OBBLIGATORIA NEL ROGITO

21/03/2007

6.880 volte
Come indicato nel D.Lgs. 19 Agosto 2005, n. 192, modificato dal D.Lgs. 29 Dicembre 2006, n. 311, dal 2 febbraio scorso per i contratti di compravendita e di locazione di alcune tipologie di edifici scatta l’obbligo di allegare l’attestato di qualificazione energetica predisposto dall’impresa costruttrice ed asseverato dal direttore dei lavori.

In particolare, dovranno allegare l’attestato di qualificazione energetica le seguenti costruzioni:
  • edifici di nuova costruzione per i quali la richiesta del permesso di costruire o la denuncia di inizio attività sono state presentate dopo il 9 Ottobre 2005;
  • edifici già esistenti prima del 9 Ottobre 2005 e sottoposti a ristrutturazione integrale o a demolizione e ricostruzione (con richieste dopo il 9 Ottobre 2005), con una superficie utile (calpestabile) superiore a 1.000 mq.
Come indica il decreto, le tipologie di costruzioni interessate all’ottenimento dell’attestato di qualificazione energetica (a breve sostituito dall’attestato di certificazione energetica) saranno sempre di più. Con cadenza annuale sarà, infatti, obbligatorio corredare il contratto di compravendita o locazione dell’attestato di certificazione energetica le seguenti costruzioni:
  • dall’1 Luglio 2007: tutti gli edifici (nuovi e vecchi, interi) la cui superficie utile risulta essere superiore a 1.000 mq;
  • dall’1 Luglio 2008: tutti gli edifici (nuovi e vecchi, interi) di qualsiasi superficie utile;
  • dall’1 Luglio 2009: tutti gli edifici o singoli porzioni di edifici, di nuova o vecchia costruzione e di qualsiasi superficie utile.
Nel frattempo che le nuove disposizioni stanno entrando in vigore, arrivano le prime critiche. In un convegno organizzato da Assimpredil-Ance il 12 marzo scorso, è stato fatto il punto sugli ultimi decreti riguardanti il mondo delle Costruzioni. Evidenziamo l’intervento dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Milano Bruna Brembilla che, partendo dalla constatazione dell’inefficienza energetica del nostro Paese il cui fabbisogno energetico è assorbito per il 40% circa dal civile, ha evidenziato una perplessità quantomeno verosimile, ossia: “Dal momento che le Regioni hanno la possibilità di dettare le loro regole e queste potranno diventare, come sembra di capire, ancora più restrittive rispetto a quelle nazionali mi chiedo non si corre il rischio di imporre dei requisiti minimi così elevati da vanificare ogni sforzo per stimolare la competitività nel mercato delle costruzioni?” L’Assessore Brembilla ha parlato, inoltre, dei veri paradigmi che dovrebbero essere messi in risalto nel cambiamento energetico del nostro Paese e di cui vogliamo evidenziare i seguenti:
  • un miglioramento delle competenze tecniche all’interno di tutta la filiera, da chi progetta a chi realizza, da chi controlla a chi propone;
  • una maggiore informazione verso il pubblico, verso chi acquista il prodotto edilizio che deve avere gli strumenti per capire quale è la differenza tra un edificio poco efficiente ed un edificio efficiente, che deve essere messo in grado di fare una scelta.


A cura di Gianluca Oreto
© Riproduzione riservata

PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

PARTECIPA PER PRIMO ALLA DISCUSSIONE
Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. n.163/2003 e secondo le finilità illustrata nell'informativa