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Competenze professionali: sospeso il ddl Vicari - A 21 utenti piace questa notizia - 72 commenti alla notizia

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- Ddl 1865


26/02/2010 - Continua forte il dibattito in merito al Ddl 1865 presentato dalla senatrice Arch. Simona Vicari recante "Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23".

Dopo l'opposizione da parte del Consiglio Nazionale degli Architetti (leggi news), arriva un comunicato congiunto da parte dei rappresentanti dei Consigli Nazionali degli Architetti P.P.C. e degli Ingegneri che, riunitisi a Palazzo Madama alla presenza dei presidenti dei Consigli Nazionali dei Geometri, dei Periti industriali, hanno ribadito con fermezza la loro opposizione verso il Ddl 1865, che stravolgerebbe in modo del tutto arbitrario e senza fondamento giustificativo le vigenti competenze professionali.

Architetti e Ingegneri hanno puntato il dito contro il provvedimento, che non prenderebbe atto delle "delle competenze e delle prerogative delle diverse categorie professionali coinvolte, coerenti con gli specifici percorsi formativi, a garanzia della sicurezza dei cittadini, della qualità degli interventi in un territorio di grande complessità morfologica e di forte criticità fisica, e a tutela del paesaggio".

Per tale motivo i rappresentanti di Architetti e Ingegneri hanno ritenuto utile proporre la costituzione di un tavolo fra le quattro categorie tecniche che si prefigga, in tempi rapidi, di affrontare in maniera organica e complessiva il tema delle competenze professionali nel settore della progettazione e delle prestazioni correlate, con l'obiettivo di produrre un documento condiviso.

Segnaliamo, inoltre, la protesta siciliana partita dall'Associazione Spazi contemporanei e il Movimento Amate l'Architettura che hanno presentato una petizione contro il Ddl 1865 ed inviato una lettera ai Presidenti dei Consigli Nazionali degli Architetti, degli Ingegneri e dei Geometri affinché si affronti una volta per tutte il tema della presentazione di una disegno di legge per la riforma/riordino delle professioni e per la qualità dell'Architettura.

Intanto è battaglia sul web. Su Facebook sono da poco nati i gruppi "NO al DDL 1865 presentato in Senato dalla Senatrice Simona Vicari" che ha raggiunto i 6.258 iscritti, e di contro il gruppo "GEOMETRI ALLA RISCOSSA - DDL 1865 che conta appena 44 iscritti.

Segnaliamo, infine, un gruppo su Facebook evidenziato da alcuni nostri utenti "SI al DDL 1865 presentato in Senato dalla Senatrice Simona Vicari", arrivato a 1.075 iscritti.

La Senatrice Vicari, prendendo atto della disponibilità al dialogo dimostrata dai presenti, ha garantito la sospensione dell'iter procedurale del Disegno di Legge in attesa di ricevere le osservazioni sul DdL da parte degli interessati.

Si prevedono, dunque, nuovi sviluppi.


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  • Competenze dei geometri
    Carmine D'IMPERIO - 24/03/2011

    Sono un geometra 58enne ed esercito la professione dal 1975 comabattendo quotidianamente, oltre la burocrazia, i problemi della cd. " competenza " legata, a mio modesto parere, al quantitativo di commesse che il mercato offre e non alla effettiva capacità di progettare da parte dei geometri. Analogo problema dovrebbe esistere, ad esempio, tra i Dottori commercialisti ed i Ragionieri; per quello che è di mia conoscenza, non sussistono rivendicaziioni di competenze tra queste due categorie professionali. Ci si è chiesti il perchè ? Evidentemente il raggio d'azione di costoro è talmente ampio da permettere una pacifica convivenza di entrambi i professionisti. Ciò non accade, purtroppo, fra le categorie tecniche la cui contesa favorisce quella fetta di committenza, sia pubblica che privata, definibile " marcia " la quale, in frequenti circostanze, si permette il lusso di non onorare le spettanze professionali al Geometra incaricato, trincerandosi semplicemente dietro la semplice mancata competenza professionale di costui. L'assurdo di tale comportamento è che tale possibilità viene invocata, nella maggior parte dei casi, a procedimento concluso, ovvero, allorquando il cliente, avendo condiviso una magnifica prestazione col suo geometra, ottenuto tutte le approvazioni che il caso comporta e realizzato l'intervento previsto, decide autonomamente, di non " pagare " le spettanze dovute presupponendo ingiustificate ragioni. Ad aggravare la circostanza ed a favorire tale atteggiamento, tutt'altro che lecito, è, nella maggior parte dei casi, la Magistratura italiana, la quale, ogni qual volta che il malcapitato Geometra è costretto adire le vie legali per il recupero dei propri crediti, in maniera molto sbrigativa, senza valutare caso per caso, sferra un duro colpo al professionista, lasciandolo soccombente in quanto fra le opere da questi progettate, in maniera generica, sarebbe stato intravista la presenza del cemento armato e, quindi, la sua " incompetenza " al riguardo. Si deve ritenere fortunato quel Geometra che, dichiarato soccombente, si vede compensare le spese, atteso che il Giudice gli riconosce la completa prestazione effettuata, ampiamente utilizzata dal cliente. In quale grado di civiltà siamo rilegati, in che tipo di società la categoria dei Geometri è costretta a vivere: siamo allo stremo. Una categoria che ha progettato e costruito mezza Italia, per colpa di una fetta di società poco dedita al rispetto della legge, ad adempiere al proprio dovere e di assenza di giustizia con la " G " maiuscola, si sta letteralmente stroncando una professione che ha dato da vivere ad oltre 80.000 soggetti, favorendo con la loro presenza, gli interessi di un'intera società. La distruzione dei geometri è diretta ad una corsa alla laurea per creare aspettative di che tipo ? di che genere ? a vantaggio di quale società ?; assistere, magari, a laureati di ingegneria civile che, sia pur provenienti da atenei di tutto rispetto, è stato permesso loro laurearsi senza le più banali cognizioni di come si redige un calcolo strutturale in zona sismica come pure a cimentarsi con architetti, anche loro estrapolati da famosi atenei, sprovvisti delle più elementari cognizioni di statica, tentano di agganciare un solettone portante di una scalinata ad un solaio senza alcuna previsione di un sostegno, una trave, un rinforzo che possa reggere un carico del genere. Lungi dalla critica, anzi me ne guarderei bene, dal dire che gli Ingegneri e gli Architetti sono incapaci di progettare ed i Geometri si ma, purtroppo, constatazioni di percorsi profesionali. Bisogna riconoscere che in tutte le categorie od i mestieri sussistono professionsiti o maestranze capaci, superpreparati e soggetti che non sanno nemmeno come hanno conseguito quel titolo di studio. LA SOCIETA' ITALIANA, TESA A CONSEGUIRE OBIETTIVI MIGLIORI, ORIZZONTI COMUNITARI HA BISOGNO DEL MEGLIO, DI COMPETIVITA'; TRA L'ALTRO, SIAMO IN EUROPA E CIO' VIENE SUGGERITO ANCHE DALL'AUTORITA' SULLA LIBERA CONCORRENZA PER CURARE GLI INTERESSI DELLA COLLETTIVITA'. L'Ingegnere o l'Architetto ingamba a tutt'altro pensa fuorchè a rincorrere le competenze dei Geometri. Di contro, invece, il Geometra, professionista con la " P " maiscola è costretto giornalmente combattere con quegli Ingegneri od Architetti o Geometri stessi i quali, non sapendo fare altro, additano quel tecnico che, sia pur semplicemente diplomato, dimostra di essere in grado di progettare, dirigere, apportando contributri ed interessi a vantaggio del cliente o dell'azienda presso cui opera. Tutto ciò andrebbe in maniera attenta valutato dal Magistrato di turno ogni qual volta è chiamato a decidere in proposito e non cavarsela con la semplice mancata competenza, atteso che tale comportamento sbrigativo concorre nell'azione poco consona alla lealtà con il soggetto malpagatore, offendendo il professioinista nella sua dignità di cittadino-lavoratore che, sia pur avendo prodotto un reddito, gli viene in mal modo strappato e regalato, in modo per così dire " legale ", al soggetto inadempiente contro ogni principio costituzionale da rasentare anche il codice penale. Non và dimenticato, a modesto parere dell'esponente, l'attenta valutazione, di cui si chiede che i Giudici si facciano pienamente carico, dei seri motivi per i quali sarebbe sorta la tanto discussa competenza: offrire alla collettività garanzia sull'operato del tecnico in genere in modo da evitare disastri e, quindi, danni alla pubblica incolumità. Per conseguire tale obiettivo, il legislatore dell'epoca, ipotizzando che la calcolazione di ingenti strutture portanti potesse richiedere particolari cognizioni tecniche non previste nei programmi di insegnamento degli istituti per geometri, limitò tale attività ai tecnici diplomati alla " modestia " delle costruzioni. Durante le prime applicazioni di tale, ritengo giusta precauzione, i Magistrati si attenevano a tale indirizzo ed ai geomtri veniva riconosciuta la loro attività semprechè, appunto, tali tecnici non si cimentassero a redigere particolari calcoli strutturali da porre in crisi la pubblica incolumità. Da allora ad oggi, il sistema italiano stà viaggiando al contrario. Benchè anche taluni calcoli avvengono in maniera standardizzati, facilitando l'operato del professionista calcolatore, al Gemetra non gli viene riconosciuta nemmeno la possibilità di redigere la parte architettonica dell'edeificio o il suo computo merico estimativo o il coordinamento della sicurezza appena appurata la presenza del cemento armato su tale manufatto, ignorando quale funzuione assumesse quel tipo di materiale in quel caso specifico. Ci si chiede: di quali materiali dovrebbero essere costruiti i fabbricati in Italia affinchè venga riconosciuta la relativa competenza ai Geometri visto che la riclassificazione delle aree sismiche italiane impone anche per le strutture in muratura la necessaria realizzazione di cordoli ammorsanti di cemento armato ? Assistendo ad un simile comportamento da parte di taluni Magistrati è d'obbligo la posa in opera di paletti che riconducano l'Organo giudicante ai canoni imposti dal legislatore inizialmente e non consentire l'assunzioni di posizioni corporativistiche a svantaggio della nostra categoria e della società intera che ha bisogno di cogliere competizione sotto tutti gli aspetti così come si muove anche l'Europa unita. Di tale problematiche è opportuno che se ne caricano oltre al nostro Consiglio Nazionale, il Ministro della Giustizia, preoposto alla tutela delle professiioni intellettuali nonchè il Presidente della Repubblica per porre fine a tale contesa alimentata, ultimamente, dalle decisioni negative assunte dalla Magistratura. Bene ha fatto, quindi, la Senatrice Arch. Simona Vicari a proporre il D.L. 1865 nella convinzione che un provvedimento del genere possa porre rimedio ad un'antica diatriba sorta nel mal costume italiano e che vè giornalemnte a peggiorare a causa di chi non vuole correttamente imporre giustizia. Pur essendo padre di una laureanda ingegnere civile ( è in preparazione la tesi ), quindi quasi disinteressato alla soluzione, ritengo che un freno ad un simile dilagare vada posto. Invito ai colleghi Geometri ed in particolare il nostro Consiglio Nazionale ad alzare la voce con tono marcato per farsi riconoscere i propri diritti, adoperandosi fattivamente anche presso altri politici in modo che le poco e più di una migliaia di sostegni giunti alla Senatrice VIcari non vengano sopraffatte dalla quattromila ingiuste diffamazioni. Per chi dovesse suscitare dubbi circa la nostra competenza in merito alle questioni architettoniche, non si dimentichi, infine, ( ed è pregato informarsi per chi non lo sappia ) che la villa " Grock " di Imperia, progettata e realizzata dal grande Geomtra Armando Brignole tra il 1924 ed il 1930, è stata riconosciuta " MONUMENTO NAZIONALE ". Detto questo....................è detto tutto, appare superfluo ogni altra considerazione. Auguri e buon lavoro alla Sen. Vicari per la riuscita dei suoi buoni propositi. Carmine D'Imperio.


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  • ERA ORA
    Donato - 19/03/2010

    Finalmente un po' di chiarezza sulle competenze professionali dei geometri. E' da troppo tempo che i geometri aspettano di sapere con certezza quali sono i limiti legali e legittimi entro cui esercitare la professione. Speriamo che questa sia la volta buona.


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  • IN CRISA LA FORMAZIONE SCOLASTICA
    GIOVANNA POGLIANI geometra - 19/03/2010

    La nostra attenzione (architetti, ingegneri, geometri, periti) è da focalizzare sulla ineguatezza della nostra struttura formativa scolastica sia questa secondaria superiore che universitaria, preperiamo migliori FIGURE PROFESSIONALI dando le basi e la possibilità alle nuove generazioni di individuare la loro strada, senza dare false illusioni augurando a tutti i diplomati e/o laureati che le loro qualità emergano indipendentemente dal titolo, nessuno deve essere limitato nelle competenze, il limite deve essere dato alle INCOMPETENZE.


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  • Coerenza
    anna architetto - 18/03/2010

    condivido pienamento il parere "COERENZA PER FAVORE! architetto1969 - 28/02/2010". C'è una grande confusione, sembra che si sia perso il buon senso. Da quanto ho letto in molti commenti sembra che tutto inizia e finisca con le competenze tecniche. Tanta semplificazione e superficialità mi appare strana e anacronistica, in un tempo in cui si dovrebbe promuovere la cultura del progetto e della qualità, visti gli scempi e il degrado ambientale - vedi le frane - dovuto alla cattiva edilizia. Chiedetevi signori periti e geometri possedete per formazione una cultura del progetto tale da essere equiparati a chi possiede una laurea di architettura o un ingegnere? E' come dire che uno scrittore scrive un libro e l'editore che lo stampa e lo promuove ha le stesse capacità, e quindi meriti, di chi lo ha scritto. Se poi esistono architetti e ingegneri, così come se esistono geometri e periti, che fanno male il loro lavoro questo è un discorso a parte, allora si faccia un decreto che tuteli la qualità dell'operato. E sopratutto cominciano ad operare nel pieno rispetto delle competenze.


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  • DDL VICARI
    TARSITANO DORINO ANTONIO - 05/03/2010

    Premetto di esercitare la libera professione di geometra da oltre 43 anni. Mi compiaccio con la senatrice Arch. Vicari che ha voluto giustamente premiare la professionalità dei geometri senza nulla togliere agli Ingegneri ed architetti.Se si parla di competenze professionali, ritengo che il discorso sarebbe troppo lungo.La figura del geometra è una figura molto complessa e non può essere trattata come una figura secondaria, schedando gli ingegneri ed architetti come gruppi di classe "A" ed i geometri di classe "B".Nell'ultimo decennio, caso mai e per esperienza diretta, ho assistito ad un degrado delle professioni dei laureati che non hanno nulla da competere con i geometri.Le figure dei vecchi ingegneri appartengono al passato; oggi, esistono tantissimi laureati ingegneri ed architetti che -guarda caso - per vivere si sforzano ad imitare, senza per altro riuscirvi, la professione dei geometri.Ci sono tantissimi che dovrebbero vergognarsi della laurea conseguita.


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  • Una riforma tardiva
    luigi - 04/03/2010

    Non si tratta di una legge condono , bensi di una legge che doveva andare di pari passo con la riforma scolastica che l' Italia intraprese per uniformarsi con altri paesi europei i quali , se restiamo in campo edilizio , a quanto pare hanno tutti due livelli di professionalità , proprio come l' Italia una quindicina di anni fà . Si è riformata la scuola e l' università ma non si sono , di pari passo , riformate le professioni. Cosi oggi succede che dei professionisti usciti dal liceo classico e dopo aver frequentato tre anni di architettura pensino di saperne di più di geometri che hanno studiato 5 anni e due di tirocinio. Nessuno vuole rendere carta straccia la vostra laurea , a voi nessuno vuole proibire alcun chè ,siete voi che volete rendere carta straccia il nostro diploma ed i nostri anni di lavoro . La grossa falla del sistema Italia è la lentezza burocratica che ha fatto si che questa legge non fosse approvata dieci anni fà , come sarebbe stato giusto . Molti di noi tra la prospettiva di scegliere tra due anni di tirocinio o tre di università avrebbero sicuramente scelto la seconda per poter essere abilitati a progettare , ma ai miei tempi non era possibile o facevi 5 anni di università o facevi il geometra che appunto poteva progettare senza problemi (a meno che non si volessero progettare ponti sospesi o basiliche). Facile oggi dire ci vuole la laurea quando a scuola ti ci mandano a calci in culo fino a sedici anni. Ai miei tempi o studiavi o andavi a lavorare ai quattordici .In oltre ai miei tempi era consuetudine , per lo meno per i geometri dalle mie parti in Piemonte , fare un minimo di esperienza di cantiere vera e propria nel senso di lavorarci . Questa consuetudine ormai è purtroppo andata perduta , a molti di voi avrebbe insegnato un pò di umiltà , umiltà che non è evidentemente parte di questa famosa "forma mentis" che andate sbandierando ai quattro venti.Questo lo dico per ricordarvi che un opera prima di diventare bella o funzionale deve essere costruita con tutti i problemi che ogni giorno si presentano e che vanno risolti . Questi problemi li sai risolvere solo se hai esperienza di cantiere .


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  • da parte di amate l'architettura
    qfwfq - 04/03/2010

    per buona pace dei geometri - che sono dentro a tutte le pubbliche amministrazioni, - che fanno il bello e il cativo tempo di tutte le pratiche amministrative (DIA o PdC che siano), spesso in palese contrasto con le normative nazionali (come daltronde i loro colleghi architetti e ingegneri che stanno negli stessi uffici) - che hanno progettato e realizzato l'80 % del patrimonio immobiliare italiano - che appena usciti dagli istituti tecnici ne sanno infinitamente di meno di qualsiasi neolauerato per fortuna il DDL si è fermato! era iniquo e palesemente incoerente con l'intero impianto normativo italiano che tuttora (e nonostatnte tutto) conferisce ancora piena validità ai titoli di laurea. punto! se si ritiene che tutti i corsi di laurea debbano essere resi carta straccia è un'altro tema se si ritiene che le facoltà italiane non siano professionalizzanti è un'altro tema (in tal caso bisognerebbe ricordarsi delle scuole secondarie quali gli istituiti tecnici) noi chiediamo che i politici che ci governano la finiscano le leggine "condono" fatte ad hoc per sanare o tamponare le falle del sistema italia e che si impegnino a costruire una legge organica, seria, ch esancisca in maniera definitiva le specifiche competenze senza interferenze. in maniera che se un opera è brutta o non funziona si sappia finalmente a chi dare la responsabilità. ciao e veniteci a visitare su www.amatelarchitettura.it


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  • realtà
    franco d'aloisio - 02/03/2010

    carissima senatrice simona vicari dice il poeta " non ti curar di loro ma guarda e passa " , vai avanti per la tua strada che si elimineranno miglia di liti dopo che si è lavorato perchè pur di non pagarti si appellano a tutto . cari ingegneri ed architetti mi domando perchè firmate i calcoli strutturali dei progetti architettoni redatti dai geometri ? perchè il genio civile ha predisposto le domande ed accetta i progetti in cui il progetto architettonico è firmato da un geometra ed i calcoli statici da un ingegnerte o architetto ? meditate gente , meditate.


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  • DI COSA STIAMO PARLANDO
    ANTONIO M. - 01/03/2010

    MA COSA E DIVENTATO QUESTO FORUM. UNO SCONTRO TRA GEOME. ING. E ARCH. ???? Ho scritto un commento il 27 febbraio, e continuo a leggere sempre commenti e insulti gratuiti e generici tra professionisti di varie categorie. Chiedo a tutti solo questo: se tutti dovremmo avere le stesse competenze, perchè ci sono geometri, ingegneri, architetti e perchè ci sono diversità tra i percorsi di studio per ottenere un riconoscimento in merito. Come ho già detto, e lo ribadisco, non è una laurea o un diploma che ci conferisce la capacità lavorativa, mà è la volontà di studiare in simbiosi all'esperienza, che ci consente di risolvere le nostre pratiche. Questo non vuol dire che un neo-laureato non sia in grado di espletare un incarico, ma vuol dire che deve applicarsi, studiare e se serve rivolgeri a tecnici più bravi di lui per risolvere i problemi. Ritengo che, a causa dei percorsi di studio differenti, devono essere specificate e dettagliate le competenze per ogni ramo professonale e con queste devono essere anche precisate le RESPONSABILITA'; ciò non toglie che un ingegnere, come il sottoscritto, si avvalga di geometri e architetti per completare o redigere una pratica. Sarò poi io a decidere se firmare e assumermi la responsabilità della stessa. Se ho paura e/o se non sono in grado di espletare il mio incarico, con umiltà devo saper rinunciare o passare la pratica ad un collega. In conclusione penso che se tutte le professionio verranno equiparate su uno stesso piano, tutti i professionisti diventeranno tecnici di tutto (e già ve ne sono!!!!!) e verrà fuori un bel ..... minestrone.... per i nostri clienti. Se ogni categoria ha una sua competenza, il cliente è obbligato a rivolgersi a più professionisti e a pagare per la prestazione richiesta.


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  • Onestà intellettuale
    Vigo - 01/03/2010

    L'onestà intellettuale, a mio avviso, è la prima tra tutte le virtù. E' rara, perchè presuppone grande potere di analisi, onestà, forza e coraggio. Cambia la prospettiva delle cose, ci smaschera delle nostre debolezze e ci pone di fronte ad una triste condizione: che la maggior parte delle cose che ci rendono infelici siamo noi ad averle volute...MEDITATE GENTE, MEDITATE ma soprattutto NON LITIGATE, di pugili in Parlamento ne abbiamo fin troppi...


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  • Forse il punto è un altro
    Architetto - 01/03/2010

    Non mi sembra che finora i commenti abbiano toccato questo punto, che per me è quello principale. Ritengo che la questione delle competenze professionali debba essere incentrata sulle RESPONSABILITA' del professionista, sia nei confronti della committenza, sia sotto il profilo pubblicistico. Ciascuna attività tecnica comporta un certo grado di responsabilità (un conto è il Ponte sullo Stretto, un conto è un palazzo di tre piani, un altro è un accatastamento, un altro ancora è un arredamento di interni). In questi termini, mi sembrerebbe giusto consentire un'attività tecnica solo a fronte di un tipo di preparazione dal quale si può attendere un grado di efficienza minimo rispetto al grado di responsabilità che l'attività comporta. Ciò darebbe una garanzia di fondo intanto alla committenza, ma anche allo stesso professionista, che deve assumere le responsabilità in modo consapevole e con coscienza. A parità di livello di responsabilità, cioè in quelle attività per le quali possono ritenersi congrui più di un profilo professionale, dovrà essere (ahimè) il mercato a decidere. E solo qui entrano in gioco la BRAVURA, L'ONESTA', LA SERIETA', ecc. . Se poi la committenza vuole andare al Discount, problemi suoi, ferma restante una regola minima fissata dallo stato. Putroppo siamo molti in tutte le categorie professionali, anche non tecniche..... orami non può andare che così.... almeno seocndo me


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  • ERRATA CORRIGE
    architetto1969 - 01/03/2010

    Al sig. Andrea F. e a tutti quelli che sminuiscono il valore di una laurea, intesa non come titolo da sfoggiare, ma come percorso di studi effettuato, volevo spiegare che lo studio non è "l'acquisizione in via breve delle esperienze altrui", tutt'altro. In un percorso di studi la cosa più importante è il metodo con il quale le cose vengono insegnate, perchè non è tanto importante imparare a pappagallo formule o tante altre cose che si possono assimilare in seguito con l'esperienza, ma è fondamentale assorbire i concetti che stanno alla base, sono quelli che cambiano il modo di affrontare i problemi, impostare valutazioni complesse, perchè chi avrà nella vita da risolvere grandi problematiche non potrà interessarsi del dettaglio, ma avrà la necessità di poter controllare e gestire i grandi sistemi. La differenza è tutta li, un percorso di laurea è una palestra della mente, dove ognuna rielaborerà in futuro le conoscenze ed i metodi operativi acquisiti e a seconda delle proprie capacità personali sarà più o meno valido. A coloro che portano esempi di laureati (ingegneri o architetti che siano) che non sanno nulla io chiedo: vi siete chiesti come sarebbero stati quei laureati (così scarsi) se fossero rimasti solo diplomati?


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  • ????
    architetto1969 - 01/03/2010

    se non che l'acquisizione in via breve delle esperienze altrui (anche sperimentali e scientifiche)? Si torna lì, è tutta esperienza, diretta od indiretta. Un fabbricato in muratura sopporta un sisma non tanto per effetto dei calcoli centellinati, quanto per la bontà dei materiali impiegati e di come essa è organizzata. Al sig. Andrea F. e a tutti quelli che sminuiscono il valore di una laurea, intesa non come titolo da sfoggiare, ma come percorso di studi effettuato, volevo spiegare che lo studio non è "l'acquisizione in via breve delle esperienze altrui", tutt'altro. In un percorso di studi la cosa più importante è il metodo con il quale le cose vengono insegnate, perchè non è tanto importante imparare a pappagallo formule o tante altre cose che si possono assimilare in seguito con l'esperienza, ma è fondamentale assorbire i concetti che stanno alla base, sono quelli che cambiano il modo di affrontare i problemi, impostare valutazioni complesse, perchè chi avrà nella vita da risolvere grandi problematiche non potrà interessarsi del dettaglio, ma avrà la necessità di poter controllare e gestire i grandi sistemi. La differenza è tutta li, un percorso di laurea è una palestra della mente, dove ognuna rielaborerà in futuro le conoscenze ed i metodi operativi acquisiti e a seconda delle proprie capacità personali sarà più o meno valido. A coloro che portano esempi di laureati (ingegneri o architetti che siano) che non sanno nulla io chiedo: vi siete chiesti come sarebbero stati quei laureati (così scarsi) se fossero rimasti solo diplomati?


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  • competenze professionali
    Giovanni Spina - 01/03/2010

    sono un piccolo perito industriale elettrico e meccanico che ha progettato impianti e vie di fuga per grandi insediamenti industriali (Denso Mnifacturing, Gran Guizza e tanti altri che non sto ad elencare per mancanza di tempo). Ho avuto nel mio studio molti ingegneri che confondevano la legge di ohm con la caduta di tensione, ecc. ecc. Voglio solo dire che la professionalità la si conquista con il saper fare e con il risolvere i problemmi alla committenza, non con il titolo di studio. Ritornado aila lingua italiana che secono alcuni conoscono solo i laureati, prendiamo come esempio l'ultimo concorso a cui hanno partecipato gli avvocati!


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  • si è persa la ... misura
    andrea f. - 28/02/2010

    Che la crisi sia seria lo si vede dall'accanimento di talune categorie nei confronti di altre. Quello che più fa dispiacere è vedere persone che hanno tanto studiato e nella vita non ci hanno capito nulla. Se si è giunti alla laurea si avrà raggiunto un grado di conoscenza in funzione degli studi fatti, ma qualcuno si è mai chiesto cosa sono gli studi, se non che l'acquisizione in via breve delle esperienze altrui (anche sperimentali e scientifiche)? Si torna lì, è tutta esperienza, diretta od indiretta. Un fabbricato in muratura sopporta un sisma non tanto per effetto dei calcoli centellinati, quanto per la bontà dei materiali impiegati e di come essa è organizzata.


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  • X GEOMETRI INGEGNERI E ARCHITETTI.
    FRANCESCO 63 - 28/02/2010

    Ho 47 anni, e la terza media Sono in edilizia da 33 anni.da 7 ho una piccola impresa vi dico che per fare qualsiasi lavoro ci vuole Ingegneri , Architetti oppure geometri ma senza di noi muratori o carpentieri con giusta esperienza L'EDILIZIA si bloccherebbe.


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  • COERENZA PER FAVORE!
    architetto1969 - 28/02/2010

    A tutti coloro che portano esempi e "giudizi di merito" sentenziati da illustri capomastri,etc..., chiederei soltanto un pò di serietà di giudizio. A prescindere da esempi che non rappresentano nulla, a mio avviso il problema in questione va affrontato nel metodo e non nel merito. Dato per scontato ovviamente che un percorso universitario offre una "possibilità" di approfondire in alcuni casi alcune materie (per chi le ha già studiate alle scuole superiori) e di acquisire nuove competenze, oltre alla forma mentis che ovviamente ne deriva, mi sembra doveroso oltre che giusto che ci sia un corrispondente riconoscimento delle competenze professionali relative. I casi particolari non fanno la categoria; inoltre il processo edilizio ed il progetto dovrebbe essere valutato in modo olistico (non a comparti), dove la tanto citata tecnica ha si una sua importanza, ma non può esulare dalla coesistenza di aspetti storici, filosofici, di composizione architettonica, e di tante altre valutazioni che il diplomato non può neanche ipotizzare, non per sua incapacità ma semplicemente perché non ha gli strumenti culturali per farlo. Questo i geometri lo devono accettare con umiltà. Tra l'altro è provato che tutti i migliori professionisti, non solo architetti e ingegneri, ma avvocati, medici...provengono dal liceo classico. Quindi per tirare quattro righe e dare due consigli tecnici (tradotto: "per chi non guarda oltre al proprio naso") vanno bene tutti, ma per una progettazione "CONSAPEVOLE" ci vuole ALMENO la laurea!!!


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  • sul campo si dimostra il saper fare
    Francesco Notaro ingegnere - 28/02/2010

    Penso che i geometri se hanno il coraggio e l'esperienza del sapere debbano avere la possibilità di operare. I committente, che stupidi non sono affideranno l'incarico al più competente, geometra, architetto o ingegnere che sia. grazie


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  • povera categoria dei Laureati
    Luigi 69 - 28/02/2010

    Oggi ci troviamo ad affrontare un argomento ormai annoso, quello delle competenze professionali dei Geometri, rendendomi conto che le categorie dei cosidetti Laureati (architetti ed ingegneri), ancora oggi TEMONO la professionalità dei loro "fratelli minori" i Geometri, invece di preoccuparsi di dimostrare le loro di competenza "professionale", cercano in tutti i modi di prevalere impedendo l'approvazione del DDL 1865. Io dico, siete ingegneri ed architetti, dimostratelo sul campo e non nelle aule Parlamentari !!!! Un grazie alla Sen. Vicari per l'interessamento alla Categoria dei Geometri.


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  • titoli e competenze
    Luciano - 27/02/2010

    Il vero problema non è quello del geometra che vuol fare l'ingegnere o l'architetto, ma quello dell'architetto e dell'ingegnere che non sono capaci a fare il geometra, ed al mondo ve ne sono tanti, basti guardare nel mio paese gli edifici progettati da architetti ed ingegneri che andrebbero letteralmente rasi al suolo per la loro bruttura!!!! Condivido pienamente le risposte di Antonio, fino a prova contraria abbiamo molta più esperienza noi sul territorio che qualsiasi ingegnere o architetto.


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  • ho letto tutti i commenti
    scaramacai - 27/02/2010

    nel cercare di discriminare quanto è di competenza dei geometri e quanto dei tecnici laureati, sembra che il mondo finisca con un paio di villette a schiera. Signori, ci sono anche i ponti, le ferrovie, le autostrade, gli ospedali, le torri gemelle, la fabbrica FIAT di Termini Imerese, il gattacielo di Cortina (da qualcuno citato) etc. etc. Su questi edifici la competenza è indiscutibile. Per le altre piccole costruzioni, i signori laureati si confrontino anche con altri tecnici minori: da tale situazione di libero mercato ne traggono beneficio i committenti, un pò meno le loro esose parcelle. Vi piacerebbe avere il monopolio eh?


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  • gli insegnanti
    stefano - 27/02/2010

    leggo i due commenti di marcello s. e riccardo, ammesso che siano veramente ciò che dicono e non soggetti prezzolati come spesso accade su internet, e rimango straordinariamente sorpreso. Maccome, i Geometri sono ignoranti perchè loro gli hanno insegnato! O sono masochisti o completamente scemi. Riguardo le capacità di calcolo strutturale: ma davvero c'è qualche Ingegnere (Architetto no, perchè nel settore ne sanno meno dei Geometri) che pensa che un Geometra non sia in grado di progettare un fabbricato di 5000 mc in muratura, con la legge sismica attuale?


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  • ad ognuno il proprio ruolo
    geometra da trent'anni - 27/02/2010

    Gli scempi ambientali e territoriali, le case non sismiche: l'Italia ne è piena. La responsabilità è di chi ha pianificato e legiferato. Non mi risulta che queste due categorie annoverino geometri tra le loro file. Al contrario, mi sembra proprio che i pianificatori siano normalmente Architetti ed i consulenti tecnici del legislatore siano normalmente Ingegneri. L'ultimo anello della catena produttiva dell'edilizia sul territorio è il progettista, il quale prevede una costruzione laddove il piano regolatore lo consente e calcola le strutture nel modo in cui la legge gli impone (eppoi, le stanza le prevede alte quanto le norme sanitarie hanno stabilito e le finestre le dimensiona con lo stesso principio, tanto per fare un altro esempio). Le conoscenze tecniche dei geometri sono sufficienti a permettergli la progettazione di modeste costruzioni, sia in zona sismica che non, visto che la relativa legge prevede dimensionamenti semplificati ipergarantisti. Seppoi in qualche Istituto le cose non sono andate come avrebbero dovuto (questa è per il sig. Riccardo) ciò dipende da insegnanti irresponsabili come lui e da altrettanto irresponsabili presidi che non li hanno cacciati, svogliati parassiti della nostra società, per causa dei quali sta andando a fondo. Non certo per colpa degli operosi Geometri. Che piaccia o no, esiste una Legge che stabilisce le competenze dei geometri nell'ambito delle costruzioni; non potranno essere sedicenti "associazioni degli spazi contemporanei" a poter dire qualcosa sull'argomento. Essi riflettano meglio sulla prima parte di ciò che ho scritto. A meno che non intendano, con il termine spazi contemporanei, le anguste superfici delle celle in cui molti altolocati professionisti (non geometri) si trovano attualmente per causa delle loro attitudini poco tecniche.


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  • ABOLIAMO GLI ISTITUTI TECNICI PER GEOMETRI
    A.D.U. - 27/02/2010

    CHIUDIAMO TUTTI GLI ISTITUTI TECNICI PER GEOMETRI e mandiamo a casa i professori, ingegneri ed architetti . A che serve sperperare risorse economiche per insegnanti che non sono in grado di formare in modo adeguato tecnici intermedi - di cui fa parte il geometra - se poi questi non sono in grado di progettare costruzioni modeste? Quelle che da sempre il mercato richiede al geometra.


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  • siamo tutti indispensabili
    marcello s. - 27/02/2010

    sono perplesso dalla ignoranza dei nostri politici che tentano di cambiare le regole del gioco senza avere idea di cosa stiano proponendo..... insegno "costruzioni" da due decenni presso un istituto per geometri è ho preparato generazioni di geometri anche con la "G" ma per cortesia se solo avessimo idea di cosa è un calcolo strutturale ( per di più in zona sismica) di cosa sono le conoscenze geotecniche allora certamente non perderemo del tempo nel cercare di ampliare le competenze dei tecnici diplomati; attenzione non confondiamo mai il sapere e il saper fare può diventare un gioco particolarmente rischioso per se e soprattutto per gli altri. Ritengo inoltre degno di nota il fatto che i nuovi programmi ministeriali per il corso di studi a indirizzo "costruzioni" prevedono una riduzione delle ore di insegnamento e nel contempo una secca ridefinizione dei programmi con particolare riferimento al calcolo strutturale ... mi chiedo da quale pianeta arriveranno i "geometri" in grado di calcolare edifici fino a 5000 mc , tre piani fuori terra , che sapanno assumersi la responsabilitòà dei collaudi delle opere in CCA e quant'altro previsto dal DDL 1865 ??????


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  • Istituto per Geometri ............ vuoto a perdere
    Riccardo - 27/02/2010

    Ho insegnato per anni presso Istituti statali per geometri materie come: Costruzioni e Topografia , ho parteicipato in qualità di commisssario agli esami di abilitazione degli stessi tecnici , beh............... Non ho parole. A mio avviso, il problema non sarebbe nemmeno da proporre, è assolutamente insostenibile. In Gran Bretagna e nei paesi anglosassoni sono chiamati "surveryor ": misuratori del terreno o topografi ed è ciò in cui, al massimo, sono in grado di espletare la loro professionalità. Il resto è solo fuffa. In Germania, da sempre, ci sono i Diplomat Ingenieure ed i Doktor Ingenieure e gli Architekten, il resto è nulla. P.S. Mio figlio minore è geometra e per fortuna, si è iscritto al corso di laurea in Ingegneria Civile. Lui stesso mi conferma l'assoluta impreparazione ad affrontare il corso di studi che ha intrapreso, mostrando, tra l'altro , una scarsissima cultura acquisita presso l'Istituto tecnico frequentato; notevoli deficenze in lingua e letteratura italiana e in lingue straniere, in informatica, matematica, fisica. Riccardo Diplomato presso il Liceo Scientifico con laurea in Ingegneria Civile presso l'Università di Padova e laurea in Architettura presso lo IUAV Venezia.


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  • ll mondo è dei furbi
    fabio - 27/02/2010

    Sono d'accordo con Antonio quando dice che l'esperienza in cantiene o a fare trafile negli uffici pubblici sia importante. Alla fine l'esperienza è solo quella che conta. Infatti qualche tempo un mio parente ha avuto problemi di cuore. Ma io non sono mica andato a perdere tempo con un cardiologo. Ho un amico che lavora in ospedale da ben 40! E sottolineo 40. Tutta esperienza! Fa l'inserviente, ma volete mettere l'esperienza che ha maturato in questi anni! Ovviamente, Antonio, la mia è una battuta. Per ogni geometra davanti al quale mi tolgo il cappello ce ne sono a centinaia che sono solo "chiacchiere e distintivo"; che si preoccupano se dentro una stanza entra un armadio o un comodino e se ne infischiano di confort ambientale e prestazioni strutturali; ma quel che è peggio è che molti non si aggiornano (se non per sentito dire) e credeono ancora di potere progettare come 10 anni fa. Se passa l'idea che meno studi e più puoi lavorare e più poi riuscire, non lamentiamoci se cinesi ed indiani ci faranno barba e capelli in pochi anni. Io sono un insegnante ed in molte occasioni ho insegnato proprio all'Istituto per geometri materie di primo anno e materie degli anni conclusivi. Potrei portare esempi vari che farebbero impallidire anche un cadavere.sulla capacità intellettiva media che si riscontra. Non discuto le abilità dei geometri di esperienza. Ma la nuova Nomra non può dire che le competenze si ampliano solo per gemetri vecchi. La cosa coinvolge anche ragazzi che saranno sul libero mercato tra, diciamo, 3 anni. Bene, molti di questi ancora non distinguono, oggi, il centimetro dal metro. Vorremmo fargli progettare strutture in zona sismica? Bene, molto bene. Ah infine, gli ing. e gli arch si laureano fuori corso perché alle Università è meno di moda promuovere anche i banchi perché altrimenti non si formano le classi e restano disoccupati professori e bidelli e chiudono le succursali delle scuole. Scusate il disturbo, Fabio.


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  • attenti ai laureati fuori corso
    Gianni - 27/02/2010

    Secondo me uno dei grossi limiti degli ingegneri ed architetti e che la maggior parte di loro (70-80% secondo le statistiche) si laureano fuori corso (28-30 anni). Quando a 30 anni si affacciano nel mondo del lavoro lo fanno con la presunzione di chi pensa di sapere tutto perchè ha vissuto fino a 30 anni nel mondo dei sogni. Col tempo il confronto con la realtà mette in evidenza tutta la loro inadeguatezza ciò li rende cattivi e suscettibili. Vedete, dai 20 ai 30 anni si imparano cose che non si potranno imparare mai più. I geometri entrano nel mondo del lavoro a 19-20 anni e fino a 30 anni imparano dalla vita pratica quello che i laureati fuori corso non impareranno mai più. E' per questo semplice motivo che la maggioranza dei geometri e meglio versata nella professione. La vs sciocca diatriba sulle competenze professionali sottovaluta l'intelligenza della committenza. Io penso che la committenza valuta in base a quello che vede e non semplicemente in base al titolo di studio, se così fosse mi permetto di dare consigliare vivamente ai potenziali clienti di accertarsi a che età si è laureato....prima di affidargli l'inarico.


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  • superficialità
    stefano - 27/02/2010

    l'argomento richiede conoscenza storica della questione. Chi non ce l'ha per favore si astenga. L'Italia delle costruzioni e delle ricostruzioni è stata fatta dai Geometri, quella che non cade con i terremoti di S.Giuliano di Puglia e quella che non costituisce stravolgimento del territorio e dell'ambiente come molti alberghi sulle nostre coste o montagne (basta citare il grattacielo di Cortina?). Ora che tutti si laureano si sentono in diritto di togliere le competenze agli altri. Facciamo meglio: confrontiamoci sul ibero mercato e vediamo chi viene premiato! I Geometri fanno case a misura d'uomo e non di partito politico; i Geometri costano meno e sono più pratici. Le case a misura di Geometra sono contenute nelle dimensioni quindi in tutti gli impatti sul territorio, e nei costi, ergo, sono sicure. Soprattutto se realizzate con il dimensionamento previsto dalla norma anisismica. La senatrice Vicari ha i merito di cercare di mettere ordine in un settore che comporta da anni inutili contenziosi. Non sta affatto ampliando le competenze dei Geometri, i quali, come gli altri professionisti del settore, si tengono aggiornati e migliorano le loro conoscenza per adeguarsi alle leggi ed alle tecnologie. Il resto sono chiacchiere da bar e sfacciate difese lobbistiche.


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  • Tabula rasa
    Fabio Pantera - 27/02/2010

    Leggo con fastidio il commento di giorgio 26/2/2010 - E' l'apoteosi della tabula rasa; proporrei che nel suo lavoro ci fosse la possibilità di far carriera da barelliere a primario di oncologia. Ma come quelli di giorgio purtroppo ne ho letti tanti e questo mi fa ancor più dispiacere perchè, nella confusione imperante, ciò che emerge è sempre il parere 'facile' di non ci capisce niente. Di cosa parliamo ?! La scuola media superiore (geometri) è totalmente inadeguata come piano di studi a formare tecnici in grado di provvedere alla progettazione architettonica (per l'urbanistica nemmeno ne parliamo); chi afferma il contrario non ha minimamente preso parte ai programmi, agli esami di stato e (soprattutto) agli esami di abilitazione. Non parlo dell'eccellenza di una risicatissima parte di studenti che hanno un genitore che svolge la professione per i quali la volontà (propria e del genitore) supplisce a tutte altre carenze. Si parla di una marea di diplomati per i quali progettare un edificio è la bovina aggregazione di spazi interni (non parliamo nemmeno di interdisciplinarità con altri settori di cui non hanno e non potrebbero nemmeno avere conoscenza-esperienza: strutture, acustica, impiantistica, ergometria, bioedilizia). Ultimo ma non ultimo, di cosa parliamo ??: la preparazione nel campo strutturale del neo-diplomato? Beh, provate a chiedere qualcosina in più del valore del momento flettente in campata a semplice appoggio ! il nulla: il vuoto come i commenti positivi al DDL1865. Probabilmente Giorgio e tutti gli altri come Lui, ignorano che la direzione che occorre intraprendere è quella di promuovere la conoscenza, lo studio, la ricerca di nuove tecniche e di nuove metodiche; un esempio trai tanti, le vigenti NTC2008 non sono minimamente alla portata di nessun tecnico diplomato anche se con esperienza: la soluzione non è dire che l'imprenditore con la terza media è in grado di fare un computo metrico perchè conosce il costo della calce o che il capo mastro è in grado di 'tirare sù" una casa; questa è l'anarchia delle idee e ognuno non avrà mai regole. Che nessuno si scaldi tanto: si cresce studiando ed applicando ciò che si impara; i neo-diplomati si impegnino per una ottenere una laurea; i geometri insoddisfatti possono anch'essi studiare per laurearsi; io ho 50 anni e sono ingegnere da 26 anni, ancora studio per tenermi aggiornato (da solo e con corsi che mi auto-finanzio). Coraggio che c'è posto....oppure quello che si vuole è una legge RIDICOLA, INUTILE e PERICOLOSA (...anche per i sig.ri 'Giorgio' che quando qualcosa dovesse andar male, normalmente esordiscono "cosa vuoi che sappia io, non sono mica l'ingegnere (o l'architetto)!!")


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  • X Antonio. OGNUNO LE SUE COMPETENZE.
    Antonio M. - 27/02/2010

    Egregio Sig. Antonio, sono un ingegnere (diplomato da geometra) e per tale motivo tendo a difendere la mia categoria. Credo che ci sono geometri che, grazie all'esperienza maturata in cantiere e a tavolino siano molto più preparati in determinati settori che ingegneri e architetti, ma allo stesso modo ci sono neo-lauretai che hanno conoscenze scientifiche che permettono loro di risolvere problemi strutturali e non che i geometri non potranno mai risolvere. Mi chiedo se un geometra, anche con esperienza di 60 anni, sia in grado di studiarsi e applicare la nomativa sismica e la relativa circolare, oppure se è in grado di definire un ponte termico con gli elementi finiti, etc. Ci sono software oggi che fanno tutto ... anche il caffe....., ma si è in grado si leggere il risultato e individuare un errore grossolano??? Se un laureato in ingegneria deve superare esami come scienze delle costruzioni 1 e 2, tecnica delle costruzioni, cemento armato, geotecnica, fondazioni, strutture metalliche, teoria delle strutture, strutture prefabbricate etc... oltre al biennio che non è altro che analisi matematica 1 e 2, fisica 1 e 2, geometria, meccanica razionale etc.... ci sarà una differenza con gli studi da geometra. Questo non significa altro che: OGNUNO LE SUE COMPETENZE. Purtroppo in generale è vero che ciò che fa il geometra (mediamente) è in grado di farlo l'architetto e l'ingegnere, ma non è vero l'inverso. Poi smettiamola di fare commenti su geometri, ingegneri, archiettti che non sanno fare questo, quello etc... Nel mondo ci sono persone che hanno volonta di studiare il problema altri no, altri ignoranti e altri geni. Qui si sta discutendo sulla categoria e sulla loro competenza. IN BASE A QUESTO OGNUNO SI PRENDE LE PROPRIE RESPONSABILITA E CONSEGUENZE.


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  • Competenza
    R&B - 27/02/2010

    Il problema è che non si può e non ha senso partire dall'analisi di casi isolati o singoli. Le Corbusier non si è mai laureato. Ma è un caso unico di una genialità che non poteva essere "costretta" in ambiti (per lei) ridotti. Si tratta di determinare campi di competenza in base agli studi effettuati. E' perfettamente inutile dire "io ho imparato sul campo e sono diventato più bravo di..." . Prima di tutto perchè non è il soggetto stesso che deve giudicarsi, perchè un imprenditore o un muratore possono dare un giudizio limitato alle loro competenze e poi perchè, comunque, si può avere una cognizione parziale di un problema senza avere il quadro complessivo della situazione. Inoltre non si riesce a capire per quale motivo nessun Geometra si farebbe operare da un infermiere (pur bravissimo), nè probabilmente avendo un ascesso ad un dente eviterebbe l'odontoiatra a favore di un odontotecnico. A Striscia hanno stigmatizzato, tra l'altro, la cosa in quanto pratica illegale. Solo nel nostro campo il diplomato si sente DI DIRITTO parificato al laureato. Anzi, SUPERIORE. Chi nega ai Geometri il diritto di laurearsi? Io mi sono laureato lavorando, perennemente senza soldi, usufruendo del prestito libri, della biblioteca, comprando libri usati e rivendendoli. E quando ho finito mi sono trovato con una schiera di persone più giovani di me che lavoravano (spesso MOLTO male, diciamocelo) da tempo. Uno di questi, molto quotato e decisamente molto più "dotato" di me dal punto di vista economico arrivò a suggerire la realizzazione di un pilastro a metà di una trave da 8 metri per risolvere un problema.... E' giusto? Ma i Geometri si sentono troppo superiori sia alla scuola che a chi, comunque, ha costruito prima una cultura complessa e poi una pratica. E non mi si venga a parlare di villetta!! Ci sono geometri che firmano (e dirigono) complessi industriali, lottizzazioni, piani di recupero, addirittura restauri!!! Il tutto grazie alla connivenza di certe amministrazioni. Posso fare nomi e cognomi pur nel mio piccolo. Sarebbe davvero ora di fare chiarezza e sarebbe ora che ognuno avesse la possibilità di esercitare la professione per la quale ha studiato prima e si è fatto il mazzo poi senza interferenze abusive e, soprattutto, esercizio illecito della professione. Ai sensi delle norme vigenti.


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  • Professionalità e competenze
    Geom. Riccardo Fontana - 27/02/2010

    Da circa 35 anni opero nel settore degli appalti pubblici ed ho "insegnato" (forse) il mestiere a tanti ragazzi. Non ho onestamente rilevato grandi differenze fra le categorie oggi in lotta. Ci sono ottimi ingegneri come ottimi geometri (gli architetti sembrano un po' meno interessati, almeno per ciò che riguarda le infrastrutture) e "intellettualmente pigri" in entrambe le categorie. Se c'è una cosa che ho cercato di trasmettere è la consapevolezza che i gradi si guadagnano sul campo con tanta umiltà e con tanti sacrifici. In ciò i geometri sono un pochino maggiormente predisposti e quasi sempre lasciano il ruolo "di comando ai tecnici laureati" mantenendo - nel contempo - il contatto diretto con il mondo reale ed ampliano cosi la propria professionalità. Ciò al punto da divenire insostituibili a differenza degli "ufficiali superiori" che sono quasi sempre interscambiabili. Questa "guerra tra poveri" mi lascia onestamente perplesso, in quanto riguarda in fondo il contendersi la "villetta a schiera" e finirà (non credo di essere lontano dalla verità) che il cemento armato verrà progettato dal geometra anziano e firmato l'ingegnere giovane. Nulla di male se quest'ultimo apprenderà in ciò parte del mestiere. La cosa che in realtà mi stupisce è la palese confusione dei "Giudici" che a secondo di proprie interpretazioni attribuiscono o meno competenze su settori in cui a loro volta si dichiarano incompetenti, con il giusto ricorso ai C.T.U. Banalmente in ciò non tengono poi così tanto in considerazione il titolo di studio. Cordialità.


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  • mah.....
    Antonio - 27/02/2010

    Mio padre era un geometra, ha fatto la professione per 60 anni, e' stato il mio maestro per 20 poi e' morto. Io sono un architetto, oggi ho superato i 50 anni ed intravedo i 60.... lo studio tecnico che mi onoro di portare avanti oggi ha quasi un secolo di vita e credo di avere titolo per dire la mia (fra l'altro ho avuto modo di conoscere la senatrice quando ancora era studente ed io facevo la tesi di laurea con il suo papa'). Ogni mestiere ha una sua dignita' purche' sia svolto nei limiti e con l'onesta' intellettuale di chi sa di non sapere cio' che in effetti non sa. Mio padre veniva da me studentello neolaureato per farsi fare le cose per le quali non aveva titolo di studio (cosi come si rivolgeva, ovviamente a tecnici abilitati per le opere in c.a., prima che io avessi una laurea, ed a pensarci bene anche dopo, se riteneva che io non fossi ancora in grado) da lui ho imparato a sudare, a rispettare l'esperienza la manualita' e la conoscenza pratica di chi la ha (capomastri compresi), la difficile arte del farsi rispettare sulla base di conoscenza ed esperienza, l'umilta' di ammettere che si ha sempre e comunque qualcosa da imparare. Ho conosciuto geometri che hanno autentico talento ed architetti che sono degli emeriti cani. Per me semplicemente ciascuno dovrebbe fare il proprio mestiere: io non saprei tirare su un muro a piombo, anche se so come si fa (un conto e' sapere ed uno fare) non faccio confini in campagna (perche' so come si fa, ma non ho studiato per questo e lo studio ci vuole...) ritengo un delinquente il geometra calcolista (solo perche' possiede il programmino) tutto qua. Poi quanto uno debba essere pagato.... troppi politici non laureati che guadagnano troppo..... perche' dovrei scandalizzarmi per l'onorario di un bravo geometra? L'importante e' che non faccia, da dilettante, un mestiere che non e' il suo.


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  • per Fabio Merighi ( Si al DDL 1865)
    Antonio Di Lucia - 27/02/2010

    Spett.le geometra Merighi, sono quasi venti anni che faccio il geometra libero professionista. Ho svolto un tirocinio gratuito di due anni presso uno studio di Architettura, e per ben quattro anni ho lavorato presso uno studio di Architettura che si occupava di progettazione di opere pubbliche ed edilizia privata. Durante questo periodo mi sono occupato di progettazione tridimensionale assistita al calcolatore , arredamento e rendering. Questa esperienza mi è tornata molto utile quando ho aperto uno studio tecnico tutto mio. Infatti, attualmente mi occupo soprattuto di ristrutturazione edilizia , pur avendo progettato e diretto dei fabbricati nuovi con sruttura in cemento armato definiti modesti. Il calcolo statico l'ho sempre fatto fare ad un ingegnere di mia fiducia. Quello che secondo me non è accettabile è quanto affermato da alcuni tecnici laureati in merito alle competenze dei geometri, secondo i quali la nostra categoria non dovrebbe operare in ambito edilizio e non dovrebbe dirigere opere in cemento armato modeste anche se il calcolo è stato redatto da un tecnico laureato. Spiegami allora a che cosa serve prendere una laurea triennale, oppure fare un tirocinio gratuito di due anni, per accedere all'esame di stato di abilitazione all'esercizio della libera professione di geometra? A me risulta che per superare l'esame di abilitazione bisogna dimostrare di saper progettare opere civili che rientrano nella competenza dei geometri. La commissione esaminatrice è composta anche da tecnici laureati. Se, oggi ci sono tutti questi problemi, qualcosa non funziona nel sistema non crede? Il mestiere del geometra - il geometra con gli stivali - l'ho imparato e continuo ad impararlo da solo. Mi spiego meglio. I rilievi topografici, le pratiche catastali, le denunce di successioni ereditarie ecc. li ho imparati quando ho acquistato lo strumento topografico ed ho iniziato a frequentare l'ex catasto - scontrandomi con una burocrazia non sempre amichevole- ed anche sbagliando sul campo. Credo sia impensabile impedire ad un geometra di presentare un progetto in comune - come alcune categorie professionali vorrebbero - e di fare la rispettiva direzione dei lavori perchè significa dire che il superamento dell'esame di Stato di abilitazione all'esercizio della libera professione non ha valore. E' un contro senso. Il mercato del lavoro fa la sua parte. chi non è preparato e non è in grado di risolvere i problemi della committenza verrà automaticamente tagliato fuori. Penso che Lei saprà che cosa significa vivere solo di libera professione, magari guadagnando meno di chi ha la certezza economica di un posto fisso, e, qualche volta, essere considerati dall'agenzia delle entrate come degli evasori fiscali. Se ancora oggi io e lei facciamo la libera professione e portiamo avanti la nostra famiglia con il lavoro di geometra vuol dire che qualcosa sappiamo fare. Almeno io non ho santi politici. Lavoro solo con i privati. La senatrice Vicari, tra le altre cose Architetto, ha avuto il coraggio di porre il problema. Speriamo bene per la tranquillità di tutte le categorie professionali.


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  • GEOMETRA
    TARSITANO DORINO ANTONIO - 26/02/2010

    Premetto di esercitare la libera professione di geometra da oltre 43 anni. Mi compiaccio con la senatrice Arch. Vicari che ha voluto giustamente premiare la professionalità dei geometri senza nulla togliere agli Ingegneri ed architetti.Se si parla di competenze professionali, ritengo che il discorso sarebbe troppo lungo.La figura del geometra è una figura molto complessa e non può essere trattata come una figura secondaria, schedando gli ingegneri ed architetti come gruppi di classe "A" ed i geometri di classe "B".Nell'ultimo decennio, caso mai e per esperienza diretta, ho assistito ad un degrado delle professioni dei laureati che non hanno nulla da competere con i geometri.Le figure dei vecchi ingegneri appartengono al passato; oggi, esistono tantissimi laureati ingegneri ed architetti che -guarda caso - per vivere si sforzano ad imitare, senza per altro riuscirvi, la professione dei geometri.Ci sono tantissimi che dovrebbero vergognarsi della laurea conseguita.


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  • SI AL DDL 1865 MA PRESO CON LE PINZE.
    Fabio Merighi - 26/02/2010

    Bravo Antonio Di Lucia, io sono un geometra da oltre 10 anni ed a detta di colleghi ingegneri, modesti a parte, ho maturato conoscenze superiori alle loro in alcuni settori ma con molta umiltà devo dire che non ho mai avuto alcuna esperienza con i calcoli strutturali non avendo mai svolto tirocinio o adeguati approfondimenti specialistici in materia. Io almeno, al momento, non mi sentirei di sviluppare un calcolo a mano per questione di onestà professionale. Preciso che non approvo tutto il DDL, soprattutto per i compensi smisurati (onorari e rimborsi spese dei tirocinanti) che, limitando la cerchia ai pochi grandi studi tecnici (con i quattrini) abbattono notevolmente la possibilità per gli stessi praticanti di poter effettuare il tirocinio. Non approvo interamente il DDL in quanto le verifiche delle competenze e la semplice abilitazione a svolgere la mansione di calcolo, viene misurata sugli anni d'iscrizione all'albo piuttosto che sulla preparazione (corsi, master, etc) ed esperienza effettivamente maturata e documentata. E' anche vero che, e lo sappiamo tutti benissimo, i calcoli strutturali non vengono più fatti a mano ma con l'ausilio di validissimi software che addirittura simulano a mezzo di cad la struttura e suggeriscono l'idonea armatura. E' altresì vero che con una preparazione specialistica, tipo DLgs 81/08 Titolo IV (tanto per dire) ed a priori la prosecuzione della matematica (analisi) fino al quinto anno delle superiori (in atto si ferma al quarto con cognizioni alquanto ridicole tranne per i corsi sperimentali), potrebbero trasmettersi cognizioni e preparazioni idonee a svolgere quanto proposto dal DDl in oggetto limitatamente ad immobili a 2 elevazioni f.t. in zona sismica e 4 in zona non sismica (praticamente in Italia nessuna). Preciso comunque che tutti gli studi di ingegneria che fino ad oggi ho frequentato per appuntamenti di interscambio culturale/professionale avevano al loro seguito neo diplomati in discipline tecnico/scientifiche che al posto dei laureati (tanto di cappello e rispetto) sviluppavano in totale indipendenza i calcoli per i progetti affidatigli (ovvio sempre sotto la, anche se non continuativa, supervisione dei loro capi ing./arch.). Tutto ciò per dire che è corretto porre dei limiti al DDL proponendo soluzioni formative ad hoc (d'altronde non viene concesso di progettare né grattacieli né ponti autostradali), ampliando per quanto è giusto le competenze e le tariffe (soprattutto.. perchè datate al '29) e come già proposto da alcuni colleghi nei commenti, nuovamente l'obbligo dei minimi tariffari in quanto la liberalizzazione delle tariffe vergogna e deprime tutte le categorie professionali oggi in "lite".


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  • si al DDL 1865
    Antonio Di lucia - 26/02/2010

    Il disegno di legge della della Senatrice Vicari non mi sembra che tolga qualcosa ad ingegneri ed architetti. Inoltre, per iscriversi al collegio dei geometri è necessario fare o un biennio di pratica gratuito presso lo studio di un tecnico abilitato - ingegnere, architetto o geometra- e superare un esame di Stato di abilitazione all'esercizio della libera professione, oppure bisogna essere in possesso di una laurea triennale in architettura o ingegneria e superare comunque un esame di Stato di abilitazione all'esercizio della libera professione di geometra. E' vero che qualche geometra compra il diploma in qualche istituto privato, ma è anche vero che si comprano le lauree. Non solo, anche fra i cosiddetti laureati in ingegneria ed architettura esistono i furbetti che trovano delle scorciatoie facendo dei piani di studio personalizzati che escludono qualche esame difficile. So di architetti che non hanno fatto esami di scienza e tecnica delle costruzioni e nè hanno una grande conoscenza di matematica e fisica. Paradossalmente, questi tecnici possono firmare i calcoli statici . Perchè l'ordine degli ingegneri polemizza solo con i geometri ? Domandiamoci anche, visto che si parla di livello scolastico basso, chi insegna negli istituti tecnici? Forse lo Stato sta spendendo male i soldi che da' ad ingegneri ed architetti che dovrebbero formare tecnici diplomati validi e che si dovrebbero occupare di costruzioni modeste. Personalmente, penso che ingegneri ed architetti dovrebbero fare o gli insegnanti ( in modo serio ), gli impiegati in qualche ente pubblico o privato, oppure solo la libera professione. E' troppo comodo avere le spalle coperte economicamente ed occuparsi di modeste costruzioni e non solo.


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  • x
    giorgio - 26/02/2010

    lo studio ti da cultura e la pratica erudizione. siamo sicuri? Allora quando si è novelli si ha la cultura ma non l' erudizione , e spesso si sbaglia (sull' architettonico senza neanche rendersene conto) , ma allora quello che rende un professionista completo sono l' erudizione ,e la pratica non la cultura. (tra l'altro all' università insegnano cultura come si sente dire ultimamente per esempio degli esami di stato degli avvocati?) Si studia per essere preparati ad affrontare il mondo del lavoro ma quando ci si arriva bisogna continuare a studiare la pratica perchè manca qualcosa (è normale) , allora studio e pratica sono la stessa cosa . Dopo anni di studi due architetti non saprebbero mettersi d' accordo sullo stesso progetto . Leggi altri miei post . quale dei due ha la giusta cultura e quale di conseguenza l' altro ha solo erudizione. Forse sono due culture diverse o forse sono due architetti.


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  • PRECISAZIONE per Giorgio
    ANG - 26/02/2010

    Volevo segnalare al Sig. Giorgio che per progettare, tanto più l'architettonico, ci vuole la Cultura (quella con la C maiuscola) che non va confusa con l'Erudizione, né tanto meno con la Pratica, per quanto questa possa dar l'illusione di acquisire Cultura.


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  • infermiere (laurea triennale)
    giorgio - 26/02/2010

    io dico che per progettare , per lo meno l' architettonico , ci voglia pratica . Tanto alla fine fate quello che vi dice l' imprenditore che il più delle volte ha la terza media (se ce l' ha) e voi con i vostri studi e la coda fra le gambe obbedite , come faccio io del resto . E molte volte hanno ragione loro . Per progettare ci vuole esperienza , non studio. La progettazione può farla benissimo anche chi ha la licenza media se è nel campo ed ha esperienza . Il computo metrico estimativo , chi ha la terza media ed è imprenditore , lo fa anche meglio del laureato te lo posso assicurare. Ho visto computi metrici da mettersi le mani nei capelli. Non sapete neanche quanto costa un sacco di calce e un mattone e volete consigliare i clienti su cosa è meglio fare ? Con questo voglio dire che chiunque può farsi l' architettonico , i calcoli strutturali li lascerei agli inge. io ne ho già fin sopra ai capelli. Voi fate i monumenti.


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  • per max
    mario - 26/02/2010

    Vorrei dire al Signor Max che ai Geometri resta : il catasto, la topografia , l'estimo con stime e perizie, la contabilita ,la responsabilità e la gestione dei cantieri, la sicurezza sui luoghi di lavoro etc. etc. . Non sò se è al corrente di questo.


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  • davide contro golia
    uno dei tanti geometri - 26/02/2010

    Mi piace l'idea che gli ingegneri facciano gli strutturisti, che gli architetti facciano gli urbanisti e che i geometri facciano i topografi. Se vogliamo utilizzare la solita similitudine allora che i medici facciano le diagnosi (e gli interventi) lasciando che siano gli infermieri a punzecchiare i pazienti con le loro iniezioni. Mi piacerebbe infine pensare che esista anche un solo architetto capace di azzeccare, con il suo maledetto strumento urbanistico, le vere proiezioni e vocazioni delle nostre città e che esistano ingegneri capaci di sopraelevare scuole senza che queste crollino (a buon intenditor...). Quindi che ben vengano le regole e soprattutto che ben vengano persone degne, capaci di farsi spazio nel libero mercato del lavoro con i propri meriti. Insomma che ben vengano i medici liberi dal complesso dell'infermiere concorrente.


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  • C'è poco da chiacchierare.....
    Marcolino, l'ingegnere - 26/02/2010

    Il problema mi pare molto semplice. E' ovvio che un laureato non possa essere messo sullo stesso piano di un diplomato (vedi medico-infermiere). Se i geometri ci tengono tanto ad avere le competenze di un ing o di un arch, è sufficiente che si iscrivano ad una università , facciano quei 30-40 esami e discutano una tesi. D'altronde, a sentirli parlare, sono così preparati e competenti che non dovrebeb costar loro troppa fatica. Io mi sono diplomato col massimo dei voti al liceo scientifico eppure, per laurearmi col massimo dei voti a Ingegneria civile, ho dovuto sacrificare migliaia di pomeriggi assolati per rimanere sui libri. Forse se mi fossi diplomato geometra avrei faticato di meno....


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  • POVERA ITALIA
    giorgio - 26/02/2010

    ho frequentato la scuola di geometra e un anno ho avuto un professore in scienze delle costruzioni che era ingegnere , eravamo in terza superiore e per fare esercizi alla lavagna che consistevano nel ricavare taglio e momento di una trave ad un certo punto aveva bisogno dell' aiuto di un mio compagno di classe se no non riusciva a finire la spiegazione. Sui cantieri ho visto tra le altre cose , che so , per esempio autorimessa di 5 m di larghezza con pilastro centrale (autorimessa progettata insieme da 2 ingegneri e 1 architetto). notare che sopra alla suddetta soletta c' è solo una terrazza (a casa mia li avrei presi a calci in culo) Presenti una divisione di un lotto di terreno e ci metti la strada dove non puoi edificare per questiioni di distanze da altri fabbricati e cosa fanno quei geni di architetti della paesaggistica ? te la fanno spostare dalla parte opposta e ti rovinano il lotto. Ma lo fanno apposta o sono rincoglioniti? Perche non vanno a lavorare un po' almeno imparano qualcosa. Dimenticavo , la divisione era stata progettata da un architetto , altri architetti gliel' hanno bocciata , ma studiano tutti le stesse cose all' università ? Secondo me fanno come gli viene chiesto da certe amministrazioni locali con buona pace dell' Associazione Spazi contemporanei e del Movimento Amate l'Architettura


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  • CI VUOLE ORDINE
    MAX - 26/02/2010

    Mi associo ai colleghi che si indignano al solo pensare che possa essere approvato il D.L 1865. Che quella dei Geometri sia una lobbi di peso lo sanno tutti, ma certo non per merito dei geometri di oggi. é ora che ogniuno faccia ciò per cui si è formato, e a dire il vero spingerei per far fare agli architetti i progettisti architettonici, paesaggisti, urbanisti... e agli ingegneri (almeno nel campo civile) gli strutturisti ... pertanto immaginatevi ai geometri cosa resta!!! certo è che sarebbe anche necessaria una riforma sulle parcelle con il ritorno ai minimi tariffari e con l'obbligo (questa volta vero e sanzionabile seriamente) all'applicazione per lo meno di quel minimo... altrimenti il nostro operato è fatto di tante responsabilità a fronte di un pugno di mosche.


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  • Volli, sempre volli, fortissimamente volli
    Emass - 26/02/2010

    io ho voluto la laurea in Ingegneria, ho sudato come un cane tra mille difficoltà anche economiche (erano i primi anni '70) ma sono arrivto in fondo. Non ho mai cercato scorciatoie. I discorsi su quello che si impara facendo sono solo la testimoninza che non si ha idea dell'insieme di conoscenze che uno studio serio, duro e lungo forniscono ad un laureato. Chi pensa di diventare "INGEGNERE o ARCHITETTO ope legis" sappia che decreto o meno, non lo sarà mai. Poi va bene tutto, le battute del capocantiere magari davanti ad un neolaureato e similari, ma che tristezza.....


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  • Un po' di chiarezza...
    mv - 26/02/2010

    I commenti a questa notizia mi pare si stiano trasformando in una guerra a chi è più bravo o più esperto tra ingegneri, architetti e geometri... Non credo che ciò contribuisca al dibattito sul DdL, per cui propongo di correggere un po' il tiro dei prossimi post... Nello specifico della discussione, a mio giudizio il DdL è concettualmente sbagliato non per i contenuti in sè (discutibili finchè volete), ma per l'impostazione: ritengo infatti che una Legge dovrebbe preoccuparsi di fare un po' di chiarezza, mirando ad una divisione sufficientemente netta tra le competenze delle varie figure professionali (avendo riguardo al percorso formativo in prima istanza, ovvero anni e materie di studio, e rimandando le competenze ultraspecialistiche a formazioni specifiche, come capita per il coordinamento della sicurezza), invece di intorbidire ulteriormente le acque, incrementando le sovrapposizioni tra le competenze e le zone d'ombra sui limiti di applicazione delle stesse...


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  • Alt
    Vicio - 26/02/2010

    Si ma quello che si impara nella pratica supera mille volte quello che uno può imparare all'università. Comunque non mi venite a dire ora che la laurea con i soldi non la danno.


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  • Marco
    Non scherziamo!!! - 26/02/2010

    Ma state scherzando o cosa?lo sapete che in Italia ci sono Istituti professionali dove il diploma di geometra te lo danno con un po' di soldini???Con questo non voglio dire che non esitono bravi geometri, ma non possiamo far progettare nulla ad una categoria che non ha sufficientemente studiato per fare calcoli o che addirittura può aver comprato il diploma. Sfido io a trovare una facoltà di ingegneria o architettura dove se paghi ti danno la laurea. Di Istituti professionali così potrei dirvene almeno 4 nella mia regione...non so nelle altre, ma la sostanza è la stessa: AD OGNUNO IL SUO...e se non vi sta bene mettetevi a studiare almeno altri 3 anni per prendervi una laurea triennale ed altri 2 per la specialistica....


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  • SI AL Ddl 1865
    Manetta Giuseppina - 26/02/2010

    Non sono un tecnico ma trovo pienamente d'accordo con il disegno di legge presentato dalla senatrice Vicari.


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  • Si al DDL 1865
    Antonio Di Lucia - 26/02/2010

    La legge dice che fra le competenze del geometra rientrano anche la progettazione di modeste costruzioni per civile abitazione. I geometri, ma anche Architetti, ottenuto il permesso di costruire di un fabbricato dal Comune, fanno fare i calcoli strutturali ad un Ingegnere. Spiegatemi dove sta il problema nel fare la direzione dei lavori. A me sembra che si stia dicendo che un tecnico diplomato non è in grado di leggere i disegni esecutivi fatti da un ingegnere. Se così è aboliamo tutti gli istituti tecnici nei quali lavorano Architetti e Ingegneri perché non sono in grado di formare dei tecnici intermedi validi e a nulla serve il tirocinio gratuito di due anni, da fare anche presso i loro studi professionali, per avere accesso all’esame di abilitazione all’esercizio della libera professione di geometra.


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  • Infermieri e dottori
    Saverio - 26/02/2010

    Io insegno ai geometri e so quali competenze acquisiscono e quali sono i loro limiti. E' vero esistono laureati che hanno dei problemi, FIGURIAMOCI I DIPLOMATI. Io insegno in un istituto per geometri e so quali sono i limiti professionale. I geometri possono essere dei bravi topografi ma certamente non progettisti, soprattutto in campo strutturale dove occorrono conoscenze di matematica che si acquisiscono all'università. COMUNQUE INVITO CHI SOSTIENE CHE INGEGNERI, ARCHITETTI O GEOMETRI E' LA STESSA COSA BE! lLI INVITO IN CASO DI UNA PATOLOGIA CHIRURGICA A FARSI OPERARE DALL'INFERMIERE, "TANTO E' LA STESSA COSA!!!!


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  • DDL da terzo mondo
    Carlo - 26/02/2010

    In Italia il rispetto delle regole sembra proprio un optional, del resto la classe politica da un ottimo esempio. Questo DDL mi puzza di sanatoria mascherata. Da anni i geometri invadono il campo di architetti e ingegneri attribuendosi competenze che il loro percorso formativo non gli riconosce. Le competenze dei geometri sono ben definite dalla L. 2/03/1949 n. 144 e dal D.M. 3/9/1997 n. 418 oltre che da innumerevoli sentenze. Gli unici che non comprendono sono proprio i geometri che pretendono di esercitare abusivamente la professione di architetto e d’ingegnere solo perché avendo fatto possibilmente alcuni anni di pratica sono diventati dei mestieranti senza tuttavia avere quella cultura di base che solo un percorso universitario può garantire. V’immaginate un geometra neo diplomato, possibilmente con sufficienza, che si avventura in un calcolo strutturale o in una progettazione architettonica? Roba da rabbrividire! Se i geometri, semplici diplomati, aspirano ad altro che si prendano UNA LAUREA e la questione è chiusa.


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  • riforma delle professioni
    mario - 26/02/2010

    Credo si debba cercare di ragionare seriamente sulle competenze fra le varie professioni e soprattutto ognuno guardando all'interno della propria categoria. Se è' giusto e normale che progetti in c.a e calcoli delle strutture siano di competenza di Ing. e Arch. cosi' come prescrive l'attuale Legislazione come si spiega quello che si è visto all'Aquila e dintorni?? non credo che l'ospedale etc. etc.siano stati progettati da Geometri. e che dire quando si parla di Catasto dove spesso dobbiamofare docfa e pregeo per poi farli firmare a Ing. e Arch che spesso non sanno cosa sia un sub.


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  • ormai...
    vicio - 26/02/2010

    ..questa italia è alla frutta


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  • RISPOSTA
    ANTONIO - 26/02/2010

    CI SONO BUONI ARCH E ING, MA MI CHIEDO COME MAI SIANO POCHI, MENTRE CI SONO TANTI OTTIMI GEOM.


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  • Architetti...
    Max - 26/02/2010

    Certo che gli architetti potrebbero astenersi da progettare in campi che non conoscono come quello dell'impiantistica elettrica ;)


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  • X ANTONIO
    Venus - 26/02/2010

    DUNQUE ANCHE TU NON HAI UN C...O DI NIENTE DA FARE SE STAI QUI A ROMPERE LE BALLE E A SPARARE SENTENZE INUTILI...


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  • NOTA
    ang - 26/02/2010

    PERCHE' QUANDO SI PARLA DI LAUREATI (ARCHITETTI O INGEGNERI CHE SIANO) SI PRENDE AD ESEMPIO GLI ULTIMI DELLE RISPETTIVE CATEGORIE (E NESSUNO NEGA CHE SI SIANO LAUREATI POCO PREPARATI PROFESSIONALMENTE), MENTRE QUANDO SI PARLA DI DIPLOMATI SI PORTA AD ESEMPIO QUEI POCHISSIMI CHE, DOPO LUNGHI ANNI DI UMILIANTI RIPETIZIONI IN CANTIERE, HANNO ACQUISITO UNA PROFESSIONALITA', CHE DEFINIREI PRATICA, APPREZZABILE. INSOMMA SE DEVO CONFRONTARE UN PILOTA DI F1 CON UN PILOTA DI AUTOMOBILINE A SCONTRO, DEVO ALMENO CONFRONTARE I CAMPIONI DI ENTRAMBE LE DISCIPLINE, OPPURE LE SCHIAPPE DI ENTRAMBE LE DISCIPLINE. SOTTOLINEO CHE ALLE SCUOLE SUPERIORI LA MATERIA PIU' IMPORTANTE, IN QUALSIASI INDIRIZZO, E' LA LINGUA ITALIANA.....E GEOMETRI E PERITI NON MI RISULTA SIANO CAMPIONI IN MATERIA... SE POI PENSIAMO CHE I CALCOLI DI CUI PARLA IL GEOM. ANTONIO RICHIEDONO ALMENO LA CONOSCENZA DI FONDAMENTI DI ANALISI MATEMATICA E SCIENZA DELLE COSTRUZIONI, DUBITO CHE ALLE SCUOLE TECNICHE ABBIAMO MAI STUDIATO QUALCOSA DEL GENERE....E ATTENZIONE ALLA COMPILAZIONE ACRITICA CON PROGRAMMI SOFTWARE PERCHE', SE NON SI SANNO VALUTARE I RISULTATI, I RISCHI DIVENTANO VERAMENTE GRANDI.... L'AQUILA DOCET....


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  • MI SEMBRA DI SOGNARE
    reggio - 26/02/2010

    Per il Sign. Antonio, spero proprio di non avere mai a che fare con Lei in un cantiere, una qualsiasi persona che pensa e afferma le sue tesi non può che essere il tipico sbruffone che crede di sapere tutto, ma a chi vuol raccontare che le ore di studio alla scuola superiore per geometri la possano rendere erudito sui problemi legati alla statica delle costruzioni, mi faccia il piacere !!! Se Lei è così bravo perchè non si prende una laurea e la smette di essere così saccente; mi permetto di farLe presente che qui non si tratta di riconoscere chi sa e chi non sa, è evidente che in tutte le categorie esistono persone ignoranti e altre che sono brave e preparate, il problema è l'assunzione di responsabilità, perchè allora non facciamo guidare un autubus con la patente B, emettere un giudizio legale al salumiere o presentare la denuncia dei redditi al panettiere ?!!! Lei sarà anche un bravissimo geometra ma , mi ascolti,. non si offenda quando La chiamano Architetto o Ingegnere come non mi offendo io se mi chiamano geometra oppure capocantiere, ogni professionalità ha i suoi onori !!


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  • un mondo senza architetti
    ale - 26/02/2010

    se su fb ci sono solo arch. e ingegnereri che hanno ben poco da fare .... forse un motivo ci sara' .... e sicuramente non sara' colpa di altri


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  • ANTONIO - 26/02/2010

    e poi dimenticavo su facebook ci sono cosi tanti iscritti tra Ing. e Arch. perche loro non hanno mai nulla da fare, mentre ii geometri forse non hanno poi cosi tatno tempo da perdere.


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  • risposta
    Antonio - 26/02/2010

    eppure tanti architetti non sanno nemmeno fare le O con il bicchiere, stessa cosa dicasi per gli ingegneri...chissa come mai le loro lacune vengono colmate da bravi GEOMETRI che come me indicano soluzioni a problemi di natura tecnica... io personalmente mi sento offeso quando qualche cliente o carpentiere mi chiama Ingegnere o Architetto... io ho studiato tre anni al geometra sia topografia che costruzioni, che tradotte in ore forse sono molte di piu di quelle che hanno impiegato per i loro esami gli Ing. e gli Arch... e poi il GEOMETRA non vive su di un piedistallo ma sa aver a che fare con tutti, da enti locali ad imprese edili... Ed è per questo che credo che solo il fatto di avere un'esperienza forte in campo edile, tante ore di studio alle spalle e tanta umilta renda indispensabile un ampliamento delle competenze al fine di rendere il GEOMETRA UFFICIALMENTE la figura professionale che è.... ho visto tantissimi geometri sviluppare calcoli che poi sono stati firmati da Architetti per nulla preparati... grazie buon lavoro


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  • Per Ilenia Ciccirello
    Martina - 26/02/2010

    Mi permetto di segnalarLe anche la presenza, per ora solo su facebook, ma presto anche come federazione, del grupppo Federazione Architetti Ingegneri Liberi Professionisti, che come il Consiglio nazionale degli Archiettti e quello degli Ingegneri si è prontamente mobilitato contro questo ddl. Attualmente il gruppo conta 8.457 iscritti ed è in continua crescita. http://www.facebook.com/pages/federazione-Architetti-Ingegneri-Liberi-Professionisti/105570278043 La ringrazio per l'attenzione


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  • POVERA ITALIA
    ANG - 26/02/2010

    SE IN TUTTA EUROPA NON ESISTE IL TECNICO DIPLOMATO, ED E' UN GROSSO PROBLEMA PRESENTARE I NS. PERITI E GEOMETRI COME TECNICI IN GRADO DI FIRMARE QUALCOSA, E' CURIOSO CHE IN ITALIA SI PENSI NON A LIMITARE GLI ACCESSI AGLI ALBI GEOMETRI E PERITI DEI DIPLOMATI (NEL CUI PERCORSO DI STUDI LA MATERIA PIU' IMPORTANTE E' LA LINGUA ITALIANA - GIUSTAMENTE) COME E' SUCCESSO QUASI VENTI ANNI FA PER I RAGIONIERI, MA ADDIRITTURA SI PROPONGA DI INCREMENTARNE LE COMPETENZE. E POI I LAUREATI JUNIOR (CHE SAREBBE PIU' CORRETTO CHIAMARE "DIPLOMATI UNIVERSITARI") DOVE SI COLLOCANO.


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  • ahh, gli architetti.....
    emilio salvatore - 26/02/2010

    come disse un capo-cantiere (con 40 anni di esperienza che aveva tanto da insegnare a diplomati e laureati) ad un architetto offeso dall'essersi sentito chiamare "geometra" : "Ahh, siete ancora architetto ? Be', Geometra sicuro ci diventerete!!!"....


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  • Per MAX
    IVANO - 26/02/2010

    Di solito io non affermo delle cose se non sono sicuro e infatti come adesso puo' leggere dall'articolo il gruppo esiste.


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  • Per Ilenia Cicirello
    IVANO - 26/02/2010

    In nome del gruppo la ringrazio per la celere correzione sintomo di ottima professionalità


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  • Per IVANO
    Max - 26/02/2010

    In realtà il gruppo da Lei menzionato non esiste...cercando su Facebook "1865" il vostro gruppo non appare...


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  • SI AL DDL 1865
    IVANO - 26/02/2010

    ho letto il suo articolo e vorrei fare una precisazione sulla battaglia sul web e precisamente su facebook da lei menzionata il gruppo ufficiale a favore del ddl 1865 si chiama SI al DDL 1865 presentato in Senato dalla Senatrice Simona Vicari che conta 1.069 iscritti. Grazie http://www.facebook.com/group.php?gid=325946779909&ref=ts#!/group.php?gid=352656500914&ref=search&sid=1362973437.1305315137..1


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  • Titoli e competenze
    Max - 26/02/2010

    Se un diplomato vuole di più, si laurea, se un laureato vuole di più si specializza, se entrambi vogliono di più fanno master e corsi integrativi. Ma non possono fare le stesse cose per decreto"... non è un parere, ma uno stato di fatto!!....RIPORTO UN COMMENTO LETTO SU FACEBOOK e che condivido pienamente!!!





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