PARERE NEGATIVO DELLA CONFERENZA REGIONI

23/03/2007

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Il secondo decreto correttivo del Codice dei Contratti di cui al D.Lgs. n. 163/2006 incassa il primo “NO” della Conferenza delle Regioni che aveva posto al punto dell’ordine del giorno “Parere sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, recante Codice dei contratti pubblici relativi a lavori,servizi e forniture, in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.”

Con la bocciatura del secondo decreto correttivo continua, dunque, il braccio di ferro tra il Governo e e le Regioni e l’oggetto del contendere riguarda, in primo luogo, la revisione delle competenze, contenuta nell’articolo 4.
Le Regioni, infatti, chiedono che il problema sia esaminato e risolto senza attendere il verdetto della Corte costituzionale, il cui intervento è stato richiesto dalle stesse autonomie che impugnarono il D.Lgs. n. 163/2007 all’indomani della sua approvazione e che è atteso per il 23 ottobre 2007. La proposta delle Regioni non ha trovato d’accordo il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che, comunque, ha dichiarato di essere disposto a recepire altre modifiche; il Ministro ha, anche, rifiutato l’ipotesi di rinviare l’esame del provvedimento. Da queste scaramucce iniziali nasce, quindi, la decisione da parte delle Regioni di esprimere un parere negativo, subordinandolo al recepimento delle proprie proposte di revisione che sono “soltanto” 137. Ma oltre al problema legato la revisione delle competenze, le Regioni vogliono, anche, la riscrittura del regolamento di attuazione, prevista dall’articolo ….. del Codice stesso e chiedono che l’iter di approvazione includa il parere della Conferenza; le regioni contestano, anche, le correzioni relative alla procedura negoziata. Dopo il parere negativo delle Regioni (o positivo a condizione che vengano recepiti tutti gli emendamenti dalle stesse presentati) il provvedimento dovrebbe continuare il suo iter con l’esame da parte delle Commissioni parlamentari. Staremo a vedere come si concluderla vicenda ma crediamo che alle prime due proroghe che, di fatto hanno rinviato l’entrata in vigore di alcune norme del codice all’1 agosto 2007 ne seguirà un’altra rendendo sempre più complessa la vicenda.

A cura di Paolo Oreto
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