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Decreto Sviluppo, Responsabilità solidale per progettisti e validatori nei confronti dell'impresa - A 2 utenti piace questa notizia - 3 commenti alla notizia

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20/10/2011 - Sono pronte e potrebbero essere inserite all'interno del Decreto Sviluppo che il Governo varerà nei prossimi giorni, le ultime modifiche alla normativa che regola il settore degli appalti pubblici.
Il Ministero delle Infrastrutture ha, infatti, inserito all'interno del decreto un proposta di revisione del Codice dei Contratti che prevede la "responsabilità solidale" dei progettisti e dei validatori nei confronti dell'impresa, nel caso in cui durante la fase di esecuzione dell'opera dovessero manifestarsi dei problemi dovuti a carenze progettuali.

La proposta del Ministero delle Infrastrutture è stata pesantemente contestata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori che, oltre a evidenziare una normativa sui lavori pubblici sempre più frammentaria che ha causato notevoli ed inutili problematiche al settore delle progettazioni, ne ha chiesto il ritiro, precisando che la norma graverebbe pesantemente sui professionisti, elemento più debole dell'intera filiera dei lavori pubblici, rispetto alle Stazioni appaltanti, che sono difese dallo Stato, ed alle imprese, forti del loro potere economico.

In particolare, il CNAPPC ha evidenziato che, se la proposta passasse, verrebbero generati dei contenzioni su ogni progetto, dal momento che l'impresa, non potendo più esprimere riserve per il recupero di somme nei confronti della stazione appaltante, potrebbe ricorrere facilmente ad una surrettizia ricerca di presunti errori progettuali allo scopo di recuperare il ribasso offerto in sede di gara.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha sottolineato che in questo modo i progettisti verrebbero esposti ad una responsabilità enorme, non essendovi limiti alle eventuali azioni di rivalsa delle imprese. Inoltre, il danno vantato dalle stesse imprese potrebbe essere notevolmente superiore all'importo dei compensi dovuti al progettista per l'espletamento del servizio. Ciò, peraltro, farebbe lievitare notevolmente i costi delle polizze assicurative nel settore dei servizi di ingegneria ed architettura e, in caso, di più "sinistri", potrebbe comportare, per il professionista, l'espulsione dal mercato assicurativo.

Per tali motivazioni, il Consiglio Nazionale Architetti, nell'esprimere la propria contrarietà nei confronti di un modello culturale che individua nel libero professionista il più comodo capro espiatorio di tutte le problematiche connesse alla filiera degli appalti pubblici, ha chiesto il ritiro della norma e l'istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero delle Infrastrutture per affrontare in modo corretto ed organico le modifiche al codice dei contratti, evitandone la frammentazione attraverso una serie di ripetute modifiche in leggi omnibus.

La normativa in vigore
L'art. 112 del D.Lgs. n. 163/2006 (Verifica della progettazione prima dell'inizio dei lavori) al comma 3 prevede che prima dell'approvazione del progetto, il responsabile unico del procedimento (RUP) deve verificare la conformità del progetto esecutivo o definitivo rispettivamente al progetto definitivo o preliminare.
Il D.P.R. n. 207/2010 (Regolamento di attuazione disciplina le modalità di verifica dei progetti, attenendosi ai seguenti criteri:

  • per lavori di importo pari o superiore a 20 milioni di euro, la verifica deve essere effettuata da organismi di controllo accreditati ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020;
  • per lavori di importo inferiore a 20 milioni di euro, la verifica può essere effettuata dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti nel caso in cui il progetto sia stato redatto da progettisti esterni o se le stazioni appaltanti siano dotate di un sistema interno di controllo di qualità, oppure da altri soggetti autorizzati sulla base dei criteri previsti dal Regolamento.


Gli artt. 52, 53 e 54 del D.P.R. n. 207/2010 disciplinano l'attività di verifica che segue la fase progettuale e precede quella di validazione.

Ciò premesso, aldilà delle contestazioni evidenziate dal CNAPPC, ci chiediamo per quale motivo si debba prevedere la "responsabilità solidale" del progettista, se già la normativa sui lavori pubblici prevede che il progetto debba essere verificato e poi validato, oltre al fatto che l'art. 56 del Regolamento (Responsabilità) prevede che il soggetto incaricato della verifica risponde a titolo di inadempimento del mancato rilievo di errori ed omissioni del progetto verificato che ne pregiudichino in tutto o in parte la realizzazione o la sua utilizzazione.
Inoltre, come previsto dal comma 2 dell'art. 56 citato, il soggetto incaricato della verifica che sia inadempiente ai suoi obblighi è tenuto a risarcire i danni derivanti alla stazione appaltante in conseguenza dell'inadempimento ed è escluso per i successivi tre anni dalle attività di verifica.


[Riproduzione riservata]





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  • Perchè noi progettisti non decidiamo di incrociare le braccia invece di farci mettere in croce dalle potenti lobbies assicurative e4 dal governo?
    Pino La Scala - 31/10/2011

    La verità è che vogliono favorire solo grossi studi di progettazione ed annientare i piccoli professionisti; inoltre, le compagnie assicurative spingono per garantirsi un sicuro introito. Poi bisogna dire anche la verità sulla categoria professionale dei tecnici dell'edilizia: siamo disuniti e preferiamo farci piccole guerre interne per questioni di competenze. Preciso anticipatamente che non sono daccordo con il principio che è alla base di questa proposta di Legge e che mi trovo daccordo, invece, con quanto scritto nel precedente articolo dalla giornalista Dr.ssa Ilenia Cicirello, ma vorrei porre questa domanda: perchè la responsabilità solidale non viene proposta anche per la professione degli avvocati o dei notai? Quanti clienti potrebbero sostenere - dal loro punto di vista - che alcune cause prendono strane direzioni o quanti atti notarili potrebbero essere contestati da una delle parti che volesse dimostrare di essere rimasta danneggiata? Così non se ne esce dalla crisi; invece di favorire il lavoro di molti mi pare che si tende a garantire la ricchezza di pochi!


  • punteggiato
  • Attacco alle Professioni
    Marco P. - 24/10/2011

    SI tratta di una Caccia alle Streghe finalizzata anche a distrarre gli Italiani dall'enorme furto di denaro pubblico che viene perpetrato con l'arbitraria assegnazione degli Appalti mediante l'OEPV.


  • punteggiato
  • le infinite armi del ricatto
    giuseppe scannella - 22/10/2011

    L'attacco alle professioni è ripreso, come e più di prima. Non è il caso di stupirsene. Questa volta si tenta di espellere i professionisti dal mercato attraverso una norma che , oltre a penalizzare pesantemente il mondo tecnico, costituisce un comodo "risarcimento" per quegli specialisti della "riserva" strumento con il quale spesso sono stati lucrati tanti buoni affari . Se mettiamo insieme questa scellerata norma con l'obbligo (giusto) dell'assicurazione vediamo come si creerà un mercato parallelo del contenzioso ad arte proprio per ricattare i soggetti deboli ( i professionisti) e, se del caso, tentare di espropriali dei propri (sempre più ridotti) averi. Bene ha fatto il CNAPPC ha contestare la previsione- forse però và rifiutata e rigettata senza se e senza ma-. Mi auguro che altrettanto e con altrettanta forza facciano gli altri soggetti interessati





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