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Il nuovo Regolamento cancella le giuste aspettative dei professionisti sulle tariffe professionali - A 14 utenti piace questa notizia - 27 commenti alla notizia
05/02/2010 - Ci giunge notizia che lo schema di Regolamento di attuazione, previsto all'articolo 5 del Codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 163/2006, che detta la disciplina esecutiva ed attuativa del Codice stesso sia stato trasmesso al Consiglio di Stato per il parere previsto dall'articolo 5, comma 4 del Codice; sembra, poi, che il testo che è stato trasmesso sia una vesione sensibilmente differente da quella circolata dopo l'approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri del 17 dicembre. Il Consiglio di Stato dovrà esprimersi entro 45 giorni dalla data di trasmissione e, quindi, presumibilmente, entro la metà del mese di marzo e soltanto successivamente il Regolamento potrà essere emanato.
Lo schema di regolamento, pur non potendo modificare le norme di legge e non potendo dettare nuove norme, interviene, in modo restrittivo cancellando le giuste aspettative dei professionisti sulle tariffe professionali: non stiamo, qui, a dire che il Regolamento avrebbe potuto far ritornare in vita le tariffe professionali ma affermiamo, con convinzione, che gli importi degli onorari da porre a base delle gare di progettazione potevano essere dedotti dalle tariffe professionali stesse senza lasciare la discrezionalità agli Enti appaltanti sulla possibilità di applicazione o meno delle tariffe stesse. D'altra parte se i professionisti sono, di fatto, considerati alla stregua di imprese, sarebbe stato giusto, applicare ai servizi di ingegneria e di architettura, listini ufficiali come, per altro, viene fatto per le opere.
Ci rendiamo conto che, probabilmente, tutte le richieste (diversificate tra loro e senza nessuna unitarietà) effettuate dai vari Consigli nazionali non hanno fatto breccia sul Governo ma forse l'unica cosa che gli stessi avrebbero dovuto chiedere con fermezza sarebbe stata quella della modifica dell'articolo 92, comma 2 del Codice dei contratti il cui testo in atto è questo:
"Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture, determina, con proprio decreto, le tabelle dei corrispettivi delle attività che possono essere espletate dai soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 90, tenendo conto delle tariffe previste per le categorie professionali interessate. I corrispettivi di cui al comma 3 possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dell'importo da porre a base dell'affidamento."
e che, a nostro avviso, al fine di utilizzare le tariffe come base delle gare di progettazione e senza ledere il decreto “Bersani” avrebbe dovuto essere così modificato:
"Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, determina, con proprio decreto, le tabelle dei corrispettivi delle attività che possono essere espletate dai soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 90, tenendo conto delle tariffe previste per le categorie professionali interessate. I corrispettivi di cui al comma 3 sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento per la determinazione dell'importo da porre a base dell'affidamento."
Oggi, tenendo conto dell'attuale stesura dell'articolo 92, comma 2 del Codice notiamo come, nelle ultime modifiche introdotte nello schema di regolamento prima dell'invio al Consiglio di Stato, sia stato modificato l'articolo 238 relativo al Compenso spettante ai collaudatori in cui viene precisato che le tariffe professionali e l’onorario a vacazione "possono essere utilizzate come criterio o base di riferimento, ove motivatamente ritenute adeguate".
Che fine hanno fatto tutti i buoni propositi dei Consigli nazionali, per altro espressi anche nelle interviste da noi effettuate in riferimento ai "ribassi selvaggi"?
Dobbiamo ritenere che le stesse o siano state mal espresse o siano state mal interpretate.
Non voglio tediarvi oltre ma neanche il minimo risultato che era quello della modifica del comma 2 dell'articolo 92 del Codice è stato raggiunto ed i professionisti dovranno confrontarsi con un Regolamento che, di fatto, certificherà la cancellazione delle tariffe professionali anche come base di riferimento per le gare di progettazione.
Iniziamo da oggi la pubblicazione del nuovo regolamento nell'ultima versione trasmessa al Consiglio di Stato e pubblichiamo, in allegato a questa notizia, la Parte I relativa alle disposizioni comuni (artt. 1 -8) in cui le uniche modifiche rispetto al precedente testo pubblicato sul nostro sito sono all'interno dell'articolo 6 relativo al Documento di regolarità contributiva e precisamente nei commi 3 ed 8 dello stesso e sono evidenziate in giallo.
Partecipa al nostro SONDAGGIO, fai conoscere il tuo punto di vista e partecipa al primo concorso on line sul Regolamento.
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[Riproduzione riservata]
Notizie sull'argomento
- II vecchio saggio dice.
anonmo - 06/05/2010
L'affare migliore? acquistare un ingegnere per quello che vale e rivenderlo per quello che crede di valere!!

- RELATIVITA' E DIVERSITA' DEI PUNTI DI VISTA. IL NOSTRO TALLONE DI ACHILLE
totò martello - 13/03/2010
Cari colleghi, amici architetti e a tutti i simpatizzanti per l'onestà: 1)Il vero scopo di Bersani e successori era di allinearsi ai meccanismi europei? R1)L'effetto collaterale della norma Bersani ha di gran lunga superato la formale motivazione originale. Le Amministrazioni scendono sotto la soglia di 100.000,00, e istituiscono l'elenco dei professionisti, invitano poi cinque iscritti e affidano l'incarico.- Quanti sono gli incarichi dati con questo sistema? Il 90% Chi sono i cinque invitati? (alla fantasia di ciascuno di voi immaginare cosa può succedere).- Non ci credete? Guardate le gare che si pubblicano in Italia.- 2)Offerta economicamente vantaggiosa R2)Chissà perchè la maggior parte dei partecipanti viene fatta fuori con il punteggio assegnato alla relazione metodologica ed ai disegni di precedenti lavori. Per questi signori l'apertura dell'offerta economica è inutile perchè malgrado si sono scannati il punteggio parziale raggiunto da quelli più bravi supera la possibilità di tenerne conto.- Stimoli per la vostra fantasia: a)Se Renzo Piano, che è il più bravo di tutti in Italia, scendesse in campo, gli incarichi li prenderebbe tutti lui (e le norme antitrust?). P.S.: sssh non glielo dite a Renzo Piano.- b)Se i politici avessero in pectore un soggetto particolare, potrebbero condizionare la faccenda? (Nominando una commissione particolare per esempio Il dirigente, n.2 dipendenti dello stesso ufficio del Dirigente, qualche usciere). In tal caso basta deprimere il punteggio dei signori senza faccia rispetto agli amici e agli amici degli amici.- 3)Chi dovrebbe fare i nostri interessi? R3) a)Gli ordini professionali? Sono per la quasi totalità costituiti da soggetti dipendenti della pubblica amministrazione (mea e vostra culpa). Gli unici interessi che hanno è di fare carriera all'interno della Pubblica Amministrazione, come potete pensare che possano recepire le nostre istanze se parlano una lingua diversa? b)I consigli nazionali. Hanno un appannaggio annuo di 80.000,00 euro, come potete pensare che possano possedere la giusta carica emotiva per impedire ai soggetti che scrivono le leggi ai politici di fare norme con il buco come il codice dei contratti o il successivo regolamento fantasma che uscirà per taglio cesareo alla prossima inchiesta sui malaffari, come correttivo e toccasana (abbiamo individuato e corretto gli inciuci), mentre di notte qualcuno riderà (evviva c'è stato un terremoto, un alluvione, ...un expò?) c)Le associazioni di società di ingegneria? Fanno per statuto gli interessi di una trentina di società ed hanno avuto l'abilità di farsi finanziare da un migliaio di minchioni titolari di studi professionali.- Io continuo a lottare e se devo morire morirò lottando, vi dichiaro che siamo senza prospettiva e la nostra fine sta proprio nella cronica mancanza di reale competitività.- Le norme vigenti ci collocano come protagonisti di un grottesco capitalismo senza mercato.-

- Vergogna Nazionale
Ing. Ignazio Poggiu - 16/02/2010
E' vergognoso verificare come prograssivamente e continuamente la nostra professione sia sputtanata nei contenuti e nella dignità da un governo, e non solo questo, che consente, come diceva la collega "inegnere pentito", di strapagare veline o fotogafi per non parlare di politici ignoranti e corrotti mentre noi professionisti del mattone siamo alla stregua del pur dignitoso manovale.......... Vergogna e mea culpa di una categoria senza palle che non ha mai trovato un momento di unità in tutta la sua storia e non la sta trovando nemmeno nel momento del tracollo.

- L'illusione
Deluso - 09/02/2010
Non esiste nessuna professione più illusiva di quella di Ingegnere, puoi solo sentire il lontano profuno dei compensi, il privato o sottopaga o addirittura non paga, (prova a fare causa?). La P.A. ti paga con comodo, ti da i soldi che tu successivamente penserai a distribuire: Iva, Irpef, CNPAIA, Inps etc. circa il 75-80%. Cosa ti rimane? Il 20-25%. In sintesi: Grosse responsabilità e scarsi guadagni.

- Verità
Max - 09/02/2010
La mia domanda è: ma secondo voi esisterà mai un politico che fa le leggi a favore di noi liberi professionisti?la mia amara risposta è: certamente no! Vi spiego anche il motivo: l'affidamento di lavori non è da sempre una di quelle cose che il politico di turno utilizza in campagna elettorale?se ci pensate bene che interessi possono avere i nostri politici nel fare le cose bene?Possiamo solo espatriare in Lapponia sperando che lì non esistano gli stessi inciuci (ma anche su questo ho i miei seri dubbi)

- pensate un po'
eolo - 08/02/2010
Ci sono in italia tantissimi piccolissimi comuni dove il bilancio è all'osso, con un ufficio tecnico gestito da un geometra, per poter accedere a qualsiasi finanziamento statale e/o regionale occorre dottarsi di un sepur minimo elaborato progettuale, come potrebbe questo Comune affidare incarichi a liberi professionisti con un esborso pari a quanto nei tariffari e senza avere la certezza del finanziamento richiesto....... e parlo di progetti semplici (tipo marciapiedi, rotonde stradali ed altre urbanizzazioni primarie)

- aggiungo questa "preghiera"
remigio - 08/02/2010
AILPcilentodiano libera associazione imprenditori liberi professionisti A tutti i Colleghi Liberi Professionisti Cari colleghi, riflettiamo un po’! PREGHIAMO 5% Per la stipula di un mutuo di circa Euro 100.000,00, tra spese notarili, bolli, assicurazioni, ecc. 7% per un’intermediazione immobiliare 100 euro e oltre per una visita medica della durata di circa mezz’ora 20% è l’iva che lo stato incassa su una semplice operazione commerciale 26,5% è la percentuale riconosciuta per le spese generali e l’utile dell’appaltatore in un lavoro pubblico 2% è la percentuale di incentivazione per il RUP in un lavoro pubblico 12% è quanto versiamo all’INARCASSA per i contributi previdenziali del nostro reddito 1,5% è il costo per i diritti di vidimazione su una parcella 40% è la sanzione da versare calcolata sui contributi per la mancata comunicazione della dichiarazione dei redditi all’INARCASSA 11,1% è il tasso di mora che occorre corrispondere se si versano in ritardo i contributi INARCASSA 15% è la percentuale per il ritardato versamento, anche di un solo giorno, dei contributi INARCASSA 4% è la polizza che mediamente paghiamo sul valore dell’auto 5% è la percentuale che viene chiesta per una pratica di finanziamento 1.400 euro, è il costo di un’ospitata televisiva per un giornalista PER FINIRE! La percentuale per un lavoro professionale: progetto preliminare, definitivo, esecutivo, ………. Andatevi a vedè tutti gli elaborati previsti dal 554/99 e la sicurezza e la direzione dei lavori e la contabilità ……, e tutte le integrazioni che ogni ente chiede, … allora ditemi quanto può essere questa percentuale???? (forse lo sa la regione campania?) Arch. Remigio Cammarano p.s. se ho dimenticato qualcosa o volete la risposta, segnalate al seguente indirizzo: r.cammarano@archaprogetti.191.it

- siamo tutti fuori strada
remigio - 08/02/2010
Come si fa ad affidare un incarico di progettazione, soprattutto ove l'ideazione e le soluzioni progettuali assumono carattere preminente ed essenziale, sulla base del minor prezzo. Sarebbe come valutare una giacca, che sia un capo sartoriale o di bancarella, solo per il prezzo.

- obbiettivi di bersani & successori
massimo - 08/02/2010
lo scopo è proprio quello di ridurre sempre più il peso politico e sociale dei professionisti a favore di multinazionali, grande distribuzione e sindacati. Così con la triade potere economico-potere politico-ricatto occupazionale è più facile governare (o meglio comandare) e di qualità e assunzione di responsabilità chi se ne frega. I professionisti non saranno mai uniti (vedi i commenti su farmacisti e notai, ma in realtà il problema è uguale per tutti) e i politici avranno vita facile.

- Informazione reale, obiettiva ed imparziale
Paolo oreto - 07/02/2010
Rispondo al precedente commento dell'arch. Capuani, consigliere del CNAPPC, precisando che anche noi non dimentichiamo chi ha manifestato contro il decreto "Bersani" in Via dei Fori Imperiali ed i nostri colleghi che sono partiti per quella manifestazione anche dalla Sicilia ma critichiamo le rappresentanze istituzionali che, frammentadonsi tra loro, non hanno avuto la lungimiranza di aggiungere agli attacchi diretti al decreto "Bersani" anche la possibilità di ottenere l'obiettivo minimo della modifica dell'articolo 92, comma 2 del Codice dei contratti con l'unico scopo di utilizzare le tariffe professionali come base delle gare di progettazione.
Oggi, con l'attuale versione dell'articolo 92 del Codice, assistiamo, inermi, alla possibilità che ogni Ente appaltante scelga una base di riferimento diversa con onorari a base d'asta diversi anche nelle stesse aree geografiche e per le stesse tipologie di lavoro. Ci spiace quello che ha pensato il nostro lettore ma non facciamo altro che dare una informazione attuale, tecnica (la nostra redazione è composta da ingegneri ed architetti) ed assolutamente non distorta e non faziosa come per altro si rileva dalla nostra notizia dalla quale è possibile evincere soltanto che:
- lo schema del Regolamento di attuazione del Codice dei contratti è stato inviato dal Governo alle Consiglio di Stato per il parere previsto dal Codice stesso;
- il regolamento non può cambiare norme di legge;
- i Consigli nazionali non sono riusciti a far modificare l'articolo 92, comma 2 del Codice dei contratti al fine di avere un'unica base di riferimento degli onarari nelle gare di progettazione;
- i buoni propositi dei Presidenti dei Consigli nazionali da noi intervistati sono rimasti soltanto buoni propositi.
Tanto per opportuna precisazione nella speranza di aver chiarito ai nostri lettori il nostro punto di vista aggiungendo, anche, che non abbiamo alcun interesse in propagande politiche di sorta perché la nostra testata non è legata ad alcun colore politico, non abbiamo voglia di essere i paladini di nessuno e le nostre notizie cercano soltanto di fare una fotografia di alcuni aspetti di interesse per le libere professioni. 
- Ho deciso di saltare il fosso
G. C. ingegnere - 07/02/2010
Dopo 35 anni di attività professionale nei LL.PP. come libero professionista a favore della P.A. (progettazione, D.L., coordinamento sicurezza, collaudi, consulenze incontenziosi) ho deciso, seppur a malincuore, di saltare il fosso e di passare dall'altra parte della barricata. In che senso? E' presto detto. I 35 anni di cui sopra mi hanno consentito di accumulare un discreto patrimonio (tranquilli! ... non economico) di esperienze e di conoscenze indispensabili per il conseguimento dell'interesse della P.A. a realizzare un'opera utile e, nei limiti del possibile, allo stesso tempo economicamente giustificabile, dall'ideazione alla pratica realizzazione. Il consuntivo di una vita dedicata con passione a un'attività gratificante soprattutto sotto il profilo dell'arricchimento culturale e professionale e, tutto sommato, dignitosamente retribuita, si chiude, però, con una cocente e desolante delusione. Non si può lavorare seriamente alle condizioni che si profilano all'orizzonte. Non voglio e non posso abbandonare un metodo di lavoro troppo costoso, sia in termini di impegno, sia in termini di costi monetari veri e propri, perchè la P.A. ormai non può più riconoscerlo e remunerarlo almeno dignitosamente. Io ho ancora una grande considerazione, non di me stesso, ma del ruolo che svolge chi si occupa, con scienza e coscienza, di LL.PP. per conto della P.A. Mi chiedo: ma in quale altro campo delle attività umane un protagonista in positivo è stato maltrattato come lo sono oggi i professionisti tecnici (... e domani ancor di più)? Pare che al peggio non ci sia un limite. Ho la netta sensazione che si sia voluto imboccare la strada che si profila, sotto la spinta di una ingiustificata e ingiustificabile concezione della prestazione professionale in facore della P.A. quale martirio non si sa bene in nome di che cosa. Forse in nome dell'interesse (genericamente inteso) del bene collettivo? Non mi pare che a ciò possa essere ascittala la volontà diabolica, sottesa a questa decisione, di ridurre in schiavitù un onesto "lavoratore", come deve essere considerato e trattato ANCHE un tecnico. Cara P.A., provaci a pagare i tuoi dipendenti con la stessa puntualità (!) con cui paghi il compenso professionale dovuto a noi tecnici. Se ciò non bastasse, prova a proporre ad un artigiano, per esempio un falegname, al quale hai chiesto, preventivamente, di dipingerti di rosso gli infissi e poi decidi di cambiare colore perchè il rosso non ti piace più e vuoi il colore verde, senza che, per la modifica, tu ti senta in dovere di pagare anche il primo intervento. Al tecnico, invece, è lecito chiedere continue modifiche a progetti già definiti senza che il tapino possa nemmeno sognarsi di pretendere alcunchè. Mi rendo conto di avere divagato; torniamo sulla strada maestra. Vale la pena oggi avere come committente una P.A.? Amaramente concludo: NO, non ne vale la pena. Sei costretto a scendere ai mercati generali e offrire la tua merce a basso costo e senza nemmeno avere un barlume di certezza che riuscirai, comunque, a venderla. Sei costretto a scendere in concorrenza con altri disperati come te e vedi questi disperati come nemici non come coloro che, in fin dei conti, lottano per avere un'opportunità di lavoro, una purchè sia! Non mi pare che tutto ciò sia il presupposto per avere progettazioni di qualità, per avere una buona prospettiva di realizzare un'opera dalla quale attendersi i risultati che, in fase di programmazione, la P.A. contava di raggiungere. Dal gioco al massacro non ci si può attendere altro che, salvo miracoli sempre possibili, una infinita serie di problemi per la P.A., non ultimi quelli connessi agli inevitabili contenziosi, cui l'appaltatore si vedrà, sempre di più costretto a ricorrere. Da qui nasce la mia decisione di saltare la barricata. Credo che le Imprese esecutrici di LL.PP. avranno sempre più bisogno di tecnici esperti che le guidino, nella fase di realizzazione dell'opera, nella gestione del rapporto con la P.A., perchè è risaputo che queste, nella stragrande maggioranza, non brillino per un puntuale e pieno rispetto delle norme regolamentari e dei patti contrattuali. Ci sarà tanto lavoro, io credo e prevedo e, per di più, senza doversi recare ai mercati generali a cercare, disperatamente, di vendere a straccu barattu (pardon, mi è scappato il sardo; traduco: a prezzo misero) la propria professionalità. Naturalmente l'auspicio, ma è quasi una certezza, è che salti il fosso non un numero illimitato di "esperti", ma sufficientemente limitato.

- Etica nell'informazione
arch. M. Capuani - Consigliere CNAPPC - 07/02/2010
Lunedì parleremo dell'emergenza delle tariffe professionali, di quanto questa battaglia è attuale e di quanto avremmo necessità d'altro!!! Del nostro "caro Bersani" che le ha praticamente annullate e di CHI IN QUEI GIORNI ERA A MANIFESTARE CONTRO QUEL DECRETO IN VIA DEI FORI IMPERIALI E CHI A GUARDARE LA TV! ed ovviamente chi ora sta tentando ancora di difende le tariffe e chi fa finta di interessarsene per raccogliere voti!!!! o consensi!!! SPIEGATE AI PROFESSIONISTI CHE LAVORANO DALLA PARTE DI CHI STATE E NON SFRUTTARE LA CONDIZIONE DI GRAVE DISAGIO NEL QUALE TUTTI CI TROVIAMO PER FARE LE VOSTRE PROPAGANDE POLITICHE XKE' E' FIN TROPPO FACILE CAVALCARE LA DIFFICOLTA' ED IL DISSENSO DIFFUSO PER ERGERSI A PALADINI!!! l'etica deve appartenere ai professionisti tutti anche quando si fa informazione, perché l'informazione parziale, distorta, o faziosa non è buona informazione!!

- Politicanti ignoranti ed in malafede...
Franco - 07/02/2010
.... solo cosi' si possono giustifìicare i continui umilianti attacchi sferratii alle categorie dei professionisti tecnici.

- La riforma parta da noi
Gianluca - 06/02/2010
Pur concondardo con quanto detto dai colleghi liberi professionisti, bisogna anche dire che anche prima di Bersani la concorrenza era selvaggia (qualcuno applicava la riduzione della parcella anche del 70%) e che i vari ordini professionali non hanno mai messo in atto dei provvedimenti disciplinari che contrastassero tale pratica. L'anno scorso ho perso un incarico per la progettazione e direzione dei lavori di una villetta unifamiliare perchè il committente ha trovato un tecnico che gli faceva tutto per 2500 €, certificazione energetica e pratica comunale compresa. Da noi in Sardegna ci sono geometri che ti fanno le pratiche SUAP (anche complesse e articolate) a 800 € IVA inclusa. Se mi faccio due conti, il muratore che si fa la giornata in nero a 120 € al giorno guadagna di più e senza nessuna responsabilità. E' anche vero che i tecnici a basso costo li hanno creati altri tecnici senior che per 8 e più ore di lavoro li pagano 600 € al mese quando va bene. Ovvio è che questi una volta presa l'abilitazione quando riescono ad ottenere da un lavoro di 1 settimana lo stesso tanto si sentono appagati. Insomma sono convinto che l'origine dei nostri mali sia da ricercare nella nostra categoria di tecnici liberi (ormai sempre meno) professionisti. Vi siete mai chiesti come mai le categorie dei notai, degli avvocati, dei medici, non incontra le nostre stesse difficoltà? Un avvocato per una lettera ti chiede mediamente 200 €, un medico per 15 min di visita te ne chiede 100 - 150 €.... e noi (parlo almeno di quelli che non hanno i santi in paradiso) quanto riusciamo a guadagnare nello stesso tempo? Credo che la soluzione del problema sia da trovare all'interno dei vari ordini e collegi, magari cercando di ricordare a chi ci dovrebbe rappresentare che è ora di svegliarsi e di guadagnarsi i vari benefit che si prendono ogni anno con viaggi, gettoni di presenza etc. .... e che Dio ci salvi

- Riflessioni
Ing Giampaolo Ceci - 06/02/2010
Perché i liberi professionisti dovrebbero godere di uua tariffa minima grantita? Per la stessa ragione per cui ogni lavoratore ha un minimo paga sindacale. Il commitente in caso contrario sceglerebbe quello col minor prezo e quindi si creerebbe tra i "lavoratori" una conflittualità esasperata dettata dal bisogno. Se quanto dico é vero, allora ne consegue o che i professionisti non sono "lavoratori" o che per loro non viene applicata una norma dello statuto. Un principio anlogo vien eoggi già applicato nelle gare di appalto di lavori pubblici che oggi non vanno più al massimo ribasso in quanto foriero di elusione e sfruttamento. Il problema quindi é: 1) Con quali criteri si detremina la tariffa minima perchè il valore del lavoro sia riconosciuto? 2) Con quali criteri di determina quindi una offerta professionale anomala? Il traiffario delle prestazioni professionali degli ingeneri e architetti fa riferimento criteri di calcolo forfetari basati sul valore delle opere e non invece su analisi di costo industriale. Non sarebbe ora che tutte le prestazioni porfesionali venisserero ricatalogate e prezzate in base alle ore lavorative medie stimate necesrie, in modo che le tarife conseguenti nascano da un ragonamnto oggettivo (al netto delle spese di studio documentate) e aggiunte apare ? overo da (analisi dei Prezzi) come aviene nei prezzari per le pere edili?. Il centro studi degli ingegneri perché non appronta un prezzario istituendo una apposita commissione di studio? In questo modo potremmo dimostrare i costi industriali diretti di ogni singola prestazione e portare la discusione sulla correta retribuzione del lavoro professionale, accettando però, anche il ridimensionamnto di alcune tariffe che ogettivamente sono troppo remunerative. info.cse@tiscali.it

- E' vergognoso!
Rosa Barletta - 06/02/2010
vanno meglio le veline! nessuno pone limiti ai compensi dei venditori di fumo e di seni al vento. Perchè prendersi responsabilità da ingegnere ed essere pagati meno di un manovale? Rosa ingegnere pentito

- Latitanza dei Consigli
Pippo - 06/02/2010
Ma dove sono i nostri Presidenti nazionali; di cosa si occupano Giovanni Rolando e Massimo Gallione con i loro consigli nazionali e con tutta la pletora di Presidenti provinciali che si riuniscono mensilmente girando l'Italia? Forse hanno dimenticato che negli Ordini ci sono anche liberi professionisti ai quali, in atto, non è possibile lavorare. Forse un sindacato farebbe sentire meglio la nostra voce come è stata sentita quella dell'Unitel che è riuscita a far ripristinare il 2% per i tecnici comunali. La verità che Unitel rappresenta seriamente le istanze soltanto deitecnici che esercitano la libera professione all'interno delle pubbliche amministrazioni ed ha, quindi, la rappresentanza di tutti coloro (architetti, ingegneri, geometri, periti) che lavorano all'interno delle libere professioni mentre, invece, i vari CNAPPC, CNI e CNG rappresentano singole categorie dove l'elemento libera professione incide soltanto in una misura contenuta di un massimo del 10%. ISCRIVIAMOCI TUTTI AD UN SINDACATO!

- Non siamo nulla
Glauco - 06/02/2010
Per norma il legittimo interlocutore con lo Stato in tema delle Tariffe sono i Consigli Nazionali (ingegneri ed architetti) tuttavia quantunque si agitano e criticano i "ribassi selvaggi" non accade nulla.Probabilmente i professionisti con contano nulla e forse la ragione è che non rappresentiamo una classe politica che possa avere voce in capitolo. Peccato!

- Tariffe
Franco - 05/02/2010
Sono iscritto da circa 25 anni e con l'entrata in vigore della merloni gli appalti pubblici se li beccano chi ha più soldi da ivestire si dovrebbe tornare all'antico quando gli incarichi venivano dati dai politici di turno e veniva applicata la tariffa professionale piena.

- Da oltre ... 20 anni
Carmelo ing. Paratore - 05/02/2010
E' da 20 anni che diciamo le stesse cose di cui si parla in questo Forum. Ma non abbiamo mai avuto nè il coraggio nè la voglia di creare Noi Tecnici (ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti in genere) una vera classe politica dirigente degna di questo nome. Per cui ognuno pianga il proprio male!!!!!!!!!

- Anche io getto la spugna
Giovanni - 05/02/2010
Sono iscritto all'ordine degli ingegneri e ho partita iva da 5 anni e sto persando di mollare, Oggi non conviene più investire nello studio per laurearsi e svolgere una professione se non hai amicizie influenti. Non mi lasciano nulla, nemmeno piccoli lavori privati. I grandi sbranano i piccoli. Il mondo delle professioni e una giungla. Gli ordini non ci tutelano. Ma le tasse vanno pagate. A conti fatti io non ce la faccio.

- ...e che cosa ci aspettavamo...?
Elio Caprì - 05/02/2010
Sino a quando gli Ordini Professionali di Ingegneri ed Architetti si attribuiranno la rappresentanza anche dei liberi professionisti, continuerà questa assurda farsa ! Negli Ordini Professionali di Ingegneri ed Architetti in Italia , i liberi professionisti, in percentuale al numero degli iscritti sono quasi il 10% ; il resto degli iscritti svolge altre attività. Gli Ordini così composti e le loro rispettive rappresentanze di Presidenti e di Consigli sono stati, negli anni, camere di compensanzione di interessi a volte contrappposti. Il risultato è quello che constatiamo da tempo come liberi professionisti: nessuna delle nostre legittime richieste e aspettative trova riscontro e forza nel confronto con le forze politiche e con gli Organi istituzionali. Si è accettato di passare dallo stato di liberi professionisti a quello di "operatore economico" come una impresa ma senza nessuno dei vantaggi e delle agevolazioni di cui godono le imprese. E' la qualità del progetto è stata confinata ai convegni e alle mostre!

- Congratulazioni....
Carmine - 05/02/2010
Tutto semplicemente vergognoso! Gli Ordini professionali hanno ancora un po' di voce?

- .....Regno dei cieli
IngMauro - 05/02/2010
a breve rinuncio a svolgere la libera professione da ingegnere....troppi mal di stomaco...lavori pubblici male retribuiti e pagati a piacere delle Pubbliche Amministrazioni...privati che non pagano in virtù della crisi....personale preposto negli uffici a valutare i progetti che non capiscono la differenza tra sez. e prospetti.......pratiche catastali da iter infernale.........in Sicilia ex articolisti stabilizzati negli uffici tecnici e incapaci di valutare e capire la qualsiasi ivi compreso la loro presenza nella società dei lavoratori.......E NOI CONTINUIAMO A FARE LA LIBERA PROFESSIONE.....mia grande solidarietà ai colleghi ingegneri, architetti, geometri........ nostro sarà il REGNO DEI CIELI

- Le categorie professionali dovrebbero far sentire la propria voce
Alan - 05/02/2010
Forse è venuto il momento che tutte le categorie professionali interessate agli appalti pubblici facciano sentire la loro voce. Le norme attuali giovano solo alle società d'ingegneria che possono competere a prezzi impossibili per le piccole strutture di progettazione In Toscana è nata l'Associazione delle Piccole Aziende della Progettazione che aggrega tutte le competenze professionali (ingegneri, architetti, Geometri ...) che scopo di tutelare una professionalità individuale mortificata dalla legislazione attuale. Ciò giova al potere non alla economia

- Vanno liberalizzate le farmacie ed i notai
Marco - 05/02/2010
Che liberalizzino le farmacie e i notai quelle si che sono caste

- Dio ci salvi!!!
Fides - 05/02/2010
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