Nuovo codice dei contratti: I contributi dei soggetti interessati

11/03/2016

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Inizierà in settimana prossima l’esame da parte delle Commissioni di Camera e Senato dello schema di decreto legislativo predisposto in attuazione della legge delega n. 11/2016 approvato dal Governo la settimana scorsa. Con il provvedimento in argomento vengono recepite le direttive europee su appalti e concessioni e vengono riordinate le norme sugli appalti. Il Governo, nell’approvare il provvedimento ha, anche, predisposto la Relazione illustrativa, la Relazione tecnica, l’Analisi tecnico-normativa, l’Analisi di impatto della regolamentazione e in un corposo documento di 724 pagine.

Entrando nel dettaglio nella Relazione illustrativa, dopo una premessa di carattere generale, vengono illustrati i singoli articoli per ognuno dei quali sono riportati gli articoli delle direttive europee e delle attuali norme nazionali che vengono recepiti unitamente ai principi della legge delega che rispettano.

Successivamente alla Relazione illustrativa, il documento contiene la Relazione tecnica in cui, successivamente ad una premessa di carattere generale in cui sono date alcune indicazioni tra le quali quella di invarianza finanziaria, che statuisce che le Amministrazioni provvedono agli adempimenti conseguenti con le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, vengono illustrati, per singoli articoli che compongono il nuovo codice, l'eventuale rilevanza degli stessi sotto il profilo dei loro effetti sulla finanza pubblica.

Dopo le due relazioni, viene riportata l’Analisi tecnico-normativa in cui sono trattati gli aspetti tecnico-normativi di diritto interno, il contesto normativo comunitario e internazionale, gli elementi di qualità sistematica e redazionale del testo.

Fa seguito l’Analisi di impatto della Regolamentazione che in otto differenti sezioni tratta il contesto e gli obiettivi dell'intervento di regolamentazione e le procedure di consultazione precedenti l'intervento, la valutazione dell'opzione di non intervento di regolamentazione (opzione zero), le opzioni alternative all’intervento regolatorio, la giustificazione dell'opzione regolatoria proposta e valutazione degli oneri i amministrativi e dell'impatto sulle PMI, l’incidenza sul corretto funzionamento concorrenziale del mercato e sulla competitività del Paese, le modalità attuative dell'intervento di regolamentazione, il rispetto dei livelli minimi di regolazione europea. All’Analisi di impatto alla Regolamentazione sono, poi, allegati il Documento di consultazione ed i Contributi scritti alla consultazione pervenuti da parte di ABI, ACCREDIA, AGCM, AISCAT, ALLENZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE, ANCE, ANIA, ANIEM, CGIL, CISL, CNA, CNAPPC_FREYRIE, CNAPPC_LA MENDOLA, CNGGL, CNI,  CONFARTIGIANATO, CONFINDUSTRIA, FINCO, OICE, RPT, UIL, UNIONSOA, UPI.

Nel documento del Governo viene precisato che, successivamente all'esame dei contributi pervenuti dopo la prima consultazione, è stato organizzato un incontro, tenutosi il 17 febbraio 20l6 e presieduto dal Capo del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, con le principali categorie di soggetti privati destinatari della riforma, che anche a seguito del citato incontro è stato consentito a tutti i consultati di inviare ulteriori contributi scritti che sono stati esaminati ai fini dell'elaborazione del nuovo codice.

Guardano i documenti prodotti dai soggetti interessati si nota immediatamente come il Consiglio nazionale degli Ingegneri, il Consiglio nazionale degli architetti PPC ed il Consiglio nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati, pur essendo già rappresentati dalla Rete delle Professioni Tecniche hanno deciso di presentare autonomi documenti ma quello che salta di più all’occhio è il fatto che il Consiglio nazionale degli architetti PPC ha presentato non uno ma due documenti uno a firma del Presidente Leopoldo Freyrie ed uno a firma del Vicepresidente Rino La Mendola. I due documenti esprimono posizione a volte diverse e contrastanti anche in riferimento alle risposte inserite nei questionari allegati ai contributi inviati. E’ lecito chiedere agli stessi il perché di questa scelta che lascia trasparire solo una spaccatura all'interno di un esecutivo prossimo ad essere sciolto.

Per una migliore lettura abbiamo separato le varie parti che compongono il corposo documento predisposto dal Governo suddividendo in separati file le varie parti.

A cura di Arch. Paolo Oreto

 

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