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Decreto-Legge 30 dicembre 2009, n. 195

Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile.

Gazzetta Ufficiale del 30/12/2009, n. 302

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Ennesimo attacco alle libere professioni: nasce Protezione Civile S.p.A. - A 3 utenti piace questa notizia - 8 commenti alla notizia

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- Decreto-legge 195/2009


10/02/2010 - Delusione e rabbia nelle parole dell'Arch. Amedeo Schiattarella, Presidente dell'Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Roma, che con due lettere indirizzate al Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, e al Presidente dell'ANCE, Paolo Buzzetti, si fa portavoce dello sconforto degli Architetti, ma forse anche di tutti i liberi professionisti del settore tecnico, verso l'attuale formulazione dell'art. 16 del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 195 che, istituendo la società "Protezione Civile S.p.A." toglierebbe ulteriormente ossigeno ad una categoria professionale già martoriata.

L'art. 16 del dl 195/2009 prevede infatti l'istituzione della società "Protezione Civile S.p.A." il cui compito, tra le altre cose, riguarderà "la progettazione, la scelta del contraente, la direzione lavori, la vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, nonché l'acquisizione di forniture o servizi rientranti negli ambiti di competenza del Dipartimento della protezione civile, ivi compresi quelli concernenti le situazioni di emergenza socio-economico-ambientale".

Tra gli ultimi lavori parlamentari è stato, inoltre, presentato un emendamento che prevede l'inserimento di un nuovo comma che offre la possibilità di avvalersi della società "Protezione Civile S.p.A." anche per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzione lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali in materia di infrastrutture carcerarie.

Chiara è la posizione del Presidente Arch. Amedeo Schiattarella che afferma come questa nuova società pubblica rappresenterebbe un altro segnale della volontà di procedere negli appalti di servizi con procedure straordinarie ed emergenziali, in deroga alle regole ordinarie, contestando, inoltre, i modi con i quali sta per essere adottata questa decisione, ovvero attraverso lo strumento del decreto legge che impedisce lo svolgersi di un ampio dibattito.

Nella lettera, il Presidente Schiattarella punta il dito contro l'istituzione di un general contractor di Stato ricordando come "in Italia, si sa, il concetto di emergenza, che dovrebbe motivare il ricorso alla Protezione Civile spa, è quanto mai esteso: non solo terremoti o calamità naturali ma anche gare ciclistiche, viaggi del Papa, discariche, vertici internazionali ecc. Come non ipotizzare che si ricorerrà all'"emergenza" per la gestione dell'Expò di Milano del 2015 o delle Olimpiadi del 2020 contese tra Roma e Venezia?"

Ma le proteste del Presidente Schiattarella non hanno fermato l'approvazione con modifiche avvenuta ieri sera in prima lettura al Senato che con 140 voti a favore, 116 contrari e 11 astenuti ha approvato il ddl 1956 di "Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile" ed il provvedimento passa ora all'esame della Camera dei deputati.
In verità Antonio D'Alì, presidente pdl della commissione Ambiente del Senato e relatore del decreto legge sulla Protezione civile a Palazzo Madama aveva presentato l'emendamento 16.902 con cui veniva precisato che nell'articolo 16 al comma 3, primo periodo, dovevano essere sostituite le parole da: "la progettazione" fino a: "Dipartimento della protezione civile" con le seguenti: "provvede, nel rispetto della vigente normativa anche comunitaria, alla progettazione, alla scelta del contraente, alla direzione lavori, alla vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, nonché all'acquisizione di forniture o servizi rientranti negli ambiti di competenza del Dipartimento della protezione civile". L'emendamento è stato approvato ma non basta ed oggi non resta altro che spostare le ulteriori richieste alla Camera dei deputati dove, in verità, crediamo che ci siano flebili possibilità.
Con l'emendamento si è cercato di limitare l'attuale totale libertà e serviva a puntualizzare che negli appalti e nelle gare, di forniture e servizi, non devono essere utilizzati i poteri emergenziali che consentono alla Protezione civile di agire in deroga alla disciplina ordinaria e di affidare (almeno teoricamente) gli appalti senza gara. Le procedure devono essere trasparenti e gli affidamenti devono avvenire con gara pubblica.

Ci chiediamo come un intervento di questa portata non sia stato attenzionato dai Consigli nazionali e come soltanto un presidente provinciale abbia ritenuto necessario ed utile interessarsi del problema.
Speriamo che, almeno ora, il problema sia adeguatamente seguito alla Camera dei deputati e ricordiamo solo come, in un periodo sempre più di crisi, la libera professione, anziché essere aiutata come lo Stato sta ben facendo in altri settori (es. auto), stia subendo mortificazioni su mortificazioni, cominciando dal tentativo del Ministro Bersani di "allargare il mercato" con l'eliminazione dei minimi tariffari, dalle tempistiche di pagamento delle pubbliche amministrazioni, passando per dei criteri di scelta nelle gare d'appalto che hanno svilito l'attività intellettuale riducendola ad un mero accessorio dell'appalto.
Ricordiamo, inoltre, come alcune associazioni stiano ben tutelando gli interessi dei propri iscritti (es. l'UNITEL che ha, recentemente, vinto la battaglia per la reintroduzione dell'incentivo al 2% per i tecnici delle p.a.), mentre i Consigli Nazionali, nonostante i buoni propositi, non riescano a venir fuori da una situazione che, di fatto, porterà alla morte della libera professione.
Infine, segnaliamo il rammarico dei nostri iscritti verso tutta questa situazione ed il cui grido unanime è: AIUTATECI A SOPRAVVIVERE!

Accedi al Focus Allarme ribassi e leggi tutto sull'argomento.


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  • Lamentele inutili
    Jas - 23/02/2010

    Ma di cosa ci lamentiamo?dell'acqua calda che è troppo calda?ricordiamoci che la politica e l'onestà non vanno mai a braccetto né con la destra né con la sinistra...


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  • Fuori dall'interesse personale
    gianni51 - 15/02/2010

    Perchè una volta tanto non proviamo a parlare, a rappresentare e discutere fuori dall'interesse personale. Perchè in questo paese ed in questo settore professionale (soprattutto) l'interesse proprio dei soggetti guida i commenti, le scelte, le campagne, le rivendicazioni, le esigenze di chi a turno si sente leso? Perchè non si possono fare dei ragionamenti che siano fuori dal dover "difendere" personali interessi rappresentandoli come se fossero delle necessità o un "defraudamento" di competenze. Il tema in argomento è gemello di quello sulla compensazione del 2% ai tecnici delle pubbliche amministrazioni quando fanno attività di "tipo professionale", e le lamentele e le ragioni delle proteste rappresentate sono identiche e "FORTEMENTE DI PARTE" da tecnici liberi professionisti. Sono un tecnico appartenente ad un Ente ex Pubblico e PER NORMA EUROPEA non ho mai avuto nè ci appartiene la possibilità di avere l'incentivo - quindi sono per così dire "super partes". Ho visto dai commenti che ancora una volta viene intravisto un attacco portato dai Tecnici Pubblici (UNITEL) infatti l'amico "Pippo" dimostra "una certa scarsa conoscenza delle funzioni di rappresentanza degli organismi associativi che cita" perchè come risponde GIUSTAMENTE Carlo UNITEL (a cui non appartengo) non è una organizzazione sindacale canonica dei lavoratori dipendenti, come non lo sono i vari collegi CNAPPC, CNI e CNG, anche se qualche volta si comportano come tali ed anche questo è sbagliato. Nel nostro paese c'è una grossa anomalia: il modo dei tecnici dipende, sempre di più, dall'incarico pubblico elargito dall'amico potente (POLITICO) di turno dove, sempre più spesso, LA POLITICA, organizza veri e propri business di grandi società di ingeneria. La PC spa non si deve fare non perchè, come i tori delle corride vedono il drappo del torero, dietro c'è l'UNITEL che riporta all'interno dei tecnici le prestazioni professionali, ma perchè è esattamente il contrario ed anche di più: - perchè così si sfugge agli incarichi di volta n volta - perchè il governo del paese si fa con le regole che il Popolo si è dato (non quelle cambiate ad usum delfini in corso d'opera) - perchè, appunto, la nostra pubblica amministrazione già sbrindellata dall'uso incongruo dei politici tradizionali, non può essere gestita ISTITUZIONALMENTE da prassi non trasparenti. - perchè il ritorno alla legalità e cosa necessaria per tutti - perchè con la legalità si bonificano anche gli abusi dei tecnici pubblici dipendenti quando li commettono con gli incarichi - perchè la legalità non consente di mascherare una penalizzazione da parte dei liberi professionisti rispetto agli incarichi mancati come se fosse uno scippo - perchè con la legalità tante progettazioni e DL esternalizzate dovrebbero tornare all'ETICA professionale e non a servizio dell'amico che l'incarico Ti da per avere ritorni di benefit.


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  • mafia
    giuseppe - 14/02/2010

    vorrei sapere qual'è la mafia e dove si annida ?


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  • Scandaloso
    Manuel - 13/02/2010

    CCredo che sia una cosa indecente ... Da professionista e ex volontario so che la P.C. non è affari ma bensì tanta umanità e voglia di aiutare il prossimo che tutti noi abbiamo dato senza volere nulla in cambio anzi ... mossi dalla voglia di dare e basta! in questo modo si rischia di macchiare ciò che fino a qualche anno fà è stato il vero fio...re all'occhiello Italiano e che oggi è solo ed esclusivamente grazie ai volontari e chi ci crede che riesce a strappare successi in mezzo a tanti scandali. No alla P.C. s.p.a.!


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  • Iscriviamoce al Sindacato FEDERCHITETTI
    arch. Luigi Giani - 12/02/2010

    Iscriviamoci tutti, cari colleghi architetti, al Sindacato nazionale degli architetti liberi professionisti FEDERARCHITETTI


  • punteggiato
  • Protezione Civile
    Carlo - 10/02/2010

    Credo che ci sia una situazione di malessere generale e non si capisce il perchè l'istituzione di questo nuovo soggetto. In quanto, credo che di soggetti attuatori, commissari straordinari e centrali uniche oltre ad organismi di controllo ce ne stanno tanti. Mi chiedo se la norma citata non sia in netto contrasto con le Autorità già presenti nel nostro Paese e con le normative vigenti. Comunque, UNITEL non è un sindacato, è semplicemente un'associazione che raccoglie i tecnici degli enti locali ed è nè sindacale nè politica.


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  • Aiuto
    Sergio - 10/02/2010

    Mi accodo al grido evidenziato dalla Sig.ra Cicirello: AIUTO, QUI NON SI RIESCE NEANCHE A PAGARE LE BOLLETTE!!!


  • punteggiato
  • Latitanza dei consigli nazionali
    Pippo - 10/02/2010

    ISCRIVIAMOCI TUTTI AD UN SINDACATO!
    Ma dove sono i nostri Presidenti nazionali; di cosa si occupano Giovanni Rolando e Massimo Gallione con i loro consigli nazionali?
    Forse hanno dimenticato che negli Ordini ci sono anche liberi professionisti ai quali, in atto, non è possibile lavorare. Forse un sindacato farebbe sentire meglio la nostra voce come è stata sentita quella dell'Unitel che è riuscita a far ripristinare il 2% per i tecnici comunali.
    La verità che Unitel rappresenta seriamente le istanze soltanto dei tecnici che esercitano la libera professione all'interno delle pubbliche amministrazioni ed ha, quindi, la rappresentanza di tutti coloro (architetti, ingegneri, geometri, periti) che lavorano all'interno delle libere professioni mentre, invece, i vari CNAPPC, CNI e CNG rappresentano singole categorie dove l'elemento libera professione incide soltanto in una misura contenuta di un massimo del 10%.





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