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Relazione Paesaggistica: in vigore il 10 settembre 2010 il procedimento semplificato

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08/09/2010 - Entra in vigore il 10 settembre 2010 il nuovo procedimento per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica semplificata previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n, 139, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26/08/2010 e recante "Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni".

Con la nuova procedura semplificata, il procedimento di autorizzazione deve concludersi entro 60 giorni dal ricevimento della domanda presentata per via telematica al comune o al diverso ente titolare del potere di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. Di questi 60 giorni, 30 sono a disposizione dell'amministrazione competente per l'istruttoria, 25 giorni sono riservati al sovrintendente per esprimere il proprio parere vincolante. Mentre nei 5 successivi giorni, la p.a. deve adottare il provvedimento conforme al parere vincolante favorevole.

La nuova procedura prevede tre diverse semplificazioni:

  • documentale - la domanda per il rilascio dell'autorizzazione semplificata è corredata da una relazione paesaggistica semplificata redatta da un tecnico abilitato che deve attestare:

    • le fonti normative o provvedimentali della disciplina paesaggistica;
    • lo stato attuale dell'area interessata dall'intervento;
    • la conformità del progetto alle specifiche prescrizioni d'uso dei beni paesaggistici, se esistenti, ovvero documentata la compatibilità con i valori paesaggistici e le eventuali misure di inserimento paesaggistico previste;
    • la conformità del progetto alla disciplina urbanistica ed edilizia.

  • procedurale
    1) l'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione, ricevuta la domanda, verifica preliminarmente se l'intervento progettato non sia esonerato dall'autorizzazione paesaggistica ed in caso comunica al richiedente che l'intervento è soggetto ad autorizzazione ordinaria;
    2) nel caso in cui l'intervento sia assoggettato ad autorizzazione semplificata comunica all'interessato l'avvio del procedimento e, se occorre, richiede in un'unica volta, i documenti e i chiarimenti indispensabili, che devono essere presentati o inviati in via telematica entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della richiesta (il procedimento resta sospeso fino alla ricezione della documentazione integrativa richiesta - decorso inutilmente il suddetto termine, l'amministrazione conclude comunque il procedimento);
    3) una volta avviato il procedimento di valutazione, l'amministrazione verifica preliminarmente, ove ne abbia la competenza, la conformità dell'intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia:

    • in caso di non conformità dell'intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia, viene dichiarata l'improcedibilità della domanda di autorizzazione paesaggistica, dandone immediata comunicazione al richiedente;
    • in caso di esito positivo viene valutata la conformità dell'intervento alle specifiche prescrizioni d'uso contenute nel piano paesaggistico o nella dichiarazione di pubblico interesse o nel provvedimento di integrazione del vincolo, ovvero la sua compatibilità con i valori paesaggistici presenti nel contesto di riferimento:

      1. nel caso in cui tale valutazione sia negativa, l'amministrazione sospende il termine per la conclusione del procedimento ed invia comunicazione, assegnando un termine di dieci giorni, dal ricevimento della stessa, per la presentazione di eventuali osservazioni;
      2. una volta esaminate le osservazioni, se continuano a persistere persistano i motivi ostativi all'accoglimento, l'amministrazione rigetta motivatamente la domanda entro i successivi 10 giorni (entro venti giorni dalla ricezione del provvedimento di rigetto, l'interessato può chiedere al soprintendente, con istanza motivata e corredata della documentazione, di pronunciarsi sulla domanda di autorizzazione paesaggistica semplificata).

    4) In caso di valutazione positiva della conformità paesaggistica dell'intervento, l'amministrazione provvede, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della domanda, a trasmettere alla soprintendenza, unitamente alla domanda ed alla documentazione in suo possesso, una motivata proposta di accoglimento della domanda stessa.
    5) Se anche la valutazione del soprintendente risulta essere positiva, questi esprime il suo parere vincolante favorevole entro il termine di venticinque giorni dalla ricezione della domanda, della documentazione e della proposta, dandone immediata comunicazione, ove possibile per via telematica, all'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione.
    6) In caso di mancata espressione del parere vincolante entro il termine di 25 giornic l'amministrazione competente ne prescinde e rilascia l'autorizzazione.
    7) L'amministrazione deve adottare il provvedimento conforme al parere vincolante favorevole nei cinque giorni successivi alla ricezione del parere stesso e ne deve dare immediata comunicazione al richiedente ed alla soprintendenza.
    8) Nel caso di valutazione negativa, il soprintendente deve adottare, entro venticinque giorni dal ricevimento della domanda, il provvedimento di rigetto dell'istanza, previa comunicazione all'interessato dei motivi che ostano all'accoglimento.

    L'autorizzazione paesaggistica semplificata è immediatamente efficace ed è valida cinque anni.

  • organizzativa - Al fine di assicurare il sollecito esame delle istanze di autorizzazione semplificata, presso ciascuna soprintendenza sono individuati uno o più funzionari responsabili dei procedimenti in materia.


Ricordiamo che l'elenco degli interventi "di lieve entità" è contenuto nell'allegato al decreto e che, secondo le stime del ministero, tali interventi dovrebbero abbattere del 75% il totale delle richieste autorizzative che affollano le soprintendenze. Nel dettaglio il citato elenco, comprende, tra l'altro:

  • l'incremento dei volumi degli edifici, che non dovrà essere però superiore al 10 per cento della volumetria originaria e comunque non superiore ai 100 mc (e non si applica alle zone omogenee "A" del Dm n. 1444 del 1968);
  • gli interventi di demolizione e ricostruzione con il rispetto di volumetria e sagoma preesistenti;
  • gli interventi sui prospetti degli edifici esistenti quali: aperture di porte e finestre o modifica delle aperture esistenti per dimensione e posizione;
  • gli interventi sulle finiture esterne con rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni, modificativi di quelli preesistenti;
  • la realizzazione o modifica di balconi o terrazze; inserimento o modifica dì cornicioni, ringhiere, parapetti ; chiusura di terrazze o di balconi già chiusi su tre lati mediante installazione di infissi; realizzazione, modifica o sostituzione di scale esterne (la presente voce non si applica nelle zone territoriali omogenee "A" dì cui all'art. 2 del decreto ministeriale n. 1444 del 1968 e ad esse assimilabili e agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) del Codice);
  • gli interventi sulle coperture degli edifici esistenti, quali: rifacimento del manto del tetto e delle lattonerie con materiale diverso ; modifiche indispensabili per l'installazione di impianti tecnologici; modifiche alla inclinazione o alla configurazione delle falde ; realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca di piccole dimensioni; inserimento di canne fumarie o comignoli ; realizzazione o modifica di finestre a tetto e lucernari ; realizzazione di abbaini o elementi consimili (la presente voce non si applica nelle zone territoriali omogenee "A" dì cui all'art . 2 del decreto ministeriale n. 1444 del 1968 e ad esse assimilabili e agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'art . 136, comma 1, lettere a), b) e e) del Codice);
  • gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche, anche comportanti modifica dei prospetti o delle pertinenze esterne degli edifici, ovvero realizzazione o modifica di volumi tecnici. Sono fatte salve le procedure semplificate ai sensi delle leggi speciali di settore (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) del Codice);
  • la collocazione di tende da sole sulle facciate degli edifici per locali destinati ad attività commerciali;
  • gli interventi come adeguamento della viabilità esistente (rotatorie, riconfigurazione incroci stradali, banchine e marciapiedi);
  • gli interventi di allaccio alle infrastrutture a rete se comportano opere soprasuolo, linee elettriche e telefoniche su palo (non superiori rispettivamente a 10 e 6,30 metri);
  • l'installazione di impianti tecnologici esterni per uso domestico autonomo come condizionatori, caldaie, antenne o parabole (la norma però non si applica agli immobili soggetti a tutela dall'articolo 136 comma 1 lettere a), b), c) del Codice;
  • l'installazione di pannelli solari, termici e fotovoltaici fino a una superficie di 25 mq (anche qui la semplificazione non si applica alle zone territoriali omogenee "A" e alle aree vincolate previste nel Codice).




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  • roberto gotti - 13/03/2013

    ho una domanda urgente. sarò grato a chi mi può rispondere. Ho già ottenuto autorizzazione paesaggistica per l'installazione di un impianto fotovoltaico di 2KW assieme a coinquilini. Ora si sono create le condizioni che rendono possibile aumentare la potenza a 3KW. Avviare una nuova procedura, dati i tempi tecnici necessari, mi farebbe uscire dal 5° piano energetico e perderne gli incentivi. Posso farlo ugualmente facendo seguire a posteriori la modifica o integrazione. Grazie ancora per un consiglio urgente Roberto Gotti Ponteranica/BG tel. 035571764 3482540326


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  • Impianto Fotovoltaico aderente alla copertura con rimozione Eternit
    valentino - 22/07/2011

    Devo istallare un'impianto fotovoltaico aderente alla copertura con rimozione dell'Eternit, in zona di parco dell'ofanto zona 2, ho ottenuto il Nulla Osta dell'ente parchi a Modugno, devo cmq ottenere anche l'autorizzazione paesaggistica?


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  • Autorizzazione paesaggistica semplificata di difficile attuazione
    Luigi - 20/12/2010

    I fini che si era proposto il legislatore erano quelli di snellire la procedura ,dare più trasparenza al procedimento e responsabilizzare la P.A.ma all'atto pratico tutto ciò non avviene .Infatti: 1)quanto al punto 2) s/r ho avuto esperienza che l'organo competente non provvede a comunicare l'inizio del procedimento sia per impossibilità materiale a rispondere a tutti i richiedenti sia perchè è stato chiarito che nel caso di provvedimento su iniziativa di parte o continuazione di una pratica a richiesta di parte si può omettere di inviare la comunicazionene, 2)i tempi tecnici stabiliti di 60 giorni per la conclusione del procedimento sono tempi puramente teorici che non potranno mai essere rispettati ,trascorsi i quali si potrà adire il giudice amministrativo ma in questo caso bisogna chiedere l'assistenza legale che è alquanto costosa e poi ammesso che si abbiano risorse finanziarie, il ricorso al TAR per avere un provvedimento, predispone sempre male nei riguardi della P.A. 3)è previsto anche di fare ricorso per risarcimento danni ma in effetti sarà difficile uscirne vittoriosi perchè la P.A. riuscirà sempre a dimostrare di aver usato tutta la diligenza del buon padre di famiglia.


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  • SCADENZE
    RICCARDO - 26/11/2010

    Ma se passati i sessanta giorni il comune non ha nemmeno guardato la domanda? Si può comunicare l'inizio dei lavori?


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  • L'applicazione del DPR 139/10 nelle Regioni a statuto speciale
    sergio - 23/11/2010

    Il DPR è entrato in vigore ma a quanto sembra non è così, almeno non dappertutto. Ho chiesto informazioni sulla tempistica per una pratica presentata in un ufficio, riguardante la richiesta di autorizzazione paesaggistica semplificata, ma hanno risposto che in Sardegna non si applica perchè la nostra regione è a Statuto Speciale. Io spero che non sia vero, ma se fosse così, il cittadino sardo, insieme agli altri cittadini a statuto speciale, perderebbe gli incentivi dell'anno 2010 perchè deve attendere il parere (che arriverà nel 2011) su l'installazione di un impianto fotovoltatico di potenza pari a 3 kW. Il nostro statuto va difeso in tutto e per tutto, ci mancherebbe, ma mi domando quali siano le difficoltà tecniche a recepire un decreto che semplifica una procedura e consente al cittadino di poter realizzare opere di piccola entità, ma di grande importanza, nel tetto della sua abitazione.


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  • VILLA VESUVIANA
    ORTENSIA - 15/10/2010

    Vorrei capire l'autorizzazione la deve rilasciare l'Amministrazione oppure è obbligo del Sovrintendente?


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  • e con quale personale??
    Maria - 12/09/2010

    Forse non si è ancora capito che i decreti non servono a semplificare...il vero problema è la mancanza di personale che possa gestire, mandare avanti e far rispettare i tempi imposti dai vari decreti...inutile ridurre i tempi quando vi uno squilibrio enorme tra numero di richieste e persone che le possono istruire e mandare avanti....è sempre il solito problema!!


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  • CHIARIMENTI SU INTERVENTO DI PAOLO
    angelo architetto - 10/09/2010

    Chiedo al collega Paolo di sapere in quali comuni non veniva richiesta l'autorizzazione paessaggistica quando afferma :" PRIMA DEL PRESENTE DECRETO LA MAGGIOR PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI, FACENDO TESORO DEL VERO SIGNIFICATO DELL'ORIGINARIO ART.7 DELLA l.1439/39, NON RICHIEDEVANO ALCUNA AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA"


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  • .......ANCORA PIU' VINCOLI
    PAOLO ARCHITETTO - 10/09/2010

    CON QUESTA STRABILIANTE SEMPLIFICAZIONE I FENOMENI LEGISLATORI HANNO DI FATTO CERTIFICATO CHE PER INTERVENTI PER I QUALI PRIMA DEL PRESENTE DECRETO LA MAGGIOR PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI, FACENDO TESORO DEL VERO SIGNIFICATO DELL'ORIGINARIO ART.7 DELLA l.1439/39, NON RICHIEDEVANO ALCUNA AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA. DA OGGI INTERVENTI BANALI, A VOLTE ANCHE INVADENTI POSSO CONDIVIDERE, MA BANALI DIVENTANO OGGETTO DI AUTORIZZAZIONE IN MANCANZA DELLA QUALE VIGONO LE SANZIONI PREVISTE DAL TITOLO III DEL dLGS 42/2004 ANCHE PENALI!!!!!!! COMPLIMENTI AL LEGISLATORE INTENTO A LEGIFERARE PER SALVARSI IL ...... MA ASSOLUTAMENTE DISATTENTO SULLE QUESTIONI CHE RIGUARDANO I CITTADINI, PER LE QU7ALI SI FA COSTRUIRE UN DECRETO A UNA MASSA DI BUROCRATI CHE SCRIVONO LEGGI PER GIUSTIFICARE LA LORO PRESENZA.


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  • quesito
    roberto di paola - 10/09/2010

    In condsiderazione del fatto che sembra che il centro storico dell'Aquila sia stato sottoposto a vincolo ambientale,le facoltà conferite dal DPR 139 sono immediatamente applicabili e pertanto tutti i progetti dovranno seguire l'iter indicato per le parti rientranti in quanto previsto dalla legge oppure al centro storico in questione è applicato un regime particolare ? in caso di risposta positiva i lavori sono immediatamente avviabili(previa autorizzazione)?quali i limiti in questo caso per l'accesso al suddetto centro storico chiuso da un anno e mezzo ? grazie per un eventuale risposta.








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