Riqualificazione periferie: che fine hanno fatto gli stanziamenti?

11/01/2017

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Come anticipato nei giorni scorsi (leggi articolo), è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 05/01/2017, n. 4 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 Dicembre 2016 recante "Approvazione della graduatoria del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016".

Il DPCM definisce la graduatoria dei progetti che accedono alle risorse (500 milioni di euro) previste dalla Legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 974 della Legge n. 208/2015) per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia. Considerata la molte di domande arrivate, il 15 novembre 2016 il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti al termine della riunione della Cabina di regia del Fondo Sviluppo e Coesione aveva affermato il “Via libera al finanziamento completo di tutti i progetti di interventi finalizzati alla riqualificazione urbana presentati dalle Città metropolitane e dai Comuni capoluogo nell’ambito del bando periferie per un ammontare complessivo di 2,1 miliardi”, informando che la cabina di regia aveva deliberato un ulteriore stanziamento ad hoc di 1,6 miliardi aggiuntivo a quello di 500 milioni già previsto nella legge di stabilità 2016. Soddisfatto, il sottosegretario aveva sottolineato che è stato “Mantenuto l’impegno preso dal Presidente del Consiglio”.

Considerato che l'art. 1, comma 2 del DPCM 06/12/2016 ha previsto il finanziamento dei progetti in graduatoria dalla posizione 1 alla 24 (per un totale di Euro 501.856.910,91), la domanda nasce spontanea: che fine hanno fatto i 1.6 miliardi di euro annunciati dal Sottosegretario De Vincenti?

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La situazione della Regione Sicilia

Scorrendo la graduatoria del DPCM, è possibile vedere che in Sicilia viene finanziato un importo di quasi 18 milioni di euro per il Comune di Messina (posizione 20) ma restano fuori:

  • Agrigento (posizione 34)
  • Città metropolitana di Palermo (posizione 47)
  • Caltanissetta (posizione 49)
  • Siracusa (posizione 53)
  • Enna (posizione 59)
  • Comune di Palermo (posizione 63)
  • Catania (posizione 93)
  • Città metropolitana di Messina (posizione 101)
  • Città metropolitana di Catania (posizione 106)
  • Ragusa (posizione 108)
  • Trapani (posizione 116)

Entrando nel dettaglio:

Soggetto richiedente

Posizione

Importo richiesto
Euro

Stato

%

Messina

20

17.997.564,64

finanziato

7,61%

Agrigento

34

15.808.364,67

non finanziato

6,68%

Città metropolitana di Palermo

47

40.000.000,00

non finanziato

16,91%

Caltanissetta

49

7.787.874,89

non finanziato

3,29%

Siracusa

53

13.177.792,00

non finanziato

5,57%

Enna

59

4.604.169,13

non finanziato

1,95%

Comune di Palermo

63

17.999.905,00

non finanziato

7,61%

Catania

93

16.176.398,36

non finanziato

6,84%

Città metropolitana di Messina

101

40.000.000,00

non finanziato

16,91%

Città metropolitana di Catania

106

40.000.000,00

non finanziato

16,91%

Ragusa

108

18.000.000,00

non finanziato

7,61%

Trapani

116

4.930.000,00

non finanziato

2,08%

TOTALE RICHIESTE

 

236.482.068,69

 
 

La Sicilia, quindi, viene finanziata per il 7,61% delle domande. Un dato che porta alcune riflessioni:

  1. è stata posta sufficiente attenzione alle problematiche delle periferie dei Comuni della Regione Sicilia?
  2. chi ha presentato i progetti e con quale attenzione e qualità sono stati realizzati?

Ricordiamo che i progetti sono stati valutati dal "Nucleo per la valutazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie" istituito con Decreto 6 settembre 2016 del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Consigliere Paolo Aquilanti.

Il Nucleo è composto, oltre che Paolo Aquilanti che svolge le funzioni di presidente, da seguenti sei esperti:

  • Ing. Michele Brigante, designato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome;
  • Arch. Elisabetta Fabbri;
  • Dott.ssa Veronica Nicotra, segretario generale dell'ANCI, designata dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani (AN CI);
  • Prof. Fabio Pammolli, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese presso la Scuola Superiore Universitaria IMT Alti Studi Lucca;
  • Prof.ssa Laura Ricci, direttore del Dipartimento di pianificazione design tecnologia dell'architettura della Facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza;
  • Cons. Ferruccio Sepe, dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Sull’argomento Sicilia è intervenuto il deputato del Movimento 5 Stelle Claudia ManninoLa Regione Sicilia, viene APPARENTEMENTE premiata dai numeri: tutte le ex provincie, ad eccezione di Siracusa, e le città metropolitane di Palermo, Messina e Catania sono state inserite nella graduatoria di cui sopra (anche se questo risponde ad una precisa volontà politica renziana di approvare tutti i progetti presentati a prescindere dalla loro qualità effettiva ed in assenza, ovviamente, di coperture finanziare), ma essendo che solo i primi 24 progetti verranno finanziati, solo la città di Messina riceverà i fondi”.

Come rilevato dal deputato Mannino “L’ammontare complessivo di tutti i progetti è di oltre 2 miliardi ed i capoluoghi siciliani hanno presentato progetti per oltre 236 milioni di euro (certo risulta strano che le città metropolitane di Catania Palermo e Messina abbiano presentato 3 progetti, ipoteticamente differenti, tutti e tre esattamente di 40 milioni di euro l’uno), ma così come recita l’articolo 1 comma 2, saranno finanziati immediatamente i progetti dal numero 1 al numero 24, tutti gli altri dovranno attendere”.

Personalmente – ha continuato Claudia Mannino - mi impegnerò a tracciare i passi anche attraverso la commissione d’inchiesta sulle periferie di cui sono membro, nel ruolo di capogruppo, insieme alla Collega torinese Laura Castelli sia per monitorare la qualità di questi primi 24 progetti che riceveranno i finanziamenti, sia per verificare che fine hanno fatto i 194 milioni della legge di stabilità del 2015, sia per verificare che tutti gli altri progetti in graduatoria rispondano effettivamente alle esigenze delle nostre periferie che non vogliono progetti a pioggia ma soluzioni reali per risolvere situazioni puntuali che devono essere dettati dal territorio con una visione d’insieme (così come ha fatto la città di Torino)”.

“Proprio per quest’ultimo motivo – ha concluso la Mannino - abbiamo chiesto nella commissione monocamerale sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città e periferie l’elenco dei progetti presentati. Proprio oggi in questa commissione abbiamo audito il Capo della Polizia di Stato Gabrielli che ha condiviso con noi la situazione delle 14 città metropolitane; ne è emerso un quadro devastante caratterizzato, da una parte, da forze dell’ordine si carenza di organico e dall’altra da intere aree delle nostre città caratterizzate da sale da gioco, spaccio, immobili occupati e carenza di servizi pubblici. Una situazione che vogliamo contribuire a migliorare non con progetti spot ma con una visione organica ed urbanistica dei territori e dei loro problemi”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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