di gas che hanno interessato il nostro paese negli ultimi anni. Le grandi città italiane sono invece indietro nello sviluppo delle fonti energetiche pulite, mentre in tutta Europa le rinnovabili sono il motore di una strategia energetica comunale che punta a ridurre inquinamento e emissioni di CO2.
Basti pensare che a Barcellona in pochi anni si sono installati 30mila mq di pannelli solari termici, a Londra sono previsti 7.500 impianti fotovoltaici, 25.000 impianti solari termici e impianti eolici di piccola e grande taglia, mentre a Berlino il programma solare si chiama “100mila tetti” per far capire l’ambizione del cambiamento che si vuole realizzare in campo energetico. © Riproduzione riservata

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