LE REGIONI ALL’ATTACCO

05/03/2007

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Dopo l’approvazione in via preliminare da parte del Consiglio dei Ministri del 25 gennaio scorso di un secondo decreto correttivo al Codice dei contratti che per diventare legge dello Stato dovrà superare i passaggi alla Conferenza Stato-Regioni, al Consiglio di Stato ed alle competenti Commissioni parlamentari ma che contiene già importanti modificazioni al Codice stesso, a distanza di oltre un mese dall’approvazione del Decreto stesso non abbiamo notizie sul primo importante passaggio relativo alla Conferenza Stato-Regioni; anzi abbiamo segnali negativi ed infatti in un documento approvato dalla Commissione in data 25 gennaio 2007, si legge testualmente:
“La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con riferimento al Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n.163 , recante Codice dei Contratti Pubblici:
- ribadisce, come già rappresentato nelle varie sedi istituzionali, la necessità di modificare il testo del decreto legislativo, in modo da salvaguardare le competenze riconosciute alle Regioni dal Titolo V della Costituzione;
-evidenzia le difficoltà riscontrate nel concordare tali modifiche col Governo, come già rappresentato nella seduta della Conferenza Unificata del 30 novembre 2006. Questo nonostante l’apertura di un tavolo tecnico Stato – Regioni - Autonomie locali sulla scorta degli impegni presi nella seduta della Conferenza Unificata del 27 luglio 2006;
-sottolinea la disponibilità delle Regioni al confronto sia col Parlamento, sia con i vari livelli di Governo, imperniato sui principi della leale collaborazione, al fine di addivenire ad una soluzione condivisa delle problematiche applicative del Codice.”

E’ evidente che il braccio di ferro con le Regioni continua e continuerà sini quando le stesse non avranno ottenuto un testo di proprio gradimento ed è presumibile, quindi, che il secondo decreto correttivo avrà da parte della Conferenza unificata un parere negativo che, però, potrà essere non condizionante per l’approvazione del decreto stesso.

Ma attendiamo con pazienza che l’accanimento terapeutico di tutti verso il codice scemi e che, passata la prima sbornia, il Codice stesso più che essere un morto che cammina resusciti a nuova vita.

A cura di Paolo Oreto
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