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Il paradosso del Durc - A 13 utenti piace questa notizia - 15 commenti alla notizia

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07/02/2011 - Il rilascio del Durc che attesta la regolarità contributiva è possibile qualora ricorrano alcuni condizioni tassative che sono riportate nell'articolo 5 del Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24 Ottobre 2007.
In caso in cui una delle tante condizioni non sia rispettata ilo Durc non viene rilasciato e fra le tante condizioni esistono anche quelle relative, ovviamente, alla correttezza dei versamenti mensili.

Da un commento di un nostro lettore ad una notizia della settimana passata troviamo lo spunto per fare due semplici osservazioni:

  • da una parte la pubblica amministrazione può consentirsi, nei pagamenti delle somme dovute per lavori eseguiti in base a contratti d'appalto, ritardi che in taluni casi sono vicini all'anno senza nessun onere se non quello del pagamento degli interessi dovuti per il ritardato pagamento;
  • dall'altra parte un'impresa che per ridotta liquidità, causata dai mancati pagamenti della pubblica amministrazione, preferisce pagare prima gli stipendi dei dipendenti e successivamente, quando ne avrà la disponibilità i contributi, sarà penalizzata con il mancato rilascio del Durc.


Un nostro lettore precisa nel suo commento che tale situazione è paradossale in quanto il mancato rilascio favorevole del DURC implica il mancato pagamento dei mandati di pagamento, nel momento della disponibilità economica da parte delle Stazioni Appaltanti stesse.
In caso di mancato pagamento all'impresa, la pubblica amministrazione come unico onere ha quello del pagamento di eventuali interessi mentre l'impresa che non riesce ad effettuare i pagamenti dei contributi, con il mancato rilascio del Durc ne avrà un danno non paragonabile a quello in cui incorre la pubblica amministrazione per un ritardo nei pagamenti dei lavori eseguiti.
Sempre il nostro lettore precisa che si tratta di una situazione paradossale che nessuno si è preoccupato di risolvere, con il risultato che molte imprese ultimamente, per tale motivo, non potendo, per altro, partecipare a nuove gare, sono fallite o sono sulla strada del fallimento.

Ci chiediamo se sia possibile, in questo periodo di grande crisi del settore dei lavori pubblici, un intervento legislativo che possa, in qualche modo, mitigare, nel caso di mancati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, l'effetto del mancato rilascio del Durc.



[Riproduzione riservata]





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  • DURC
    ATTILIO - 08/07/2011

    Salve, ho una ditta fornitrice di beni alle scuole statali. Come si sa la scuola versa in uno stato pietoso, senza fondi e senza neppure poter comprare la carta igienica. Ciò ha fatto si che tutte le scuole ci pagassero con grande ritardo... Non potendo fare una rapina (non sono abituato), ho dovuto per forza ritardare il versamento dei contributi inps. Il risultato: equitalia mi ha pignorato la casa di mia proprietà. Le scuole che intendono pagare le fatture da me emesse (anche dopo anni), pretendono il durc regolare. Ma dico io: è normale tutto questo???? Non esiste un tribunale per i diritti dell'uomo??? Mah !!


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  • in risposta a
    Roberto T. - 28/06/2011

    Mio caro Antonio Giuseppe Ferrante, Evidentemente non hai mai lavorato con le PA. Ti richiedono sconti all'osso e ti pagano quando credono. Ci sono aziende che lavorando prettamente per le PA si sono trovate con DURC negativo e sono entrate nella spirale dei cattivi, pertanto credo che in tutto questo ci sia qualcosa di sbagliato! Ad ogni modo anche le imprese private che fino a qualche tempo fa ci tenevano per i maroni ora per non pagare o per pagare più lentamente fanno richiesta di tale infame documento.ù Secondo me tu qui sei forui luogo. probabilmente non sei nemmeno un artigiano o comunque un addetto ai lavori e vuoi solo fare dell'inutile retorica.


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  • Se non ti pagano come paghi per avere il durc regolare ?(vai dagli usurai)
    Pippo - 08/05/2011

    salve
    vedo con dolore che siamo in tanti ad avere lo stesso problema del durc non regolare e che tutti abbiamo agito da buoni padri di famiglia pagando gli stipendi dei nostri dipendenti prima e se ne rimaneva di pagare i contributi . sbagliato!!!! dovevamo chiudere licenziare e fare andare in bancarotta l'intero stato cosi i nostri politici si accorgevano di aver fatto male i conti, criminalizzando il sistema produttivo quasi fosse ormai una vergogna fare impresa noi vantiamo crediti con enti pubblici per circa € 300.000,00 con che risorse devo pagare i contributi ed avere il durc regolare ?


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  • Peteizione per la modifica del DURC
    Roberto - 02/04/2011

    http://www.petizionionline.it/petizione/modifica-richieste-per-il-durc/3810


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  • DURC il killer delle imprese
    Roberto T. - 25/03/2011

    Da subito avevo sospettato questo paradosso ... e a quanto pare non sono stato l'unico. In realtà io sono quasi favorevole al durc se si facesse in questo modo: 1) La durata del DURC è di 1 anno solare (dal 1/1 al 31/12). Non è retroattivo (poichè cattivi pagatori danno seri problemi a chi chiede la rateizzazione) 2) I materiali a titolo professionale devono essere acquistati solo dai professionisti o meglio in piccole quantità possono essere acquistate tramite COD FISC. 3) Il DURC dev'essere valido (come in origine) principalmente per i dipendenti e non per i titolari. 4) Le PA DEVONO PAGARE il restante della fattura per compensazione. 5) E' previsto dal COD CIV che si possa effettuare il baratto servizio=pagamento, pertanto se qualcuno ha delle inadempienze con le PA deve poter pagare il proprio debito anche con le proprie capacità (secondo tabelle specifiche). Il lavoro nero non si combatte con il DURC, con il DURC si fanno morire solo le imprese in regola che hanno qualche problema a trovare liquidità!


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  • la Vergogna
    sig. Grop Stefano - 17/02/2011

    Buonasera a tutti, purtroppo è capitato anche alla ns. Azienda, nel 2010 abbiamo svolto un importante lavoro con la fornitura di carpenteria metallica per questa nominata impresa edile (non posso essere più esplicito purtroppo) Durc regolare, Pos, analisi chimiche, idoneità dipendenti, dpi, tutto in regola...! a fine lavori arriva l'insolvenza da parte dell' impresa.. senza parole!!! decidiamo di proseguire i lavori dato che cmq eravamo al 70% non ci sembrava giusto mollare alla conclusione di contratto... a fine lavori l'impresa manda un documento chiedondoci Durc aggiornato, purtroppo a causa dell'insolvenza abbiamo dato precedenza a dipendenti e fornitori e da lì sono stati bloccati tutti i SAL (stato avanzamento lavori) e ci hanno fatto sentire come dei delinquenti ... anzi anche peggio...!! tempo 1 mese situazione Durc regolata, ci presentiamo alla amministrativo dell' impresa e senza pudore con faccia da tolla.. mi dispiace non abbiamo liquidità!!! e adesso a NOI chi ci tutela??? Stefano


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  • DURC
    Ing Pierluigi Albini - 13/02/2011

    Piu' che protestare si potrebbe proporre la formalizzazionedella compensazione fra crediti con Enti Pubblici ed Ento Previdenziali, magari solo parziale, su una percentuale significativa del pagamento. Per quelle in regola con il DURC, si potrebbe compensare con i debiti fiscali (IVA, IRPEF, IRAP etc) Lo Stato non perderebbe nulla, ma le imprese potrebbero continuare a "respirare"


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  • Durc, Imprese, Ricatti
    Domenico MUSOLINO - Ingegnere - 12/02/2011

    Sono l'autore del PARADOSSO del DURC e, ora, vorrei precisare che il sistema messo in piedi dal mondo politico, assolutamente perverso, non trova riscontro in altri paesi civilizzati del mondo. In un paese civile i diritti ed i doveri devono essere precisati e rispettati da tutti. Stato compreso. Il mancato rispetto implica una serie di condizionamenti e di RICATTI (Si ricatti, da codice penale) che gli addetti ai lavori conoscono bene. Evitiamo di scandalizzarci, o far finta di scandalizzarci, poi, quando vengono a galla fatti di malcostume, particolarmente gravi e fastidiosi (Per tutti quelli che lavorano onestamente) come quelli de L'Aquila. Il mondo politico, per niente sprovveduto, sa beneissimo come stanno le cose. forse, anche le imprese che accettano condizionamenti, lo fanno per... spirito di sopravvivenza. Le imprese sono scarsamente tutelate nei propri diritti se non hanno santi... in paradiso. Quando mai qualcuno è andato a vedere come esattamente stanno le cose nei contenziosi tra medie/piccole imprese (Con scarse liquidità) e PA? ... DOMUS domus.ing@libero.it


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  • Due pesi e due misure
    sonia - 12/02/2011

    Si parla spesso di disoccupazioe alle stelle e le poche aziende che ancora ci sono stanno per chiudere a causa di questi meccanismi impari tra privati e pubblica amministrazione. Nella crisi che ci sta avvolgendo si deve decidere se pagare i contributi agli enti o di pagare gli stipendi... considerando il fatto che se non hai il DURC gli enti non pagano...risultato?! Operai senza un soldo per mangiare e Enti pubblici che non pagano perchè non hanno fondi! Ecco, e poi ci lamentiamo della crisi?! Chissà quando qualcuno si renderà conto che siamo sull'orlo del baratro.


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  • DURC
    Antonio Giuseppe Ferrante - 12/02/2011

    La legge sul DURC non è una cattiva idea presenta, però, le stesse deficienze che ci sarebbero nel caso non ci fosse: quando non esisteva tale documento le imprese facevano un po' quello che volevano; si dedicavano poco alla contabilità, diciamo che la prendevano sotto gamba quindi non ripartivano, in maniera corretta, gli incassi, talvolta scambiavano gli incassi per gli utili. Un aspetto questo che lascia trapelare il pericolo della superficialità nel condurre gli argomenti. Adesso che c'è il DURC, che altro non è che la obbligatorità, per le delle imprese, ad essere più rigorose nei confronti delle proprie coscienze ed esercitare più interesse ed amore per il proprio territorio, sono gli ENTI a dimostrare di non avere rigore; di essere superficiali; tanto da non interessarsi, con impegno, a risolvere i problemi causati dal rilasci/non rilascio di tale documento. Concludo sperando nella responsabilità di ogni singolo cittadino, di ogni ruolo occupato, di ogni operosità da parte di tutti altrimenti non basta la serietà da una sola parte, ogni anello della catena gioca un ruolo importantissimo.


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  • Uniamoci per far abolire il DURC
    marina bertucci - 11/02/2011

    Potrebbe essere preso ad esempio il motto: l'unione fa la forza. Cerchiamo di dialogare con le associaziodi di consumatori, confindustria, associazioni di categoria, i sindacati per poter far eliminare definitivamente questo infame documento che contribuisce la fallimento delle nostre aziende, la perdita di lavoro dei dipendenti perchè non vengono ottemperati i dovuti pagamenti per prestazioni rese. Quindi DURC o non DURC la fattura la P,A, la deve pagare perchè il servizio è stato reso e non può nascondersi dietro ad un pezzo di carta per non assolvere quanto è di sua spettanza. Pertanto UNIAMOCI e chiediamo l'abolizione del DURC, magari arrivando anche ad un estremo UNA CLASS ACTION contro la P.A. per essre la causa di tanto immobilismo e della derivante crisi economica e finanziaria!


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  • Per fortuna i DURC da ottobre 2010 durano tre mesi
    marina bertucci - 11/02/2011

    L'annoso problema del DURC, introdotto da non so quale Ministro che certo non ha brillato per grandezza, ripropone la liquidazione delle fatture che con i tempi elefantiaci della P.A., anche se dura tre mesi bisogna rinviarlo perchè con i lunghi tempi di lavorazione delle fatture gli scadono in mano; e visto che siamo in una civiltà telematica occorrono però ancora i pezzi di carta perchè la P.A. non dialoga tra i suoi uffici via internet, ha bisogno dell'ormai tramontato pezzo di carta. E che dire della tracciabilità dei flussi finanziari, da gennaio ogni fattura deve avere la dichiazione del c/corrente dedicato ed ogni amministrazione ha il suo modello che bisogna personalizzare. Sarebbe stato troppo semplice fare un modello unico per tutti (come il 740) come possiamo se no morire di burocrazia!?!


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  • la scoperta dell'acqua calda
    bruno cappuccio - 11/02/2011

    Gentili Signori, il caso che fate è sicuramente al limite della logica. Ma c'è di peggio. Se si effettuano le forniture pubbliche in Campania troverete che: a) i tempi di pagamento dei clienti pubblici sono molto più lunghi (arriviamo anche ai 2/3 anni! b) ci hanno prima piazzato e poi prorogato anche l'impignorabilità dei crediti, per cui non si incassa proprio più; c) dovevano, gli Enti pubblici, certificare i crediti così da potersi attivare per cedere (onerosamente, beninteso, così si fanno lavorare anche le banche poverette), ma dal momento che stanno ancora a litigare su chi fa cosa (tra Soresa, Ente regionale per il ripiano della spesa sanitaria e le stesse ASL), di tali certificazioni NON si vede nemmeno l'ombra; d) chi fornisce il pubblico ed il privato convenzionato (che a sua volta dovrebbe avere le proprie prestazioni pagate dal pubblico - devono ancora incassare crediti residui degli anni precedenti al 2010 e si parla che forse, tra un pò ma senza sapere quando, incasseranno i primi 3 mesi, dico gennaio, febbraio, marzo!!, del 2010) è diventato vera e propria BANCA del SISTEMA SANITARIO. Senza riconoscimenti di sorta e/o di merito. ERGO: i privati falliscono, il pubblico INGRASSA, i malati possono MORIRE in SANTA PACE.


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  • Spazio commenti
    Redazione - 08/02/2011

    http://www.lavoripubblici.it/sondaggio/LA-CRISI-DELLE-LIBERE-PROFESSIONI_10.html


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  • repubblica delle banane
    umberto bocus - 07/02/2011

    Protestare con chi? Ormai non serve più a nulla. Dire una vergogna è dire poco. Cediamo i crediti della P.A. all'INPS.





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