AVVALIMENTO E IMPRESE AUSILIARIE

09/03/2007

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Con le modifiche introdotte dal primo decreto correttivo di cui al Decreto Legislativo 26 gennaio 2007, n. 6, nel Codice degli appalti viene modificato il comma 10 dell’articolo 49. Con la originaria stesura del comma 10: “Il contratto è in ogni caso eseguito dall’impresa che partecipa alla gara, alla quale è rilasciato il certificato di esecuzione, e l’impresa ausiliaria non può assumere a qualsiasi titolo il ruolo di appaltatore, o di subappaltatore.” non era possibile che l’impresa ausiliaria che, di fatto aveva prestato i propri requisiti all’impresa che poi si era aggiudicato l’appalto, poteva, a nessun titolo, partecipare all’esecuzione dell’appalto, dando così luogo a notevoli dubbi interpretativi.
L’avvalimento correva il rischio di diventare, infatti, un mero prestito di requisiti, generando una situazione molto più pericolosa della partecipazione dell’impresa ausiliaria all’esecuzione del contratto.

Con la nuova formulazione del comma 10 dell’articolo 49: “Il contratto è in ogni caso eseguito dall’impresa che partecipa alla gara, alla quale è rilasciato il certificato di esecuzione, e l’impresa ausiliaria può assumere il ruolo di subappaltatore nei limiti dei requisiti prestati”. Dall’1 febbraio, quindi, tutte le imprese ausiliarie potranno partecipare all’esecuzione dell’appalto e potranno, quindi, avere il ruolo di subappaltatori.

D’altra parte la formulazione originaria della norma aveva già incontrato le obiezioni della Commissione europea, che su segnalazione del proprio servizio legale aveva affermato che il divieto per l’impresa ausiliaria di partecipare alla realizzazione dell’appalto a qualsiasi titolo avrebbe potuto annientare la portata dell’avvalimento e non si comprendevano le regioni per cui un’impresa che aveva prestato i propri requisiti non avrebbe potuto partecipare alla realizzazione dell’oper in qualità di subappaltatore.

Ed anche il Consiglio di Stato si era espresso sull’argomento con il parere pubblicato il 29 settembre 2006 chiedendo la modifica della norma che, tra l’altro avrebbe scongiurato la possibilità per l’Unione Europea di avviare una procedura di infrazione.

A cura di Paolo Oreto
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