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Tar Lazio: Competenza esclusiva dell'architetto sugli immobili vincolati - A 8 utenti piace questa notizia - 6 commenti alla notizia
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02/12/2011 - La seconda sezione del TAR del Lazio, con la sentenza n. 7997 del 17 ottobre 2011 è ritornata sul problema legato alla competenza esclusiva degli architetti relativamente alla progettazione e direzione dei lavori sugli immobili vincolati e sugli edifici di rilevante interesse artistico.
La norma di riferimento è l'articolo 52 del Regio Decreto 23/10/1925, n. 2357 il cui testo è il seguente: "Formano oggetto tanto della professione di ingegnere quanto di quella di architetto le opere di edilizia civile, nonché i rilievi geometrici e le operazioni di estimo ad esse relative. Tuttavia le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla L. 20 giugno 1909, n. 364, per l'antichità e le belle arti, sono di spettanza della professione di architetto; ma la parte tecnica ne può essere compiuta tanto dall'architetto quanto dall'ingegnere".
La sentenza nasce da un ricorso proposto dall'Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia e dagli ingegneri Montresor Giovanni, Rubinelli Gaetano, Sartori Alberto Maria, Zocca Mario contro il Ministero Per i Beni Culturali e Ambientali e contro il Consiglio Nazionale Architetti PPC per l'annullamento del provvedimento con il quale la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Verona aveva stabilito di non esaminare i progetti di restauro di immobili di interesse artistico e storico, se non sottoscritti da un architetto.
La nuova sentenza del TAR del Lazio, in linea con altre precedenti sentenze, respinge il ricorso e precisa tra l'altro che "secondo l'interpretazione della norma fornita dalla giurisprudenza, le cui affermazioni sono condivise dal Collegio, la riserva di competenza degli architetti sussiste per ogni tipologia di intervento su immobili gravati da vincolo storico artistico ai sensi della L. 1089/39 (oggi D.Lgs. 42/04), ad eccezione delle attività propriamente tecniche di edilizia civile per le quali lo stesso art. 52 prevede la competenza anche degli ingegneri; la competenza degli architetti, poi, si estende anche agli interventi realizzati su immobili non assoggettati a vincolo storico artistico quando presentino “rilevante interesse artistico"."
Nella sentenza viene, anche, richiamato il parere del Consiglio di Stato n. 382/97 in cui viene precisato che "i progetti di intervento sui beni vincolati devono essere sottoscritti da un architetto, potendosi prevedere l'intervento dell'ingegnere soltanto per ciò che concerne la sola parte tecnica, ma con la necessaria ed imprescindibile stretta collaborazione con l'architetto e dunque mediante la sottoscrizione congiunta del progetto da parte dei due professionisti".
[Riproduzione riservata]
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ClintEastwood - 02/01/2012
In Italia ci sono un'infinità di cose che andrebbero riviste con onestà. Prima di tutto bisogna fare una bella pulizia dei cosiddetti "ingegneri tuttologi". Un laureato in ingegneria elettronica, informatica o altro non ha le competenze di un laureato in ingegneria civile, ma gli ordini professionali hanno dato sempre la possibilità ai primi di iscriversi al settore civile ed ambientale, come d'altronde ai civili di iscriversi negli altri settori. Questo secondo me ha provocato negli anni passati errori ed orrori che ai giorni nostri scontiamo con interessi salatissimi in termini di dissesti idrogeologici, speculazione edilizia, tutto questo provocato grazie ad un'eternità di progetti realizzati senza criteri. In secondo luogo bisognerebbe fare ordine sulle competenze tra Architetti e Ingegneri civili una volta per tutte. Esistono purtroppo casi veramente drammatici, di strade progettate da architetti (progetto magari prima fatto da un geometra), che dopo poco tempo dalla realizzazione, hanno subito dissesti pazzeschi risultando non più praticabili. Per non parlare di acquedotti e fognature e di pianificazione urbanistica fatta senza conoscenze geotecniche e geologiche..... Infine vorrei fare una osservazione sull'art. 52 riguardo gli immobili vincolati. La norma è chiarissima, è vero che afferma che la progettazione tecnica deve essere fatta in stretta collaborazione con gli architetti, ma purtropo anche gli architetti dovrebbero essere consapevoli che negli interventi di recupero e consolidamento di edifici storici bisognerebbe collaborare con ingegneri civili nella progettazione per i limiti di conoscenze che si hanno, quindi la norma da questo punto di vista andrebbe rivista e fare più chiarezza di quella "progettazione tecnica" che viene menzionata. Sulla solita leggenda metropolitana dei Geometri che ne sanno più degli architetti e degli ingegneri civili, i geometri dovrebbero solo capire che tantissimi studenti in ingegneria civile provengono dagli istituti tecnici per geometri, quindi mi sembra davvero ridicolo definire i loro simili "fessi" per aver perso anni ed anni di studio in più, se col solo diploma avrebbero potuto risolvere ogni tipo di problema che la progettazione quotidianamente presenta.......

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Maurizio - 03/12/2011
Gli Architetti hanno ragione: l'art. 52 del RD 2537/1925 (CAPO IV Dell'oggetto e dei limiti della professione d'ingegnere e di architetto) dà la competenza esclusiva agli architetti nel campo dei fabbricati artistici, con vincolo "diretto"; lo stesso articolo include ambedue le professioni nel campo dell'edilizia civile. L'articolo precedente, il 51, conferisce competenza esclusiva (salvo per altre professioni cfr. art. 53) agli ingegneri per le COSTRUZIONI DI OGNI SPECIE. Pertanto gli architetti possono operare SOLO nel campo dell'edilizia CIVILE. Perchè allora operano nel campo dell'edilizia AGRARIA, INDUSTRIALE, MILITARE, FUNERARIA (e altre opere di urbanizzazione)?

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maurizio - 02/12/2011
Sono un Ingegnere, ma come si fa a non essere d'accordo con questa sentenza. Se affidamo la progettazione dei restauri a ingegneri elettronici, nucleari, trasportisti, idraulici, informatici, meccanici, gestionali, ecc., allora allo stesso modo potremmo farlo fare a imbianchini o muratori, che probabilmente in fatto di restauro ne capiscono di più. Ancora gli Ingegneri tuttologi che si sentono esistono, ma sono ormai fuori dal tempo, destinati per fortuna a estinguersi.

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maxmar1946 - 02/12/2011
Smetterò di intervenire su edifici vincolati (cosa che ho sempre fatto, anche con giudizi lusinghieri su riviste, quando gli architetti msmetteranno di progettare ponti, fognature, impianti di illuminazione pubblica, ecc.

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Max Sonda - 02/12/2011
Mi rifaccio a questo articolo: http://www.lavoripubblici.it/news/2011/11/professione/Riforma-professioni-dove-sono-finiti-gli-ingegneri-_9056.html ... Dove CXXXO sono finiti i rappresentanti di noi Ingegneri?Il nuovo consiglio riuscirà a tutelare la nostra categoria o farà come i precedenti??

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Andrea - 02/12/2011
in tutto ciò il CNI cosa fa per le competenze relativi a calcoli strutturali, progettazione stradale, ecc? gli ingegneri sono sempre lasciati soli.
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