Pesanti accuse a Inarcassa da un suo delegato ed ex Presidente

22/10/2014

7   14.403 volte
Ricevo spesso mail di utenti che a vario titolo mi segnalano abusi, nefandezze normative (tante) e, soprattutto in questo ultimo periodo, vicende che li hanno riguardati in prima persona con Inarcassa.

Sarà il botta e risposta che recentemente ha visto protagonisti su questo portale l’arch. Paola Muratorio (Inarcassa) e l’ing. Salvo Garofalo (articolo 1, articolo 2 e articolo 3), o forse il prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione Inaracassa e l’elezione dei nuovi delegati, fatto sta che di Inarcassa hanno cominciato a scrivere sempre più persone.

Tra le decine di mail ricevute aventi questo argomento, non posso non pubblicare quella dell’ing. Marcello Conti, in quanto:
  • Presidente Inarcassa per il decennio 1990-2000;
  • Presidente Inarsind dal 2002 al 2008;
  • Presidente Inarcheck S.p.A. dal 2002 al 2010;
  • attuale delegato Inarcassa per gli Ingegneri della provincia di Udine.

Il delegato Inarcassa Marcello Conti, ha inviato alla nostra redazione una lettera che riporto integralmente e che certamente merita la vostra attenzione, oltre che quella dei delegati nazionali e della Presidente Muratorio.

”Gentile Presidente Muratorio,
essendo prossima la conclusione di questo quinquennio, desidero puntualizzare alcuni aspetti della gestione che il Consiglio di Amministrazione da Te guidato ha svolto, con innegabili danni portati a Inarcassa ed ai suoi Associati, augurandomi che simili fatti non abbiano a ripetersi in futuro.
Per la verità quando ho lasciato la presidenza di Inarcassa sostenendo la Tua candidatura non pensavo che l’evoluzione, la cosiddetta “svolta” come definita nell’opuscolo celebrativo dei cinquant’anni, sarebbe stata tanto deleteria.
Una serie di fatti ha minato alla base un’attesa crescita del nostro Ente Previdenziale nell’interesse degli Associati.

“In primis” la pessima riforma del 2008 per la quale, non volendo guardare al futuro di Inarcassa, si è soltanto provveduto ad aumentare la contribuzione soggettiva aggravando una situazione già allora pesante per i nostri Colleghi.
Il suggerimento di esaminare la possibilità di introdurre il sistema contributivo, non certo come quello dell’INPS tanto voluto dai Governi che si sono succeduti nel tempo, è rimasto totalmente inascoltato, fino al rigetto delle mie proposte del 2010.
Salvo poi, in ossequio alla richiesta Fornero, frettolosamente imbastire una nuova riforma, introducendo l’assurdo sistema “contributivo – a ripartizione” in cui i contributi versati (il nervo del sistema contributivo) sono capitalizzati in base alla crescita del monte redditi dei Liberi Professionisti in un momento in cui notoriamente tali redditi sono in inarrestabile discesa. Né le previsioni dei Bilanci Tecnici da Voi gestite potevano, con il blocco del numero degli Associati, far prevedere qualcosa di meglio.

Poi la costituzione del fondo immobiliare Inarcassa RE, in mano naturalmente ad organismi esterni a Inarcassa, che non solo ha tolto ai Delegati, e quindi agli Associati, ogni minimo controllo sulla politica immobiliare di Inarcassa, ma ha comportato il conferimento del patrimonio immobiliare a prezzi irrisori, trasformandolo in semplici quote, ad un fondo che, a termine, dovrà essere liquidato completamente. Cioè fra meno di trenta anni Inarcassa non possiederà più immobili se continua questa scellerata politica.

Oggi avete sostenuto ed attuato, con significativo apporto di capitale, la costituzione di Arpinge, ulteriore mezzo per allontanare dai Delegati le scelte di politica degli investimenti, mentre avete fortemente osteggiato, a suo tempo, la proposta di aderire all’operazione “Social Housing” avanzata dalla Cassa Depositi e Prestiti. Sono comportamenti assolutamente antitetici, che si devono interpretare come una costante insofferenza per iniziative che sono proposte da organismi di cui non si detiene personalmente il pieno controllo.

Che dire della Fondazione Inarcassa, accettabile solo nell’ipotesi che vi facessero parte tutte le Organizzazioni rappresentative della professione di Ingegnere e Architetto. Ma Sindacati e Consigli Nazionali sono stati accuratamente tenuti fuori dalla porta, di modo che la Fondazione risulta oggi in pratica il gestore di una sola iniziativa inutile: Inarcommunity.
Su 165.000 Associati Inarcommunity, il social network creato a puri scopi elettorali, raccoglie non più di 7.000 iscritti, a dimostrazione della sua incapacità di risvegliare l’interesse dei Colleghi.
Abbiamo suggerito di abbandonare l’idea della Fondazione, e quindi di Inarcommunity, riversando tutte le risorse in un vero sostegno ai Professionisti. La proposta è stata bocciata.

Abbiamo evidenziato il chiaro conflitto d’interessi generato dall’appartenenza del legale rappresentante di Inarcassa a Consigli di Amministrazione, persino con la responsabilità di presiederli, di società di capitale di cui Inarcassa stessa è socio di minoranza. La nostra osservazione è stata del tutto trascurata, persino dal Collegio dei Revisori dei Conti, secondo il quale sarebbe sempre il Comitato dei Delegati a decidere il comportamento in assemblea del rappresentante di Inarcassa, puro esecutore. Evento mai verificatosi.

Siamo stati costretti a dare voto contrario ai bilanci di previsione ed ai conti consuntivi di Inarcassa per le errate ipotesi di base ed il mancato ottenimento dei risultati previsti. Una per tutte la gestione del patrimonio mobiliare. I rendimenti effettivi, cioè di quanto si è accresciuto il patrimonio al netto dei contributi e dei costi d’esercizio, non hanno mai superato il due e mezzo per cento, a fronte di un’entità gestita che ora raggiunge i sette miliardi di euro.

Ora, come chiaro “scoop” elettorale, si propone di capitalizzare i contributi versati al tasso composto del quattro e mezzo per cento. Ma se fossero state vere tutte le speculazioni dei bilanci tecnici e le proiezioni sulla sostenibilità a trenta e cinquanta anni, con un “debito latente” oscillante tra dieci e trenta miliardi, come si potrebbe oggi fare una simile proposta? Propendo per l’erroneità delle assunzioni di base dei bilanci tecnici e per il riconoscimento del fatto che il rendimento di un patrimonio di sette miliardi non può attestarsi all’uno e mezzo per cento, tasso minimo attualmente garantito. Quindi siamo ben lieti dell’attuale proposta, che approviamo incondizionatamente, certi che una diversa politica finanziaria di Inarcassa potrà dare i risultati attesi. Non senza denunciare l’inutilità e la dannosità delle riforme sin qui approvate su proposta del Consiglio di Amministrazione da Te presieduto.

In conclusione, esprimo tutto il mio disaccordo nei confronti del comportamento di un Consiglio di Amministrazione che in questi ultimi anni ha ingiustamente deteriorato i rapporti con il Comitato dei Delegati, unici rappresentanti degli Associati ad Inarcassa, e proposto ed attuato una gestione diametralmente opposta agli interessi degli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti che, per legge, sono i veri diretti interessati ad un sostenibile futuro di Inarcassa.

Quindi mi auguro che nuove forze, con diverse visioni, si apprestino a governare Inarcassa in futuro, nel solo ed esclusivo interesse degli Associati.
Saluti
Il Delegato Ingegneri di Udine
dr. ing. Marcello Conti”


Come sempre a voi il compito di fornire commenti utili alla discussione.

© Riproduzione riservata

PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Marco P.
03/01/2016 10:49
Ringrazio l'ing.Oreto e.lavoripubblici.it per avere pubblicato la lettera dell'Ing Conti. Mi domando inoltre se anche la Procura della Repubblica trovera' interessanti tante sorprendenti notizie sulla recente gestione Inarcassa.
Alberto Cella
03/01/2016 10:49
Credo che i temi sollevati, cui vanno aggiunte le oggettive difficoltà delle partite IVA " piu giovani" e quindi piu fragili siano temi su cui il nuovo consiglio dovrà fattivamente lavorare. Condivido quanto detto dal collega e concittadino Boldrin nel senso che a Genova nulla del dibattito è stato veicolato dai rappresentanti locali e questo mi pare poco edificante. Alberto Cella
Armando Corraro
03/01/2016 10:49
Omai era risaputo da tempo che questi personaggi facevano il bello e cattivo tempo, ma solo nei loro interessi personali. Come possono amministrare un ente così importante, per la vita dei veri e solo liberi professionisti tecnici che si stanno svenando per pagare i così alti contributi, per anni sempre le stesse persone, solo con qualche piccolo rinnovo di facciata. Andrebbe stabilito nello statuto o per legge che dopo cinque anni di mandato non ci si può più candidare.
Mario-Francesco Brodolini
03/01/2016 10:49
Criticare è sempre stato più facile che costruire proprio come demolire è sempre stato più facile che edificare, ma proprio non condivido quanto espone l'ex Presidente Marcello Conti. Premetto che all'interno di Inarcassa rivesto la sola carica di delegato senza alcun altro incarico e che non faccio parte di alcuna maggioranza precostituita, non sono iscritto ad alcun sindacato etc. in breve sono un libero professionista in pensione quindi senza alcuna mira particolare in vista. L'estrazione di frasi virgolettate è solo per riferimento, non per modificare il senso del testo originario. “ “In primis” la pessima riforma del 2008 ...” La riforma del 2008 non è stata poi così male, anzi è stata preveggente. E' alla vista di tutti come, proprio in virtù di tale riforma non sia stato necessario mettere nuovamente mano alle aliquote per adeguarsi alla “riforma Fornero”; in due parole è stata una riforma valida e lungimirante tanto che alla prova della riforma Fornero non ha provocato aumenti nei versamenti che non fossero già stati previsti nel 2008. “ … in ossequio alla richiesta Fornero, frettolosamente imbastire una nuova riforma, ...” Quando la Legge impone il limite di 3 mesi di tempo, la riforma la si fa “frettolosamente” in 3 mesi, se la norma impone 9 la si fa in nove etc., ed abbiamo visto il commissariamento che ha subito quell'ente che non ha rispettato i tempi imposti. “... introducendo l’assurdo sistema “contributivo – a ripartizione” ...” Quando la norma impone la sostenibilità a 50 anni, sostanzialmente trascurando i capitali accumulati, si deve passare per forza al sistema contributivo; che poi lo si chiami retributivo per un meccanismo di calcolo artificioso, cambia solo il termine ma in sostanza si è sempre in un regime contributivo (quello imposto dalla Fornero). Tra l'altro l'unico ente che è passato a questo “anomalo retributivo” ha fatto una riforma molto più penalizzante di quella di Inarcassa. “... in un momento in cui notoriamente tali redditi sono in inarrestabile discesa ...” non certo per colpa di Inarcassa che, al contrario, a messo in campo molte energie a sostegno della professione, consentendo inoltre dilazione di versamenti ed anche, per un periodo limitato di 5 anni, di non pagare il contributo soggettivo se il reddito non lo consente. “... la costituzione del fondo immobiliare Inarcassa RE ...” Per i fondi immobiliari l'IVA è una partita di giro, quindi recuperabile. Inarcassassa, relativamente agli immobili, è inquadrata in un regime privatistico, quindi l' IVA non è recuperabile ed onestamente non c'è buona gestione che tenga se si parte con un handicap del 22%. Inarcassa detiene il 100% di tale fondo. Approfitto per far notare come Inarcassa, ai fini della Spending Review è invece assimilata ad ente pubblico (in quanto iscritta nell'elenco ISTAT degli enti pubblici) per cui ha dovuto accantonare il 5% delle spese correnti (anno di riferimento 2010) nel 2012, salito al 10% nel 2013, ulteriormente salito al 15% nel 2014, riversando questi “risparmi” nelle casse dello stato (non nelle sue casse). Una VERGOGNA che non credo abbia eguali nel pianeta. “... ha comportato il conferimento del patrimonio immobiliare a prezzi irrisori ...” Il conferimento è a valori di bilancio, non essendo una vendita. Quando avverrà la vendita questa avverrà ai prezzi di mercato, come sempre avvenuto. Gli immobili sono a garanzia delle pensioni future e, guarda caso tra circa 30 anni è proprio prevista la vendita di parte del capitale. In ogni caso vendere un capitale non significa perderlo, l'eventuale avanzo può essere reinvestito. E' una politica di sana amministrazione quella di gestire il capitale cercando di contenere al minimo le spese massimizzando le entrate. “... costituzione di Arpinge, ulteriore mezzo per allontanare dai Delegati le scelte di politica degli investimenti ...” Sono stati proprio i Delegati ad indicare la necessità di costituire una S.p.A. del tipo di Arpinge, ed i Delegati, come l'ing. Conti ben sa, non si fanno mettere i piedi sopra da nessuno nelle loro decisioni, il CDA può solo proporre, è la maggioranza del CND che decide. “... Fondazione Inarcassa, accettabile solo nell’ipotesi che vi facessero parte tutte le Organizzazioni rappresentative ...” Tutte le Organizzazioni rappresentative sono state interessate, ma se queste, per loro motivi, non hanno voluto partecipare, non per questo la creazione della Fondazione, fortemente voluta dei Delegati, doveva essere abbandonata. “... la Fondazione risulta oggi in pratica il gestore di una sola iniziativa inutile: Inarcommunity. Su 165.000 Associati Inarcommunity, il social network creato a puri scopi elettorali, raccoglie non più di 7.000 iscritti ...” Che la fondazione gestisca una sola iniziativa non risponde a verità, basta consultare il sito della fondazione per riscontrarlo, che poi Inarcommunity sia inutile come fa a dirlo l'ing. Conti che non si è neppure iscritto e non ha potuto vedere la miriade di attività che ci sono. Normalmente ci si informa in prima persona (nello specifico non costa nulla iscriversi) prima di denigrare, se lo si vuol fare a ragion veduta, e non è proprio il caso di prendere a pié pari le opinioni di terzi che osteggiano Fondazione ed Inarcommunity. “... Inarcommunity, il social network creato a puri scopi elettorali, raccoglie non più di 7.000 iscritti, a dimostrazione della sua incapacità di risvegliare l’interesse ...” Social network creato a puri scopi elettorali? Direi meglio per agevolare le elezioni, altrimenti si potrebbe pensare che si voglia agevolare qualcuno. Tutti quelli che avevano una e-mail stati invitati iscriverci, si accolgono le opinioni di tutti etc. etc. all'interno del social network gli iscritti stessi si sono organizzati, si sono dati delle regole etc. Nulla è stato imposto dall'alto, nulla di più democratico. Peraltro i consiglieri uscenti hanno avuto la saggezza di iscriversi ma di non intervenire in alcun modo su temi elettorali, limitando al massimo qualsiasi tipo di intervento anche su altri argomenti e quando sono intervenuti raramente) solo se tirati per i capelli. Gli iscritti sono oltre 7.500, ma concordo che sono pochi rispetto alle aspettative, comunque sono in crescita lenta ma costante. Ci sono, tra ingegneri ed architetti gruppi più numerosi? Non mi risulta, sarà poco ma è meglio di niente. “... chiaro conflitto d’interessi generato dall’appartenenza del legale rappresentante di Inarcassa a Consigli di Amministrazione, persino con la responsabilità di presiederli, di società di capitale di cui Inarcassa stessa è socio di minoranza ...” l'ing. Conti invoca un conflitto di interessi, ma non ne spiega i motivi, e francamente non ne vedo come non li vedono i Revisori dei Conti (la cui maggioranza è di nomina ministeriale), anche perché i legali rappresentanti di Inarcassa riversano gli emolumenti che percepiscono ad Inarcassa stessa. D'altra parte se i nostri rappresentanti, in netta minoranza nelle società predette, sono stati chiamati nei CDA ed in un caso la Muratorio è stata chiamata anche a presiedere, ciò fa onore ad Inarcassa. “... chiaro “scoop” elettorale, si propone di capitalizzare i contributi versati al tasso composto del quattro e mezzo per cento ...” In realtà si tratta dell'applicazione delle modifiche Inarcassa conseguenza della Legge Fornero: il CND deliberò di garantire comunque, essenzialmente per favorire i giovani, una redditività minima del capitale pari al 1,5%, elevabile, in funzione della redditività media degli ultimi 5 anni di Inarcassa, che appunto è stata del 4,5%. Il CND, sull'obbligatoria proposta del CDA ha approvato tale aumento (anni 2014-2015) che è compatibile con la sostenibilità a 50 anni. Circa l'erroneità delle basi dei bilanci tecnici non è stato evidenziato alcun reale motivo, e lo stesso ing. Conti lo ipotizza. Dell'inutilità e dannosità delle riforme si è già detto, comunque l'ing. Conti trascura il fatto che dette modifiche sono state imposte ad Inarcassa che, come riconosciuto anche dai ministeri, da indagini svolte da società terze, ha fatto la migliore riforma possibile senza uscire dai limiti imposti. “... esprimo tutto il mio disaccordo nei confronti del comportamento di un Consiglio di Amministrazione ...” L'ing. Conti può pensarla come vuole ma il CDA in questi ultimi anni non ha deteriorato i rapporti con il CND, piuttosto dal mio punto di vista un'esigua minoranza ha deciso di contestare per sin da subito questo CDA, ed in prossimità delle elezioni la cosa sta diventando più evidente. Per quanto si è visto la gestione è stata corretta ed ultimamente tesa anche ad alleviare le difficoltà economiche dovute alla crisi. Concordo infine sulla necessità di un sano rinnovamento, sempre auspicabile in un ente che ha necessità di modernizzarsi sempre di più Saluti Il Delegato Ingegneri di Macerata dr. ing. Mario-Francesco Brodolini.
Salvia Giuseppe _ Architetto
03/01/2016 10:49
In questi cinque anni di gestione Inarcassa è stato un continuo salasso per la maggior parte degli iscritti. Mi sto inventando una nuova attività per poter rientrare con il pagamento dei contributi, che non ho potuto pagare per mancanza di lavoro. Se la condizione lavorativa non migliora mi vedrò costretto alla cancellazione come professionista, grazie alla politica di Inarcassa negli utimi anni
Arch. Riccardo DOTTI
03/01/2016 10:49
LETTERA APERTA ALL'ING. MARCELLO CONTI Carissimo Marcello, solo perché segnalatami da un vero amico, devo essere sincero, ho letto la Tua “lettera alla Presidente Muratorio”. Ne condivido totalmente l'analisi sostanziale e, soprattutto, la considerazione generale che il nostro Ente Previdenziale non è più gestito, come dovrebbe, con riguardo agli interessi degli iscritti. Interessi, sia ben chiaro, che non hanno un profilo corporativo e che non mirano a salvaguardare particolari tutele e privilegi, ma che, più che mai oggi, devono tener solo conto della drammaticità economica-lavorativa in cui versa da troppo tempo la nostra professione. E' noto a tutti, ma solo perché viene comunemente ed astrattamente riferito, che l'attuale crisi si è estesa oltre la fascia giovanile, sino a colpire quelle più mature e quelle detentrici di strutture consolidate nel tempo. E' altrettanto noto, ma sempre perché viene solo comunemente ed astrattamente riferito, che i giovani, quali soggetti del “futuro” della nostra professione senz'altro essenziale per l'alto significato che riveste sotto l'aspetto culturale e di servizio al progresso del Paese, sono al limite della sopravvivenza. Ma quanto sopra è vero? Di conseguenza, è realmente necessario denunciare la situazione e porci seriamente il problema per tentare di risolverlo il prima possibile? Sicuramente “Si”, e tra tutti i possibili soggetti in campo è proprio Inarcassa, unica detentrice di tutti i nostri dati reddituali, quella che dovrebbe essere più responsabilizzata a certificare in modo assoluto e a denunciare in tutte le sedi possibili la reale drammaticità che sta vivendo la stragrande maggioranza dei nostri colleghi. Guarda caso, invece, l'unico soggetto che ben conosce il tutto, di fatto, tace e non si fa carico di una politica di sostegno con provvedimenti realmente tesi nella direzione auspicata di un interesse collettivo, anzi, al contrario. Le riforme e le altre decisioni che Tu hai negativamente commentato lo dimostrano e tra queste spicca negativamente il vero e proprio scandalo rappresentato dall'istituzione della “Fondazione di Inarcassa”. Trattasi, sino a prova contraria ed in base ai dati ricevuti, del classico “carrozzone” di vecchia maniera dei nostri politici per creare posti di sottogoverno e per spalmare incarichi e prebende utili a sostenere la maggioranza. Perché, per esempio, non si dice chiaramente quanto e come la suddetta “Fondazione”, ai più sconosciuta per la sua evidente inattività, spende il denaro degli iscritti? Diciamo, ma nel modo più chiaro e netto possibile, che Tutte le iniziative del nostro Ente previdenziale sono ormai da troppi anni orientate non a risolvere o ad alleggerire i non facili problemi degli iscritti, ma solo a creare ex novo “organismi” e/o strutture esterne come “Inarcassa RE” e “Arpinge”, con relativa assegnazione di incarichi e prebende e/o ad acquisire posti in Consigli di Amministrazione di altri soggetti giuridici tramite gli investimenti di minoranza o maggioranza effettuati con i nostri capitali. Si potrebbe andare avanti con casi clamorosi da far conoscere puntualmente all'esterno per esaminare e capire, come, uno fra tutti, lo stato dei fatti e la rendicontazione sull'investimento avvenuto molti anni orsono con l'acquisto del fabbricato di Via Po in Roma, attualmente ancora sfitto. Marcello hai pienamente ragione, ma dovresti fare un ulteriore passo: quello di spogliarti del doppio petto e del conseguente stile che Ti ho sempre riconosciuto ed invidiato ed indossare una camicia, magari con le maniche rimboccate, e cominciare ad avere quel comportamento da “tribuno” che molte volte mi hai contestato. Vai avanti Marcello, ma “duro”, perché la situazione è tale che non consente per le prossime elezioni di avviare un confronto col “fioretto” e con qualsiasi forma di rispetto. Divulga cifre e fatti in modo circostanziato e imposta una battaglia vera, a tutto campo, senza riguardi nei confronti di alcuno, né, in particolar modo nei confronti della maggioranza degli attuali Delegati. Rivolgiti direttamente non a loro e non agli “addetti ai lavori”, ma a tutti gli iscritti in modo deciso, semplice ed estremamente leggibile. Chiarisci a tutti che le fondamenta sulle quali si è venuto a costruire l'attuale sistema e modo di procedere risiede nella complicità più o meno consapevole del Comitato Nazionale. Dobbiamo dire che è la maggioranza dei Delegati che elegge il Consiglio di Amministrazione, che fa parte dei vari Comitati, che vota sulle decisioni da prendere e sui bilanci. La colpa principale, diciamolo, è della maggioranza dei nostri Delegati che, sia ben chiaro giustamente, percepiscono un gettone di presenza, vengono a Roma spesati di tutto e qualche volta, guarda caso, fanno parte con altre prebende di quegli organismi esterni prima citati. Sono i Delegati di questa maggioranza che hanno tradito la fiducia accordata loro cinque anni orsono e che oggi, sfacciatamente, hanno di sicuro il coraggio di riproporsi. Facciamo diramare gli elenchi in tutte le Province affinché i colleghi chiamati a votare fra pochi mesi, non diano irresponsabilmente il solito voto per amicizia, per semplice conoscenza o per soddisfare una qualsiasi generica sollecitazione. Facciamo in modo che sia chiesto ad ogni prossimo candidato che intende riproporsi cosa ha fatto, come ha votato in questi ultimi cinque anni e se fa per caso parte di uno di quei famosi organismi collegati. Ad una costituzione del prossimo Comitato con Delegati non pronti a combattere ed a rispettare la fiducia ottenuta, sarebbe tanto meglio, è doloroso e mi vergogno a dirlo, disertare le urne ed auspicare un commissariamento. Nello scusarmi per l'intromissione, colgo l'occasione per abbracciare con affetto tutti i colleghi iscritti, i pochi ormai Delegati coraggiosi ed affidabili che fortunatamente ancora esistono, ed il caro amico di sempre e comunque che risponde al nome di Marcello Conti. Buon lavoro a tutti per la nostra categoria. Riccardo Dotti
Norberto Riva ingegnere
03/01/2016 10:49
Mi risulta che Arpinge spa sia stata bocciata dai delegati e poi imposta come presa d'atto!!!!
Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. n.163/2003 e secondo le finilità illustrata nell'informativa