Abusivismo in Sicilia: spunta la "perequazione" urbana

21/04/2017

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In vista della prossima campagna elettorale per le Regionali, ecco che in Sicilia si torna a parlare di sanatoria edilizia.

L’operazione del governo Crocetta, e del fronte dei deputati impegnati sul fronte dell’abusivismo, in virtù della Autonomia Sicilia, questa volta avrebbe come obiettivo quello di bloccare le demolizioni, di non far pagare agli abusivi gli oneri delle demolizioni e concedere le sanatorie in deroga alle norme nazionali.

Le norme di legge contenente queste proposte, già alle porte della commissione Ambiente, potrebbero essere presto inserite nel «testo unico dell'edilizia» della Regione Siciliana, in esame al parlamento siciliano.

Tra le norme, una, mira a sospendere, per almeno un anno le demolizioni di case costruite sulla costa all'interno della fascia di rispetto da 150 metri della battigia.

In realtà lo stesso governatore siciliano Rosario Crocetta ha affermato "Nessuno parli di sanatoria, si tratta di una norma che evita l’abbattimento se lì si possono realizzare opere di servizio pubblico, come lidi o altro, e nelle more dei piani che dovranno fare i Comuni si bloccano le ruspe per almeno un anno". Per l'esecuzione dei lavori, provati e amministrazioni abbiano preventivamente in programma una destinazione d’uso comune delle aree abusive da demolire. "In compenso - dice l’assessore al Territorio Maurizio Croce - gli abusivi non pagheranno gli oneri previsti per le demolizioni".

Un’altra novità potrebbe essere quella della introduzione del concetto di perequazione. Dove, a risarcimento della casa demolita, l’abusivo avrà la possibilità di realizzare una nuova casa con la stessa cubatura, ma in un’altra zona edificabile, scelta a cura del privato o del Comune».

Al pacchetto abusivi del governo Crocetta, potrebbe comparire anche la seguente norma già approvata in sede di commissione Ambiente: "Nella Regione non trova applicazione il comma 27 del decreto legge 30 del 2003". Comma 27 della sanatoria Berlusconi, che prevedeva "non si può concedere la sanatoria di opere abusive realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere".

In sostanza, la materia abusivismo in Sicilia torna d’attualità e in questo caso, se il pacchetto dovesse essere approvato, la Commissione Ambiente rimanderebbe le domande di sanatoria delle costruzioni in aree soggette a vincolo di inedificabilità, alla norma regionale del 1985 che invece consentirebbe di avere la sanatoria «previo parere della Soprintendenze». E le Soprintendenze sono tante, esse vanno da quella archeologica a quella aeroportuale.

L’ultimo atto di questa serie di leggine salva abusivi riguardava la norma della Finanziaria che proroga la sanatoria dei sottotetti, trasformando metri quadri abusivi in locali abitabili al 100%.

Ma il pacchetto abusivi darebbe il via libera anche alle grandi opere «di pubblica utilità» bloccate in aree sottoposte a vincoli paesaggistici, una volta derogabili dalla giunta di governo. Grandi opere come il Muos di Niscemi, i termovalorizzatori di Bellolampo, le aree per le discariche in verde agricolo, e l’energia, potrebbero essere svincolati con un semplice decreto, riducendo di fatto le resistenze dei privati; come per l’area del completamento di un elettrodotto nell'area del Messinese, già sottoposta a vincolo.

Se tale pacchetto dovesse avere la fiducia dalla Regione, il governo siciliano disporrebbe di uno strumento di esproprio senza precedenti in Italia.

Dure le razioni di Legambiente
Crocetta – ha commentato Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia – sta rispolverando le promesse di sanatorie edilizie tombali in deroga a tutte le leggi di tutela e promette piani di riqualificazione continuando, però, a scaricate tutto sui Comuni. Tutto questo – prosegue Zanna - avrà, ancora una volta, solo e unicamente l’effetto di far aumentare gli abusi edilizi e contribuirà a nuove ferite e scempi del nostro patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico siciliano”.

"Non conosco il testo definitivo – ha replicato Crocetta– e voglio rassicurare tutti che procederemo alla presentazione dell’eventuale disegno di legge, soltanto dopo averlo condiviso con le associazioni ambientaliste”.

A cura di Salvo Sbacchis

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