GARANZIE E CONTRATTO PER IL REVERSE CHARGE

12/03/2007

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Al fine di contrastare l’evasione fiscale in edilizia e impedire che il subappaltatore non versi l’IVA incassata dall’impresa subappaltante, l'1 gennaio 2007 è partita l'inversione contabile nei confronti dei subappalti che estende il meccanismo alle prestazioni di servizi rese dai subappaltatori, rendendo l’impresa subappaltante debitrice dell’imposta.

Nonostante i diversi dubbi, le tante interpretazioni e i pochi chiarimenti da parte della Amministrazione finanziaria, parecchi restano i punti oscuri di questa procedura. Ciò che è certo è che il meccanismo si applica in caso di rapporti di subappalto o d’opera e che le prestazioni di servizi e di mano d’opera devono essere rese nei confronti di imprese edili che svolgono attività di costruzione o ristrutturazione di immobili e per i quali deve esistere un contratto di subappalto.

Ulteriore presupposto per l’applicazione dell’inversione contabile è l’esistenza di un contratto di subappalto tra l’impresa appaltatrice dell’appalto principale e chi esegue determinate nei suoi confronti prestazioni nell’ambito dell’edilizia. In questo senso sono esclusi dal meccanismo i rapporti associativi e consortili.

Tre sono gli attori che entrano in gioco in questo meccanismo, ovvero:
- committente: è la parte che mette a disposizione il denaro per la realizzazione di un’opera o un servizio, affidando l’incarico ad una seconda parte;
- appaltatore (o impresa appaltatrice): è la parte che si assume l’incarico, nonché la responsabilità, di realizzare l’opera o il servizio a fronte di un pagamento in denaro, mettendo a disposizione i propri mezzi, a sua volta l’appaltatore potrà, con un contratto di subappalto, affidare la realizzazione di una parte del contratto principale ad una terza parte a fronte di una pagamento in denaro;
- subappaltatore: è la terza parte che, a fronte di un contratto di subappalto, potrà mettere a disposizione il proprio capitale intellettuale e materiale per la realizzazione di un’opera o servizio, assumendosi la propria responsabilità nei confronti dell’impresa subappaltante.

Affinché l’inversione contabile si possa applicare è necessaria l’esistenza di due contratti che leghino i tre attori: un primo contratto di appalto tra il committente e l’appaltatore, un secondo contratto di subappalto tra l’appaltatore, divenuto impresa subappaltante, e il subappaltatore. Ma è bene precisare che la catena dei subappalti che possono sussistere tra il subappaltante e il subappaltatore si può spezzare se entra in gioco un contratto di vendita con posa in opera. Si pensi ad esempio ad un appaltatore che per la realizzazione degli infissi di un fabbricato si rivolge ad commerciante realizzando un contratto di vendita con posa in opera: in questo caso il reverse charge non è applicabile, in quanto non esistono i presupposti, ossia il contratto di subappalto. Nel caso in cui il commerciante di rivolge ad una impresa per la realizzazione della posa in opera, in questo caso si avrebbe un contratto di appalto e non di subappalto, per cui anche qui non si applica il riverse charge. Nel caso in cui è l’appaltatore che si rivolge ad una terza impresa per la posa in opera degli infissi, allora si realizzerebbe un contratto di subappalto con la conseguente applicazione dell’inversione contabile.

Resta da chiarire, dunque, la differenza tra contratto di subappalto e contratto di vendita. Le caratteristiche del contratto di subappalto che lo distinguono da quello di vendita sono:
1) nel contratto di subappalto l’appaltatore deve essere un’impresa mentre in quello di vendita può essere un privato;
2) il contratto di subappalto si compie nella realizzazione di un’opera o di un servizio, mentre quello di vendita nella fornitura.

L’ambito delle attività rientranti nel reverse charge è individuato dalla tabella di classificazione delle attività economiche Atecofin (2004) e dalla circolare n. 37/E del 2006 dell’Agenzia delle Entrate.

A cura di Gianluca Oreto
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03/01/2016 10:49
la precisazione e' d'obbligo : il contratto d'appalto e quello di subappalto devono esistere fisicamente e prsticamente oppure un accordo anche solo verbale tra le parti puo' considerarsi contratto ????
ing.valerio
03/01/2016 10:49
Gent.mo collega, è chiaro che i contratti vengono stipulati principalmente a titolo cautelativo tra le parti, ma nel caso gli stessi vengono meno, viene coinseguentemente meno la normativa in materia. Ma mi perdoni, non credo sia positivo un rapporto di lavoro senza un contratto che lo normi, ricordi "verba volant scripta manent"!!!
Aldo Cicerale
03/01/2016 10:49
Vorrei sottoporre una questione che non trova risposta unanime e provoca dissapori tra le ditte coinvolte nelle operazioni di reverse charge. Mettiamoci nei panni di una ditta subappaltatrice, la quale, secondo la legge, "ha l'obbligo" di emettere fattura senza applicazione dell'IVA. Poiché i presupposti principali sono: - l'esistenza di un contratto di appalto a monte; - il subappaltante deve rientrare nel settore delle costruzioni; - il subappalto deve riferirsi ad una prestazione di servizi e non ad una fornitura di beni; io mi chiedo cosa succederà alla ditta subappaltatrice durante una futura verifica fiscale. Mi spiego semplicemente: ogni prestazione di servizi è, in generale e salvo eccezioni tra cui appunto il reverse charge, soggetta all'applicazione dell'IVA al 20%. Se una ditta emette fattura senza applicazione dell'IVA virtualmente viola una norma importantissima ed elementare. Tocca alla ditta fornire la prova dell'esistenza dei presupposti di cui al reverse charge. Ecco il punto: come? Come può la ditta subappaltatrice dimostrare l'esistenza di un committente e di un contratto di appalto tra committente principale e subappaltante? Come può la ditta subappaltatrice dimostrare che detta ditta subappaltante operava nel settore edilizio, a prescindere dal codice attività ricavabile dal Registro Imprese? A me pare che sia necessaria una presa di responsabilità da parte della ditta subappaltante, che attesti la realtà dei fatti, in sede di contrattazione (scritta) o anche successivamente. Altrimenti immaginiamo cosa potrebbe succedere? Ditte da un lato o dall'altro che non versano l'IVA montando delle scuse banali e scaricando la colpa sugli altri. Consiglio ai miei clienti (subappaltatori) di ottenere almeno una dichiarazione di responsabilità (come già fanno nei confronti di chi chiede l'applicazione dell'IVA ridotta nei casi di manutenzioni delle abitazioni), ma dall'altra parte spesso si dice che non tocca a loro fornire la prova! Mi sfugge qualcosa?
Aldo Cicerale
03/01/2016 10:49
Un contratto potrebbe esistere anche verbalmente, ma anche quando è redatto per iscritto, se non contiene, come purtroppo avviene nel 99% dei casi, alcun riferimento agli elementi necessari alla corretta applicazione della normativa sul reverse charge, al subappaltatore non è di grande utilità per vincere le presunzioni di cui ho scritto prima. Qualcuno della Guardia di Finanza che ho interpellato mi ha confermato la grave lacuna normativa che creerà notevoli problemi durante le future verifiche, confermando i miei timori.
metalsegnal
03/01/2016 10:49
Siamo un'impresa nel campo Industria Vendiamo barriere met. e/o senza posa in opera; è da applicare fatt.senza IVA; Nolo a freddo autocarri; Fatt con IVA ?
tecnoposa soc coop
03/01/2016 10:49
Siamo una cooperativa che facciamo lavori in cartongesso il quale facciamo fornitura e posa in opera e siamo sempre in sub appalto tranne in qualche raro caso essendo noi sempre in sub appalto alle imprese l IVA ed applicare ho no?
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