CATRICALA’ PRECISA CHE NON E’ NECESSARIO ABOLIRE GLI ORDINI

28/06/2007

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Martedì 26 giugno scorso nella Sala della Lupa, alla Camera dei Deputati il Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antono Catricalà ha presentato la Relazione annuale sull’attività svolta nel corso dell’anno 2006.
Nella presentazione il Presidente Catricalà ha trattato:
  • lo stato delle liberalizzazioni;
  • la tutela della concorrenza;
  • la tutela dei consumatori.
Nelle premesse e prima di parlare dello stato delle liberalizzazioni, Catricalà ha precisato che “Durante l’anno trascorso nel Paese è cresciuto l’interesse per le liberalizzazioni. Ordinamenti giuridici di settore hanno subito modifiche e si sono rinforzati gli intendimenti di tutti coloro che credono nella libertà di mercato.
Tuttavia, per il poco tempo trascorso, non è ancora possibile apprezzarne gli effetti.
Anche per questo la cultura che ha ispirato le riforme non è pienamente accettata.
Resistenze sono opposte all’attuazione dei nuovi principi e l’Autorità è tuttora impegnata a contrastare i comportamenti elusivi delle nuove regole approvate dal Parlamento.”

Per quanto concerna il tema relativo allo stato delle liberalizzazioni ed in particolare quello delle libere professioni, il Presidente ha precisato che “Alcune attività contribuiscono alla diffusione dell’innovazione scientifica e tecnologica nell’interesse del Paese; altre sono preposte alla tutela di beni rilevanti a livello costituzionale.
Ma i principi della competizione possono essere applicati in modo compatibile con la tutela degli interessi pubblici garantiti dalla regolazione.
Occorre costruire i percorsi di accesso alla professione sì da assicurare l’adeguata preparazione del professionista senza bloccare l’ingresso di nuovi concorrenti.
Non è necessario abolire gli ordini, ma riformarli. Il loro compito precipuo è la promozione della qualità delle prestazioni, il continuo aggiornamento dei professionisti, la tutela dei clienti prima che degli iscritti.

Nelle conclusioni viene precisato che “Regole certe e trasparenti sono la base di un mercato efficiente. È un’esigenza che l’opinione pubblica italiana avverte a tutti i livelli e che deve trovare risposta in Parlamento. Non è una questione astratta ma ha ricadute sulla nostra economia.
Esiste una crescente convinzione all’estero che le regole di mercato in Italia siano troppo spesso asservite alle ragioni della politica.”

A cura di Paolo Oreto
© Riproduzione riservata

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