CAMERA AVANTI E SENATO INDIETRO

09/07/2007

2.274 volte
Il Senato della Repubblica, successivamente alla seduta del 26 giugno scorso, soltanto mercoledì prossimo 11 luglio, alle ore 14,30, continuerà l’esame dell’atto n. 104 contenente lo schema di decreto legislativo recante: “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”.
Il Relatore del provvedimento è il Senatore Paolo Brutti che già nella precedente seduta aveva rilevato in modo critico che il Ministero, nonostante le numerose proposte formulate dai principali operatori del settore, in sede di predisposizione dello schema di decreto ha tenuto solo parzialmente conto di tali contributi, rimettendo l’accoglimento delle suddette proposte emendative alla valutazione, fra l’altro, delle Commissioni parlamentari consultate.
E successivamente a quella dell’11 luglio, la successiva seduta dedicata allo schema di decreto legislativo di modifica del codice potrà essere inserita nel calendario dei lavori soltanto nei giorni da martedì 17 a giovedì 19 luglio; è, quindi, veramente difficile che il Senato possa rispettare la data ultima del 24 luglio affinché, il Governo possa varare il provvedimento entro il 31 luglio.

Diversa la situazione alla Camera dei Deputati dove già la Commissione Politiche dell’Unione Europea (XIII Commissione) ha iniziato e completato i lavori il 5 luglio scorso, in trentacinque minuti (dalle ore 14,15 alle ore 14,50) esprimendo, dopo aver sentito il relatore Gabriele Frigato, parere favorevole con le seguenti condizioni:
  • a) valuti il Governo l'opportunità di riformulare l'articolo 1, comma 1, n. 1 nel senso di non sopprimere il ricorso alla procedura negoziata con bando di gara, così come richiesto dalla direttiva 2004/18/CE;
  • b) valuti il Governo l'opportunità di non introdurre nell'ambito della norma recata dall'articolo 2, comma 1, n. 25, un riferimento temporale con una portata estensiva maggiore rispetto alla previsione generale dettata dalla normativa comunitaria.
Più complessa la situazione all’VIII Commissione della Camera che con un fitto calendario, ha già proceduto alle audizioni di tutti i soggetti interessati e che nell’ultima seduta dello scorso 5 luglio ha proceduto alle audizioni informali dei rappresentati delle autonomie locali e delle associazioni delle imprese di costruzione.
Il provvedimento ritornerà in commissione nelle prossime sedute di martedì 10 e mercoledì 11 luglio.

Con l’occasione ricordiamo le notevoli divergenze tra i professionisti ed i costruttori dagli stessi manifestati durante le audizioni, sul problema dell’appalto integrato e mentre i rappresentanti di organizzazioni di ingegneria e di ordini professionali hanno manifestato, facendo un fronte comune, le loro perplessità sulla liberalizzazione dell’appalto integrato contenuta nell’articolo 53 del Codice dei contratti, l’Ance la pensa in maniera diametralmente opposta ed in particolare la proposta dell’Associazione dei costruttori non tocca il tema della liberalizzazione prevista dall’articolo 53 del Codice ma chiede che con tale istituto l’aggiudicazione avvenga soltanto con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non con il prezzo più basso.

A cura di Paolo Oreto
© Riproduzione riservata

PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

PARTECIPA PER PRIMO ALLA DISCUSSIONE
Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. n.163/2003 e secondo le finilità illustrata nell'informativa