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Competenze professionali: il ddl 1865 verrà modificato - A 3 utenti piace questa notizia - 22 commenti alla notizia
03/03/2010 - Il Ddl 1865 della senatrice Simona Vicari è stato sospeso ma verrà migliorato entro 60 giorni al fine di presentare un nuovo disegno di legge che prenda in considerazione le criticità di ogni singola professione e che riesca a riordinare e definire scolpendole in una legge le competenze delle professionalità legate al mondo dell'edilizia.
Dopo l'incontro del 24 febbraio scorso con i rappresentanti degli ordini professionali di Architetti, Ingegneri, Geometri e Periti Industriali, la senatrice Simona Vicari, dichiarandosi molto soddisfatta, ha proposto la realizzazione di un tavolo di discussione dal quale in 60 giorni escano fuori proposte eventualmente migliorative del ddl già presentato. Come dichiarato dalla Vicari "Da parte mia e d'accordo col Senatore Gallo che è il relatore, abbiamo offerto la nostra disponibilità ad attendere le risultanze del lavoro dei 4 ordini prima di iniziare la fase istruttoria del DDL".
"Sono certa - ha continuato la Vicari - che l'aria cordiale e disponibile che ho riscontrato durante la riunione sarà protagonista anche durante i lavori del tavolo a 4 e che usciranno fuori delle proposte ragionevoli".
In realtà, l'aria cordiale e disponibile evidenziata dalla senatrice non si è riscontrata nel web dove migliaia di ingegneri, architetti, geometri e periti, attraverso gruppi di Facebook e commenti su siti e forum, hanno sfogato la loro rabbia pro o contro il disegno di legge, ma da nessuna parte sono arrivate proposte concrete e costruttive che consentano un lavoro sereno e utile a tutti.
A tal proposito, evidenziamo i centinaia commenti lasciati nel nostro ultimo articolo sulle competenze professionali (vai ai commenti) in cui le diverse categorie, in un vero e proprio scontro, hanno postato le loro pretese da una parte e dall'altra senza però snocciolare il problema ed evidenziare proposte concrete.
La domanda nasce, dunque, spontanea: come riusciranno i rappresentanti dei diversi ordini professionali a trovare una base comune per un confronto sereno?Le posizioni sono purtroppo diametralmente opposte: da una parte si parla di responsabilità professionale, di come il percorso di studio della laurea sia l'unico mezzo per una buona progettazione e di come lo stesso, a prescindere dalle competenze, offra una forma mentis diversa, oltre che superiore; dall'altra si evidenzia l'importanza dell'esperienza e di come gli studi non siano altro che l'acquisizione in via breve delle esperienze altrui (anche sperimentali e scientifiche).
Evidenziamo il gruppo di FB "SI al DDL 1865 presentato in Senato dalla Senatrice Simona Vicari" che ha fornito una descrizione del disegno di legge, affermando che con lo stesso geometri, geometri laureati, periti industriali specializzati in edilizia e periti industriali laureati potranno occuparsi di progettazione architettonica e strutturale, collaudo statico, ristrutturazioni. Le loro competenze saranno limitate agli edifici fino a 5000 metri cubi, fino a tre piani fuori terra in zona non sismica e fino a due piani fuori terra in zona sismica.
Oltre a progetto architettonico e strutturale, collaudo statico e ristrutturazioni, saranno di competenza di geometri e periti:
- i calcoli statici, esclusi quelli di complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria, in conglomerato cementizio armato;
- la direzione lavori, la contabilità, la liquidazione e il collaudo amministrativo delle nuove costruzioni, l’ampliamento, la sopraelevazione, il recupero edilizio, il posizionamento interno ed esterno, con esclusione del dimensionamento, degli impianti tecnologici.
Geometri e periti potranno eseguire la progettazione architettonica ed il collaudo amministrativo anche di edifici superiori a 5000 mc e a prescindere dalla sismicità, se i calcoli statici delle opere strutturali sono eseguiti, su incarico del committente, da un altro tecnico abilitato. Allo stesso modo potranno eseguire, su qualsiasi edificio, interventi igienico-sanitari e funzionali, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, purché non comportino interventi statico-strutturali su complessi di strutture in cemento armato.
Le competenze di geometri e periti verranno estese anche all'urbanistica: potranno infatti redigere piani di lottizzazione, entro il limite di superficie di un ettaro, e piani di recupero di edifici, entro i predetti limiti di cubatura e numeri di piani.
E ancora, potranno occuparsi di direzione dei cantieri, anche di prefabbricazione, di strutture in cemento armato e metalliche per ogni tipo di opera, estimo e amministrazione di condomini. Restano ferme le altre competenze professionali di geometri e dei periti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, prevenzione incendi, valutazione d’impatto ambientale, inquinamento acustico, rendimento energetico degli edifici.
Fondamentale è la norma transitoria che prevede che ai geometri e ai periti sia riconosciuta la competenza in edilizia - entro i predetti limiti (definiti dall’articolo 2) - solo dopo aver frequentato con profitto un corso di 120 ore in materia di rendimento energetico nell’edilizia.
La frequenza del corso sul rendimento energetico è richiesta anche ai geometri e ai periti industriali specializzati in edilizia e iscritti ai rispettivi albi professionali da almeno 10 anni, con la differenza che la competenza in edilizia che viene riconosciuta è soggetta ai limiti definiti dal comma 1 dell’articolo 2 (solo cubatura e numeri di piani).
I geometri e i periti industriali specializzati in edilizia ma iscritti all’albo da meno di 10 anni possono acquisire le stesse competenze dei colleghi più anziani ma solo dopo aver frequentato un corso sul rendimento energetico nell’edilizia, un corso sulle costruzioni in zona sismica e un corso in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione d’impatto ambientale.
L’ultimo articolo dispone che il periodo di pratica professionale duri due anni e sia retribuito con almeno 5.000 euro annui. Gli iscritti ai registri dei praticanti, per poter sostenere l’esame di abilitazione professionale, devono frequentare un corso di 120 ore in materia di rendimento energetico nell’edilizia.
Evidenziamo gli obiettivi della Vicari ovvero riordinare e definire scolpendole in una legge le competenze delle professionalità legate al mondo dell'edilizia ma soprattutto dare risposte a tutti gli italiani e fare in modo che la professionalità dell'uomo riesca a controbilanciare i disastri che qualche volta crea la natura con terremoti ed inondazioni.
Comunichiamo, infine, l'attivazione del sondaggio " Competenze professionali ":
Ritieni corretto il disegno di legge 1865 presentato dalla senatrice Arch. Simona Vicari recante "Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23"?
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Notizie sull'argomento
- Non si parla di nuove competenze
Max geom - 03/05/2010
Mi sembra che la discussione stia andando fuori tema, infatti, la legge del 1929 dice che i geometri possono progettare le modeste costruzioni e non il contrario. Oggi, dopo un bel po' di tempo bisogna fare chiarezza su cosa siano queste modeste costruzioni. Il fatto che i geometri dovrebbero essere esclusi da tutte le costruzioni, anche modeste, solo per la presenza della struttura in cemento armato, mi sembra non abbia senso. In altra parole se il geometra ha la competenza per costruire una palazzina in muratura, e su questo mi sembra non ci siano dubbi, perché non dovrebbe farlo per la stessa costruzione con struttura in cemento armato se i calcoli vengono fatti dall'ingegnere?. In conclusione, la legge proposta non modifica le competenze del geometra, ma fa chiarezza all'interno di quelle che ha sempre avuto, relativamente alle modeste costruzioni. Mi sembra invece, che, i colleghi laureati vogliano approfittare di qualche equivoco giurisprudenziale per assorbire gran parte dell'attività dei geometri e questo non è corretto nè accettabile. Credo infine, che, sarebbe opportuno chiarire una volta per tutte il limite tra quella parte di attività sovrapposta tra diverse professionalità per poi affrontare tutti insieme le problematiche comuni. Vi voglio ricordare che gli ordini tecnici, sono quelli meno rappresentati a livello istituzionale e i più tartassati dalle normative regolamentari. Troppe leggi e troppe sentenze consentono che i tecnici vengano condannati penalmente, facendo da capri espiatori per tutti i problemi, dalla sicurezza all'edilizia, per qualsiasi problema, infatti, la colpa è sempre del progettista e del direttore dei lavori. Basta una diversa interpretazione della Cassazione che chi ha presentato una piscina o una ristrutturazione con la DIA, si trova condannato come un comune mascalzone. Per non parlare poi della sicurezza, dove qualunque cosa succeda la colpa è sempre del coordinatore. I tecnici, preoccupati a litigare sugli orticelli, non hanno alcuna voce in capitolo. Cordiali saluti a tutti.

- domanda su olanda
gianni - 27/03/2010
Domanda per Luca Architetto . Senza voler far polemica ,è cosi sicuro che i cosidetti architetti olandesi siano tutti laureati in architettura ? Le domando questo perchè a quanto pare nella decantata Olanda (mi risulta da ricerche su alcuni siti )per essere architetti non è richiesto un titolo specifico come la laurea in architettura , a quanto pare l' uso del titolo è libero . Mi spiego meglio , i suo colleghi olandesi non necessariamente devono essere laureati in architettura ma si fanno chiamare architetti . Sembra assurdo ma a quanto pare le cose stanno cosi

- Ancora inutile confusione
Maurizio Sanfilippo - 27/03/2010
Ho studiato da geometra nei primi anni settanta e per un quarto di secolo ho svolto la professione a tutti i livelli, anche nel ruolo di dirigente. Successivamente mi son laureato in architettura e posso ben dire, dopo un ampio percorso di vita e professionale che molti non sanno cosa dicono. E' banale e palese sostenere che il percorso universitario consente, almeno in teoria, di saper affrontare problematiche più complesse rispetto al professionista diplomato, nessuno può negare tale assioma. E' invero che l'università, come percorso di studi istituzionale, dovrebbe fornire, non sempre ciò avviene, strumenti cognitivi adeguati al ruolo che il laureato dovrà rivestire nella sua vita professionale. Personalmente, non posso negarlo, ma posso altrettanto dire che la preparazione avuta negli anni 70 fu valida ed approfondita permettendomi di afrrontare questioni d'un certo interesse professionale con buoni risultati e nel rispetto dei "colleghi laureati" cui oggi appartengo. Nella mia carriera ho sempre incontrato professionisti d'ogni livello, diplomati e laureati, con variegata preparazione, elevata e seria, a volte, per non dire spesso, idonea per ritornare alle elementari. Allora, appare vero che la questione non debba indirizzarsi con l'avversione, scusate ma debbo dirlo, ignominiosamente rivolta verso le categorie dei tecnici diplomati, ma riguarda una indiscutibile necessità di regolamentare le attività professionali, tra cui quella del geometra, che vennero disciplinate nelle competenze da una norma promulgata circa 80 anni or sono. E' pretesuoso sostenere che non vanno innovate le normative, anche alla luce delle accresciute conoscenze scientifiche e tecnologiche, all'epoca queste erano sicuramente limitate, anche al livello universitario, qualcuno lo può smentire? Non credo. Oggi sarebbe impensabile cristallizzare a quasi un secolo addietro una professione che, non ha fatto l'architettura, nè quella dell'ingegnere, ma ha da sempre svolto un compito intermedio, di collaborazione, almeno per ciò che mi riguarda. A molti colleghi laureati sembra che l'avere alcune competenze in linea generale comuni, o accumunabili sotto il profilo tipologico, possa ingenerare un travalicamento delle competenze. Ritengo non si affatto vero. Ognuno ha ruoli ben determinati, l'ingegneria e l'architettura non sono rivolte al progetto della casa mono o plurifamiliare, dovrebbero ambire ad un livello un tantino più elevato, per chi è in grado di dimostrarlo. L'ingegno e l'architettare è cultura, accompaganta dal sapere appreso, l'opera, benchè, modesta deve conformarsi a tali principi, cui non sempre si è capaci d'applicare, forse il laureato può riuscirci meglio? E' probabile. La società, il mondo lavorativo richiede una diversa specializzazione e chiarezza, i programmi stessi di studio e universitari sono cambiati. I tecnici diplomati scompariranno, a ciò servono le lauree intermedie, il progresso, scientifico, tecnico e tecnologico lo richiedono, la stessa preparazione, in genere, per certi aspetti è migliorata, ma per altri, posso dirlo serenamente per pochi, è rimasta immutata, anche tra i laureati. L'introduzione della formazione continua, dei corsi di approfondimento e specializzazione mirano a fornire una migliore preparazione e conoscenza, la quale poi si differenzia in ragione del percorso di studi compiuti. Non bisogna aver timore di vedere estese, o meglio adeguate, alcune competenze dei tecnici, diciamo di primo livello, mi piace definirli in tal modo. Gli Ordini, i Collegi, le varie scuole di specializzazione e le Università mi sembra che da tempo cercano di collaborare per introdurre una qualità diffusa nel mondo delle professioni. Non sarà certo una nuova Legge in materia che mi priverà della mia professionalità e preparazione, nemmeno del lavoro.

- per Gianno
luca, architetto - 26/03/2010
Caro Gianni, le competenze di cui ho parlato, non si imparano guardandole. purtroppo è convinzione comune di molti (in italia, all'estero ripeto non c'è assolutamente la stessa approssimazione) che la pratica sia sovrapponibile alla teoria o viceversa. Sono due cose distinte e separate. Quello che lei solleva, cioè che molti architetti sono incompetenti (a vari livelli), è vero. perchè negare l'evidenza? è una cosa dovuta, spesso, alla mancanza di "pratica". alcuni architetti, ma anche ingegneri, intendiamoci, compiendo l'errore opposto a quello dei geometri, ritengono che "l'aver studiato" (perchè comunque per laurearsi, in certe università, si deve studiare, imparare, sudare per anni), li autorizzi a snobbare la pratica di cantiere. Assolutamente errato. Oppure (ha ragione, tanti famosi architetti l'hanno fatto e lo fanno) piegare le regole del buon costruire, della regola d'arte, anche della soluzione tecnologicamente innovativa -cosa che solo architetti ed ingegneri possono fare proprio in virtè della preparazione scientifica di base- a convinzioni teorico-ideologiche. Esempi a bizzeffe: dall'ingiustificabile zen di palermo ad altre costruzioni di architetti famosi che non sto a citare. Altri ancora, sono dei PR dell'architettura: assolutamente incapaci di tirar su neanche una casetta di campagna in muratura... ma prendono commesse a go-go e dopo progetti preliminari assolutamente abbozzati, subappaltano gli esecutivi ed i cantieri a studi meno rinomati competentissimi. Il discorso dell'olanda lo lascerei completamente perdere. L'olanda è il paese che nella contemporaneità esprime in assoluto la migliore e più prolifica avanguardia architettonica. Si sperimenta, si costruisce, si innova l'edificio e il modo di vivere. E' la frontiera contemporanea dell'abitare e del costruire. Certo ci sono altri luoghi, altri paesi. Ma l'Olanda contemporanea per quantità e qualità è pressochè inarrivabile perchè l'architettura è cultura diffusa e applicata. Cioè, rispetto all'Italia, è come paragonare la ricerca tecnologica giapponese a quella che si fa in Italia. Qualcosa c'è e d'eccellenza, ma così rara che non fa testo se non nella cronaca nazionale. Quello che voglio dire è che è obbligatorio paragonare i paesi europei, dobbiamo necessariamente farlo, ma non possiamo "saltare" il passaggio del contesto: l'architettura in olanda è così importante, che infatti la scena è dominata da architetti. In un posto così, ci sta che un lattaio si arredi la casa da solo... ma stia certo che il lattaio, se può, la casa se la fa fare dall'architetto. E così è in tutti i paesi. Io nella mia esperienza all'estero, non ho MAI sentito un cliente che dicesse: mah, non so se andare dall'architetto, dall'ingegnere o dal geometra. MAI. Per un solo motivo: la progettazione architettonica la fa chi è competente in QUELLA disciplina. e dovunque è una sola figura professionale, l'ARCHITETTO. il resto sono frasi sparate un pò a casaccio per portare acqua al proprio mulino. Lei, farebbe il notaio domani mattina? aprirebbe uno studio dentistico e metterebbe le mani in bocca a qualcuno? Crede che l'architettura sia cosa "facile" che si improvvisa avendo visto carpentieri e muratori muovere la cazzuola? L'architettura, NON E' SINONIMO EDILIZIA. Studiare all'università serve anche a capire questo. Tanto, qualsiasi geometra in un discorso tecnico-culturale-scientifico sulle discipline dell'architettura, è completamente impreparato. Mi dica questo: secondo lei, un renzo piano potrebbe mai essere geometra? Ci si può anche offendere, ma perchè non fate l'università se è così' facile e sapete tutto? oggi si possono ancora comprare gli esami al cepu, no?

- @ Luca Architetto
gianni - 26/03/2010
Sono un Geometra. Agrimensore. Competente di edilizia agricola, come dice la storia. Il problema mi sembra diverso. Progettare è conoscenza, cultura, esperienza ed è giusto che ognuno, per le proprie competenze, progetti di conseguenza. Purtroppo non mi sembra che oggi, gli Architetti - la maggior parte - abbiamo queste competenze che lei decanta e che dovrebbero essere insite della professione. Chi è geometra come me, che oltre a progettare (capanne agricole s'intende) sta in cantiere, si rende conto della completa incompetenza di tanti Architetti. Carenze in materia di statica, di funzionalità, di fruibilità, di mantenimento nel tempo, ecco cosa ho potuto rilevare lavorando con Architetti. Potrei portare casi reali anche di nomi altisonanti, per alcune realtà locali. Quindi, penso che dovremmo ripartire dalla formazione e dalla verifica della preparazione e competenza, non solo estetica o di composizione architettonica, ma di reale e completa fruibilità di un progetto. Oggi, in Italia, non possiamo fare nessuna distinzione. Solo per dovere di cronaca, in Olanda un progetto architettonico lo può fare chiunque: un lattaio, un pescatore, un contadino...pensi anche un Geometra.

- Competenze
Paolo - 25/03/2010
Caro geomcz, proprio quello che lei ha scritto, cioò "non vedo perchè un geometra non possa fare il progetto architettonico", è il motivo per cui i geometri ed i periti edili non possono e non devono progettare. Lettare m) del regio decreto del 1929. Penso non ci sia bisogno di aggiungere altro. Quello che lei pensa non ha il benchè minimo valore. Saluti.

- per "geomcz "
luca, architetto - 25/03/2010
Caro geomcz, proprio quello che lei ha scritto, cioò "non vedo perchè un geometra non possa fare il progetto architettonico", è il motivo per cui i geometri ed i periti edili non possono e non devono progettare. Come spiegare l'importanza e la serietà (guardi all'estero, per favore) dell'architettura a chi non ne sa assolutamente nulla? Scrivendo quella semplice frase (in assoluta buona fede), ha teoricamente messo fine a qualsiasi tipo di discussione sulla questione. Lei sa che l'architettura, in ogni parte del mondo (avanzato, certo), è una disciplina tra le più considerate? Sa che nella quasi totalità dei paesi europei il progetto architettonico è riservato solo ed esclusivamente agli architetti? Che nessuno si sogna di far fare un edificio piccolo o grande (a parte la "villetta" di campagna isolata) neanche ad un ingegnere, per il semplice fatto che tranne una infarinatura (dipende certo, ma in genere è così) non sa assolutamente nulla di progettazione architettonica? E per progetto architettonico, sia chiaro, lo dico perchè molti non hanno neanche presente cosa sia l'architettura, non è "l'ornamento" della facciata, l'imbellettamento di chissà che o addirittura, come si sente dire da chi proprio non ha i fondamentali, "la forma". Sapere come sono fatti i singoli "componenti" edilizi, non significa saper di architettura. Quella è la conoscienza, che devono avere sia architetti che ingegneri per poter operare. L'architettura, è quell'insieme di forma e di funzioni, di dislocamento spaziale, di studio dei flussi e delle utenze, fino a questioni più "culturali" di storia, stili, epoche, opportunità di "quell'oggetto" costruito in "quel modo" in "quel luogo", detto in soldoni. Invece, ovviamente, ed è comprensibile per il vantaggio che il professionista geometra o perito edile intravede all'orizzonte con questo decreto, lei parla annullando completamente l'importanza dell'architettura. Cosa volgiamo fare? vogliamo affermare che l'architettura in quanto tale non esiste come competenza acquisita dalla somma INTEGRATA di discipline diverse e specifiche, ma che è qualcosa che attiene "al gusto personale?". Come un vestito o un gelato? Cioè, per chi non ha studiato le discipline dell'architettura, queste cose potrebbero sembrare l'antimateria... Eppure, sono cose che appaiono completamente normali in tutta Europa! Chi si occupa di architettura? l'architetto (laureato). Chi si occupa di consulenze strutturali ed impianti? l'ingegnere (laureato) che non si occupa però di progettazione architettonica. Chi fa "cantiere"? il corrispondente del geometra "nostrano". Figure mitologiche come il "geometra europeo", supereroe tuttologo che in virtù della superesperienza riconosciuta sul campo dalla superdivinità cepu, che esiste però solo nella mitologia finnico-lappone tra natale e san silvestro, sono invenzioni opportunistiche di menti che devono accalappiare voti da una parte e commesse dall'altra. O addirittura dare il via alla progettazione In-House da parte delle ditte edili i cui titolari sono spesso geometri. Ovvio, invece di studiare all'università, hanno deciso di metter su la ditta o l'hanno ereditata e quindi non dovevano studiare oltre per campare. Poi ad un certo punto, hanno ben pensato che forse-forse col governo della libertà si potevano togliere dalle scatole i progettisti esterni terzi ed i direttori dei lavori. Peccato che uno scenario del genere, non esista in alcun paese europeo. E peccato constatare che se dici al meccanico (quello che ripara le auto), vuoi diventare ingegnere a gratis? quello ti fa una statua con le sue mani. Così come se paventassi all'odontotecnico di poter fare il dentista (medico laureato ed abilitato) senza studiare oltre. Che farebbe lui? salti di gioia. Sono gli stessi salti e scodinzolamenti che stanno facendo geometri e periti (e ditte di costruzioni) in questi giorni: finalmente potranno mettere mano liberamente al patrimonio architettonico, idrogeologico, urbanistico del paese, senza saperne un emerito C***O, Viva l'ignoranza diffusa. Viva il popolo italiano.

- parlano e non sanno quello che dicono
alessandro - 11/03/2010
Gli architetti concepiscono ville come quelle che concepiscono i geometri . Tant'è che un giorno un arch. mi ha criticato una villa pensando fosse di un geo , purtroppo per lui , questa villa l' aveva fatta un suo collega tra l ' altro molto più affermato e stimato . hehe . E che avranno mai le vostre ville di diverso dalle nostre? All ' univ. vi riempono la testa .

- qualcuno è in grado di spiegarmi perché?
Marco architetto - 09/03/2010
Voglio proporre una riflessione sulla proposta di Legge: in Italia più del 90 per cento delle costruzioni è sotto i 3 piani fuori terra ed inferiore ai 5.000 mc. Basterebbe questo dato a far capire che la proposta di Legge è sparata a caso, senza conoscere dati reali sulle costruzioni. In questo modo tutti fanno tutto. La campagna è scomparsa in ampie aree del paese tanto che si parla da tempo di città diffusa. Già più di 30 anni fa il critico Arbasino definì il paesaggio della pianura padano come contraddistinto dalle "ville geometrali". Ripetizione infinita di progetti ricavati da libri di scuola superiore variamente ruotati o traslati che hanno devastato il nostro territorio. Abbiamo realizzato in Italia grandi architetture dal 1400 fino al 1940, dopo per il 95% solo piccola edilizia speculativa. Il percorso formativo di un architetto o ingegnere è lungo: alle scuole superiori di qualunque tipo si insegnano gli elementi base di tutte le materie dai 14 ai 19 anni - e non ci sono alternative - il principio di apprendimento in sintesi è: dal facile al difficile, dal semplice al complesso, dal piccolo al grande. Dopo aver appreso i concetti base (alle scuole superiori) si frequenta l'università e si sviluppano i concetti in modo più complesso. Fatemi capire come è possibile giungere alla complessità progettuale senza essere passati attraverso gli anni di apprendimento universitario. Con l'esperienza? Suvvia, un palombaro dopo 20 anni di esperienza diventa un palombaro esperto, ma sempre palombaro resta. Un bidello del liceo classico con 20 anni di esperienza ottiene l'abilitazione del ministero per insegnare greco e latino in virtù dell'esperienza? No diventa però un bidello esperto. Il concetto è valido sempre e per tutte le professioni, anche per il geometra che diventa un geometra esperto, ma sempre geometra rimane. Parlate con diplomati ai geometri che hanno scelto di laurearsi dopo il diploma, chiedete a loro le differenze dopo 7 anni circa di studi specifici dai 20 ai 26 anni - solo su materia edilizia dopo il diploma. O pensate che ci sia stata una regressione intellettuale nel geometra che diventa architetto o ingegnere? Le esigenze di ricostruzione del dopoguerra erano sacrosante ed hanno consentito anche ai geometri/periti di contribuire alla ricostruzione post-bellica, ma già da 40 anni siamo fuori da quella emergenza. Tutti sbagliano, ho letto molti interventi su errori di architetti e ingegneri, ma proprio non capite quello che la logica elementare vi sta dicendo? E' proprio questo il motivo per cui sotto quella soglia di approfondimento specifico non è possibile andare, proprio perché sbagliano anche architetti, ingegneri, medici, avvocati dopo anni di studio specifico. La Legge sulle competenze esiste già (1929) ma non è mai stata applicata, mancano riferimenti precisi a quantità che non possono essere quelle indicate. Io dico max 500 mc (una casa singola) ed è già tanto per riproporre ancora un'altra "villa geometrale" che come un singolo pixel si affiancherà alle centinaia di migliaia esistenti per formare un quadro d'insieme orribile.

- geometra
Antonio Di Lucia - 09/03/2010
IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE nelle varie sessioni di esame di abilitazione all'esercizio della libera professione di geometra propone progetti di costruzioni civili.( Vedi sessioni di esami dal 1987 al 2009). Al fine di evitare di far passare l'idea che il geometra operi nell'illegalità preciso che l'Art. 16 al punto (m) del Regio Decreto 11 febbraio 1929, n. 274 parla di COSTRUZIONI MODESTE che rientrano nella competenza del geometra.

- chi sa fare cosa...
Perito Industriale - 06/03/2010
Non ho mai visto un progetto elettrico fatto da un Geometra... Un progetto elettrico fatto da un architetto si (DA PIANGERE) e non solo. Per esperienza personale, mi è capitato spesso di "collaborare" con Ingegneri che dei miei elaborati si lodavano con il loro cliente dopo aver messo un timbro e una firma; come mi è capitato di rivolgermi a persone più esperte di me quando ho dovuto svolgere lavori per i quali ritenevo di non avere la giusta esperienza e conoscenza. La differenza..? Che nel mio caso non mi sono vantato di un lavoro fatto da un altro. Il buon senso e la professionalità di una persona non sono certificate da un prefisso prima del nome. I tuttologi non esistono in nessuna categoria anzi, spesso, chi più rivendica un diritto a poter fare tutto solo perchè ha fatto più anni di studio, è proprio quello che ne sa meno di tutti e non può difendersi dimostrando la propria professionalità sul campo. Se tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare, tra il sapere ed il saper fare c'è l'oceano.

- modernizzare ed aggiornare le competenze
Giulio - 06/03/2010
All'ingegnere del 6.3.10 potrei dire: a volte è preferibile farsi operare da un ottimo infermiere piuttosto che da un pessimo medico distratto, venale ed ignorante della sua scienza, purtroppo ce ne sono tant !!i.

- speriamo di non diventare tutti ingegneri ed architetti
geomcz - 06/03/2010
Da trent'anni esercito la professione di Geometra e ne ho viste e vissute di tutti i colori. Il riordino delle competenze è necessario e urgente per uscire dal limbo in cui oggi siamo costretti ad opera un pò tutti.Non mi stà bene quando qualcuno dice che essere paragonato ad un geometra lo fà rabbrividire.In questi anni ho visto calcoli, collaudi ecc. firmati da ingegneri laureti in elettrotecnica, in idraulica ecc., o da architetti che si affidano ai vari programmi di statica esistenti in commercio,dove basta avere un minimo di conoscenza della materia e di come si usa un computer e ti viene fornitobello e pronto il calcolo statico della struttura. Vogliamo vedere i collaudi d'idoneità statica allegati alle domande dei vari condoni e firmati dai tecnici laureati, e meglio stendere un velo pietoso. Io sono d'accordo che i calcoli statici e i collaudi strutturali siano redatti ai tecnici laureati in materia, ma non vedo perchè il disegno architettonico o la direzione dei lavori o la contabilità (cose che facciamo quotidianamente) non possa essere fatta da un geometra. Inoltre visto che noi geometri non possiamo, a detta di ingegneri ed architetti, interessarci di edilizia perchè a loro dire combiniamo solo guai, ma loro nel campo topografico e del catasto che ci "azzeccano", dove in questo settore avete causato solo disastri.......... Perchè i signori laureati, che vivono solo con la libera professione, non protestano con le loro categorie professionali le quali abilitano loro colleghi che insegnano a scuola, anche ad esercitare la libera professione sottraendo loro si del lavoro a dei colleghi? Perchè questi professionisti non sono obbligati a scegliere tra l'insegnamento e la libera professione?

- Che bello farsi operare dall'infermiere!
Ingegnere - 06/03/2010
Che bello farsi operare dall'infermiere!!!

- Sempre verso il peggio
CLAUDIO ingegnere da 33 anni - 06/03/2010
Nel passato i percorsi formativi erano decisi dalle scuole e dalle università. Cosa si poteva o non si poteva fare era chiaro a tutti come chiari e semplici erano i piani di studio (crediti formativi e percorsi di laurea triennale, corsi, corsini, master, masterini ecc.. erano di là da venire). Ora si sono inseriti i politici (naturalmente anche tra i professionisti) che vogliono fare carriera raggranellando voti a destra e manca, politici che che desiderano assurgere a ruoli di intermediari tra interessi chiari e torbidi inevitabilmente presenti in tutte le parti in causa, politici a cui nulla importa della qualità del lavoro della bontà di un progetto ..... Speriamo che i rappresentanti dei professionisti siano meno venali meno di parte e che prevalga lo spessore culturale e sappiano guidare la loro base e non viceversa. Saluti e auguri a tutti noi.

- Siamo diventati tutti geometri (senza offesa per i geometri) !
Pietro Mastrodonato - 06/03/2010
Il solo pensiero di poter essere ragguagliato ad un geometra o un perito mi fa rabbrividire !!! Chi ha osato pensare di poter buttare a mare anni e anni di studio e di sacrifici per diventare Ingegnere o Architetto, a fronte di un diploma che consente praticamente le stesse cose. Certo una palazzina di tre piani o addirittura di due piani non sono "ALTI EDIFICI". Ma proprio per questo avremmo le stesse mansioni, giacchè oggi si progettano e si realizzano SOLO palazzine "BASSE" !!! E con la zona sismica ??? Già dobbiamo lottare all'interno delle nostre categorie per poter selezionare gli specialisti ... mentre ora dobbiamo confrontarci sul tema con i geometri. Ma la sicurezza della vita umana e del patrimonio edilizio esistente (penso alle sopraelevazioni) e quello nuovo ha ancora una priorità oppure sono cambiate le regole ? Quanti geometri hanno progettato ed eseguito sopraelevazioni e "strutture di modeste dimensioni" ed importanza a L'Aquila o altrove ? Certo anche alcuni Ingegneri sono responsabili di malefatte. Ma credo di poter dire che i cattivi esempi non possono avere giustificazioni nè tantomeno essere perpetrati. Piuttosto preoccupiamoci delle competenze serie: quali sono gli Ingegneri e gli Architettiti che possono progettare strutture antisismiche ? Bella domanda .. Capisco cosa vuol dire affrontare questo scottante problema. La finisco quì senza rileggere il testo per correggere eventuali errori di grammatica o altro. Mi sento troppo ferito !!! Ma i geometri ed i periti facciano i geometri ed i pariti come avrebbero dovuto sempre fare rispettando quanto a loro riconosciuto (ad es. Cfr. Corte Suprema di Cassazione sez. II Civile del 07.09.2009 e molteplici altre). E per le parcelle scomparte ? Stendiamo un pietosissimo velo !!!

- Confusione sovrana ingenerata da amministratori ignoranti
Lorenzo Bertia - 06/03/2010
E' l'ennesima prova che chi ha il compito di fare chiarezza sulla materia è ignorante sulla materia stessa. Facciamo un poco di dietrologia... Il decretino Bersani liberalizzando le parcelle professionali ha spinto alcuni colleghi a fare offerte per € 1,00. A questi colleghi non importa di lavorare gratis; importa crearsi un curriculum. ... Questa è la strada maestra tracciata da chi della materia non capisce proprio nulla, purtroppo col beneplacido degli ordini professionali, e, che inevitabilmente porterà a progettualità terzomondiste, a gestione del territorio governata da strumenti di pianificazione redatti da professinisti poco esperti che hanno offerto il migliore ribasso, posto che i curricula spesso hanno peso minoritario nella valutazione dell'offerta e qualche volta vengono "interpetrati" in seduta riservata.

- confusione
Laura- geologa - 05/03/2010
Se l'intento della legge sul riordino delle competenze per dare una risposta a tutti gli italiani sulle professionalità adeguate e all'àltezza di controbilanciare i cosidetti disastri della natura quali terremoti e inondazioni sarebbe necessario allargare il tavolo del confronto per fa sí che possa essere pensato un ddl che abbia senso e che in un futuro prossimo non faccia perdere competitività al sistema paese. Il rischio che si corre è una perdita di formazione: molti potrebbero optare per un diploma.... i laureati gli importeremo.... Tra perentisi il confronto per il dll non interessa solo gli ingegneri e architteti ma coinvolge anche se non direttamente altre professionalità. Per concludere ma si perchè non posso progettare strutture.....!!!

- la regola vale per tutti
Ingegnere - 05/03/2010
Allora voglio che: anche gli ingegneri possano fare relazioni geologiche anche gli infermieri possano eseguire operazioni agli organi non vitali, anche il medico di famiglia possa operarmi una carie, anche le maestre d'asilo possano insegnare all'università anche il ragioniere possa fare il notaio (solo per piccoli atti però!) anche il droghiere possa fare il farmacista ecc

- mah
nori - 03/03/2010
cari geometri. perchè continuate a fare la parte offesa, quando l'unica azione che è stata compiuta col DDL è stato un attacco alle competenze di ing e arch? non giriamo la frittata per favore. qui chi si deve difendere dall'estinzione non siete di certo voi. altro che "paletti in favore dei laureati"! la laurea certifica un percorso formativo che si riflette in qualità progettuale e competenza. se per voi non vale, ma conta come ci si pone sul mercato, allora togliamo ogni tipo di attestato o certificazione ottenuta con esami e studio. togliamo anche la patente di guida, tanto conta come ci si comporta in strada... se investi la gente qualcuno poi ti arresterà... io non ci sto a ritornare nel far-west. l'edilizia italiana ha ora più che mai bisogno di qualità e mentre ci si adopera a certificare qualsiasi cosa qui si va in direzione opposta... si testa chiunque sul campo. non ho parole.

- a favore
geometra - 03/03/2010
Tutti i professionisti esercitano il proprio lavoro nel libero mercato, pertanto se un geometra o un ingegnere sbaglia paga con la perdita dei clienti, dunque non vedo quale sia il problema degli architetti e degli ingegneri, visto che si ritengono più capaci. Se i geometri progettano ed eseguono la direzione dei lavori vuol dire che qualcuno ha riposto in loro la propria fiducia. Per quanto riguarda i limiti di competenza, mi dovreste spiegare qual'è la differenza tra un progetto architettonico di tre piani ed uno di due, inoltre dov'è il problema se il geometra esegue la direzione dei lavori su un cantiere i cui calcoli strutturali sono redatti da un ingegnere ed il collaudo in c.so d'opera viene svolto insieme al geometra da un altro ingegnere? Attenzione!!! Ho l'impressione che si vuole cancellare la categoria dei geometri, se ciò accadesse cosa ne sarà di loro? Il governo gli procurerà un lavoro a tempo indeterminato? Ci vuole buon senso, se si vogliono mettere dei paletti a favore dei laureati, bisogna farli valere per i futuri geometri e non per quelli che già esercitano l'attività, magari da diversi anni, con esperienza maturata sul campo. P.S.: dopo sessant'anni ormai sono stati acquisiti dei diritti non è possibile eliminarli. Quali fabbricati, progettati da geometri, sono crollati?

- tutto è spostato a dopo le elezioni
geo - 03/03/2010
Bene tutto è spostato a dopo le elezioni per non indispettire Architetti e Ingegneri.....Alle prossime regionali votiamo tutti PDL e la cosa si farà dopo le elezioni tanto gli ordini degli ingegneri e architetti sono meno forti e meno incisivi di quello dei geometri.
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