PARERE REGIONI SECONDO DECRETO DI MODIFCA

20/03/2007

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Arriva, finalmente, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il necessario parere sullo schema del secondo decreto legislativo correttivo del Codice dell’ambiente (D.Lgs. n. 152/2006).
Nel decreto correttivo, approvato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 12 ottobre 2006, viene stabilito, tra l’altro, che per le terre e rocce da scavo il loro reimpiego è condizionato alla “certezza dell’utilizzo” che deve essere attestata dal progetto; il decreto stesso interviene anche sul deposito temporaneo e sul trasporto dei rifiuti.

Il parere assume particolare rilevanza non soltanto perché le indicazioni delle Regioni costituiranno un punto di partenza per l’iter di riforma del Codice dell’Ambiente, ma anche perché, solo dopo tale parere, le competenti commissioni di Camera e Senato avvieranno a loro volta l’esame dello schema di decreto.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha espresso parere negativo, salvo l’accoglimento di alcune proposte emendative ritenite imprescindibili.

Il decreto correttivo su cui ha espresso parere negativo la Conferenza, fa seguito ad un primo decreto correttivo che ,dopo il prescritto iter, è stato pubblicato sulla Gazzetta della Repubblica italiana del 24 novembre 2006, n. 274 come Decreto Legislativo 8 novembre 2006, n. 284 recante: “Disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale” e con lo stesso vengono disposte:
  • la proroga delle Autorità di bacino nelle more della costituzione dei distretti idrografici di cui al titolo II della Parte terza del presente decreto e della revisione della relativa disciplina legislativa con un successivo decreto legislativo correttivo;
  • la soppressione dell’Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti;
  • la proroga da sei a 12 mesi del termine per l’adeguamento dello Statuto del Consorzio nazionale imballaggi (Conai) ai principi contenuti nel decreto, in particolare a quelli di trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità, nonché quelli di libera concorrenza nelle attività di settore.
Il secondo decreto correttivo riguarda, invece, la terza e la quarta parte del Codice ed in particolare:
  • le norme sugli scarichi idrici;
  • la definizione di rifiuto;
  • la disciplina delle materie prime secondarie, dei sottoprodotti e delle terre e rocce da scavo.
L’attenzione della Conferenza delle Regioni è andata, in particolare, sugli articoli 182 e 183 e nel documento, allegato alla presente, è possibile vedere come viene chiesto, per quanto concerne i rifiuti, di disciplinare in modo più chiaro le procedure per il recupero e le caratteristiche dei materiali soggetti a tale disciplina, al fine di dare chiarezza agli operatori.

Attendiamo ulteriori notozoe dal Mnistero per conoscere quali proposte verranno accolte e quali saranno, invece, giudicate, non accoglibili.

A cura di Paolo Oreto
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