IL TESTO DELLA LEGGE DELEGA

19/02/2007

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Il Consiglio dei ministri, nella seduta di venerdì 16 febbraio scorso ha varato la delega al Governo per l'emanazione, entro un anno, di un testo unico sulla riforma della salute e sicurezza sul lavoro.
Controlli più efficaci, maggiore prevenzione, sanzioni più eque, logica premiale per le aziende virtuose, potenziamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Il provvedimento, presentato dal ministro del Lavoro Cesare Damiano e dal ministro della Salute Livia Turco estende le tutele a tutti i lavoratori e le lavoratrici, indipendentemente dalla natura giuridica del rapporto di lavoro, compreso, dunque, il lavoro autonomo, in tutti i settori di attività e a tutte le tipologie di rischio.
Sono previste anche misure di semplificazione degli adempimenti in materia di sicurezza, in particolare per le piccole e medie imprese, accanto a forme di supporto per l’informazione e la formazione e a finanziamenti ad hoc per migliorare gli ambienti di lavoro.

“Con questo provvedimento - sottolinea il ministro del Lavoro Cesare Damiano - continua l'opera del Governo contro il lavoro nero”, considerato una vera emergenza.
Il ministro in una nota ha sottolineato che “la battaglia per un lavoro sicuro e dignitoso è un impegno di lunga lena. Richiede buone leggi, buone prassi, attenta prevenzione e vigilanza, contrattazione, formazione e informazione dei lavoratori e degli imprenditori. Richiede anzitutto una grande mobilitazione civile e culturale cui debbono contribuire tutti, a partire dal movimento sindacale”.

Il testo unico sulla sicurezza sul lavoro, secondo il ministrio della Salute Livia Turco, risponde alla politica della piena “promozione della salute”.
Il ministro Turco ha sottolineato come in questo provvedimento ci sia “la certezza di riferimenti, ci siano le figure che hanno la responsabilità della promozione della salute e della sicurezza”. Altro punto rilevante del testo unico, secondo il ministro, quello sul “collegamento tra luoghi di lavoro e aziende sanitarie”.

Si punta anche su una rigorosa opera di vigilanza e di repressione, con una serie di interventi per accompagnare la regolarizzazione delle imprese, soprattutto di piccole dimensioni.
Prevista anche la razionalizzazione e il coordinamento degli interventi ispettivi per evitare sovrapposizioni e duplicazioni tra i soggetti interessati.
”Abbiamo scelto - sottolineano i ministri Damiano e Turco in un comunicato congiunto - di procedere al riassetto dell’apparato sanzionatorio coniugando rigore ed equità, per assicurare una migliore rispondenza fra infrazioni e sanzioni, con la previsione di sanzioni di tipo interdittivo per le violazioni di particolare gravità, adottando un sistema misto che combini l’impiego di sanzioni di diversa natura”.
Lo scopo è quello di rendere più conveniente rispettare le regole piuttosto che pagare sanzioni pecuniarie o essere destinatario di sanzioni intedittive.

Vincolante nell’aggiudicazione degli appalti e per l’accesso alle agevolazioni a carico della finanza pubblica il rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro.
Previsto anche l’inserimento della materia salute e sicurezza del lavoro nei programmi scolastici e universitari, oltre che nei percorsi di formazione. Lo schema di disegno di legge recante “Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico per il riassetto normativo e la riforma della salute e sicurezza sul lavoro” consta soltanto di un articolo suddiviso in 7 commi nei quali sommariamente vengono trattati:
  • l’emanazione della legge delega in conformità all’articolo 117 della costituzione;
  • l’emanazione dei decreti legislativi di riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza;
  • l’impossibilità per i decreti di cui al punto precedente di disporre un abbassamento dei livelli di protezione;
  • le procedure per l’adozione dei decreti di riassetto;
  • l’obbligatorietà sui citati decreti del parere delle competenti commissioni di Camera e Senato con la possibilità di emanare i decreti anche in mancanza dei pareri ove gli stessi ritardino oltre quaranta giorni;
  • la possibilità per il Governo di emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti di riassetto disposizioni integrative e correttive dei decreti stessi;
  • Disposizioni finanziarie.
  • A cura di Paolo Oreto
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