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LAVORI PUBBLICI
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COMPETENZE PROFESSIONALI - DDL 1865
Ritieni corretto il ddl 1865 presentato dalla senatrice Simona Vicari recante "Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23"?
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Si, penso sia corretto -
No, non credo sia corretto -
Non so esprimere un giudizio
58.8%
40.7%
0.5%I commenti al sondaggio

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Serietà
Longobardi Umberto - 08/10/2012 (12:25:37)Strovo sconvolgente il presidente dell'Ordine degli Architetti , mi piacerebbe caricarlo sull'auto e portarlo a giro per l'Italia è vedere i drammi architettonici redatti dai Suoi iscritti, Il buon gusto non è addebbitato ad un titolo di studio, ma bensi un dono naturale. Le ricordo che molti achitetti, oggi operantisi, sono laureati con tesi ed esami di gruppo con cui hanno cekato incompetenze notevoli. Lasci che sia il merito ha definire il successo ho meno di un professonista e non una copertura lobbistica. Basta con Ordini e collegi professionali ogniuno si misuri con le proprie capacità
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per chiudere
Nico - 07/09/2012 (12:46:57)Ciao Francesco, continuo a non capire le tue affermazioni. Accade che se due persone non si capiscono o una non si spiega bene, o l’altra non è in grado di capire. Ma poichè che tu stesso affermi che io ho una intelligenza enorme, e quindi dovrei essere in grado di capire bene, non dovrebbe essere difficile stabilire chi ha problemi a spiegarsi in modo logico ...
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straordinario
francesco - 06/09/2012 (12:22:37)Appunto: un dito ____, con l'altra mano ti spari le seghe mentali e con la tua enorme intelligenza sentenzi comparazioni tra varie generazioni. Complimenti PROPONITI come sostituto di BERSANI, siete simili!
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per Francesco
Nico - 05/09/2012 (19:23:30)Ciao Francesco, non conosco il significato della tua espressione, ma qualunque sia tale significato tieni presente che, come molti altri ... ho due mani ...
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PER NICO
francesco - 05/09/2012 (17:35:43)BRAVO NICO - SEI SPECIALE! Come fai a stare con un dito nel c.lo e contemporaneamente scrivere al computer?
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BRAVO NICO
luigi - 04/09/2012 (10:31:51)Caro Nico, pensa che ci troviamo in concorrenza al ribasso tutti insieme !
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già, l'ignoranza ...
Nico - 31/08/2012 (12:15:06)Ma che vi siete messi d'accordo per dire, tutti insieme e tutti adesso, un oceano di idiozie in un italiano da vu' cumprà? Quando la maestra cercava di insegnarvi l'italiano corretto dove eravate, perennemente a letto con il morbillo? E quando qualche professore volonteroso cercava di insegnarvi a ragionare eravate forse troppo impegnati con qualcos'altro nei bagni della scuola? Come fate a parlare di competenze professionali di diplomati e laureati se dimostrate PIU' CHE AMPIAMENTE di avere una cultura da scuola elementare? Basta, BASTA, con le "trote" diplomate o laureate per forza, nelle scuole italiane o al CEPU albanese (tanto l'unica differenza è il costo, non certo il risultato): un laureato di oggi non avrebbe superato l'esame di licenza media degli anni sessanta, e figuriamoci poi se avrebbe superato l'esame di diploma, con tutte le materie e il programma quinquennale completo!!! Ma in fondo non è colpa di voi "trote"; la colpa è di politicanti da strapazzo mossi da ideologie farneticanti. Il risultato? Due generazioni distrutte: che tristezza!!!
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GRAZIE SENATRICE VICARI
roberto iarrobbino - 31/08/2012 (11:22:19)GRAZIE SENATRICE VICARI PER AVER LEGGITTIMATO QUANTO DOVUTO AL GEOMETRA IN TERMINI DI PROGETTAZIONE . GLI INGEGNIERI E ARCHITETTI CON LE LORO SPECIALISTICHE MECCANICA ELETTRONICA ANDASSERO A SPECIALIZZARSI NELL'EDILE IN QUANTO DI STRUTTURE NON SONO DI LORO GRADIMENTO IN QUANTO INCOMPETENTI . ROBERTO IARROBBINO
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I LAUREATI
GIUSEPPE STROZZIERO - 31/08/2012 (10:42:57)BISOGNEREBBE FARE UNA LEGGE INTERESSANTE PER I LAUREATI . FARLI INIZIARE CON BORSA E MARTELLO sul cantiere PER VEDERE UNA COSTRUZIONE CIVILE COME SI REALIZZA E POI DOPO FARGLI CAPIRE COSA è UN PILASTRO , una trave e solaio . poi farli capire cosa il software li permette di realizzare . GIUSEPPE STROZZIERO
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GLI INGEGNIERI E LA PROGETTAZIONE
CLAUDIO DE BIASIO - 31/08/2012 (10:36:19)GLI INGEGNIERI MECCANICI ELETTRONICI : DEVONO CAPIRE COME è FATTO UN SOLAIO , COME è FATTO UN PILASTRO , COME SI REALIZZA UN PALO IN FONDAZIONE , CON CHE CRITERI , COME VA REDATTA UNA PRATICA AL GENIO CIVILE PER CONSEGNA DEI CALCOLI STRUTTURALI , INSOMMA POSSONO SOLO CAPIRE GLI IMPIANTI ELETTRICI E DI CONDIZIONAMENTO . CLAUDIO DE BIASIO
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la felicità
Nico - 30/08/2012 (11:49:59)Il mio professore di filosofia diceva sempre: "veramente felice può essere soltanto una persona ignorante, ma così ignorante da non riuscire neppure ad immaginare quanto è grande la sua ignoranza". Penso che gli autori degli ultimi due commenti siano persone estremamente felici ...
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UN LAUREATO SENZA ESPERIENZA
elena pace - 29/08/2012 (13:04:30)Ringrazio vivamente la senatrice Simona Vicari , spero di presentare un'altro DDL dove chiarisce in via definitiva la differenza tra INGEGNIERI : MECCANICI , ELETTROTECNICO , GESTIONALE e ponga all'attenzione dei sopraindicati professionisti i corsi da fare per CAPIRE COME è FATTO UN VINCOLO UNA CERINIERA UNA STRUTTURA A TELAI , INSOMMA COME è STRUTTURATO UN SOLAIO . ELENA PACE
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RICONOSCIMENTO ALLA PROFESSIONALITA
sossio - 29/08/2012 (12:54:21)Il Geometra finalmente potrà avere un riconoscimento dovutogli . Io lavoro con Ingegnieri MECCANICI , ELETTRICI , GESTIONALI , appena usciti dall'università , non hanno mai fatto calcoli strutturali e non sanno da dove iniziare . CORDIALMENTE Geom Sossio Grassia
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a corto di argomenti?
Samuele - 30/06/2012 (17:53:53)Certo, la mia laurea me la tengo ben stretta, soprattutto per rispetto dei sacrifici che i miei genitori hanno affrontato affinchè io potessi ottenerla. Tuttavia questo non significa assolutamente che non tengo in considerazione ciascuna persona e ciascuna professionalità: in cantiere davo del LEI anche all'ultimo manovale, e soltanto quando si era istaurato un rapporto cordiale passavo al TU. Ed ora, visto che sei proprio a corto di argomenti, tant'è che cambi registri e ora ti attacchi ai giudici, a Le Corbusier e alla vita che è maestra, mi permetto di farti presente un concetto mai abbastanza considerato: prendere una laurea, e in particolare prendere una QUALCHE laurea in un QUALCHE ateneo, non vuol dire soltanto imparare qualche nozione, ma anche abituarsi ad avere una visione molto più ampia delle situazioni e, soprattutto, a RAGIONARE seguendo e mantenendo un filo logico, non saltando quà e la. Ma forse pretendo troppo: è certamente giusto che chi non ha questa QUALCHE laurea non capisca di cosa parlo, a meno che non sia Le Corbusier. E con questo: passo e chiudo.
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GEOMETRA
ROCCO FERSINI - 29/06/2012 (23:51:59)errata gorrige / rispostina al Dott. Ing. Samuele Prima di tutto devo scusarmi per l'errata mensione di Osopo , al posto di ESOPO , effettuata nel mio precedente commento. Poi , nel leggere la risposta al mio commento , effettuata dal dott. Samuele, devo dire che ci avevo azzeccato . Che in fondo in fondo l'asserzione UNTI , riferita certamente ad una certa parte di professionisti e non a tutti , calza perfettamente ad alcuni. Prova ne sia la risposta scomposta e risentita del Samu . Ripeto, di che vi preoccupate , se le limitazioni , giustamente secondo te, le abbiamo noi e non voi ? Noi vogliamo che quello che negli anni è stato relizzato nel campo edizio dalla nostra categoria , nel rispetto della normativa vigente, non venga vanificato da una sentenza di un giudice ,non certo superpartes, che oggi si sveglia in una maniera e ci da degli incompenteti , salvo poi a trovare una sentenza emanata da un altro giudice che dice esattamente il contrario. Questa è certezza del diritto ? Se a voi va bene a noi no . Stabiliscano una volta per tutte le rispettive competenze , ognuno deve sapere quando intraprende un percorso quali sono i limiti entro i quali si deve contenere e non debordare . Poi che dire di questa penosa difesa dei diritti acquisiti attraverso gli anni di studio , ma chi li mette in dubbio !!! Chi non ha preso una laurea non è detto che sia un incapace . Presuntuoso sei tu , che pensi di essere UNTO perchè sei riuscito a laurearti . Che ne sai tu delle vicissitudini della vita di tante persone . Ti voglio ricordare solo una cosa : Le Corbusier , che credo conoscerai, non ha mai preso una laurea in ingegneria o architettura . Cosa vuol dire questo , che se ci sono delle doti innate in una persona queste vanno considerate, aldilà del titolo di studio . Tienitela stretta la tua laurea , ma non pensare di essere unico e speciale tenendola . La vita è maestra .
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gli unti, la selezione e il rispetto
Samuele - 23/06/2012 (11:50:27)Unto da DIO? Certo, perchè non tutti hanno cervello e volontà per prendere una laurea “tosta”. La selezione la fa la vita? Certo, perchè io sono arrivato ed altri carissimi amici non ce l’hanno fatta. E allora? Cosa c’entra questo con la conoscenza che ho acquisito studiando molti anni più di un geometra? Dovrei nascondere quello che ho imparato per far piacere a qualcuno? Ti faccio presente che ho scritto: “si progetta in equipe, ciascun professionista fornendo via via il proprio contributo”. Non vuol dire proprio “collaborare in armonia, nel reciproco rispetto ... “ come dici tu? Non voglio offenderti chiedendoti se hai paura o se sei limitato mentalmente, come tu fai dimostrando poco rispetto (altro che reciproco rispetto !!!) per persone che nulla hanno scritto di offensivo. Se volessi offendere i geometri non mi mancherebbero certo gli argomenti, e pur essendo già questa affermazione di per se stessa una offesa, potrei dire ad esempio che conosco molti geometri che sono rimasti tali perchè non sono stati in grado di superare neppure i primi esami, non troppo difficili, ma torno a ripetere che non è questo il mio costume: la selezione la fa la vita, ma proprio perchè c’è selezione si deve pensare che non tutti sono idonei a fare le stesse cose. In ogni caso non ho proprio nessuna paura, e dei geometri men che meno: li rispetto nella misura in cui rispettano me.
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viva gli unti da DIO
ROCCO FERSINI - 22/06/2012 (23:47:55)Sappiate cari UNTI da DIO che la selezione ,come sempre, la fa la vita non certo un titolo di studio , seppur importante . Cari UNTI , volete correre nella prateria senza ostacoli di sorta , via tutti , ci dobbiamo essere solo noi , per grazia ricevuta. Conosco tanti UNTI che abitano in case progettate , nei limiti delle proprie competenze , da Geometri , mi chiedo, ma come mai le abitate senza tanti problemi ? Per coerenza con le vostre asserzioni ,dovreste abbandonarle , perchè progettate da incompenti , quindi pericolose .Quindi ...........? Mi ricordate la favola di OSOPO del Lupo e l'agnello . Se voi non avete limiti di competenze , perchè vi preoccupate di chi ne ha tanti di limiti ? Avete paura ? O siete limitati mentalmente? La vita è un confronto continuo , aperto , senza limiti , con pochissime certezze quasi nulle e VOI volete ............. ma fatemi il piacere Per fortuna ci sono tante Splendide figure di Professionisti di serie A ,con le quali collaboriamo da sempre in armonia , nel reciproco rispetto , senza preoccupazioni di sorta se non quelle di svolgere correttamente il nostro lavoro con responsabilità e dignità , nell'intento di dare lustro al settore in cui operiamo da tantissimi anni. Non abbiate paura : Papa Giovanni . Saluti a tutti
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per essere più chiaro
Samuele - 22/06/2012 (17:27:19)Per essere più chiaro e non dare la falsa impressione di voler togliere a tutti i costi il pane di bocca ai geometri: o si progetta in equipe, ciascun profesionista fornendo via via il proprio contributo, oppure l'ingegnere strutturista deve essere interpellato fin dalla impostazione del progetto architettonico e durante la progettazione, non cinque minuti prima di aprire il cantiere.
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hai ragione, ma solo su alcuni aspetti
Samuele - 22/06/2012 (17:08:59)Carmelo, apprezzo molto la tua pacatezza, e sicuramente su alcuni aspetti hai ragione. Mi riferisco al diritto alla giusta remunerazione del lavoro svolto, al fatto che l'esperienza non si può comprare, ma solo acquisire col tempo e la fatica, al problema che molti laureati, pur avendone titolo, non sono in realtà veramente competenti nella progettazione delle strutture. Tuttavia torno alla progettazione: per progettare BENE un edificio si DEVE partire da una visione complessiva di tutti i problemi, e soltanto una distorta e deleteria abitudine ha portato a suddividere i vari aspetti, separando la parte architettonica da quella strutturale. Per farti un esempio, mi è capitato di vedere (per una causa) il progetto delle strutture di un villino redatto da un geometra, il quale per una luce di m 5,90 armava una trave a spessore di 100x20 con 16+16 ferri del 16, sia agli incastri che in mezzeria, con staffe anche del 14 ogni 10 cm, e con la trave successiva da 40x20 armata con 2+2 ferri del 16: di sicuro il programma di calcolo (molto probabilmente di scarsissima qualità) diceva che tutto era a posto, ma uno strutturista VERO non avrebbe mai non solo e non tanto accettato tali risultati, ma soltanto ipotizzato una struttura così grottescamente squilibrata, deformabile, di difficile ralizzazione pratica e dal comportamento reale ben distante da quello teorico (tant'è che si era finiti in causa). Soltanto chi ha seguito un corso di tecnica delle costruzioni a livello di quarto anno della facoltà di ingegneria civile (non ingegneria elettronica, nè architettura o altre amenità simili, si badi bene) può rendersi conto fino in fondo di quanto affermo, e questo senza nulla togliere alla tua esperienza, al tuo desiderio di imparare e alla tua professionalità in altri campi, ma ... le strutture sono una cosa seria, in cui non si può applicare il fai-da-te e non si può prendere per oro colato quello che esce da una macchina: se nella macchina entrano cose strane, non possono uscire altro che cose strane, con i conseguenti problemi (vedi sopra). Un saluto.
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risposta a samuele - ci risiamo-
carmelo - 22/06/2012 (14:52:28)In riscontro al tuo pensiero,voglio riferire che, far girare un softwar implica la consapevolezza della conoscenza di molti aspetti pratici e teorici.Purtroppo come hai detto con i soldi si può comprare il computer ma non l' esperienza di cantiere.Comunque,avendo il titolo di geometra e non di dott. Ing. o arch. ancora oggi come da quando ero in studio e preparavo il praticantato, progetto edifici con struttura in cemento armato e muratura,lasciando il calcolo statico a chi di competenza.Pertanto quello che il sottoscritto ed i colleghi vogliono ottenere e' la riconoscenza della competenza a non vedersi vanificare il lavoro commissionato dal cliente,solo perché non vuole PAGARE.
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ci risiamo ...
Samuele - 22/06/2012 (11:11:16)Proprio dalla tua esposizione si ricava chiarissimamente che NON sei assolutamente preparato a calcolare strutture complesse, figuriamoci poi in zona sismica. Tu affermi che con l'evoluzione del SOFTWARE hai imparato da solo: ma lo vuoi capire che le strutture prima SI PENSANO con la testa in funzione delle conoscenze acquisite e si disegnano con la matita, e soltanto DOPO che le conoscenze teoriche dicono che funziona si fanno girare i software di calcolo, ma soltanto come velocissima (questo si) CONFERMA DELLE INTUIZIONI E DELLE CONOSCENZE DEL PROGETTISTA e allo scopo di redigere la documentazione necessaria. IL SOFTWARE NON E' UN PROGETTISTA, OGNI SOFTWARE CONTIENE APPROSSIMAZIONI E METODI che possono non essere aderenti al tipo di struttura che si sta progettando, e che quindi si devono paragonare a molti altri AL DI FUORI E AL DI LA' di ogni semplicistica applicazione universale e acritica, NESSUN SOFTWARE PUO' ASSOLUTAMENTE SOSTITUIRSI ALLA TESTA DI UNO CHE HA STUDIATO PER ANNI !!! Che poi anche fra chi ha studiato per anni ci siano qualità differenti è fuori discussione, ma ciò non può giustificare il fatto che si pretende di diventare progettista di strutture soltanto perchè si hanno quattro soldi per comprare un computer e un po' d'esperienza di cantiere. Con tutto il rispetto, naturalmente, per la professionalità dei geometri nei settori di loro competenza.
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risposta a gianni gr - ci riprovo -
carmelo - 22/06/2012 (09:54:43)Egr.io Gianni da Gr, sono un geometra della prov. di Messina,abilitato alla professione o meglio iscritto all'albo da tredici anni,ma con esperienza di gestione cantieri edili e studio professionale in collaborazione con altro professionista dal 1990.Premetto ancora che,mio padre ora in pensione,aveva una piccola impresa edile artigiana dal 1963,intendo dire proprio i pignoli muratori di una volta che avevano i valori della professione e morali.Ho imparato in cantiere il lavoro,intendo dire da come impiantare un fabbricato sino alle sue rifiniture.Con l'evolversi della tecnologia con softwar strutturale,ho imparato a calcolare la struttura di fabbricati in c.a e muratura,verificando i punti critici secondo la normativa sismica siciliana.Ebbene in alcune opere consegnate in permuta da privati per realizzare fabbricati,il più delle volte ci scontravano con esiti positivi,in quanto il calcolo redatto da ing o arch. era sovradimensionato,con acciaio ad aderenza migliorata con diametro superiore.Ricalcolavo il fabbricato e facendo girare le tensioni verificava con acciaio diam.18 diverso da 22.Chiudendo questa mia introduzione rispondo con un SI alla tua risposta di verifica strutturale nelle zone terremotate.Ci sono oggi molti metodi anche non invasisi a cui fare riferimento ,per accertare un collaudo di immobile.Tornando invece al decreto vicari 1865,sono favorevole,anzi aspetto con ansia che venga approvato in quanto un soggetto affidandomi un incarico di progettazione architettonica di un fabbricato in c.a. a tre elev. F.t.,dopo aver ritirato l' approvazione, il sottoscritto richiedendo l' onorario su incarico,si vede negare il ricorso al Decreto ingiuntivo,ingiuntivo il cliente ha invocato la nullità contrattuale,perché i geometri non hanno le competenze.Concludendo,lascio a te le successive osservazioni.
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CI RIPROVO
GIANNI GR - 10/06/2012 (01:18:47)Sono contrario al decreto Vicari (pseudo-architetto) per i motivi che ho già espresso e che, per chi ha voglia, può andare a leggere indietro.-- Voglio solo aggiungere: c'è stato un terremoto, quanti geometri (qualora improvvisamente fossero abilitati per legge e non per studio) se la sentono di rilasciare una certificazione di agibilità sismica? -- E ' una semplice domanda, gradirei una risposta.
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FINALMENTE UN PROVVEDIMENTO SERIO
giuseppe cherchi - 01/06/2012 (19:11:12)Sono anni che ci si scontra nei tribunali sulla questione delle competenze. Il punto è che nessuno disconosce che per certi tipi di strutture complesse e quantitativamente non modeste l'Ingegnere è la figura più abilitata alla progettazione. Detto questo è anche vero che i Geometri sono secoli che progettano bene e in perfetta sicurezza opere rientranti nel concetto della modestia, come il nostro carattere, anch'esso modesto, semplice , serio, responsabile ma soprattutto affidabile.
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No al ddl
Raffaele - 08/04/2011 (14:50:46)Completamente d'accordo con il collega Civilleri, ciò che importa è l'architettura ed il PAESAGGIO in tutte le sue forme, non tanto i titoli.
Purtroppo e nella maggior parte dei casi sia geometri che ingegneri e alcune volte anche architetti non hanno idea di come operare poiché mancano della cultura e del sapere adeguato.
Basta guardarsi intorno... -
Finalmente un legge seria
Mario Bonomo - 07/04/2011 (09:03:29)Penso sia corretto, forse il migliore disegno di legge che ho visto negli ultimi 40 anni!!! Fin troppo tardi arriva, e se ci facciamo un esame serio lo riterremmo tutti a prescindere dal titolo e da un sacco di altre cavolate che mettiamo in campo !!! Dovrebbe lavorare solo chi sa fare!! Gli altri possono aiutare se ci riescono!!!
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FAVOREVOLE
FILIPPO - 04/02/2011 (18:18:09)favorevole
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decreto si ma più preciso nelle specifiche
danjkd - 07/07/2010 (13:18:27)penso che sia corretto per 2 semplici motivi: il primo è che non è possibile che un ragazzo lavori per 2 anni gratis, poichè i genitori non sempre possono aiutare i figli, sopratutto per l'acquisto di una vettura e per mantenerla visto che viene spesso richiesto il requisito di essere automunito.con 5000€ del decreto non bastano. io obbligherei chi prende il tirocinante, visto che fa il lavoro oltre che a imparare, a stipendiare regolarmente e a versare i contributi anche per i due anni e obbligherei chi prende il giovane, all'assunzione della persona formata. perchè? altrimenti ci saranno i furbi come aviene fino ad oggi, che prendono i praticanti per fare il lavoro senza pagare nulla anche se il guadagno lo fanno. sicuramente ci saranno meno giovani a spasso in cerca di lavoro.... il secondo motivo è che ad ognuno vanno le sue competenze..... cercherei di catalogare con più precisione in una tabella cosa si può fare a livello di mansioni e chi li può fare.
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in favove del ddl 1865
vincenzo - 29/06/2010 (19:06:26)era ora ! anche dai sondaggi già eseguiti è chiaro che la maggioranza dice si al nuovo ddl, e quindi chiaro che bisogna mettere delle norme certe alle professioni, però ora bisogna passare ai fatti rapidamente approvando il nuovo ddl. Non perdiamo tempo.
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è da approvare
iacono stefano - 02/06/2010 (17:50:48)il testo cosi com'è va approvato, ma è chiaro che chi ha conseguito la laurea di geometra gli si deve riconoscere la competenza in più nei piani fuori terra. per esempio nelle zone sismiche arrivare a tre piani fuori terra, in modo che ci sia differenza di competenza tra geometra diplomato e geometra laureato
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Finalmente un po di chiarezza!
Lino Cariotti - 29/05/2010 (00:00:14)Avere norme chiare, senza l'attuale giungla interpretativa, evita i sopprusi perpetrati in taluni uffici.E poi ci sono già norme severissime che tutelano la pubblica e privata incolumità che dovrebbero scoraggiare l'improvvisazione.
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ASSOLUTAMENTE SI
mito - 25/04/2010 (15:06:09)CONTINUO AD ESSERE DEL PARERE CHE ALCUNI FANATICI DI INGEGNERI ED ARCHITETTI CHE PROGETTANO CASE E POI CROLLANO LI MANDEREI TUTTI A ZAPPARE. DICO IO: PERCHE' QUESTE BRACCIA DOVREBBERO ESSERE SOTTRATTE ALL'AGRICOLTURA ED ALLA MUNGITURA???
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in europa
paolo - 23/04/2010 (00:52:59)Giusto il DDL solo in tre stati europei è obbligatoria la figura dell' architetto : Spagna Francia Italia. Uniformiamoci all' europa .
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Giusto riconoscimento
Francesco - 21/04/2010 (18:56:33)Ritengo equa la proposta di legge. Mette fine a tanti, troppi anni di dubbi interpretativi che hanno solo "arricchito" avvocati e giudici sempre pronti a sentenze e contro-sentenze. Ritengo, inoltre, debba esser messo mano anche alle competenze di architetti e ingegneri in modo da valorizzare gli specifici percorsi formativi.
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si ddl 1865
conpeppe - 21/04/2010 (18:33:59)era ora
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Finalmente
lombard79 - 20/04/2010 (12:24:14)E' ora che si metta di chiarezza.
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Favorevole
Marcello - 20/04/2010 (12:23:08)Favorevole
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si
paolino - 18/04/2010 (19:47:30)sosteniamo il ddl 1865
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inderogabile
argeox - 17/04/2010 (11:26:42)Trovo che la definizione delle competenze, fatta in questa maniera, sia corretta e congrua, anzi la ritengo ormai inderogabile
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NO AL DDL 1865
Lanny - 15/04/2010 (18:11:26)SBAGLIATO
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Geometri
Vincenzo - 15/04/2010 (18:10:46)Esatto, i geometri c'erano ieri, ci sono oggi e ci saranno domani e dovranno continuare a fare ciò che gli compete: i geometri. NO AL DDL 1865 della senatrice Vicari!!!
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OK
Massimo - 14/04/2010 (16:56:58)I GEOMETRI cerano ieri, i GEOMETRI ci sono oggi, i GEOMETRI ci saranno domani e saranno sempre meglio
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Favorevole
Francesco - 14/04/2010 (10:20:01)SI FINALMENTE
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giusto e doveroso
ninoasta - 13/04/2010 (18:51:11)finalmente !!! era ora......se la legge passa possiamo dimostrare a certi professionisti "spocchiosi" le capacità intellettive e professionali dei geometri....gli unici capaci di operare bene in tutti i settori delle costruzioni......auguri senatrice
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che si giunga ad una conclusione una volta e per sempre
aldo giorgi - 12/04/2010 (20:43:06) -
Favorevole
Antonio Torrente - 12/04/2010 (19:56:30) -
ddl 1865
Antonina Stefania Laudicina - 12/04/2010 (18:58:55)brava senatrice continui così
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Favorevole
Antonio Aldo Romano - 12/04/2010 (17:26:14)Complimenti alla senatrice Vicari per aver presentato il ddl. 1865. Grazie a nome di tutta la Categoria.
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giovanni facchi - 11/04/2010 (18:50:52)x
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occorre maggiore specializzazione
trovato vincenzo - 10/04/2010 (23:37:07)maggiore specilizzazione garantirebbe non solo la professionalità.
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si Vicari
luigi - 09/04/2010 (15:21:17)Il ddl Vicari va nella direzione giusta, è bene rivedere le competente dei geometri ampliandole e attualizzandole, tenendo conto dell’evoluzione della tecnica e dei percorsi formativi. In ogni modo bisogna assolutamente fare una distinzione professionale e di competenze tra i geometri diplomati e i geometri laureati. Ai geometri laureati nelle classi L7-L17-L21-L23, secondo il DPR 380/01, in materia di progettazione e calcoli strutturali devono essere assegnate le stesse competenze degli ingegneri e architetti sez. B, poiché i corsi di laurea sono simili o addirittura gli stessi. Se opportuno, valutati i percorsi formativi e le materie studiate, si può integrare la formazione con adeguati percorsi universitari aggiuntivi.
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DDL. 1865
Salvatore Valenti - 09/04/2010 (14:14:36) -
Geometra
Gianluca Iurato - 09/04/2010 (07:00:16)Dico che è arrivato il momento di dire fine a certe dicerie assurde e far sentire una volta per tutte il "rugito del leone". Sarebbe opportuno organizzare una manifestazione di massa a supporto della Senatrice Vicari. Un evento mai sentito nella storia, migliaia di geometri e simpatizzanti tutti a Roma per far approvare il famoso DDL.
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rb
Meglio che niente - 07/04/2010 (17:01:06) -
classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23
mauro - 07/04/2010 (16:59:28)Si penso sia corretto specie per i laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23
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era ora
geom.scamardo - 07/04/2010 (14:04:22)è opportuno una buona volta per tutte dare a cesare quel che è di cesare
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era ora
massimo simeone - 06/04/2010 (10:03:18)era ora che si definiscano dopo tanti anni con un po di buon senso da parte di tutti queste competenze.
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competenze
bruno parisi - 05/04/2010 (11:49:45)ritengo legittimo l'ampliamento delle competenze ai geometri in particolare i laureati di primo livello, poichè nei primi tre anni affrontano le materie scientifiche. per i geometri diplomati che intendono ampliare le competenze, penso sia corretto, a seconda del curriculum maturato nel corso della professione un corso universitario della durata massima di anni uno sulle materie scientifche proprie del C.A. a quel punto nessuno potrà dire che ci hanno regalato qualcosa. non è lo stesso di un corso universitario esempio di architettura, perchè c'è chi non necessita approfondire altri aspetti se non il solo C.A., quindi ben venga un corso specifico. Ad ingegneri ed Architetti chiedo : in base ai loro studi si sentono capaci di affrontare problematiche come catasto, topografia e stime o sarebbe giusto dire CHE NON SONO COMPETENTI. ai geometri dico . non sminuite la professione : fatevi pagare quando Ing. ed Arch. chiedono la Vs collaborazione per le materie di cui sopra, dove siano i SOLI VERAMENTE COMPETENTI. geom. Bruno PARISI
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...i 5000 mc....
Tiziano Fior - 03/04/2010 (16:34:49)si parla tanto di competenze per decreto, ma qualcuno lo sa che i 5000 mc. definiti come modesta costruzione lo ha indicato qualche anno fa il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri .... non è stato stato inventato dalla senatrice Vicari, nel suo disegno di legge ..... ma forse, sono altri motivi per cui questo ora può ora non andar bene ... meditate laureati, meditate .....
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Finalmente
Giovanni Frasconi - 27/03/2010 (14:34:35)Si sono daccordo e spero che vadi avanti e in fretta.
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DDL 1865
FM - 26/03/2010 (18:37:54) -
Non dimentichiamo
Pierfrancesco - 26/03/2010 (10:52:35)Non dimentichiamo, che per essere abilitati alla professione, abbiamo dovuto fare due anni di tirocinio quasi sempre in modo gratuito, presso altri studi, molte volte da architetti e poi si deve superare un'esame di stato dove la selezione è rigorosa. Ricordiamo comunque che i calcoli strutturali sono sempre stati, giustamente, eseguiti e collaudati da laureati, che al momento dell'incarico e della riscossione della parcella, non hanno mai sollevato questo problema.. Ritengo comunque corretto che le progettazioni dei C.A. per strutture complesse debbano essere eseguite da tecnici laureati e competenti, anche perchè durante i calcoli si procede ad una progettazione collaborativa, che nel mio caso è sempre stata apprezzata da entrambi le parti. Penso che tutto questo accanimento contro una professione che per quasi un secolo non ha mai creato problemi, anzi che molte volte gli ha risolti, sia solo frutto della crisi.
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ANZI
GIANNI GR - 25/03/2010 (23:35:12)Anzi, facciamo 20.000 MC : basta fare 4 edifici da 5000 mc con un giunto ognuno. Bella idea, no? Oppure 20 edifici da 1000 MC ognuno. (ma forse tutto questo lo sapevate già: avevate già pensato come trovare il modo di aggirare e comunque aumentare la cosiddetta piccola competenza. O sbaglio?)
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VA BENE - DEFINIAMO
GIANNI GR - 25/03/2010 (23:30:01)va bene definire piccola costruzione l'edificio sino a 500 MC (non 5000 mc?) . Così si definisce il criterio con un numero fisso. Risolto il problema. O volete perchè sapete(?) di più? Allora perchè non facciamo 10.000 MC ? --- Ognuno dica la sua, come al mercato.
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quel che è giusto è giusto
geometra andrea copat - 25/03/2010 (20:10:48)Sarebbe anche ora che venissero definite una volta per tutte, le effettive competenze professionali. Forse così ci potrebbe essere meno attrito e più collaborazione.
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scusate se dico la mia
Geom. Giuseppe Torcivia - 25/03/2010 (20:01:32)Certo che soluzioni anche drastiche da entrambe le parti (tecnici laureati e non) se ne possono trovare in notevole quantità. Forse un pò di umiltà da parte di tutti non guasterebbe. Piuttosto che farci la guerra tra tecnici dequalificandoci davanti a tutti (questo è il risultato quando i panni si lavano su una piazza quale internet), una pacata e serena riflessione congiunta tra i nostri rappresentanti ai vari livelli (questa dovrebbe essere una delle loro principali funzioni in teoria) forse potrebbe semplificare le cose senza creare inutile (o ulteriore) astio tra le categorie. Scusatemi se sembro il buonista di turno ma penso che il livello di civiltà debba evincersi anche in questo genere di cose.
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Se proprio dobbiamo parlare di competenze...
Geom. Linda Marino - 25/03/2010 (19:49:07)A tutti gli Ingegneri e Architetti che tanto parlano dello studio della progettazione, delle strutture e dell'AUMENTO INAPPROPRIATO delle competenze dei colleghi Geometri... se proprio dobbiamo parlare di competenze e di studi specifici e approfonditi... cosa ne pensate di catastazioni in generale e soprattutto di estimo (stime, contabilità, etc...)?... Che ne dite se proponessimo un DDL per limitare le vostre competenze ai soli vostri studi e settori specifici? Avere una laurea non significa essere essere geni e luminari in tutti i campi dell'edilizia.
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solita replica
GINO - 25/03/2010 (18:28:03)Forse qualcuno non è ben informato su come funzionano le cose in Europa . ARTICOLO::"La direttiva 2005/36/CE definisce con semplicità l'attività professionali dell'architetto con l'art.48 “Ai fini della presente direttiva, le attività professionali di architetto sono quelle abitualmente esercitate con il titolo professionale di architetto.” Una definizione la cui minimalità è dovuta al fatto che deve essere applicabile a tutti gli Stati membri. Per alcuni Stati, come Italia, Francia e Spagna, solo gli architetti iscritti all'Ordine possono esercitare la professione. Per il Regno Unito chiunque può firmare un progetto ma solo gli architetti possono usare il titolo di architetto, per altri Stati del nord Europa è libera sia l'attività professionale che l'uso del titolo." Ed ancora nei commenti : Non è proprio così, in Inghilterra senza "esame di stato" (RIBA part 3) non ci si può chiamare architetto, ma si può liberamente progettare, probabilmente in UK non si preoccupano troppo del titolo, quanto della responsabilità di chi firma il progetto vedi http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/09857.aspx
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VOI
Pasquale - 25/03/2010 (17:45:17)Evidentemente VOI non conoscete geometri, o quanto meno avete conosciuto sempre incompetenti. Non desidero che i GEOMETRI possano "firmare" i calcoli al genio civile, non è di loro competenza, tuttavia non capisco perchè un geometra adeguatamente formato non possa progettare (i calcoli lasciamoli agli ingegneri) un edificio che abbia una struttura in c.a. Concludo: un giorno mentre eseguivo un sopraluogo per constatare gli interventi di manutenzione straordinaria necessari per ripristinare le condizioni statiche di un edificio progettato da un ingegnerone avente struttura in c.a., ho notato a pochi metri un edificio (di proprietà della stessa ditta) con struttura in muratura portante, progettato da un geometrino nel lontano 1955, senza evidenti segni di danneggiamento alla struttura (INTATTO). Con questo voglio dire che un buon geometra ha le competenze per progettare edifici e prevedere l'idonea struttura in c.a., collaborando con un ingegnere per la sua stesura definitiva e la presentazione al genio civile; come l'ingegnere si rivolge al geometra quando si occupa di catasto.
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La chiarezza la facciamo anche NOI
Max - 25/03/2010 (16:47:16)Un geometra con 40 anni di esperienza non sa assolutamente nulla di strutture in c.a.
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Facciamo chiarezza
Pasquale - 25/03/2010 (16:43:08)Salve a tutti, ogni qualvolta che si parla di competenze del GEOMETRA, subito cominciano le critiche, le osservazioni, le sentenze delle corti e dei giudici. Nella mia esperienza professionale ho potuto constatare che la tipologia del titolo di studio è importante, ma non fondamentale, in quanto ho lavorato con geometri, ingegneri ed architetti, e vi posso assicurare che in ognuna delle categorie sopra citate ci sono I COMPETENTI E GLI INCOMPETENTI. Pertanto sarebbe utile CHIARIRE le competenze dei geometri, consiiderando che con l'obbligo della formazione integrata e continua si possa arrivare a buoni risultati. Concludo: un geometra con 40 anni di esperienza lavorativa professionale è nettamente superiore in TUTTO ad un ingegnere/architetto neolaureato.
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Si al ddl 1865
Paolo - 25/03/2010 (16:08:38)I geometri e periti possono già progettare, mettevelo bene in testa. Essi sono solo limitati al concetto di modesta costruzione (lettera m regio decreto 1929) e finalmente questo disegno di legge fissa dei limiti volumetrici oltre i quali l'opera non è più da considerarsi modesta e pertanto esuberante le competenze del geometra. Ritengo il ddl giusto. Saluti
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Contrario
Zeonone - 25/03/2010 (15:19:36)IO DICO NO ALL'ARBITRARIO E SCORRETTO AUMENTO DELLE COMPETENZE. I GEOMETRI POSSONO OCCUPARDI DELLE MODESTE PROGETTAZIONE MA NON POSSONO ASSOLUTAMENTE INTERVENIRE IN CASO DI STRUTTURE IN C.A.....STOP
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Leggete
Arch. Civilleri - 25/03/2010 (15:17:46)Riporto un commento ad una notizia che ho appena letto e credo merita di essere letto da tutti quanti: Caro geomcz, proprio quello che lei ha scritto, cioè "non vedo perchè un geometra non possa fare il progetto architettonico", è il motivo per cui i geometri ed i periti edili non possono e non devono progettare. Come spiegare l'importanza e la serietà (guardi all'estero, per favore) dell'architettura a chi non ne sa assolutamente nulla? Scrivendo quella semplice frase (in assoluta buona fede), ha teoricamente messo fine a qualsiasi tipo di discussione sulla questione. Lei sa che l'architettura, in ogni parte del mondo (avanzato, certo), è una disciplina tra le più considerate? Sa che nella quasi totalità dei paesi europei il progetto architettonico è riservato solo ed esclusivamente agli architetti? Che nessuno si sogna di far fare un edificio piccolo o grande (a parte la "villetta" di campagna isolata) neanche ad un ingegnere, per il semplice fatto che tranne una infarinatura (dipende certo, ma in genere è così) non sa assolutamente nulla di progettazione architettonica? E per progetto architettonico, sia chiaro, lo dico perchè molti non hanno neanche presente cosa sia l'architettura, non è "l'ornamento" della facciata, l'imbellettamento di chissà che o addirittura, come si sente dire da chi proprio non ha i fondamentali, "la forma". Sapere come sono fatti i singoli "componenti" edilizi, non significa saper di architettura. Quella è la conoscienza, che devono avere sia architetti che ingegneri per poter operare. L'architettura, è quell'insieme di forma e di funzioni, di dislocamento spaziale, di studio dei flussi e delle utenze, fino a questioni più "culturali" di storia, stili, epoche, opportunità di "quell'oggetto" costruito in "quel modo" in "quel luogo", detto in soldoni. Invece, ovviamente, ed è comprensibile per il vantaggio che il professionista geometra o perito edile intravede all'orizzonte con questo decreto, lei parla annullando completamente l'importanza dell'architettura. Cosa volgiamo fare? vogliamo affermare che l'architettura in quanto tale non esiste come competenza acquisita dalla somma INTEGRATA di discipline diverse e specifiche, ma che è qualcosa che attiene "al gusto personale?". Come un vestito o un gelato? Cioè, per chi non ha studiato le discipline dell'architettura, queste cose potrebbero sembrare l'antimateria... Eppure, sono cose che appaiono completamente normali in tutta Europa! Chi si occupa di architettura? l'architetto (laureato). Chi si occupa di consulenze strutturali ed impianti? l'ingegnere (laureato) che non si occupa però di progettazione architettonica. Chi fa "cantiere"? il corrispondente del geometra "nostrano". Figure mitologiche come il "geometra europeo", supereroe tuttologo che in virtù della superesperienza riconosciuta sul campo dalla superdivinità cepu, che esiste però solo nella mitologia finnico-lappone tra natale e san silvestro, sono invenzioni opportunistiche di menti che devono accalappiare voti da una parte e commesse dall'altra. O addirittura dare il via alla progettazione In-House da parte delle ditte edili i cui titolari sono spesso geometri. Ovvio, invece di studiare all'università, hanno deciso di metter su la ditta o l'hanno ereditata e quindi non dovevano studiare oltre per campare. Poi ad un certo punto, hanno ben pensato che forse-forse col governo della libertà si potevano togliere dalle scatole i progettisti esterni terzi ed i direttori dei lavori. Peccato che uno scenario del genere, non esista in alcun paese europeo. E peccato constatare che se dici al meccanico (quello che ripara le auto), vuoi diventare ingegnere a gratis? quello ti fa una statua con le sue mani. Così come se paventassi all'odontotecnico di poter fare il dentista (medico laureato ed abilitato) senza studiare oltre. Che farebbe lui? salti di gioia. Sono gli stessi salti e scodinzolamenti che stanno facendo geometri e periti (e ditte di costruzioni) in questi giorni: finalmente potranno mettere mano liberamente al patrimonio architettonico, idrogeologico, urbanistico del paese, senza saperne un emerito C***O, Viva l'ignoranza diffusa. Viva il popolo italiano.
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NO
Zanoni R - 25/03/2010 (11:42:51)Penso che non sia meritevole ampliare le competenze ai geometri, vista l'insufficiente preparazione data dalle scuole superiori negli ultimi anni.
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CON PACATEZZA
GIANNI GR - 24/03/2010 (23:09:57)In risposta un po’a tutti ma in particolare ai vari interventi che sostengono “la vera preparazione e competenza in materia
“ – “la categoria non è seconda a nessuno ” --- “negli studi tecnici facciamo tutto noi ” ---. A tutti e a questi vorrei ricordare che nessuno, credo, metta in dubbio la competenza e la professionalità dei geometri (chi non sa si trova in tutte le categorie professionali - non è questo il discorso), ma appunto credo sia corretto ribadire che “ognuno faccia quello per cui è competente”. ----- Tra le varie possiblità abilitate per legge (se passerà il decreto) si parla anche di progettazione di edifici di modesta entità sino a 5000 mc. (faccio un esempio sugli edifici perché altri esempi sarebbero troppo tecnici e specialistici e/o multidisciplinari – di ciò credo si debba dare atto). Allora quando si progetta in zona sismica la disposizione architettonica e strettamente legata a quella strutturale. -------------- Qui di seguito vi riporto un piccolo stralcio di cosa implicano le nuove norme tecniche < autore: S.Palermo>: Il metodo degli elementi finiti (e.f. o fem) è quello che viene oramai impiegato nei calcoli…. Quando nei programmi si estrae dalla libreria ……. un elemento muro” esso che cos'è: 1. un graticcio equivalente di aste (elemento equivalente) oppure un elemento finito bidimensionale, considerato che gli uni hanno dagli altri differenze sui livelli di convergenza (e non solo su quelli) ? 2. Se è un e.f. bidimensionale: - è un e.f. lastra (plane stress)? - è un e.f. piastra (plate)? - è un e.f. guscio (shell)? 3. L'elemento (lastra, piastra o guscio che sia) è valido per strutture solo snelle (thin), solo tozze (thick) o entrambe? 4. Se è un e.f. guscio o un e.f. lastra, è a 5 o a 6 gradi di libertà (g.d.l.) per nodo? 5. Se è a 5 g.d.l., la rotazione ortogonale al piano è bloccata in automatico dal programma o deve intervenire l'utente? Se è bloccata in automatico viene dato avviso in qualche modo (particolare tutt'altro che trascurabile)? 6. Se non si tratta di un graticcio equivalente, ma si tratta di elementi bidimensionali, la discretizzazione è effettuata in automatico dal programma o è lasciata all'autonomia dell'utente? 7. Con riferimento al punto che precede: se la discretizzazione è eseguita in automatico dal programma, essa viene mostrata visivamente all'utente (es. mesh 4x4, mesh 8x8 ecc.) oppure viene inibita la visualizzazione (macroelemento o che dir si voglia)? 8. Se la discretizzazione è svolta in automatico la generazione degli elementi della mesh (densità, forma, dislocazione, orientamento) è solo la conseguenza dell'uso di una funzione di disegno assistito o viene anche eseguita osservando altri criteri? In tal caso, quali ? E in che modo vengono effettuati, se vengono effettuati, i necessari controlli, ad es. sulla distorsione degli elementi ? ------------------ Ecc. Ecc. ---- mi fermo qui -------------- Quanto sopra va capito, calcolato e certificato, e, obbligatoriamente, eseguito il controllo di affidabilità dei programmi e risultati. < e vale anche per le costruzioni inferiori ai fatidici 5000 mc : vale per tutte le costruzioni!> ------ Cari colleghi geometri rispondetemi con sincerità. Avete capito qualche cosa, sapete di cosa si parla, come andare avanti ? ----- Io credo che, fatte le dovute eccezioni ed eccellenze, la gran parte di voi si trovi in difficoltà. ---- E allora, perché prima non ci si laurea per acquisire le competenze necessarie anziché ottenerle per “grazia ricevuta” ? Perché livellare in basso e non in alto ? --- Certo, mi rendo conto che è meglio avere subito per legge quello che va acquisito con sacrifici (e non è neanche certo di essere acquisito!): è molto allettante. Chi rifiuterebbe ?--- L’importante è non essere ipocriti : sostenete pure il decreto Vicari per quello che è; non nascondetevi dietro “presunte competenze”. ----- Ci sia il dovuto e corretto rispetto tra le varie categorie professionali : mescoliamoci pure ma ognuno nei limiti di competenza o di nuove competenze però acquisite con lo studio e non per legge.--- Viceversa è molto meglio abolire i corsi di studi differenziati e unificarli tutti in uno solo.----- Per ultimo: badate che non è una "lotta" di classe, ma una "lotta" di professionalità e cultura. Mi meraviglio che ciò non venga recepito.---- Non ci sono minori o maggiori, inferiori o superiori. Ci sono solo persone che hanno acquisito competenze, ognuno le sue, secondo il corretto percorso di studio e professionale che ha scelto. -
Terza elevazione
Geom. Simone Maccarrone - 24/03/2010 (20:09:15)Spero che si continui con la modesta endità e non come prevede questa legge che prevede solo due elevazioni fuori terra.
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Assolutamente contrario
Ing. Maroni - 24/03/2010 (18:56:26)NO ALLO SVILIMENTO DELLE LAUREE!!!
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NO AL DDL 1865
Mauro - 24/03/2010 (18:55:09)FACCIAMO CHIAREZZA, ATTUALIZZIAMO LE COMPETENZE DEI GEOMETRI MA NON AUMENTIAMO LE COMPETENZE IN MANIERA DEL TUTTO ARBITRARIA E DANNOSA PER IL MONDO DELLE PROFESSIONI TECNICHE E POI...MI SEMBRA CHIARO CHE I GEOMETRI DICANO TUTTI DI SI...E' COME METTERE UN BAMBINO DI FRONTE AD UN VIDEOGIOCO E CHIEDERGLI SE VUOLE GIOCARE...NON HA SENSO IL TAVOLO DI CONCERTAZIONE, NON C'E' NULLA DA DISCUTERE...RIPETO: ATTUALIZZIAMO MA NON AUMENTIAMO LE COMPETENZE!!!!!
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BISOGNA FARE CHIAREZZA
LI VOLSI GRAZIANO - 24/03/2010 (18:24:35)Bisogna fare chiarezza
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FINALMENTE
luigi - 24/03/2010 (17:56:11)FINALMENTE ed a pieno titolo si potrà riconoscere al geometra la sua vera preperazione e competenza in materia, maturata negli anni scolastici e nei cantieri.
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era ora
Franco Galluzzo - 24/03/2010 (17:46:08)Comunque sia finalmente un pò di chiarezza.
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COMPETENZE
Marco - 24/03/2010 (17:29:55)Stare in prima linea e conoscere il linguaggio di operai e capomastri non significa sapere progettare...NO AL DDL 1865!
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SI, Favorevole al ddl1865
Barone Nicolò - 24/03/2010 (17:26:53)Sono assolutamente favorevole al ddl 1865, poichè finalmente viene valorizzata e riconosciuta la professionalità del Geometra (da sempre in prima linea) sinonimo di competenza e impegno sociale.
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si è giusto
massimo - 24/03/2010 (17:23:55) -
NO AL DDL 1865
Ernesto - 24/03/2010 (15:43:05)Assolutamente da rivedere. Sono d'accordo con il collega che ammette che il decreto che regolamenta il lavoro dei geometri è vecchio e che vada attualizzato ma non stravolto...ARCHITETTO=ARCHITETTO -- INGEGNERE=INGEGNERE -- GEOMETRA=GEOMETRA -- PERITO=PERITO
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PURE QUESTA
INGEGNERE - 24/03/2010 (15:28:56)MA NON CI BASTAVANO LE MANUTENZIONI STRAORDINARIE SENZA DIA E L'AUMENTO DI INARCASSA???ADESSO VOGLIONO FAR FARE IL NOSTRO LAVORO PURE AI GEOMETRI??MAH..CHE DIRE?SPERIAMO CHE SIA TUTTO FUMO....
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NO AL DDL 1865
Vincenzo - 24/03/2010 (15:27:03)Ok allora facciamo che gli infermieri specializzati e con un tot di esperienze possano fare le "piccole operazioni"...dico, ma siete davvero convinti di quello che dite?????
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ASSOLUTAMENTE SBAGLIATO
Massimo - 24/03/2010 (15:26:07)Questa legge non sa' da fa'!
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NO AL DDL 1865
ANDREA - 24/03/2010 (15:25:30)Questo ddl è una mortificazione per chi ha trascorso i migliori anni della propria vita a studiare sui libri per avere delle competenze migliori!!!e non sono d'accordo per chi paragona il percorso di studio dei geometri con il mio di architetto...realmente non sa di cosa sta parlando!!!!
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Altra dimostrazione
Francesco - 24/03/2010 (15:23:23)Questo disegno di legge è un'altra manovra del governo per deprimere le professioni liberali. Chi ha il potere comanda e chi ha le competenze deve sottostare. Io credo che le competenze debbano essere diversificate e chi studia per fare una cosa deve fare bene quella cosa...chi studia per fare il geometra deve fare il geometra. Altra cosa è dire (come ho sentito che ha detto il Presidente dei Geometri Savoncelli) che la professione del Geometra è regolamentata da un decreto del 1929. OK, attualizziamolo ma non bisogna stravolgerlo solo perché ai Geometri fa più comodo poter fare anche altre cose...esiste un percorso di studi che si chiama LAUREA. Perché non provano invece di volere aumentate le proprie competenze per "Legge"!!!
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Favorevole al ddl 1865
Geometra Esposito Arcangelo - 24/03/2010 (09:39:46)Sono favorevole al decreto in quanto esso valorizza la professionalità dei Geometri. Dico questo perchè a mio avviso, e per mia esperienza, la figura del Geometra è la più polivalente tra tutte le figure tecniche e perciò deve essere valorizzata. Grazie Senatrice Vicari.
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giusto e corretto il ddl 1865
geom. edmondo licciardi - 23/03/2010 (22:00:16)è corretto ed è giusto il ddl 1865 sostiene e difende la professionalità della categoria che non è seconda a nessuno.
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SI AL DDL 1865
Antonio Russo - 23/03/2010 (16:15:58)Favorevole a ddl 1865. E' necessario fare chiarezza una volta per tutte.
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si al ddl 1865
Ravasi geom. Mario - 23/03/2010 (14:32:20) -
competenze
Fernando RUSSO - 23/03/2010 (13:20:19)Una proposta di Legge che finalmente qualifica il lavoro professionale svolto, comunque da noi geometri.
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si ddl 1865
giuseppe - 23/03/2010 (13:12:08)i geometri saranna abbastanza competenti fidativi, anche perchè negli studi tecnici facciamo tutto noi
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ddl 1865 giusto
sandro nicoletti - 23/03/2010 (12:45:38)Penso che il ddl 1865 sia corretto e garante della professione dei geometri
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Facile giudicare
Geom. Rosario - 23/03/2010 (10:40:59)Facile per altri sentirsi lesionati o reagire contro, ma non dimentichiamo che si sta parlando di una categoria di professionisti il quale per la maggior dei casi è alle dipendenze di architetti e ingegneri screditando e sminuendo la loro professione per dare grande visibilità a quest'ultimi solo per passione, professionalità ed in particolare per sopravvivere. Carissimi Arch.tti e Ingg. noi non pretendiamo di costruire ospedali come commentava un Vs collega(cmq da valutare, in quanto un geometra abilitato può eseguire la progettazione antincendio rientrante nelle sue competenze), ma solamente di modestie entità come sempre da noi fatto, e una volta per tutte definire in linee guide come questo DDL, quali sono i limiti e non attendere ogni volta il tecnico o il funzionario di turno la sua interpretazioni sulla modesta entità.siate più professionali e seri, perchè noi per lavorare lo siamo e lo dimostrano tutti i tecnici che richiedono l'ausilio di questa categoria per eseguire pratiche che non sono di loro " competenza" o materia sconosciuta. se ognuno rispettasse le proprie competenze tutti avremo il lavoro giusto e non chi tutto, perchè fa tutto a discapito e con aiuto di altre categorie, e chi poco o niente.
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CORRETEZZA VUOLE......
GIANNI GR - 22/03/2010 (23:07:59)Leggo commenti vari quali: FABIO= se non sarà approvato , allora alla categoria geometri bisognerà dare l'esclusiva per i lavori catastali , escludendo gli altri; GEOM PORFIDO=Ritengo giusto ampliare le competenze professionali dei Geometri e Geometri Laureati, oggi più che mai, alla luce della crisi che ha colpito il mondo delle professioni considerate (a torto) "minori" da Architetti e Ingegneri: GIUSEPPE=Ok al DDL 1865 ...e gli ingegneri facessero il ponte di Messina o altra mostruosità senza controllo e limiti; ROSY PALAZZOLO= le basi degli architetti e degli ingegneri sono state date nella maggior parte dei casi da istituti geometri...; GEOM CORSANO= disposti a tutto pur di far rispettare la nostra categoria.....; addirittura : 1GEOMETRA= Ci temono... ----------E molti altri simili.--------- Insomma, non mi pare proprio un bel contributo: traspare NON una volontà di imparare e di voler migliorare, legittimamente, le proprie competenze, MA una volontà pervicace di avere tutto e subito, poiché si è “GIA’ IMPARATI” (come diceva il maestro di “io speriamo che me la cavo”). --- Dispiace non vedere un minimo di autocritica e di riflessione, ma solo un attacco gratuito all’altra categoria, che , al di là delle capacità singole, certamente ha svolto un corso di studio superiore, faticoso e che merita rispetto.--- Ci si attacca al primo parlamentare pseudo-architetto (chè chiaramente non ha mai svolto profondamente la professione) in cerca di voti e consensi e che probabilmente vuole passare alla storia per aver fatto la “legge Vicari” (come ormai è uso chiamare le leggi dal nome del parlamentare): ma perché, molto semplicemente non si riconosce che si vogliono le competenze dei laureati è necessario prendere la laurea: l’università, oggi, è aperta a tutti, non c’è nessun blocco.--- Come ho già detto, mi pare necessario definire oggi una normativa che trae origine da una legge di 80 anni fa: ma definire le competenze non vuol dire aumentarle; la definizione delle competenze non deve essere usata come un grimaldello per scardinare i percorsi di studio e, soprattutto, non si può certificare competenze per legge e gratis.--- Occorrerebbe maggior onestà: durante la mia attività ho avuto parecchi geometri praticanti; posso assicurare che non erano assolutamente preparati ad affrontare l’attività professionale (e ciò nonostante i programmi di studio più volte citati anche in questo forum; non so se per colpa degli studenti o dei professori: in ogni caso questo era il risultato). Viceversa ho avuto alcuni laureati che, al di là di alcune ingenuità derivanti dalla fresca laurea, avevano (e dimostravano) un bagaglio di base notevolmente formato (qualche volta mi ricordavano cose che mi ero dimenticato). Può darsi che l’esperienza di altri sia diversa e più proficua.--- ma ciò è sintomatico della situazione generale che non si può ulteriormente generalizzare e livellare “al basso”. ---- E permettetemi di ripetere amichevolmente: L’INGEGNERE SA QUEL CHE FA E FA QUEL CHE SA (FACCIA COSI’ ANCHE IL GEOMETRA).
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Favorevole
Pietro Gualtieri - 22/03/2010 (19:44:52)abbiamo bisogno di norme chiare in merito...
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si
Antonio Cono - 22/03/2010 (18:18:33)Le competenze professionali non dipendono solo ed esclusivamente dal titotlo di studio conseguito!!!
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Favorevole
Salvatore - 22/03/2010 (11:53:34)Favorevole al DDL 1865 presentato dalla senatrice Simona Vicari
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DDL 1865
Sireci Antonino - 22/03/2010 (09:44:30) -
ok a tutta forza !
giuseppe - 22/03/2010 (09:00:44)Ok al DDL 1865 ...e gli ingegnieri facessero il ponte di messina o altra mostruosità senza controllo e limiti .
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Quante parole ignoranti da chi ignora i fatti o finge di ignorarli
Michele Barbagallo - 21/03/2010 (21:21:39)In quanto professionista che esercita da trent'anni l'insostituibile mestiere di geometra, sono riconoscente alla Sen. Vicari per aver voluto affrontare l'annosa questione delle competenze professionali dei Geometri. Sono convinto della possibilità di trovare un'intesa anche con Ingegneri ed Architetti a patto che le loro Istituzioni operino con saggezza e non si lascino fuorviare dai pur legittimi strilli di quanti sono in cerca di prima occupazione. A quanti poi, capziosamente, collegano la campagna elettorale al ddl 1865 vorrei sommessamente far notare che la Senatrice Vicari è siciliana e che in Sicilia non si vota, come nel resto del Paese, per le elezioni regionali. Lo dice un Geometra Laureato che, tra l'altro, è politicamente agli antipodi dell'Arch. Vicari.
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Decreto 1865 è da buttare per poi riscrivere insieme la legge sul riordino delle professioni
Arch. Fabrizio Russo - 21/03/2010 (19:25:32)Il DDL è assolutamente impraticabile. L'Italia è stata per tanti secoli la patria dell'Architettura; oggi, anche a causa di iniziative come questa che confondono ulteriormente la gente comune, oggi 7 italiani su 10 non conoscono la differenza professionale tra architetto, ingegnere, geometra o perito..... ne tantomeno conoscono il significato della parola architettura, confondendola con l'edilizia. L'architettura è una disciplina che "dovrebbe" qualificare gli spazi dove l'uomo vive e lavora e "potrebbe" avere anche un ruolo sociale ed economico per una nazione. Purtoppo ormai è una disciplina senza committenza. Nè il committente pubblico nè quello privato chiede più "architettura" nella sua accezione completa che include il concetto di qualità. Ci manca solo questo DDL e poi siamo veramente a posto!
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per me
marco - 20/03/2010 (18:19:49)Gli ingegneri devono fare esclusivamente calcoli strutturali ed impianti non rubare il lavoro agli architetti . Disonesti
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era ora
MAURIZIO D. - 20/03/2010 (16:15:41)Era ora che qualcuno facesse chiarezza una volta per tutte sulle competenze professionali, per evitare che i geometri siano sempre quelli che poi devono poi riparare i danni degli altri.
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Geometri NO periti SI
Andrea - 20/03/2010 (14:24:19)I periti hanno una grande preparazione.. come Arch. e Ing. I geom. fanno un disegnino al CAD e parlano di progettazione.. ..sappiamo fare tutti.. per me dovreste fare solo le file agli uffici.. e poi siete dei disonesti, tutti (vedi c.a.)! sono un ing.
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Geometra
Fausto Gregorio - 20/03/2010 (12:14:41)La riforma delle compentenze professionali è la base per il futuro di tutte le professioni (geom., ing., arch., periti etc) improntato al reciproco rispetto professionale ed umano senza oltrepassare quel limite "teorico" sempre discusso fra tutte le categorie professionali relativo alla competenza professionale di ogni professione, ed evitare inutile diatribe giudiziali che fanno bene solo alla categoria degli avvocati. Geom. Fausto Gregorio.
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giusto così!
emiliano - 20/03/2010 (12:11:23)Ma avete mai visto certi architetti neolaureati in cantiere, quante baggianate riescono a dire?
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Effetto_crisi
Per. Ind. Maurizio R. - 20/03/2010 (10:30:51)Rischiando di ripetermi, richiamo l'attenzione al fatto che tutto il bailamme generato dal forum, con una diretta rispondenza alla realtà delle opportunità professionali, è dovuto semplicemente alla mancanza di lavoro, con esagerato aumento dei laureati negli ultimi anni, che ha portato i predetti ad occuparsi di modeste strutture e piccoli interventi, così come adattarsi ad assumere ruoli di basso profilo sui quali prima sputavano palesemente, in totale dispregio alla filosofia dei grandi tecnici laureati vocati solo alle grandi opere. Cosa non si fa per mangiare!
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Sì al DDL 1865!!!
Geom. Italo Albertoni - 20/03/2010 (09:25:53)Condivido il sì e sostengo la Senatrice Simona Vicari ingiustamente attaccata da alcuni professionisti.
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Chiarezza e concretezza
Dario - 20/03/2010 (09:00:08) -
compentenze geometri
fabio - 19/03/2010 (19:46:48)Credo sia corretto
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Corretto
Piero Ciuffoni - 19/03/2010 (18:19:02)Deve per forza essere fatta chiarezza una volta per tutte sulle competenze professionali per evitare che i geometri siano i più precari tra i professionisti.
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Votate, votate
Ing. Episcopo - 19/03/2010 (17:20:25)Geometri, votate si al ddl...tanto alla fine resterà tutto uguale. Ma, ancora non avete capito che siamo in campagna elettorale e i politici pur di accaparrarsi qualche voto direbbero qualsiasi cosa?questo ddl non passerà mai e non sto io a giudicarne il motivo. Ritendo giusto che venga fatta un po' di chiarezza ma se pensate che la chiarezza è data solo da un aumento delle vostre competenze siete solo degli illusi. I problemi sono altri e vanno dalla formazione universitaria e post, dalla scarsa competenza di chi redige le leggi e dai soliti inciuci negli appalti pubblici. Rettifico: RASSEGNAMOCI TUTTI!!!
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anche l'antica Roma è stata costruita dai Geometri
Fabrizio - 19/03/2010 (17:12:20)Ritengo sia corretto e che possa finalmente mettere un punto fermo su queste tanto e sempre discusse competenze.
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Si
picci - 19/03/2010 (16:29:35)Si
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SIAMO D'ACCORDO
COLLEGIO GEOMETRI PORDENONE - 19/03/2010 (12:48:26)condividiamo in toto la proposta di legge confidando che faccia effettiva chiarezza sulle ns. competenze.
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si penso sia corretto
salvatore mascellino - 19/03/2010 (09:46:01)si penso sia corretto
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Chiarezza e unione
antonino lo bianco - 19/03/2010 (09:03:07)L'unione di tanti piccoli ci fa' grandi.
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Necessità normativa
Giovanni Rizzo - 19/03/2010 (08:42:02)La professione di geometra, che si basa sulla legislazione di passa 80 anni, DEVE necessariame essere normata in conformità alle attuali esigenze. Non è possibile continuare ad esercitare con l'elenco delle sentenze a favore o pro per interpretazioni sulle competenze. Al di là di ogni sterile ed inutile polemica, sulla base delle proposte di questo ddl, mi auguro che la discussione porti alla definizione dei limiti di ciò che oggi 100.000 geometri fanno per i cittadini italiani.
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Viva la chiarezza
Geom. Rocco Clemente - 19/03/2010 (08:38:34)Come già detto in altri siti, la cosa prima di tutto necessaria in questo momento di confusione totale è la chiarezza. Quindi ben venga il ddl 1865 della Senatrice Vicari che spero, metta un punto fermo circa l'ormai annosa questione delle competenze professionali. Spero inoltre che le nostre rappresentanze professionali con il Consiglio Nazionale Geometri in testa mantengano alta l'attenzione sulla questione e facciano sì che il ddl venga al più presto portato all'attenzione delle Camere senza troppe modifiche rispetto alla versione originaria e che non sia insabbiato.
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Basta con le interpretazioni. Finalmente Chiarezza
Alessandro Marasco - 18/03/2010 (22:14:36)Grazie Senatrice Vicari. Finalmente regole precise.
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RESPONSABILITA'
geonesto - 18/03/2010 (21:55:23)Una semplice riflessione: ma tutti i disatri che si sono succeduti in questi ultimi tempi (Casa dello studente de L'Aquila per ultimo, la scuola di S. Giuliano qualche anno fa) e l'elenco si farebbe lungo, sono stati progettati da Geometri ?????
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RESISTERE PER ESISTERE
roberto andilla - 18/03/2010 (21:40:44)Non sono riuscito a leggere tutti i commenti, favorevoli o avversi al ddl, una cosa in ogni caso traspare dal livore con il quale alcuni tecnici laureati ci accusano di invadere il campo delle competenze andando ad esercitare una professione a noi Geometri non consona per scarsa cultura o preparazione. Voglio dire a tutti quei laureati, che siano ingegneri o architetti, accomunati dal solo stimolo di eclissare la figura del Geometra, che il vero problema scatenante la guerra fra poveri, da un ventennio, ormai, a questa parte è che i laureati vengono sfornati dall'università con prospettive ed attese roboanti che non trovano humus fertile nella società in cui operiamo, obbligando così i potenziali Calatrava o Pier Luigi Nervi ad invadere gli ambiti operativi dei Geometri nei Tribunali, facendo man bassa di CTU, nelle Società di stima dei fabbricati, negli interventi per adeguamento igienico dei monolocali, nell'adeguamento statico dei pollai, e chi più ne ha più ne metta. Una cosa è certa, se i Collegi dei Geometri fossero in sintonia con il mio pensiero, troverei giusto non acconsentire ai tirocinanti di svolgere il tirocinio in studi di professionisti laureati, così almeno questi ultimi impareranno a fare fotocopie.
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Professionalità non vuol dire "pezzo di carta"
Alessandro PACCIANI - 18/03/2010 (21:00:11)E' ora che si smetta di pensare che per motivo divino si debbano poter fare le cose, chi sa deve poter fare, con la giusta preparazione teorica, ma anche pratica. A cosa serve la formazione continua obbligatoria? La scuola fa acqua a tutti i livelli occorre una modifica sostanziale.
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Finalmente si potranno definire le competenze dei Geometri
Rocco Antonio SANTONE - 18/03/2010 (20:01:02)Finalmente si potranno definire dopo 80 anni le competenze dei geometri. Il concetto di modesta entità dovrà essere essere necessariamente quantificato, anche rispetto alle nuove ed avazate tecniche costruttive. Il cemento armato non può essere più la "pecora nera" della nostra professione, in quanto sono trascorsi molti anni dal suo utilizzo e sono cambiate radicalmente i sistemi di calcolo. Il geometra ha specifiche competenze sulla progettazione architettonica che già sono riconosciute dal vigente ordinamento professionale, per cui ritengo che non vi sia alcuna invasione di campo da parte dei tecnici diplomati sui tecnici laureati. Piuttosto, vi è stato un'invasione del nostro campo da parte dei tecnici master, anche in considerazione della crisi economica che ha travolto sia l'Italia che il mondo. Pertanto, ben venga la riforma proposta dalla senatrice Vicari, che finalmente fa luce sulle competenze professionali dei tecnici diplomati.
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Votiamo SI
Alessandro - 18/03/2010 (19:46:29)Assolutamente SI
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è giusto dare dei paletti fissi
fortino - 18/03/2010 (19:33:56)Secondo il mio parere è giusto chiarire le competenze e dare la possibilità ai geometri di progettare, anche perchè se gli architetti sono cosi bravi non devono temerci ... Tanto la bravura esce fuori.... e i progetti poi vengono fatti fare ai bravi... e poi sono loro insieme agli ingegneri che ci vengono ad invadere nel nostro lavoro come accatastamenti , perizie,ecc... noi ci dovremmo lamentare.... è giusto chiarire...
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magari passasse
luca martucci - 18/03/2010 (19:07:06)speriamo passi presto questa proposta....allora si che si lavorerebbe meglio!!!!!
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finalmente
antonio giovinetto - 18/03/2010 (19:04:59) -
Ci vuole
Toomaso Fior - 18/03/2010 (19:01:30)Per un neo iscritto come me, una prospettiva di chiarezza sulle competenze, è solamente utile e credo sia il modo migliore per continuare a credere in una storica professione.
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sono d'accordo
Caterina Pilotto - 18/03/2010 (18:58:05)E' una scelta che condivido, la chiarezza delle competenze è temuta da più di qualcuno tra i laureati. Senatrice Vicari vada avanti.
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Sono d'accordo
Tiziano Fior - 18/03/2010 (18:55:40)E' assolutamente necessario, c'è la possibilità ora di fare chiarezza e di porre fine ad una annosa diatriba, chi non vuole e specula su questo ormai è smascherato, gli architetti ed i laureati in genere sono avvertiti.
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Il diritto di esserci ...
Gian Nicola FERRANTI - 18/03/2010 (18:34:22) -
competenze
Angelo - 18/03/2010 (18:32:49)corretto e necessario
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Competenze
Erik - 18/03/2010 (18:31:49)penso sia corretto.
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Educazione
Ing. Cutrera - 18/03/2010 (18:07:12)E per la cronaca educazione non significa dare del Lei a qualcuno...esci dall'Italia e vedi se esiste il "Lei"...
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Italiano
Ing. Cutrera - 18/03/2010 (18:06:02)Peccato che senza le basi grammaticali poi crolla tutto...
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x Ing. Cutrera
alessandromarano - 18/03/2010 (17:59:31)E che ci vuoi Fa? (Io, da buon geometra, non avrei ma dato del TU ad una persona che nemmeno conosco) ma non tutti siamo inteliGenti come Te. Mah, almeno a noi al geometra l'educazione l'hanno insegnata.!
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X Geometra Alessandro MARANO
Ing. Cutrera - 18/03/2010 (17:13:42)Certo che tu non sei tanto "inteliGente"....
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Ben Venga
alessandromarano - 18/03/2010 (17:01:32)Ma di che hanno paura i laureati, se son cosi bravi, cosi buoni e cosi inteligenti? Dei geometri? Allora non sono così perfetti! E' più che giusto che si regiolarizzi la giungla di norme esistenti. Geometra Alessandro MARANO
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voto si
Antonino - 18/03/2010 (16:57:50)si al DL
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prima e dopo
rosy.palazzolo - 18/03/2010 (15:45:50)le basi degli architetti e degli ingegneri sono state date nella maggior parte dei casi da istituti geometri...
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Sono a favore
daniela gambino - 18/03/2010 (15:16:20)spero che questo ddl faccia finalmente chiarezza sulle competenze professionali
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viva la chiarezza
donatello - 18/03/2010 (14:39:19)ritengo che il DDL sia corretto in quanto darà chiarezza alle competenze professionali fin'ora delegate al buonsenso e alle lobbi. i geometri diplomati stanno per estinguersi. tanto accanimento da parte dei laureati non lo capisco visto che il seme della discordia ce l'hanno in casa con i junior. stranamemnte gli stessi hanno competenze ambigue e saranno simili a quelle del geometra laureato. allora qual'è il problema? chi ha più di 10 anni di professione avrò chiarite le sue competenze e se inseriamo un sistema meritocratico per tutti all'inglese allora vedremo chi continuerà a progettare. chi sbaglia paga e se l'assicurazione non paga niente incarico.
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Si, penso sia corretto
biagio caniglia - 18/03/2010 (14:38:36)Ritengo sia necessario fare chiarezza sulle professioni, in particolare per quei Geometri, che per l'esperienza acquisita non hanno nulla da che invidire dai tecnici laureati.
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viva la chiarezza
donatello - 18/03/2010 (14:29:06)il ddl 1895 è importante al fine di evitare continue problematiche di competenze. Fra poco i geometri saranno laureati e quelli che non lo sono e professano da più di dieci anni hanno diritto a lavorare in coscienza senza essere attaccati continuamente. favoriamo la meritocrazia. chi sbaglia paga
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buon lavoro al Governo
FRANCESCO SCURRIA GEOMETRA - 18/03/2010 (13:35:23)Ritengo corretto e necessario il ddl 1865 per mettere fine alle continue controversie.
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il muro non è solo quello abbattuto di berlino
Paolo Di Franco - 18/03/2010 (13:01:15)è giusto porre dei limiti di competenza ma chi merita e si aggiorna ed è capace in quanto professionista non deve essere discriminato. Invece io credo che oggi (ed anche domani ..forse) esistono grossissimi problemi con gli enti pubblici (Assessorati Regionali) che alzano muri per incarichi semplici, ... e lavori alla portata anche di un infermiere devono essere affidati a superiori professionalità. Ma così facendo si raggiunge il risultato di squalificare anche ingegneri e architetti. Provare la professionalità e credere al geometra (anche caso per caso) mi sembra dovuto!
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Geometra
Dionisi Vincenzo - 18/03/2010 (12:53:48)voto favorevole al ddl 1865 della senatrice Simona Vicari in quanto per fare un GEOMETRA ci voglio un architetto più un ingegnere. Viva la categoria dei GEOMETRI.
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ok alla legge ma....
MICHELE - 18/03/2010 (12:29:42)a chi dice che affidare la progettazione ad un geometra di 21 anni rispondo che non la affiderei nemmeno ad un ingegnere di 26... la prima riforma che va fatta e' quella scolastica, in italia si esce dalla scuola/universita incompetenti, il decreto mira a precisare il tanto criticato termine di modesta entita' entrando nello specifico e quantificando la modesta entita', conosco geometri da cui vanno ingegneri per la verifica dei calcoli strutturali edi ngegneri che firmano calcoli fatti da geometri, altra cosa che aggiungerei al decreti e' l'accesso alla libera professione, non vedo perche' ingegneri ed architetti possano esercitare libera professione e lavorare anche in enti pubblici mentre i geometri no, ok al conflitto d'interesse, ma se c'e' ci deve essere per tutti.
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W la sen.Vicari
Geom.Giuseppe Corsano - 18/03/2010 (12:13:00)disposti a tutto pur di far rispettare la nostra categoria.....
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il geometra è laureato
console - 18/03/2010 (12:05:37)Ho letto tanti commenti fatti da architetti e ingegneri, che definiscono il geometra semplice diplomato, a loro vorrei dire che il DPR 328 del 2001 attua la figura del geometra laureato. Signori Architetti e Ingegneri sappiate che oggi il geometra è anche laureato. Non sono geometra ma i miei incarichi preferisco affidarli ai geometri.
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si al ddl 1865
Antonio Di Lucia - 18/03/2010 (10:54:13)Il disegno di legge è giusto perchè la professione del geometra è in continua evoluzione, come anche quella dei tecnici laureati magistrali. A chi contesta questo disegno di legge ricordo che fra i geometri esiste una buona percentuale di tecnici laureati triennali.
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Siamo TECNICI
Roberto - 18/03/2010 (10:31:27)Penso sia una cosa giustissima. Siamo Tecnici a tutti gli effetti.
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Competenze
Antonio - 18/03/2010 (10:27:15)Sarebbe giusto chiudere una diatriba che dura da oltre mezzo secolo e dare la collocazione professionale che il Geometra merita. Sono Ormai da anni che dibattiamo sulla competenze attraverso sentenze gurisprudenziali spesso contrastanti che non fanno altro che alimentare contenziosi che potrebbero essere evitati solo attraverso una legge chiara!
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si faccia finalmente chiarezza
giovanni santagati - 18/03/2010 (10:22:17)è necessario che finalmente si faccia chiarezza sulle competenze dei geometri e il DDL 1865 potrebbe mettere fine a tutto cuò
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Interesse
luigi - 18/03/2010 (10:21:19)I tecnici laureati, ing. e arch. magistrali, sono stati preparati, pricipalmente per le grandi opere, sia da puno di vista strutturale che dal punto di vista estetico architettonico. La mancanza di lavoro, o l'aumento dei laureati, porta anche i tecnici di livello ad occuparsi di modeste strutture o addirittura di piccolissimi interventi. A mio avviso, questo ripiego dei laureati magistrali, non deve precludere ai geometri e ai periti di esercitare la professione come avvenuto in passato. In ossequio al DPR 380/01, che ha evoluto la figura del geometra e del perito introducento il geometra e perito laureato, provenienti dai corsi si laurea specifici nelle classi CL7-CL4-CL8, occorre rivedere le competenze di questi professionisti, ampliandole. Credo, sia doveroso dare dignità a questi tecnici laureati (L) creati da una norma dello stato. Semmai, senza nessuna polemica, sarebbe appena il caso di rivedere la competenze di laureati, non in settori edili-civili, che progettano, calcolano e pianificano da sempre le nostre citta e il nostro territorio.
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Giusto
Michele - 18/03/2010 (10:03:13)Credo sia arrivato il momento di definire la figura professionale del geometra.
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è giusto
fabio - 18/03/2010 (09:58:59)se non sarà approvato , allora alla categoria geometri bisognerà dare l'esclusiva per i lavori catastali , escludendo gli altri
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Corretto e necessario
Filippo - 18/03/2010 (09:27:32)Ritengo corretto il ddl 1865 e necessario per mettere fine alle continue controversie.
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Finalmente un punto fermo
Eugenio - 18/03/2010 (09:22:39)Non mi va di commentare se giusto o sbagliato, ma così si chiariscono i dubbi, le incertezze ed alcune prepotenze e/o arroganze.
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SI/NO
Arch. Vinci - 18/03/2010 (09:22:15)In linea di massima non sono daccordo ad aumentare "per legge" le competenze di una categoria professionale. Sono daccordo invece nella necessità di fare chiarezza. Le facoltà di architettura ed ingegneria hanno ormai dei corsi di laurea che si occupano di tutto e di più e non ha senso che un ing. spaziale o informatico abbia la possibilità di firmare un progetto che solo un edile o un civile potrebbe redigere. Di certo non ha senso ampliare la competenza del geometra.
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Assolutamente negativo
Ing. Maccarone - 18/03/2010 (09:18:49)Il ddl è un affronto a chi studia e realmente opera attraverso delle competenze che provengono dallo studio. Si fa quel che si sa!!!Ma tanto il ddl non passerà mai...chissà perché se ne parla solo in campagna elettorale...GEOMETRI RASEGNATEVI A FARE IL VOSTRO LAVORO O LAUREATEVI E FATE CIO' CHE PUO' FARE UN LAUREATO
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si, credo sia corretto
luigi - 18/03/2010 (09:13:23) -
giustizia sia fatta
fabio cottone - 18/03/2010 (08:31:31)da troppo tempo subiamo la prepotenza dei così detti ordini professionali superiori, di fatto un legge che rolamenti la confusione ci vuole ed è necessaria.
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proposta correttissima
Geom.Comm.Romolo De Furia - 18/03/2010 (08:30:57)Cari colleghi diamo una svolta alla nostra professione oramai ferma da molti anni...sosteniamo la senatrice vicari nella sua proposta di legge...
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Geometra
Merlino Salvatore - 18/03/2010 (08:22:16)che sia giusto che diano le le competenze che ci spattano.
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ddl 1865
paolo balsamo - 18/03/2010 (02:42:56)un grande elogio alla senatrice Vicari. Il ddl 1865 oltre a fare chiarezza sulle competenze metterà fine alle continue controversie.
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ERA ORA
SQUARCIA ANGELO - 18/03/2010 (00:43:24)Le competenze vanno riconosciute... chi avrà la capacità di dimostrare, anche con la formazione continua, di averle mantenute verrà apprezzato dal mercato, gli altri facciano pure altro. Laureato o diplomato che sia!!! Ben venga una Legge che faccia chiarezza e che misuri e controlli la capacità ed il saper fare di tutti i Tecnici... anche dei laureati.
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Giusto
Giuseppe - 18/03/2010 (00:05:58)Credo sia giusto stabilire le regole e gratificare chi merita...purtroppo nella nostra società si da troppa importanza ai titoli...
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E' Giusto
Giuseppina B - 17/03/2010 (23:55:18)Non sono geometra ma, ho avuto modo di apprezzare la loro professionalità e la loro capacità tecnica. La mia esperienza, credevo che i tecnici laureati avessero maggiori competenze del geometra e per anni mi sono rivolta ad un famoso architetto, alla fine dopo svariate soluzioni e dispendio di denaro mi sono rivolta ad un geometra che ha trovato la giusta soluzione. Credo sia giusto gratificare la figura del geometra e riconoscere loro quelle competenze che quotidianamente con serietà e professionalità svolgono.
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Correttissimo
caterina - 17/03/2010 (22:47:29)Penso sia una riscossa per la categoria dei geometri, oggi erroneamente disprezzati dai tecnici laureati.
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geometra
francesco - 17/03/2010 (21:47:34)semplicemente fara' un po' di chiarezza,
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Senza dubbio i geometri meritano
Francesco Arcuri - 17/03/2010 (21:37:49)I geometri italiani, si sono conquistati sul campo i galloni, ostacolati per una sorte di guerra tra poveri, sarebbe giusto delimitare le competenze per evitare ingerenze, che possono portare allo scontro.
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Certo che è corretto...
Piero Talluto - 17/03/2010 (20:43:27)Le ns. professionalità vanno riconosciute, rispettate e sopratutto nessuno le può negare...!!!!
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ingegneri????
Salvatore - 17/03/2010 (20:38:48)Per quale motivo gli ingegneri non specificando il grado e l'indirizzo di laurea possono progettare e calcolare? Cosa volete che ne sappia un ingegnere meccanico, elettrico o addirittura spaziale di strutture in cemento armato?
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Ritengo giusto e corretto il ddl 1865
Pasuqlaino Miano - 17/03/2010 (20:35:07)Ritengo giusto e corretto il ddl 1865 presentato dalla senatrice Vicari per meglio definire le competenze professionali riguardanti i geometri e periti, al fini di evitare ogni dubbio e/o interpretazioni della norma.
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Mamma come rosicano...
1 geometra - 17/03/2010 (20:30:45)Ci temono...
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Perequativo!
Geom. Silvano Porfido - 17/03/2010 (20:23:23)Ritengo giusto ampliare le competenze professionali dei Geometri e Geometri Laureati, oggi più che mai, alla luce della crisi che ha colpito il mondo delle professioni considerate (a torto) "minori" da Architetti e Ingegneri.
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Molto giusto
Sergio - 17/03/2010 (19:55:03) -
sondaggio
roberto - 17/03/2010 (19:32:34)Andiamo avanti cosi, cari colleghi
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Arrivato in ritardo
Contino - 17/03/2010 (19:30:44)Giusto e corretto. Andiamo nei cantieri e vediamole queste effettive competenze.
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si al dl
antonio santosuosso - 17/03/2010 (18:58:22)corretto il dl 1865 sulle competenze dei geometri che finalmente fa chiarezza, sulla annosa vicenda che dura dal 1929
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Era ora
Gianpiero - 17/03/2010 (18:23:50)E' ora di stabilire finalmente e una volta per tutte le competenze dei geometri e il concetto di modeste costruzioni civili. Ottimo ddl.
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AL SIG MARIANO
ANTONIO M. - 17/03/2010 (15:12:38)Egrego sig. Mariano, non capisco come mai lei abbia la presunzione di definire l'esame di abilitazione dei Geometri difficile, mentre l'esame di abilitazione di un arch. o ing. facile. Ha fatto anche quest'ultimo? Inoltre le chiedo se nei due/cinque anni di lavoro subordinato presso uno studio tecnico tutti, e sottolineo tutti, i geometri hanno la possibilità di formarsi teoricamente come un laureato, se la formazione di tutti i geometri avviene in studi di colleghi o di architetti/ingegneri che consentono loro di formarsi attraverso le diverse partiche strutturali, urbanistiche e impiantistiche. Le ho scritto tutti perchè tutti i laureati all'università si devono per forza formare teoricamente per ricevere una laurea, cioè sicuramente devono studiare i vari settori. La diversificazione delle competenze è oggi indispensabile ed è dettata dalla formazione scolastica. Si vuole progettare strutture in cemento armato, ferro, legno impianti vari, fare lottizzazioni varie etc.; bene se si vuole ottenere una competenza legislativa cominciamo a formare anche i geometri con un corso di studio adeguato che purtroppo non può durare solo 5 anni eliminando anche il o che lo stesso sia effettuato senza esame di abilitazione e soprattutto remunerato. Nessuno vuole limitare il campo di progettazione ma esclusivamente definirlo in funzione del corso di studio effettuato. E' solo quest'ultimo che purtroppo può dettare e delimitare una competenza legislativa. Se la competenza deve anche essere definita per il numero degli anni iscritti albo allora si devono mettere vari scaglioni in funzione degli anni di iscrizione??? E' verissimo che esistono geometri che grazie al loro percorso professionale sono in grado di progettare strutture, impianti, fare ottime lottizzazioni etc..... ma quanti sono? chi sono? come si puo dare loro un titolo abilitativo di merito? Se riesce ha darmi una risposta a queste domande e soprattutto se si riuscisse con qualche legge a normare e identificare queste persone abilitandole anche con un esame che confermi il tutto, sarei il primo a dare tutte le competenze di questo mondo. Ma se non si riesce a fare ciò, lei darebbe ad una intera categoria che non ha basi teoriche tutte le competenze che prevede il DDL? Secondo lei un geometra con esperienza magari decennale teorica e pratica su impianti e strutture sarà contento di ciò, abilitando colleghi indistintamente che non hanno mai trattato e svolto queste pratiche? Con il DDL non si toglie competenza ai laureati in ing. e arch. ma si farà un tutt'uno della vostra categoria, senza avere rispetto per quei geometri che realmente hanno studiato e svolto per hanni pratiche specifiche. Perchè lottate per ottenere indistintamente compettenze senza distingure chi sià in grado ad averla, magari proponendo che in seguito ad un anno/due di corso universitario e esame venga riconosciuto anche al geometra un titolo abilitativo per i diversi campi di progettazione specifica. Tenga presente che il sottoscritto la pensa allo stesso modo anche per ing. nucleari, informatici, gestionali che progettano strutture in CA, ferro etc. allo stesso modo un ing. civile che fa impianti nucleari, meccanici o impianti elettrici... cioè bisognerebbe normare anche questo. La saluto.
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GR
Mariano Casiello - 17/03/2010 (13:17:16)Il discorso va sviluppato esclusivamente sul piano generale. Le considerazioni sui casi particolari relative alle capacità o incapacità che esprimono alcuni professionisti diplomati e laureati provocano confusione. I Geometri hanno sempre studiato, e ci hanno fatto studiare, per “progettare” . Credo di averne dato ampia dimostrazione anche pubblicando le note ministeriali di accompagnamento ai nostri programmi ministeriali di studio. Non considerazioni partigiane, quindi. E che abbiamo diritto a "progettare" è fuori discussione. Preciso. Nessuno vuole ottenere una parificazione degli ambiti di competenza tipici del Geometra a tutti i livelli di quelli tipici dei Laureati dell'area Tecnica. Semplicemente, esistono livelli della “progettazione”, quelli relativi alle modeste costruzioni civili come campo di riferimento, entro i quali possono operare sia i Geometri che i tecnici Laureati. Il DDL in parlamento, unica Istituzione a cui dobbiamo riferirci per individuarli, si propone di chiarire e sancire i limiti dimensionali, quasi geometrici, di questi livelli per consentire a tutti, professionisti, committenti, pubbliche amministrazioni e magistratura, di conoscerli definitivamente. Lei chiede, inoltre, una formazione, un tirocinio e una esperienza, più lunghi, per consentire la “progettazione” . Ma se non guardiamo a quali sono i limiti della progettazione che dovremo eseguire dopo questi percorsi formativi l'affermazione rimane generica. Per questo sostengo che il nostro periodo di formazione obbligatoria necessaria per svolgere la NOSTRA professione nei limiti delle nostre competenze, che già oggi può arrivare fino a dieci anni, considerando il caso di cinque anni di studio per il diploma più cinque di attività tecnica subordinata, più il difficile esame di abilitazione, è parificabile alla formazione assolta da un laureato in Ingegneria o Architettura, senza tirocinio prima di un facile esame di abilitazione, per progettare le stesse cose, nei NOSTRI limiti di competenza. Se considera, poi, che il DDL propone che le competenze, nei limiti entro cui vengono individuate, vengano attribuite ai Geometri che abbiano almeno dieci anni di iscrizione all'Albo, non crede che la sua richiesta di maggiore formazione teorica e pratica sarebbe ampiamente assicurata, per consentirci di progettare, entro i nostri limiti ? Se poi sia giusto che sia consentito anche ad un neo-laureato, per come si studia oggi nelle università, di fare le stesse cose che a un diplomato vengono consentite solo dopo cinque anni di studio, due o cinque anni di pratica, un vero esame di abilitazione e dieci anni di professione lo dica lei. Le riferisco, infine, un episodio, divertente, dei tanti significativi riguardanti il saper fare dei laureati, raccontato da una collega: al saie, passeggiando fra le bancarelle degli editori, mi ha incuriosito un libro dalla copertina strana, una vignetta con un capo cantiere, un architetto e un ingegnere e come sfondo un fabbricato in costruzione, le nuvolette dicevano pressapoco cosi: il capo cantiere all'arch. - arch. mi spiega questo particolare della struttura? - l'arch. risponde al capo cantiere - si rivolga all'ing. - il capo cantiere rivolge la stessa domanda all'ing. che gli risponde - ma veramente, in considerazione che, visto il .... - il capo cantiere sconsolato risponde - ho capito, vado dal geometra così mi dice cosa devo fare.......
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è giusto
Milani Vittorio - 17/03/2010 (09:35:14) -
il pezo è questo
GIANNI GR - 16/03/2010 (23:45:13)senza voler passare per esperto vedasi il semplice problema della scala che ho posto qualche giorno fa: la risposta del collega ALESSANDRO è sintomatica dello stato generale e la risposta corretta sottendeva una serie di competenze e conoscenze che si acquisiscono sia con gli studi approfonditi e multidisciplinari (e non con corsi di poche ore) sia, ovviamente, con la pratica professionale. Se manca una preparazione di base, mi permetta, non si va da nessuna parte
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a completamento: pezzo mancante
GIANNI GR - 16/03/2010 (23:42:21)senza voler passare per esperto vedasi il semplice problema della scala che ho posto qualche giorno fa: la risposta del collega ALESSANDRO è sintomatica dello stato generale e la risposta corretta sottendeva una serie di competenze e conoscenze che si acquisiscono sia con gli studi approfonditi e multidisciplinari (e non con corsi di poche ore) sia, ovviamente, con la pratica professionale. Se manca una preparazione di base, mi permetta, non si va da nessuna parte> ----
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A CASIELLO e A TUTTI
GIANNI GR - 16/03/2010 (23:38:23)Caro collega Casiello (vede la chiamo collega perché non mi interessano i titoli professionali) devo ammettere che lei è bravissimo nell’essere “invitato a nozze” e tirare l’acqua al suo mulino! E’ vero, ho affermato che la legge è vecchia, va adeguata….. ho indicato anche alcune idee …. ma dovrebbe ammettere, con onestà, che il lungo elenco che ha fatto a sostegno della proposta Vicari non sta in piedi. Un conto è, in alcune competenze, approfondire lo studio per ottenete titoli di merito. Un altro conto è una completa liberalizzazione e automatico adeguamento con gli ingegneri e architetti della quasi totalità delle competenze, come sostenuto del DDL 1865, così con la bacchetta magica. Lei dice “…cosa altro dovrebbero fare di più, i Geometri, per poter esercitare la libera professione non si capisce davvero, e quale pratica in più dei Geometri fanno gli Ingegneri e gli Architetti ?...” LA RISPOSTA NON PUO’ ESSERE CHE UNA: Secondo me prendere la laurea e fare praticantato serio e lungo. --- Difatti per tutte le competenze richieste dai geometri nel DDL mi pare pacifico che occorra un complesso e completo studio (oggi rappresentato dal corso di laurea), perché le competenze, come noto, si incrociano e formano un unico bagaglio culturale e professionale. ---- Se fosse così semplice progettare (in senso lato) i corsi universitari potrebbero essere tranquillamente aboliti. ---- senza voler passare per esperto vedasi il semplice problema della scala che ho posto qualche giorno fa: la risposta del collega ALESSANDRO è sintomatica dello stato generale e la risposta corretta sottendeva una serie di competenze e conoscenze che si acquisiscono sia con gli studi approfonditi e multidisciplinari (e non con corsi di poche ore) sia, ovviamente, con la pratica professionale. Se manca una preparazione di base, mi permetta, non si va da nessuna parte> ---- Tra l’altro, un atteggiamento poco responsabile del problema legittima inviti ed entusiasmi di giovani (vedi l’intervento di TANIA GALLI) che vogliono tutto e subito senza alcun sacrificio di studio e di formazione. -- Ricordo che i “danni” nel campo tecnico sono permanenti : i fabbricati o gli impianti durano decenni e sono sempre lì sotto i nostri occhi; non è come per un avvocato che ha davanti a sé tre gradi di giudizio per correggere e/o rettificare.— Il discorso ovviamente vale per tutti (diplomati e laureati) e ci sarà sempre qualcuno , pochi o tanti, che non sapranno: ma ciò non legittima un livellamento verso il non sapere. ---- In una materia delicata come questa , chè in fondo si parla della qualità della vita, credo che sia essenziale uno scatto migliorativo. – Necessariamente una legge democratica “pareggia” e “livella” e il mercato, come ha detto qualcuno, poi renderà giustizia a chi sa e a chi non sa (ripeto:laureati e non), ma questo DDL , così come concepito, non “pareggia e non livella”, fa solo danni. – Esistono già le forme di studio necessarie per le competenze (buone o non buone questo è quello che “passa il convento” dopo decenni di distruzione della scuola per opera di politicanti demagoghi); si perfezionino gli studi, si aumentino, si sostituiscano, .. non saprei , ma non si diano competenze generali e complessive indiscriminatamente. – Non è un discorso di categoria ma di cultura e professionalità - Non diamo un messaggio ai giovani (e meno giovani) che siamo tutti esperti uguali, anche con differenti percorsi formativi : non è così. – Onestamente credo che le difese corporative non abbiano possibilità di vittoria in un mondo che si globalizza sempre di più. Ma altrettanto avverto che il contrasto al DDL Vicari, per come è fatto il decreto, non è una difesa corporativa. E’ solo buon senso. ----Mi accorgo di scrivere troppo. Sarà l’età! – Domani devo alzarmi presto per andare a sistemare un progetto …. fatto da un geometra (sembra fatto apposta ma non lo è!) ---- Arrivederci a tutti e amichevolmente ricordo : L’INGEGNERE SA QUEL CHE FA E FA QUEL CHE SA (FACCIA COSI’ ANCHE IL GEOMETRA).
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Ma tagliati fuori da cosa?
Andrea - 16/03/2010 (17:37:44)Ma tagliati fuori da cosa?Cara Tania, se vuoi prenderti un'altra fetta di mercato e fare dell'altro oltre alla professione di geometra, dato che sei giovane, laureati e poi potrai fare tutto ciò che vorrai...
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Sono d'accordo
Tania Galli - 16/03/2010 (17:04:10)é arrivato il momento di farci sentire.... se non lo facciamo ora noi giovani siamo tagliati fuori!
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ottima legge
vincenzo di furia - 16/03/2010 (11:13:00)Correttisimo......sosteniamo insieme la professione del geometra....
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Corretto
F.Parello - 15/03/2010 (23:07:04)Trovo che il ddl sia correttissimo.
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ddl 1865
GUIDO - 15/03/2010 (19:28:49) -
Riorganizzazione funzionale
Marco Chies - 15/03/2010 (15:17:56)Penso sia la scelta migliore per una riorganizzazione funzionale delle competenze, per portarle al passo con i tempi.
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Si, penso sia corretto
Walter Zanini - 15/03/2010 (13:55:30) -
Penso che sia giusto.
geomorsi - 15/03/2010 (11:35:13)Forza senatrice, ha tutto il nostro sostegno!
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DDL 1865 SENZA LIMITI
Fantozzi - 15/03/2010 (10:25:06)DDL. senza limiti per i Geom./Per.LAUREATI,va bene per gli iscritti da 35 anni, gli altri si adeguano con formazione continua.
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Si penso sia corretto
Luigi Minonni - 15/03/2010 (09:13:14)basta sfogliare alcune riviste specializzate (Ville e Giardini, l'Architettura, ecc...) per trovare numerosi esempi di pregevoli e apprezzati soluzioni di villette e "modeste" costruzioni progettate da Geometri; oppure percorrere l'Italia per accorgersi che innumerovoli costruzioni progettate da Geometri meritano il "Si" a questo sondaggio non solo per il risultato architettonico ma anche per il corretto dimensionamento strutturale adottato per tali costruzioni realizzate da geometri.
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Approccio ragionato al problema.
Mariano Casiello - 15/03/2010 (09:05:40)Egregio GR, con alcune sue considerazioni mi invita a nozze. Il collegamento tra gli studi scolastici, teorici, e la pratica professionale per i diplomati geometri è dato da: 1)un periodo di tirocinio biennale, "effettiva e continuativa", alias, a tempo pieno, all'interno di uno studio professionale di un Ingegnere Civile, Architetto o Geometra che abbia, a sua volta, almeno cinque anni di iscrizione all'Albo; 2)in alternativa al tirocinio biennale, da un periodo di cinque anni di attività tecnica subordinata alle dipendenze di uno studio, impresa, ente pubblico o privato, comprovata da attestazioni del datore di lavoro, contratto di lavoro o quant'altro; 3)dal superamento di un Esame di Stato di abilitazione all'esercizio della libera professione, che viene superato, in media nazionale, da, forse, meno del cinquanta per cento dei candidati. Il collegamento tra gli studi scolastici teorici e la pratica professionale per i laureati triennali, dai quali provengono, ormai anche i Geometri Laureati, è dato da un periodo di tirocinio semestrale svolto nel corso di studi e da un successivo Esame di Stato, di cui non conosco le percentuali di successo al primo appello, ma non sono, di sicuro, scarse. Il collegamento tra gli studi scolastici teorici e la pratica professionale per i laureati magistrali è dato da un Esame di Stato, effettuato immediatamente dopo il conseguimento della Laurea, direttamente presso l'Università in cui si è conseguita la Laurea, con percentuali di successo al primo appello, che, mi risulta, siano prossime al cento per cento. Almeno per gli Ingegneri. Cosa altro dovrebbero fare di più, i Geometri, per poter esercitare la libera professione non si capisce davvero, e quale pratica in più dei Geometri fanno gli Ingegneri e gli Architetti ? Mi pare che quello che lei propone in proposito, per quanto riguarda la categoria dei Geometri sia ampiamente contenuto in quello che già facciamo. Cosa diversa sarebbe l'aggiornamento professionale successivo all'abilitazione professionale. Questo dovrebbe essere reso obbligatorio per tutti i professionisti all'atto della emanazione di nuova normative tecniche. Dove si potrebbe prevedere non solo il corso di formazione specifico. Ma, anche, in certi campi, dove l'esperienza è fondamentale, che non possano esercitare i neo abilitati o gli inesperti. Ossia chi non abbia una documentata esperienza Cosa che, per altro, per alcune norme, sta avvenendo. Sicurezza sul lavoro e Prevenzione incendi, in parte, sono d'esempio. Per inciso, tanti Ingegneri e Architetti hanno conseguito, per esempio, l'Attestato di 120 ore, per la sicurezza nei cantieri mobili, in corsi organizzati dai Collegi dei Geometri frequentandoli insieme ai Geometri. Così come tanti altri, hanno frequentato e frequenteranno nostri corsi sulla tecnologia solare, termica e fotovoltaica, rendimento energetico, normativa sismica, ecc. Cosa ancora diversa è la qualità della progettazione e della successiva esecuzione delle opere progettate. Questo è il vero elemento discriminante fra una prestazione professionale buona e una scadente, di cui la società moderna si sta rendendo conto, in qualche caso, tristemente. Non basta più il titolo, il tirocinio, l'esperienza. Il "mercato" vuole la certificazione di qualità in tutti i campi. E il nostro non si può sottrarre a questa richiesta al pari di qualunque altro "mercato". Certificazione di qualità degli studi, delle progettazioni, delle realizzazioni. Gli Ordini professionali, tutti, (alla cui vita gli iscritti non partecipano come dovrebbero, se no le cose sarebbero sicuramente diverse da quelle che sono, e questo può essere causa delle sue perplessità sulla loro condotta in questo frangente, che dura per la verità, per la nostra professione, da ottanta anni) , sono distanti dalle loro rispettive basi , e non le rappresentano, se non per le peggiori pulsioni corporative. La discussione sulle esclusive di competenza. Che sembrano, bisogna dire anche, sintomaticamente, l'unico argomento che li appassiona. Somigliano, però, in questo, con una metafora, ai polli di Renzo, che si beccano fra di loro mentre il mercato, delle libere professioni intellettuali viene aperto alle società di ingegneria, che hanno come soci anche i capitalisti e non solo i professionisti. E questo diventerà sempre più evidente nel prossimo futuro. Ma già oggi i tecnici abilitati alla certificazione degli impianti devono essere iscritti in elenchi tenuti dalle Camere di Commercio e i tecnici abilitati alla prevenzione incendi devono essere iscritti negli elenchi tenuti dal Ministero dell'interno, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per esempio. Esautorando, pressoché, le funzioni tipiche degli Ordini e collegi professionali. Devo, in conclusione, dire, che apprezzo il suo approccio ragionato al problema, che le consente, quanto meno, di rendersi conto delle nostre buone ragioni nel chiedere che, finalmente, si riconosca il nostro diritto ad esercitare liberamente la professione, senza che la Spada di Damocle, rappresentata da una legislazione obsoleta e anacronistica, brandita costantemente contro di noi per allontanarci dai nostri committenti, ci distragga dal nostro lavoro.
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SOLUZIONE e PROPOSTE
GIANNI GR - 14/03/2010 (22:31:16)Risposta al quiz della scala: non serve fare un trattato di ipotesi e di posizionamento bagni, dilungandosi in oltre venti righe..la risposta è molto semplice. In un edificio pubblico (comune, museo, biblioteca, ecc. ovvero in un edificio soggetto ad afflusso di pubblico, ma anche in un condominio pluriplano con oltre 4 appartamenti per piano) l’ascensore non si mette in mezzo alle scale perché impedisce il corretto giro di salita e discesa, trovandosi, chi sale o scende, davanti a persone ferme che aspettano l’ascensore. Si mette a lato o di fronte a distanza opportuna, chè non ingombra.--- Non è una questione di gusto ma di funzionalità. Poi si possono sfruttare gli spazi laterali per cavedi impiantistici, ecc. ma il discorso si farebbe lungo. ---Certo bisogna sudare e approfondire per saper progettare. --- Questo è un piccolo esempio che non è con una patente liberalizzata che si formano progettisti: l’auspicato livellamento fa fatto verso l’alto e non verso il basso---. In ogni caso vorrei anche raccontarvi una esperienza: ho insegnato (come semplice assistente non barone) per circa 15 anni all’università, facoltà di ingegneria e architettura, e mi sono trovato vari studenti provenienti dagli studi di geometra. All’inizio sbagliavano tutto, erano molto saputelli, avevano già le soluzioni perché sapevano disegnare, rispetto ai diplomati dei licei o di altre scuole. Alla fine dei corsi molti di loro, non tutti, avevano evidentemente assimilato la materia e sono risultati molto, ma molto più capaci rispetto alla media. ---- Con questo esempio voglio ribadire: le competenze si conquistano sul campo preventivamente con corsi o studi appropriati o praticantato serio e seguentemente con anni di lavoro. Non si conquistano per legge--------. Vorrei inoltre cercare di contribuire, per lo meno nel forum, a proporre una soluzione (?) alla proposta in corso dell’Arch Vicari. --- Mi rendo conto che le competenze professionali dei geometri sono sancite da un Regio Decreto del 1929 (e da qui tutte le sentenze sfavorevoli ai geometri perché ovviamente fanno riferimento alla legge vigente) . Il decreto risulta anacronistico nel 2010: certamente la situazione va regolarizzata e aggiornata. Mi meraviglio però che gli organi rappresentati dei geometri abbiano sollecitato una riforma così dannosa (anche per i loro stessi iscritti) : ma in tutti questi anni perché non hanno insistito nella professionalità, in corsi paralleli universitari di istruzione e di praticantato lungo e serio (se non si voleva usufruire dei corsi dell’università che tra l’altro è stata aperta, a suo tempo, anche ai diplomati) ? Invece è stato chiesto (ed evidentemente anche con una certa pressione che il politicante di turno ha ben colto al volo) di fare tutto e subito, per legge. ---- Io propongo che alcune competenze (case sino a 2 piani, certificazioni energetiche, processi di prefabbricazione, ecc.) possano essere svolte anche da diplomati solo dopo un congruo periodo di studi e/o di apprendistato (che non può essere evidentemente limitato a 60, 120 ore e simili : ma deve essere tipo master, con durata annuale, esame finale ecc.) . Chi non lo vuol fare vada all’università oppure non è abilitato. --- Badate che lo stesso discorso è valido anche per i laureati , non ne faccio un discorso di categoria (se un laureato non sa o non studia fa danni anche lui) . --- Come in tutte le cose le conquiste si fanno con sacrifici e non per grazia ricevuta. --- Per esempio: perché un geometra o un perito non può progettare impianti tecnologici dopo un corso triennale e master specifico ? E così anche per altri ambiti. ---- PER ULTIMO: leggo di commenti che sollecitano gli architetti a studiare dai geometri , gli ingegneri a non essere tuttologhi abilitati, esposizioni di principio di programmi ministeriali del tutto vaghe e pletoriche, ..... cerchiamo di non perdere il senno e ragioniamo con serietà e correttezza: ognuno, in qualsiasi mestiere, studia il periodo necessario di legge e viene abilitato per quello che studia. Non viene abilitato a fare cose diverse per le quali ha studiato e si è sacrificato. Se si vuole aumentare le proprie competenze si studia nuovamente, ci si specializza e si ottiene il titolo. --- Come per un esempio già fatto da qualcuno: se uno fa l'infermiere e vuole operare, prima studia da chirurgo e poi opera--- Vorrei essere creduto sulla parola: io lavoro, mediamente, in tre/quattro regioni e mi rivolgo sempre a qualche professionista locale (in genere geometri) per le pratiche sul posto; spesso non trovo la professionalità richiesta perché manca una cultura e specializzazione di base. Le pratiche risultano molto approssimative. Vanno bene solo per avere permessi comunali o di vari Enti: anche questo è un fatto tutto italiano ..... bisogna conoscere.... ULTIMISSIMO APPUNTO : a chi dice che gli architetti o laureati invadono il campo dei geometri nelle pratiche catastali e simili vorrei ricordare che spesso (per non dire sempre) si firmano documenti catastali che hanno fatto i geometri del catasto che non possono figurare. ---Ma non ci addentriamo in altri discorsi --- Con ogni cordialità a tutti.
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leggete questa
gianni - 14/03/2010 (20:55:36)tratto da articolo di Enrico Milone Architetto :"La direttiva 2005/36/CE definisce con semplicità l'attività professionali dell'architetto con l'art.48 “Ai fini della presente direttiva, le attività professionali di architetto sono quelle abitualmente esercitate con il titolo professionale di architetto.” Una definizione la cui minimalità è dovuta al fatto che deve essere applicabile a tutti gli Stati membri. Per alcuni Stati, come Italia, Francia e Spagna, solo gli architetti iscritti all'Ordine possono esercitare la professione. Per il Regno Unito chiunque può firmare un progetto ma solo gli architetti possono usare il titolo di architetto, per altri Stati del nord Europa è libera sia l'attività professionale che l'uso del titolo." Ed ancora nei commenti : Non è proprio così, in Inghilterra senza "esame di stato" (RIBA part 3) non ci si può chiamare architetto, ma si può liberamente progettare, probabilmente in UK non si preoccupano troppo del titolo, quanto della responsabilità di chi firma il progetto vedi http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/09857.aspx
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altro quiz
alessandro(geom) - 14/03/2010 (11:19:40)Vediamo se qualche arc. o inge mi rispode a questa , sono proprio curioso di vedere se all' uni lo insegnano , si astengano i geom. Premessa il cliente ha scelto per i lavori un impresa di ex operai che a causa della crisi hanno perso il lavoro , hanno aperto partita iva e si sono messi a fare i muratori lo scorso anno , hanno molta voglia di lavorare ma non sono ancora sicuri di quello che fanno . IL cliente vuole creare un locale in un vecchio fabbricato . Ha due piccole stanze con una scala posizionata centralmente in mezzo a queste due e vuole creare un locale unico eliminando la scala e lasciare i voltini a vista . le solette delle due camere sono in voltini in mattoni pieni ad arco e poggiano su putrelle posizionate nella stessa direzione della scala . I due voltini contigui alla scala poggiano sui muri laterali di questa che ne assorbono le spinte . questo è lo schema : I - I - II=II - I - I . Legenda : ( Putrelle I)(muri di spina II)(scala =)(voltini -) . Vi piace lo schema? Voglio vedere quanti phd e dottoroni senza esperienza sanno rispondere .Se saprete rispondere tanto di cappello.
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risposta
alessandro - 14/03/2010 (10:16:34)Secondo me la domanda è un pò sbagliata in partenza . Partendo da zero bisogna anzitutto conoscere la dimensione e lo sviluppo in pianta del fabbricato per poter stendere un primo abbozzo nel quale disporre i diversi locali e le vie di accesso a questi . Certo per iniziare posso prevedere una Hole di ingresso nella quale convergere scale , disimpegno o accesso diretto a locali . Una volta stabilita una sistemazione di massima in pianta allora posso decidere lo schema definitivo della mia scala e del vano ascensore. Posso fare una doppia rampa di andata e ritorno con ascensore indipendente oppure scala a tre rampe con ascensore centrale . Ma poi torniamo sempre li , ogni tipo di scala ha caratteristiche diverse , ad es. quella a tre rampe occupa meno spazio in lunghezza ma si sviluppa maggiormente in larghezza , quella a due rampe si sviluppa maggiormente in lunghezza ed occupa meno spazio in larghezza e quindi dove mi conviene perdere spazio? Se ad esempio avessi previsto un bagno proprio sul retro della scala per chissà quale motivo ma se questo venisse troppo stretto nel caso di utilizzo di scala a due rampe utilizzerei quella a tre che mi farebbe perdere un pò di spazio che so, per es nella reception senza pregiudicarne la funzionalità. Oppure se ritengo più opportuno un tipo di scala rispetto ad un altro se non mi stesse il bagno allora lo potrei spostare . . Tempo fà ho visto un architetto realizzare in un locale pubblico una scala centrale ad una rampa unica per raggiungere i tre piani . L' impresario sorrideva , abbiamo dovuto mettere le fotocellule per l' accensione della luce per evitare che qualcuno si facesse del male, immagina l' elevato numero di gradini sul quale sbattere le natiche , risultato luci accese durante tutto l' orario di apertura dell' edificio (c' era anche la possibilità di posizionare i tubi a specchio ma bisognava prevederlo prima ed è comunque sempre una forzatura). Quindi come vedi i gusti e e le soluzioni sono svariate ma solo alcune a seconda dei casi sono giuste .NON BISOGNA PARTIRE CON DEI PRECONCETTI ma bisogna fare in modo da sfruttare al meglio gli spazi a seconda delle caratteristiche del fabbricato tenendo in considerazione comodità di accesso ai locali (barriere architettoniche , ma questo lo sai sicuramente meglio di me ) e luminosità.
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QUIZ
GIANNI GR - 14/03/2010 (01:49:26)Permettetemi un piccolo quiz: dovete progettare la sede di un nuovo comune su più piani (ad esempio tre) e dovete posizionare le scale per l’accesso ai piani superiori e un ascensore. Non è una ristrutturazione, è un nuovo edificio, siete liberi di fare quello che volete. Tralasciate il problema dei Vigili del fuoco. Come posizionate in pianta le scale e l’ascensore?
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è giusto
carmine - 13/03/2010 (12:40:49)trovo che il ddl 1865 presentato dalla senatrice vicari è giusto perchè va a riconsiderare la ben nota figura dei geometri che hanno dedicato tanto alla nostra italia da quasi 100 anni. cmq il ddl 1865 non fa altro che confermare l'attività che esercitano i geometri su tuto il territorio italiano quasi sempre miglire di aluni architetti che a mio parere dovrebbero occupparsi solo ed esclusivamente nella buona configurazione o riconfigurazione dei piani urbanistici progettatti da loro che in alcuni casi sono inapplicabile e creano la vita di ogni cittadino invece di elemosinare i lavoro dei geometri (topografia catasto, edilizia, estimo, sicurezza nei cantieri ecc.) . MESSAGIO A TUTTI GLI ARCHITETTI CHE NON APPROVANO IL SU CITATO DDL. ANDATE A FARE UN PO DI "GAVETTA" DAI GEOMERI E POI RIFLETTETE PER POI CHIEDE SCUSA. grazie
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Per il Sig. Casiello
Antonio M. - 13/03/2010 (11:52:46)Egregio Sig. Casiello, per sua informazione io faccio corsi di aggiornamento strutturale fin da quando è uscita l'ordinanza 3274 e non solo giornalieri ma anche di 30 ore per ben due volte. Inoltre ho appena completato un ulteriore corso quest'anno per aggiormaneto NTC08. Come vedi mi interesso del mio settore è sono costretto a tenermi constantemente aggiornato. E' vero che oggi cio sono i software che come ho già detto .... fanno anche il caffe. Ma sei in grado di inserire i dati richiesti secondo la norma. Sei in grado di di leggere un risultato e individuare un errore grossolano. Sei in grado di individuare a priori il comportamento di vibrazione della struttura prima che il software ne moduli magari anche 20/30 diverse. Questa è la differenza. Al giorno d'oggi il un semplice costruzione si hanno anche centinaia di equazioni con altrettante incognite che nessuno di noi è in grado manualmente di risolvere se non con semplificazioni che certamente sono garantiste. Nessuno nega ai geometri di esercitare liberamete la vostra professione, anzi tutt'altro. Ma non rispettare un corso di studio che ci portati teoricamente ad essere più competenti nel calcolo strutturale rispetto ad un diplomato, questo non mi sembra logico. Ho scritto teoricamente perchè senza aggiornamentio e senza volontà di applicazione in qualunque campo ... siamo solo dei bla, bla. Tenga conto Sig. Casiello che non è la mia competenza che una legge mi consente a costringermi a aggiornamenti ma esclusivamente la mia responsabilità professionale. Questa si che mi fa paura e mi costringe a impegnarmi nel mio lavoro e nei confronti del cliente. Inoltre credo che se tutti i professionisti geometri fossero come lei che partecipano ad aggiornamenti di carattere strutturale ... magari e ben vengano, ma capisce che è un controsenso che un diplomato tenga ad approfondire un campo teorico con basi scolastiche limitate??? Se lei ritiene che un decreto debba fare delle competenze tutto un fascio, andiamo esclusivamente a scuola di geometra, tanto si riesce a fare tutto, ma che tale scuola duri almento 8/10 anni. La saluto.
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Competenze
Gianfranco - 13/03/2010 (11:16:22)Io penso una sola cosa e sensa voler essere polemico con nessuno: al di la della capacità dei singoli sono le competenze che un titolo di studio assegna alle persone che devono valere. Credo che nessuno di noi si farebbe operare da un infermiere di sala operatoria con esperienza pluriennale. Probabilmente l'infermiere ne sà di più di un neo laureato, ma non può operare. E così via nei più disparati settori professionali. Non vedo perchè nel canpo dell'edilizia questo principio non deve essere valido. Un tecnico diplomato che vuole accrescere le sue competenze basta che si laurei, non è poi la fine del mondo!!!! A questo punto allora mi viene da domandare ai nostri legislatori: perchè una persona dovrebbe laurearsi ed accedere al campo lavorativo (in edilizia) in ritardo rispetto ad un diplomato se poi in definitiva possono fare le stesse cose?
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Competenze
Gianfranco - 13/03/2010 (11:00:44)Io penso una sola cosa e sensa voloer essere polemico con nessuno: al di la della capacità dei singoli sono le competenze che un titolo di studio assegna alle persone che devono valere. Non penso che nessuno di noi si farebbe operare da un infermiere di sala operatoria con esperienza pluriennale. Probabilmente l'infermiere ne sà di più di un neo laureato, ma non può operare. E così via nei più disparati settori professionali. Non vedo perchè nel canpo dell'edilizia questo principio non deve essere valido. A questo punto allora mi viene da domandare ai nostri legislatori: perchè una persona dovrebbe laurearsi ed accedere al campo lavorativo (in edilizia) in ritardo rispetto ad un diplomato se poi in definitiva possono fare le stesse cose?
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MA CHI CALCOLA IL SISMA ?
Mariano Casiello - 13/03/2010 (10:11:26)Sig. Antonio, Ma chi di voi, laureati, calcola personalmente gli effetti di un sisma su una struttura ? Siamo seri. I calcoli ve li fa il pc, la stampante li porta su carta, e voi ci mettete il timbro. Per stessa ammissione di un vostro collega, in un precedente commento, e come è a tutti noto. Ha mai partecipato a qualche corso di aggiornamento in materia ? Io si ! E' in queste occasioni che si apprendono, dalla viva voce dei docenti relatori, ricercatori universitari, le migliori critiche al vostro operato. Ci vada se ne ha l'opportunità. E' molto istruttivo sulla capacità di progettare che esprimete nella realtà. "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". Nel passaggio tra una normativa e l'altra, tra lo studio di una struttura infinitamente rigida e una struttura calcolata agli stati limite, ci sono tanti ingegneri e architetti che si sono laureati studiando le prime e nessuno ci garantisce, oggi, che abbiano studiato le seconde. Noi sosteniamo semplicemente il nostro diritto a esercitare liberamente la nostra professione in edilizia. Riconoscendo il nostro diritto a progettare utilizzando liberamente qualunque materiale e tecnologia.
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BASTA
michele - 13/03/2010 (09:38:52)Leggendo alcuni commenti penso che qualsiasi persona di buon senso anche un neofita possa tranquillamente pensare che i soggetti di alcuni commenti non possano esercitare nemmeno la professione di operatori ecologici , con il rispetto dovuto a quest'ultimi. Mi rivolgo in particolar modo al dott.Ing. Andrea, vorrei tanto leggere il suo curriculum professionale perchè un classista che utilizza "eventuali" errori di grammatica (che spesso sono di "battitura" ) per denigrare un altro professionista non penso che abbia un bagaglio professionale eccelso. Chi vi scrive è un perito industriale che esercita la libera professione nel settore impiantistico da oltre 15 anni , gli mancano quattro materie per laurearsi in ingegneria, ma rimarrà sempre un perito industriale con l'orgoglio di esserlo. nei numerosi anni di professione ho incontrato ingegneri , periti, geometri, architetti, alcuni non avevano nemmeno le nozioni basi di come si progetta (figuriamoci della direzione lavori ) da altro ho imparato tante cose , ma badate anche un operaio puo' darti dei consigli che, anche se viziati da una concezione empirica sono utilissimi per silveri i problemi piu' svariati. La cosa importanti a prescindere dal titolo è la professionalità che in poche parole vuol dire essere umili, aggiornarsi costantemente, rifiutare un incarico quando non si sa da che parte incominciare. Il resto è tutto bal, bla, bla, sfido alcuni ingegneri non laureati di recenti di (ovviamente se non insegnano) sviluppare un integrale non noto un derivata parziale ecc, (non è una provocazione ) . Spero che il prof. dott. Ing. Andrea si soffermi sul contenuto di questo commento e tralasci gli errori di battitura. Cordialmente
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A quasto punto mi iscrivo al collegio dei geometri ..............
Antonio M. - 13/03/2010 (09:24:37)Mi complimento con GIANNI GR per il suo commento. Invece chiedo a Mariano Casiello se il corso di studio di cinque anni (anzi le materie strutturali ai geometri sono corsi degli ultimi tre anni - anche io sono diplomato da geometra - poi laureato in ingegneria strutturale) ti hanno garantito una conoscenza culturare necessaria per una progettazione strutturale, progettazione stradale, oppure di altro genere. Per chiarezza il corso di studi da geometra prevedeva (quando lo fatto io) 4 ore a settimana della materia definita costruzioni per il terzo, quarto, quinto anno. Vuoi mettere a confronto con le decine dei corsi di studi universitari effettuati da un laureato in ingegneria: scienza delle costruzioni uno e scienza delle costruzioni 2, tecnica delle costruzioni, cemento armato, fondazioni, geotecnica, teoria delle strutture, strutture prefabbricate, strutture metalliche, ponti etc... E' la stessa cosa sig. Casiello???? E' inutile fare commenti sulle capacità dei geometri, ingegneri e architetti , ......... tanto le cazzate le faccimo tutti e per un solo motivo: pur di prendere l'incarico diciamo di aver competenza su tutto. Se il ddl Vicari dovesse essere confermato, voglio proprio vedere il calcolo strutturale anche solo in zona 4 eseguito da un geometra... a trovarlo!!!!! Non può essere assolutamente in grado di eseguirlo perchè non ha conoscenze di base di analisi e oggi non può essere in grado di leggere e applicare la normativa NTC08. Come il sottoscritto per un accatstamento si rivolge ad un geometra perchè ignorante nel settore (e non perchè non ne ho la competenza), allo stesso modo un geoemtra si deve rivolgere ad un ing-arch per le opere strutturali e impiantistiche perchè non fa parte del suo bagaglio culturale, anche se ha fatto per 50 anni il direttore di cantiere di opere strutturali, questo non vuol dire di essere in grado di eseguire calcoli. E allora: volete anche la competenza su questo???? Se si, non siete per niente obiettivi.
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Rigurgito corporativo
Mariano Casiello - 13/03/2010 (08:52:04)Ho avuto, da Geometra, degli eccezionali insegnanti di costruzioni, tecnologia delle costruzioni, topografia, che gioivano quando vedevano che il loro insegnamento ci portava a progettare e calcolare correttamente, nel corso dei nostri studi scolastici, edifici, strade, ponti, sia pure di modeste dimensioni. Grande era la loro soddisfazione quando, dopo gli studi, quando ci vedevano al lavoro, impegnati nelle imprese, o con i nostri studi professionali, bene avviati. Ho conosciuto, nella professione, tanti Ingegneri che avevano lo stesso approccio con i loro colleghi e collaboratori Geometri. Quelli sono INGEGNERI con la "I" maiuscola. Oggi la sfida mondiale è sulla qualità. E, questa, per un professionista, non la può certificare nessun titolo o abilitazione. E non si potrà certificarla nemmeno prolungando gli studi, i tirocini e le pratiche professionali. Ci sono persone che hanno capacità di apprendimento rapide e persone che non apprenderanno (capiranno) mai nulla, pur continuando a studiare tutta la vita.
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ECCO COSA ABBIAMO STUDIATO
Mariano Casiello - 13/03/2010 (08:15:50)Il problema vero è che per alcuni di voi LAUREATI un orologio fermo è più affidabile di un orologio che ritarda di un secondo ogni mille anni, perchè quello fermo da due volte al giorno l'ora esatta e quello che ritarda non la da mai. Quindi, stando a quello che VOI, in generale, dite, il titolo che avete conseguito non dimostra che avete acquisito conoscenze specifiche nel corso di studi ma una particolare e superiore capacità mentale di risolvere i problemi, qualunque essi siano. E, quindi, basterebbe il titolo di INGEGNERE, in qualunque specializzazione per esercitare liberamente in edilizia. Strano che poi la legislazione si preoccupi di sancire in che modo debbano essere progettate le costruzioni. Edili, in questo caso. Basterebbe, allora, una legislazione che sancisse che qualunque cosa ci sia da costruire debba essere progettata da un INGEGNERE, come una parola magica, per risolvere tutti i problemi e sconfiggere terremoti, cataclismi e tsunami vari. Per capire come questa posizione sia semplicemente strumentale basterebbe ricordare come i LAUREATI in INGEGNERIA contrastino gli ARCHITETTI nella progettazione degli impianti per trovare affinità nella strategia con cui tentano di impedire ai geometri di progettare nell'edilizia. Per stare a quello che succede a chi studia per diventare GEOMETRA trascrivo alcuni significativi alcuni passaggi contenuti nella premessa dei programmi ministeriali per i Geometri che individuano gli obbiettivi didattici del nostro corso di studio (D.P.R. 30 settembre 1961, n.1222 - D.P.R. 1 maggio 1972, n.825) Credo che, da soli, siano autorevolmente sufficienti a confutare le affermazioni dei laureati in merito alla nostra capacità di progettare in base al titolo di studio che abbiamo conseguito. .......................................................... . Ambito di lavoro del geometra sono infatti tutte le operazioni che interessano l'immobile in genere: la sua costruzione e conservazione; le sue variazioni, migliorie e trasformazioni; la sua consistenza fisica, giuridica ed economica. ... Questo il campo di attività, per così dire, istituzionale del geometra. Per quanto si possano verificare scelte personali che, a posteriori, focalizzino in una sola direzione il proprio impegno di lavoro, e ne approfondiscano le tecniche, compito della scuola è offrire all'alunno la disponibilità culturale e la competenza operativa per l'intero settore. ... Sarà compito del docente suscitare nel giovane l'interesse alla generalizzazione scientifica traendo lo spunto da un problema operativo o, in altra occasione, stimolare la verifica applicativa di una enunciazione teorica. ... La lezione può, con successo, essere talvolta sostituita da una discussione, proposta e guidata dalI'insegnante che avrà cura di individuarne gl'interrogativi e stimolare la ricerca delle risposte, anche quando queste non rientrano nell'ambito disciplinare dell'insegnamento specifico. ... In tal caso il problema verrà trasmesso all'insegnante della disciplina più propria, sottolineando le strette relazioni che intercorrono tra tutti gli argomenti affrontati nel corso degli studi. Si realizza cosi quella visione globale delle proprie conoscenze che indirizza l'alunno verso un atteggiamento di consapevole maturità e di attitudine all'autoapprendimento. ... E' tuttavia indispensabile che la scuola riesca a generalizzare tale metodo nei termini più estensivi possibili. L'insegnamento di architettura tecnica, ad esempio, è strettamente complementare al corso di costruzioni. ... Mentre questo si occupa dei problemi statici delle costruzioni, nel primo si descrivono i materiali e gli elementi di fabbrica. ... Alle applicazioni in ogni caso va rivolta molta cura, sia sotto l'aspetto di particolarizzazione dei concetti teorici, sia allo scopo di familiarizzare l'alunno con le tecniche operative più moderne ed efficaci. ... Le notizie tecnologiche saranno costantemente aggiornate con il doppio scopo di permettere ai giovani una preparazione moderna e per stimolarli alla ricerca personale di aggiornamento sia durante lo studio che dopo. ... Particolare riguardo si avrà infine per la storia dell'architettura e per l'urbanistica. ... Entrambe queste discipline devono tendere ad evidenziare, nel quadro di uno stretto collegamento con gli insegnamenti più esplicitamente umanistici, I'esigenza di una sintesi costante tra la competenza tecnica e l'impegno socio-culturale insito in una moderna concezione dell'attività professionale. ... Questo compito di formazione "definitiva" del professionista tecnico non può, ovviamente, esaurirsi nell'impartire l'istruzione teorica e pratica necessaria all'esercizio della professione, sia perché la scuola deve preparare anche al consapevole assolvimento delle altre Importanti funzioni che il cittadino svolge nell'ambito sociale, politico e familiare, sia perché la stessa preparazione alla professione non si può ritenere limitata al possesso delle conoscenze e delle esperienze scientifiche e tecniche a questa indispensabili, non essendo l'uomo riducibile alla pura economicità, se non a condizione di essere depresso ad un tecnicismo privo d'ogni illuminazione spirituale. ... Pertanto, negli istituti tecnici, che per molti giovani costituiscono l'unica e definitiva esperienza di studi sistematici e guidati nel settore della cultura generale, appare di particolare importanza il conseguimento di una formazione culturale idonea a dare una complessiva maturità umana e a rendere illuminata e consapevole la stessa preparazione professionale. ... Leggendo queste premesse e prendendo in considerazione la fascia d’età cui appartengono gli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri, questo appare coma la scuola ideale per formare l’artigiano-architetto, di cui si è parlato in occasione del laboratorio di quartiere. ... Considerando il territorio come un’entità vivente e prendendo come elemento di paragone il settore della medicina, la figura del geometra oscilla tra quella del medico condotto e quella del medico del pronto soccorso. ... Come un qualsiasi intervento chirurgico, il progetto stradale deve prevedere una serie di analisi, che il geometra deve essere in condizioni di richiedere. ... Ma gli "avvertimenti" ministeriali, che dovrebbero essere tenuti in massima considerazione negli Istituti Statali, risultano molto spesso ignorati negli stessi. ... Occorre aggiungere che quest’ultima categoria di docenti, oltre ad insegnare, pensa di poter svolgere la libera professione, senza rendersi conto della contraddizione in cui cade: un ingegnere libero professionista, titolare di un vero studio tecnico, non può permettersi di essere "distratto", per oltre diciotto ore settimanali, dall’attività professionale; viceversa un docente, gravato dalle responsabilità della libera professione, non può avere la "serenità" indispensabile al più semplice dei colloqui con i propri alunni, dei quali deve capire, innanzitutto, i problemi. ... Studiare la storia e la geografia partendo da quelle locali è quanto previsto dai programmi ministeriali "è compito del docente suscitare nel giovane l'interesse alla generalizzazione scientifica traendo lo spunto da un problema operativo". ... Considerato poi che il lavoro interdisciplinare, esplicitamente proposto dal Ministero in occasione del progetto stradale, è solo un esempio, poiché è "indispensabile che la scuola riesca a generalizzare tale metodo nei termini più estensivi possibili", sarebbe da valutare la possibilità, sin dal primo anno da parte di ogni studente, di adottare un edificio del centro storico, del quale potrebbe fare il rilievo, la stima, la ristrutturazione e l’eventuale accatastamento. ... Nelle avvertenze dei programmi ministeriali si legge: "L'insegnamento della matematica negli istituti tecnici per geometri si propone di raggiungere i seguenti scopi: 1) stimolare negli alunni l'esercizio della riflessione e del ragionamento; 2) abituarli ad una esposizione chiara ed esatta; 3) addestrarli nella risoluzione del problemi e nel calcolo affinché vi acquistino sicurezza e rapidità, in funzione delle applicazioni della matematica alle materie professionali. ... Dato il suo carattere formativo-strumentale, l'insegnamento sarà prevalentemente deduttivo, pur facendo ampio ricorso–sempre dichiarato–all'intuizione ed all'esperienza, specie quando ci si propone di introdurre e fissare i concetti fondamentali. ---------------------------------------- Egregi LAUREATI, credo che queste disposizioni contenute nella premessa ai nostri programmi ministeriali chiariscano molte cose che a VOI, ed a tanti VOSTRI colleghi, molti dei quali in buon fede, sono poco chiare. Ma, è non è solo una mia impressione, tanti LUREATI non sono, per la verità, in buona fede. Specie nella categoria degli insegnanti. Se è vero, come è vero, quello che è evidente anche leggendo le riga sopra riportate della prefazione ai nostri programmi di studio. Questa mancanza di buona fede è stata evidenziata, in passato, anche da un autorevole ispettore ministeriale ministeriale, INGEGNERE, il quale, nel contestare il comportamento di questi docenti ebbe modo di scrivere, tra l'altro :”Infine un cenno al docente che esercita la libera professione: se approfitta della sua posizione di insegnante per imporre l'ignoranza ai propri allievi viola il principio deontologico che gli prescrive di essere neutrale nei confronti del destino professionale dei suoi studenti. Il suo comportamento è affine a quello del funzionario che compie il reato d'interesse privato in atti d'ufficio. ...” Allora, non è importante il DDL oggi in discussione di per sé, è IMPORTANTE E NECESSARIO riconoscere a questa categoria, a mio giudizio, il DIRITTO AD ESERCITARE LA PROPRIA PROFESSIONE NEL SETTORE DELL'EDILIZIA LIBERAMENTE, CONSENTENDO L'USO DI QUALUNQUE MATERIALE E TECNOLOGIA OGGI DISPONIBILE NEL MERCATO, SENZA LIMITAZIONE ALCUNA, sia pure entro limiti chiari e definiti.
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MOLTO DELUSO
GIANNI GR - 13/03/2010 (01:18:01)Ringrazio chi ha fatto degli apprezzamenti al mio pensiero, ma vorrei entrare un poco più dentro al problema. Mi sono meglio informato sul decreto in corso e ho letto con attenzione alcuni commenti redazionali sul sito che riporto brevemente: A) "-i geometri- potranno occuparsi di progettazione architettonica e strutturale, collaudo statico, ristrutturazioni..... competenze limitate a 5000 metri cubi, fino a tre piani fuori terra in zona non sismica e fino a due piani fuori terra in zona sismica...". PRIMO COMMENTO: ma l'Italia non è tutta diventata sismica (di fatto)? E' giusto ritenere "capace" un professionista non esperto (non dico non laureto : dico non esperto) sia della parte architettonica che strutturale – che sono indissolubilmente legate di fronte al sisma - ? il professionista "non esperto" ha compiuto sufficienti studi, specializzazioni, esperienza per fare tutto ciò? B) "saranno di competenza di geometri e periti: i calcoli statici, esclusi quelli di complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria, in conglomerato cementizio armato; la direzione lavori, la contabilità, la liquidazione e il collaudo amministrativo delle nuove costruzioni, l'ampliamento, la sopraelevazione, il recupero edilizio, il posizionamento interno ed esterno, con esclusione del dimensionamento, degli impianti tecnologici"... " i geometri e periti potranno eseguire la progettazione architettonica ed il collaudo amministrativo anche di edifici superiori a 5000 mc e a prescindere dalla sismicità, se i calcoli statici delle opere strutturali sono eseguiti, su incarico del committente, da un altro tecnico abilitato" SECONDO COMMENTO: cosa rimane fuori? Credo quasi niente. In particolare poi agli impianti tecnologici: cosa vuol dire il posizionamento con esclusione del dimensionamento. Che sappia io quando si dimensiona si posiziona anche (ovvero si disegna dove passano gli impianti e il loro sviluppo). La dizione di legge mi sembra un cavallo di Troia per poter fare anche i calcoli. E in generale: manca solo il collaudo statico. Ma mi chiedo anche: se un esperto prende la patente per progettare di fatto tutto, perché non dovrebbe anche fare il collaudo statico. Che problemi ci sono? C) "...Le competenze di geometri e periti verranno estese anche all'urbanistica. E ancora, potranno occuparsi di direzione dei cantieri, anche di prefabbricazione, di strutture in cemento armato e metalliche per ogni tipo di opera..... sarà sufficiente un corso di 120 ore in materia di rendimento energetico nell'edilizia.." TERZO COMMENTO: estendiamo la progettazione anche ai ponti, strade, depurazione acque, inceneritori rifiuti, discariche, restauro monumentale e a strutture con grandi luci; ormai non manca più niente. Per completare anche queste competenze basterebbe un corso di 60 ore ; poi per il rendimento energetico 120 ore mi paiono proprio troppe: bastono 24 ore. Infine nel redazionale si specifica che : " ... gli obiettivi della Vicari sono il riordinare e definire scolpendole in una legge le competenze delle professionalità legate al mondo dell'edilizia ma soprattutto dare risposte a tutti gli italiani e fare in modo che la professionalità dell'uomo riesca a controbilanciare i disastri che qualche volta crea la natura con terremoti ed inondazioni.." QUARTO COMMENTO: l'Arch Vicari riveste il ruolo di salvatore della patria (finalmente ci voleva qualcuno!). Per intanto dovrebbe fare una piccola indagine nella sua Sicilia per vedere chi aveva progettato alcune case e fabbricati in zona sismica , franosa e simile. CONCLUSIONE: ma perché, a questo punto e con tutte le premesse di cui sopra, non facciamo un unico ordine di nome INARC-GEOPER (ingegneri+architetti+geometri+periti) ed eleggiamo presidente unico l'arch Vicari, senza consiglieri, unifichiamo e concentriamo gli studi secondari e superiori in soli tre anni: otterremo più risultati quali sfoltimento delle università, eliminazione dei baroni, costruzioni più sicure, eliminazione dei crolli dei fabbricati, cultura e professionalità uguale per tutti, parcelle uguali per tutti (adeguandole a quelle dei geometri : è meglio, sono più favorevoli). Senza invidie tra colleghi. - A questo punto mi sorge spontanea una domanda, anzi due: 1) ma perché ho studiato così tanto? 2) l'Arch Vicari ha studiato?. Se avessi saputo prima che finiva così avrei fatto risparmiare un sacco di soldi ai miei genitori, non avrei fatto 5 anni di università, non avrei fatto master costosi, avrei evitato corsi di aggiornamento professionale, non avrei fatto apprendistato, non avrei fatto sacrifici per studiare o consultare corposi volumi anche di notte per eseguire progetti, il tutto sottraendo tempo alla mia famiglia... insomma mi sarei fatto le mie belle casette a un piano, avrei ristrutturato qualche appartamento ... nell'attesa di risorgere dalla polvere ottenendo una certificazione gratis di progettista generale e sapiente CONCLUSIONE FINALE: Io non credo che "i saggi" che si riuniranno troveranno una conclusione o un accordo con il governo con le premesse di legge di cui sopra. Credo che non si possano fare proposte alternative di fronte ad una così estesa e pletorica esternazione di competenze aggiuntive. Posso solo sperare che, se prevarrà il buon senso, ci si renda conto che non si tratta di difesa di categorie ma di serietà tra categorie professionali, in una materia che è delicata per lo sviluppo e la sicurezza del paese, inteso in senso ampio anche culturale. Sarebbe bene che i nostri rappresentanti, tecnici e politici, si interessassero della scuola e della formazione (durante e dopo gli studi) e poi delle competenze.
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A ciascuno il suo
ing. Armando La Trave - 12/03/2010 (10:34:24)Trovo giustissimo che le competenze vengano finalmente e correttamente determinate da una Legge. Il resto la trovo propaganda inutile.
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Quante verità.
Mariano Casiello - 11/03/2010 (20:20:53)Egregio Dott. Gianni GR, complimenti per l'analisi del problema e per la sua chiarissima onestà intellettuale. Condivido quasi tutto quello che ha scritto, precisando, però: 1) che, a mio modesto avviso, la nostra categoria non chiede nessun ampliamento di competenze. Ma chiede, semmai, chiarezza sul nostro diritto a progettare utilizzando tutti i materiali e le tecnologie disponibili; 2) su cosa voglia dire progettare, e su come si debba progettare, (bisognerebbe vedere realmente chi progetta le case su rilevato artificiale ecc.) si potrebbero scrivere, e sono stati scritti, valanghe di tomi. Ma la verità è che spesso il progettista diventa la "protesi" che consente al committente di soddisfare la sua voglia di essere, anche lui, ideatore dell'opera. Se non di peggio. E mi fermo qui su questo; 3) sulla diatriba grammaticale, mi consenta, ma non vorrei sembrare pedante, di segnalarle due links al sito dell'Accademia della Crusca che chiariscono la correttezza grammaticale di quello che ho scritto: 1) http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/1766.shtml;( per "e" o "ed") 2) http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4319&ctg_id=93 (per "po'" con l'apostrofo). Poiché sono abbastanza esperti in materia, io mi fiderei, al suo posto. Cordialità.
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con rispetto
alessandro - 11/03/2010 (19:57:21)Il garage lo metti di fianco se ci stai nelle distanze e ngli indici di edificabilità. Facile dire "lo metti di financo" non tutti hanno terreni di 2000 mq su cui costruire.
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Basta
Andrea - 11/03/2010 (19:51:13)Sono d'accordo con Gianni Gr. A parte che aumentare le pseudo competenze dei geometri non serve anche io penso che gli orrori che si vedono sono il frutto di un vero e proprio disastro a livello formativo. Quello che dovrebbero fare è far ritornare l'Università agli albori, quando realmente si laureavano persone pronte per poter lavorare. In alternativa credo che oggi un tirocinio obbligatorio di 8/10 anni possa servire. Di sicuro penso che l'architetto debba fare l'architetto, l'ingegnere debba fare l'ingegnere...dunque il geometra, senza nulla togliere, deve continuare a fare quello x cui è nato...che di sicuro non è progettare...oppure può scegliere di ampliare i suoi studi laureandosi...o è troppo difficile?
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CHE SUSCETTIBILITA' !
GIANNI GR - 11/03/2010 (18:59:20)Molto rapidamente: 1) in risposta a Alessandro/presunzione= in pianura il garage si mette di fianco, magari collegato con una pensilina , inserito nel progetto, ecc. non si fanno i "formicai", ma spiegare qui il problema di progettazione, a chi non è profondamente progettista, è lungo e non è l'argomento del forum 2) in risposta a Antonio/che tristezza= coraggio un pò di spirito; è vero quello che dici ma il problema non si risolve con una leggina di aumento di competenze o anche con le lauree triennali! Se fosse per me farei progettare ai geometri anche i grattacieli. Solo dopo 10 anni di apprendistato (e vale anche per le laureati triennali e quinquennali). 3) in risposta a Casiello / lapsus ... = premesso che "ed avendo" si scrive solo "e avendo" e non anche "ed", che "pò" è giusto ... ma non è questo il problema: non è la grammatica che salverà i 110.00 professionisti geometri e gli altrettanti ingegneri e architetti. Solo una preparazione seria e qualificata può legittimare, chiunque - ripeto chiunque-, a progettare. Perciò il problema sta a monte: nelle scuole e nella formazione professionale. Prima si incida su questi fattori, poi si facciano le leggi "ad classem o sui generis" - come dir si voglia - o elettorali.-- Tanto più che ormai siamo rimasti in pochi a progettare e/o predimensionare a mano : tutti ormai mettono i dati nel PC, attivano il programma (e ce ne sono di ogni tipo e per ogni categoria di lavoro: addirittura poi fanno i calcoli su internet a pagamento o si possono mandare presso studi in India o in Cina che li rimandano in 24 ore perfetti! - ormai siamo globalizzati -) e per finire stampano il tutto. -- Non so se chi lo fa (ripeto chiunque, non è un discorso di categoria) poi è capace di controllare e valutare i risultati; però se tale metodo viene "certificato per legge" , io ho i miei dubbi.--- Con ogni cordialità per le categorie "oppresse" !
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"Lapsus Freudiano" del Dott. Andrea ?
Mariano Casiello - 11/03/2010 (09:49:50)Egr. Sig. Gianni GR, è vero che la diatriba grammaticale con l'Ing. Andrea (forse suo collega ?) “... riflette un pò l'eterno contrasto tra ingegneri,architetti, geometri ...” come dice Lei. Infatti, il Dott. Andrea, a me, che sono Geometra, ha fatto l'analisi grammaticale del commento, ed avendo (si potrebbe scrivere anche “e avendo”) trovato un errore di diteggiatura (preciso che si scrive con una sola “t”) ha concluso, immagino ironicamente, dicendo che non possiamo, per questo, pretendere di progettare. Però, non si è accorto che Lei ha scritto “pò” con l'accento e non con l'apostrofo. Cameratismo o discriminazione ? Potrebbe anche non averlo ancora letto, ma, io, in ogni caso, non dirò, per questo, che lei non può progettare. :) Inutile ripetere le ragioni che sostengo a favore di una legislazione che chiarisca il diritto della nostra categoria ad esercitare, liberamente, la professione di Geometra nel settore dell'edilizia, senza divieto alcuno nell'uso di materiali e tecnologie, sia pure entro limiti dimensionali chiari e definiti. Le ho già espresse nei precedenti commenti. Cordiali saluti. p.s. Se questo può servire a sdrammatizzare il clima su questo argomento, tuttavia, molto serio, dato che interessa la vita e il lavoro di 110. 000 professionisti Geometri e loro relative famiglie.
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CHE TRISTEZZA ....
Antonio M. - 11/03/2010 (09:04:47)leggere questo forum ....... di insulti e commenti tra professionisti è ......... non so neanche come definirlo ...anzi si: uno schifo. Non abbiamo capito che nel campo dell'edilizia tutte le figure professionali devono collaborare tra loro, è sempre stato e sarà sempre così. Ormai i settori sono molto specifici che non esiste diplomato o laureato competente in ognuno di esso. Spetta al singolo professionista specializzarsi in uno o più di questi al fine di dare un prodotto chiaro e professionale al cliente. La competenza nel settore è tutta un'altra cosa. Ogni professionista può vantarsi di avere la competenza in tutto, ma poi bisogna vedere se è in grado di metterla in atto, cioè se è in grado di espletare l'incarico ottenuto. Il decreto Vicari pùò dare tutte le competetnze del mondo ai geometri e/o periti e a tutti qulli che vuole .... poi vedremo come verranno apllicate dai professionisti e se questi hanno la capacità e se hanno il coraggio di assumersi le responsabilità delle stesse. In riferimento al corso di studio e alla normativa attuale, qullo che oggi è certo è che le competetnze dei geometri sono anche le competenze dei laureati, ma non è vero l'opposto. Questo non vuol dire che non si devono definire e/o ampliare le competenze dei geometri, ma questo può essere fatto solo nel momento in cui si da possibilità agli stessi di metterle in atto partendo dalla formazione scolastica e professionale. Da ingegnere non ho paura del ddl Vicari, ma ho paura di tutti quei professionisti che pur di dover prendere un incarico si vantano di saper fare tutto solo perchè una legge consente di farlo.
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presunzione
alessandro - 10/03/2010 (19:43:14)certo perchè il garage tu lo metteresti al piano superiore , la casa in pianura la faresti in piano cosi ti entra l' acqua in casa . I nanetti non tutti ce li abbiamo e riguardo ai dettagli architettonici lasciamo perdere per non parlare delle periferie delle città .
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WW L'ITALIA
GIANNI GR - 10/03/2010 (17:59:46)leggo con allegria la diatriba letteraria/grammaticale tra Andrea e Casiello: riflette un pò l'eterno contrasto tra ingegneri,architetti, geometri, ecc. Io penso che l'arch Vicari farebbe bene a fare veramante solo l'architetto, così si renderebbe meglio conto delle cose, e non il politico "acchiappavoti". Purtroppo i geometri (ma non solo, ma per la maggior parte) sono gli artefici della bellezza delle periferie dei nostri paesi con i loro tetti sfalsati, le finestre a losanga, i nanetti fuori nel giardino, gli impianti non coibentati, le tegole in cemento, il rialzo collinare della casa - in perfetta pianura - con sotto il garage, ecc, . Basterebbe questo per togliere il titolo, altro che aumentare le competenze.
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Solita Italia
angelo - 10/03/2010 (17:43:38)Mi sono davvero stufato, questo è il solito paese dove si devono trovare sempre scorciatoie per avvantaggiare qualche categoria, il paese dei furbi, ci sono sempre modifiche, storielle nuove, politici che hanno la bacchetta magica... ma ce ne sarebbero problemi da affrontare!!! Comunque me ne sto andando all'estero, fate quello che volete, tanti auguri a voi che restate.
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Grazie
Andrea - 10/03/2010 (09:08:43)Nel mio lavoro (ingegnere) la precisione,l'attenzione, l'amore e la cura dei particolari sono tutto!
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Provocazione
Mariano Casiello - 10/03/2010 (08:59:40)Andrea, complimenti, non si è distratto. Saluti
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'A visto'
Andrea - 10/03/2010 (08:07:04)'A visto' si scrive con l'h davanti...che ignoranza!!!o forse semplicemente poca accuratezza e precisione.
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precedenti pericolosi
luca - 09/03/2010 (20:15:13)Non avete ancora capito una cosa che ora vi spiegherò . Non è vero che , se si crea questo precedente , la gente non andrà più all' università , in futuro per progettare bisognerà avere la laurea . Non è neanche vero che questo ddl crea un precedente . Il precedente c'è gia ed è stato l' unificazione dell' albo dei commercialisti tra laureati in economia e ragionieri . Quindi di cosa vi scandalizzate?
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Prima il contenuto dopo il titolo
Mariano Casiello - 09/03/2010 (19:50:44)Egregio Sig. Andrea, di solito scrivo il testo badando al contenuto e dopo, qualche volta, se c'è bisogno di dare un titolo al testo, cerco di sintetizzarlo tenuto conto del contenuto che ho elaborato. Per questo Le ho detto che avevo scritto molto prima. Alle scuole elementari e medie, ma anche alle superiori, il maestro, o il professore, assegna il tema, e, intorno a quello, l'alunno, o lo studente, effettua il suo svolgimento. Ma non nella professione. Pensi, come termine di paragone, agli articoli di giornale. I titolisti, secondo lei, fanno il titolo prima o dopo aver letto il contenuto dell'articolo. E poi, suvvia, è preferibile di gran lunga un edificio calcolato con un errore, nei calcoli statici, paragonabile a quello di un orologio che ritarda di un secondo ogni mille anni, piuttosto che un edificio, come vorrebbe Lei, progettato senza calcoli statici. p.s. A visto quante volte ho scritto l'articolo indeterminativo "un" senza apostrofo senza sbagliare. Saluti.
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X LA CRONACA
Andrea - 09/03/2010 (15:11:52)E per la cronaca: un palazzo può crollare anche perché nei calcoli ci può essere stato qualcuno che pensando che un errore ogni mille anni non produca effetti abbia fatto delle approssimazioni tali da produrre gli effetti che tutti conosciamo!CONCLUSIONE?Meglio un calcolo non fatto che un calcolo fatto con un errore ogni mille anni!
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Realtà
Andrea - 09/03/2010 (15:08:51)In realtà l'errore l'hai fatto all'inizio (nel titolo del commento) quando eri abbastanza fresco...comunque hai ragione sono stupidaggini, ma devo dire che il commento di Boris mi ha colpito un po' e devo dire di essere abbastanza d'accordo con lui!il ddl avrà effetti staripanti in tutti i settori. STIAMO MOLTO ATTENTI...ad ognuno il suo!!!
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il pelo nell'uovo
Mariano Casiello - 09/03/2010 (14:58:43)Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? errori di diteggiatura, dopo aver scritto un bel po', non possono influire sul significato
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X MARIANO MASIELLO
Andrea - 09/03/2010 (14:47:37)Guarda che "un'altro" si scrive senza l'apostrofo...e poi volete pure progettare!Mah!
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ANCHE DI PIU'
Boris - 09/03/2010 (14:46:23)Perchè allora non facciamo un bel decreto in modo che gli odontotecnici possano fare i dentisti?forse ancora nessuno ha capito la "portata" di questo decreto...penso non si sia nulla di male se si faccia un decreto che definisca meglio le competenze ma ad ognuno il suo e non perché non si voglia maggiore concorrenza ma perché in questo modo non avrebbe senso laurearsi e tutti farebbero il geometra e non credo che questo faccia bene. SCUSATE PER IL MIO INTERVENTO E SPERO DI NON AVERE OFFESO NESSUNO.
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Un'altro po' di chiarezza
Mariano Casiello - 09/03/2010 (09:36:05)Il problema vero è che per alcuni di voi LAUREATI un orologio fermo è più affidabile di un orologio che ritarda di un secondo ogni mille anni, perchè quello fermo da due volte al giorno l'ora esatta e quello che ritarda non la da mai. Quindi, stando a quello che VOI, in generale, dite, il titolo che avete conseguito non dimostra che avete acquisito conoscenze specifiche nel corso di studi ma una particolare e superiore capacità mentale di risolvere i problemi, qualunque essi siano. E, quindi, basterebbe il titolo di INGEGNERE, in qualunque specializzazione per esercitare liberamente in edilizia. Strano che poi la legislazione si preoccupi di sancire in che modo debbano essere progettate le costruzioni. Edili, in questo caso. Basterebbe, allora, una legislazione che sancisse che qualunque cosa ci sia da costruire debba essere progettata da un INGEGNERE, come una parola magica, per risolvere tutti i problemi e sconfiggere terremoti, cataclismi e tsunami vari. Per capire come questa posizione sia semplicemente strumentale basterebbe ricordare come i LAUREATI in INGEGNERIA contrastino gli ARCHITETTI nella progettazione degli impianti per trovare affinità nella strategia con cui tentano di impedire ai geometri di progettare nell'edilizia. Per stare a quello che succede a chi studia per diventare GEOMETRA trascrivo alcuni significativi alcuni passaggi contenuti nella premessa dei programmi ministeriali per i Geometri che individuano gli obbiettivi didattici del nostro corso di studio (D.P.R. 30 settembre 1961, n.1222 - D.P.R. 1 maggio 1972, n.825) Credo che, da soli, siano autorevolmente sufficienti a confutare le affermazioni dei laureati in merito alla nostra capacità di progettare in base al titolo di studio che abbiamo conseguito. .......................................................... . Ambito di lavoro del geometra sono infatti tutte le operazioni che interessano l'immobile in genere: la sua costruzione e conservazione; le sue variazioni, migliorie e trasformazioni; la sua consistenza fisica, giuridica ed economica. ... Questo il campo di attività, per così dire, istituzionale del geometra. Per quanto si possano verificare scelte personali che, a posteriori, focalizzino in una sola direzione il proprio impegno di lavoro, e ne approfondiscano le tecniche, compito della scuola è offrire all'alunno la disponibilità culturale e la competenza operativa per l'intero settore. ... Sarà compito del docente suscitare nel giovane l'interesse alla generalizzazione scientifica traendo lo spunto da un problema operativo o, in altra occasione, stimolare la verifica applicativa di una enunciazione teorica. ... La lezione può, con successo, essere talvolta sostituita da una discussione, proposta e guidata dalI'insegnante che avrà cura di individuarne gl'interrogativi e stimolare la ricerca delle risposte, anche quando queste non rientrano nell'ambito disciplinare dell'insegnamento specifico. ... In tal caso il problema verrà trasmesso all'insegnante della disciplina più propria, sottolineando le strette relazioni che intercorrono tra tutti gli argomenti affrontati nel corso degli studi. Si realizza cosi quella visione globale delle proprie conoscenze che indirizza l'alunno verso un atteggiamento di consapevole maturità e di attitudine all'autoapprendimento. ... E' tuttavia indispensabile che la scuola riesca a generalizzare tale metodo nei termini più estensivi possibili. L'insegnamento di architettura tecnica, ad esempio, è strettamente complementare al corso di costruzioni. ... Mentre questo si occupa dei problemi statici delle costruzioni, nel primo si descrivono i materiali e gli elementi di fabbrica. ... Alle applicazioni in ogni caso va rivolta molta cura, sia sotto l'aspetto di particolarizzazione dei concetti teorici, sia allo scopo di familiarizzare l'alunno con le tecniche operative più moderne ed efficaci. ... Le notizie tecnologiche saranno costantemente aggiornate con il doppio scopo di permettere ai giovani una preparazione moderna e per stimolarli alla ricerca personale di aggiornamento sia durante lo studio che dopo. ... Particolare riguardo si avrà infine per la storia dell'architettura e per l'urbanistica. ... Entrambe queste discipline devono tendere ad evidenziare, nel quadro di uno stretto collegamento con gli insegnamenti più esplicitamente umanistici, I'esigenza di una sintesi costante tra la competenza tecnica e l'impegno socio-culturale insito in una moderna concezione dell'attività professionale. ... Questo compito di formazione "definitiva" del professionista tecnico non può, ovviamente, esaurirsi nell'impartire l'istruzione teorica e pratica necessaria all'esercizio della professione, sia perché la scuola deve preparare anche al consapevole assolvimento delle altre Importanti funzioni che il cittadino svolge nell'ambito sociale, politico e familiare, sia perché la stessa preparazione alla professione non si può ritenere limitata al possesso delle conoscenze e delle esperienze scientifiche e tecniche a questa indispensabili, non essendo l'uomo riducibile alla pura economicità, se non a condizione di essere depresso ad un tecnicismo privo d'ogni illuminazione spirituale. ... Pertanto, negli istituti tecnici, che per molti giovani costituiscono l'unica e definitiva esperienza di studi sistematici e guidati nel settore della cultura generale, appare di particolare importanza il conseguimento di una formazione culturale idonea a dare una complessiva maturità umana e a rendere illuminata e consapevole la stessa preparazione professionale. ... Leggendo queste premesse e prendendo in considerazione la fascia d’età cui appartengono gli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri, questo appare coma la scuola ideale per formare l’artigiano-architetto, di cui si è parlato in occasione del laboratorio di quartiere. ... Considerando il territorio come un’entità vivente e prendendo come elemento di paragone il settore della medicina, la figura del geometra oscilla tra quella del medico condotto e quella del medico del pronto soccorso. ... Come un qualsiasi intervento chirurgico, il progetto stradale deve prevedere una serie di analisi, che il geometra deve essere in condizioni di richiedere. ... Ma gli "avvertimenti" ministeriali, che dovrebbero essere tenuti in massima considerazione negli Istituti Statali, risultano molto spesso ignorati negli stessi. ... Occorre aggiungere che quest’ultima categoria di docenti, oltre ad insegnare, pensa di poter svolgere la libera professione, senza rendersi conto della contraddizione in cui cade: un ingegnere libero professionista, titolare di un vero studio tecnico, non può permettersi di essere "distratto", per oltre diciotto ore settimanali, dall’attività professionale; viceversa un docente, gravato dalle responsabilità della libera professione, non può avere la "serenità" indispensabile al più semplice dei colloqui con i propri alunni, dei quali deve capire, innanzitutto, i problemi. ... Studiare la storia e la geografia partendo da quelle locali è quanto previsto dai programmi ministeriali "è compito del docente suscitare nel giovane l'interesse alla generalizzazione scientifica traendo lo spunto da un problema operativo". ... Considerato poi che il lavoro interdisciplinare, esplicitamente proposto dal Ministero in occasione del progetto stradale, è solo un esempio, poiché è "indispensabile che la scuola riesca a generalizzare tale metodo nei termini più estensivi possibili", sarebbe da valutare la possibilità, sin dal primo anno da parte di ogni studente, di adottare un edificio del centro storico, del quale potrebbe fare il rilievo, la stima, la ristrutturazione e l’eventuale accatastamento. ... Nelle avvertenze dei programmi ministeriali si legge: "L'insegnamento della matematica negli istituti tecnici per geometri si propone di raggiungere i seguenti scopi: 1) stimolare negli alunni l'esercizio della riflessione e del ragionamento; 2) abituarli ad una esposizione chiara ed esatta; 3) addestrarli nella risoluzione del problemi e nel calcolo affinché vi acquistino sicurezza e rapidità, in funzione delle applicazioni della matematica alle materie professionali. ... Dato il suo carattere formativo-strumentale, l'insegnamento sarà prevalentemente deduttivo, pur facendo ampio ricorso–sempre dichiarato–all'intuizione ed all'esperienza, specie quando ci si propone di introdurre e fissare i concetti fondamentali. ---------------------------------------- Egregi LAUREATI, credo che queste disposizioni contenute nella premessa ai nostri programmi ministeriali chiariscano molte cose che a VOI, ed a tanti VOSTRI colleghi, molti dei quali in buon fede, sono poco chiare. Ma, è non è solo una mia impressione, tanti LUREATI non sono, per la verità, in buona fede. Specie nella categoria degli insegnanti. Se è vero, come è vero, quello che è evidente anche leggendo le riga sopra riportate della prefazione ai nostri programmi di studio. Questa mancanza di buona fede è stata evidenziata, in passato, anche da un autorevole ispettore ministeriale ministeriale, INGEGNERE, il quale, nel contestare il comportamento di questi docenti ebbe modo di scrivere, tra l'altro :”Infine un cenno al docente che esercita la libera professione: se approfitta della sua posizione di insegnante per imporre l'ignoranza ai propri allievi viola il principio deontologico che gli prescrive di essere neutrale nei confronti del destino professionale dei suoi studenti. Il suo comportamento è affine a quello del funzionario che compie il reato d'interesse privato in atti d'ufficio. ...” Allora, non è importante il DDL oggi in discussione di per sé, è IMPORTANTE E NECESSARIO riconoscere a questa categoria, a mio giudizio, il DIRITTO AD ESERCITARE LA PROPRIA PROFESSIONE NEL SETTORE DELL'EDILIZIA LIBERAMENTE, CONSENTENDO L'USO DI QUALUNQUE MATERIALE E TECNOLOGIA OGGI DISPONIBILE NEL MERCATO, SENZA LIMITAZIONE ALCUNA, sia pure entro limiti chiari e definiti.
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Geometra
Damiano PISCONTI - 08/03/2010 (21:52:12)Egregi signori, penso che sia ora di definire le competenze professionali anche perchè siamo stanchi di sentirci defraudati dei pochi diritti professionali che ci spettano. Personalmente penso che molti laureati vogliano il no al DDL pensando che con la mancata approvazione possano obbligare il cliente a rivolgersi a loro, purtroppo così non sarà, perchè il cliente lo si guadagna sul campo, giornalmente, e non con una disposizione di legge. Comunque, allo stato attuale, se fossi un tecnico laureato mi vergognerei di aspettare una legge per accaparrarmi la progettazione di una modesta costruzione in un mondo di mega strutture. Un ingegnere valido o un architetto che si rispetti probabilmente non farebbe una campagna contro i geometri perchè di fatto avrebbe altre prospettive con cui confrontarsi.
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Geometra
Damiano PISCONTI - 08/03/2010 (20:07:15)Le opere da noi geometri progettate vanno sicuramente a vantaggio della solidità degli edifici. Questo l'abbiamo dimostrato da sempre, a differenza delle cadenti strutture pubbliche progettate dai paladini dell'edilizia laureati. Non a caso nelle nostre strutture non si trova mai un pilastro in meno o materiali di pessima qualità (vedi casa dello studente all'Aquila, palazzina a Foggia, scuola materna a San Giuliano di Puglia, ....). Buon Lavoro anche a voi.
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W Vicari
Quirico G. Demelas - 08/03/2010 (16:38:09)Ultima considerazione e poi torno al lavoro: i palazzi non crollano perchè l'Ing. sbaglia i calcoli, ma perchè l'Impresa è incompetente: ma l'Ing. dov'era durante la realizzazione? Dove, i nostri attuali architetti (accetto qualcuno), stanno progettando quartieri di elevata valenza artistico-culturale- o addirittura storica o, semplicemente, rispondenti alle esigenze dei cittadini? Basterebbe guardare gli attuali centri cittadini, i mega-ponti, le super-autostrade con i loro auto-grill, o le attuali chiese, per capire dove, nel 99% dei casi, finiscono 5 anni di studi di laurea.
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Forza VICARI
Quirico G. Demelas - 08/03/2010 (16:16:11)Carissimo Ing. Gatta, si metta l'animo in pace. In parte il suo discorso sui chirurghi e sugli infermieri è vero: anche se, prima di tutto, bisognerebbe chiedere ai chirurghi dei pazienti finiti sotto i ferri o periti per gli errori anche degli Ingegneri e/o degli Architetti. Si chieda anche come mai tantissimi "chirurghi" fanno (anche se laureati etc., etc.) il lavoro degli "infermieri": incompetenza? Inesperienza? Incapacità?..... Forse una adeguata riforma, potrebbe tornare utile anche a VOI, no?
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DDL VICARI
Quirico G. Demelas - 08/03/2010 (15:57:44)Sostengo il DDL Vicari non solo in quanto Geometra praticante, ma anche in funzione di tempo e danaro investiti nel diploma - gli anni di scuola valgono anche quelli dei Geometi - nel praticantato e nelle competenze professionali acquisite negli anni. Non chiedo di poter progettare chissà quale opera, ma almeno quelle per le quali ho studiato (diploma nel 1986!!) e per le quali ho speso anni di esperienza in cantiere.... Non avete idea di quanti Piani di Lottizzazione ho redatto, di tutto punto, per conto di Ingegneri e Architetti che l'Urbanistica l'hanno solo letta sui libri, e dopo aver investito 10 anni di esperienza presso uno studio di un Architetto urbanista. Oppure di quanti edifici ho costruito, talvolta anche modificando i calcoli strutturali "didattici" di Ingegneri che in cantiere fanno fatica anche solo a capire da dove i entra!! Con il massimo rispetto per ciascuna categoria professionale.
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finalmente un decreto esplicativo per le competenze dei geometri
vincenzo.panizzo - 08/03/2010 (11:25:58)Ritengo utilissimo il ddl 1865-, finalmente i geometri sapranno cosa è di loro competenza.
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Chiarezza
Dal Monte Emanuele - 08/03/2010 (10:35:02)Di sicuro vanno chirite le competenze per evitare scontri legali ai quali non si riesce per altro a trovare una soluzione equa. Ritengo però questo uno scontro "infantile", dei geometri così radicati nel territorio non si può fare una strage improvvisa (rivolto ad arch. ed ing.), si può però cooperare, capisco la frenesia di sfruttare il decreto per eliminare da parte dei laureati i diplomati, ma quello che devono realizzare secondo me i laureati (mi vien da dire, potendomi anche sbagliare) è che una volta eliminato il pilastro centrale rompitratta, tutto il peso della trave rimane solo sui due laterali.
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Chi dimostra l'esperienza?
Andrea Lombardi - 08/03/2010 (10:26:13)Si va bene tutto, ma chi dimostra l'esperienza assunta negli anni? Autocertifichiamo? Magari chi ha firmato i progetti non è lo stesso che poi li ha realmente fatti e seguiti....Direi, chi vuol entrare in campi di progettazione o competenze di un certo tipo si iscriva alla scuola adeguata, le notizie sulle titolarità si conoscono anche prima di iscriversi perciò...Coloro i quali "non sapevano" che diano quei 3-4 esami per riapparificarsi. Sono architetto e socio di 2 geometri, nulla contro di loro, anzi, sono geometra pure io di partenza.
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si al ddl
emiliosalvatore - 08/03/2010 (09:26:04) -
BASTA!!!
Fabry - 08/03/2010 (09:17:37)Ciao a tutti: è chiaro che servono solo due cose: 1) smettere con le sterili polemiche del tipo i lureati sono meglio, ma i diplomati sanno fare, ecc... 2) regolamentare in modo CORRETTO le competenze di chi ha un diploma, chiu na laurea (3 anni) e chi una laurea magistrale (3+2 o 5 anni del vecchio ordinamento). Una nota di demerito per chi sorride delle competenze degli ing. gestionali/elettronici/ecc.: la verità è che conta quello che si è imparato "a scuola", ma molto di più poi quello che si è imparato "sul campo", ma per ora non ci sono per ora Enti che certifichino queste competenz acquisite. Nel mio piccolo, 17 anni fa mi sono laureto in ing. elettronica, è verissimo che non sapevo quasi nulla di costruzioni, ma dopo 4 anni pasati in uno studio di ing. civile/architettura cominciao a capirne qualcosa ed oggi, dopo 17 anni di lavoro nel settore, non mi sento inferiore (o superiore, beninteso) ai colleghi ing. civili o architetti. La riprova a quanto sopra è data dal fatto che 3 anni fa mi sono iscritto ad architettura e - con quello che avevo imparato sul campo più qualche notte insonne a studiare storia dell'architettura o restauro - ho oramai superato il 95% degli esami. Credetemi: dopo qualche anno di esperienza (almeno 5, direi), conta di più quello che si è fatto, che non quello per cui si è studiato! In ogni caso, ci saranno sempre persone che, a prescindere dal titolo di studio, saranno scrupolose e attente ed altri che saranno dei puri cioccolatai. come si dice dalle ns. parti!!
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forza GEOMETRI
mitostudio - 07/03/2010 (15:21:42)Un grazie infinito all'Arch. Sen. Simona Vicari. Lei ha la solidarietà dei Geometri seri ed onesti e di molti cittadini. Da decenni si attendeva una legge chiarificatrice. Sua Eccell. rappresenta quanto di buono e operoso si possa fare. GRAZIE
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a favore
Geom. P.V. - 07/03/2010 (13:57:40)Finalmente si definiranno le competenze una volta per tutte . I tempi cambiano e di pari passo l' organizzazione dell' istruzione . Il futuro è dei laureati ma questo passaggio è di fondamentale importanza , e la Senatrice Vicari benchè Architetto ha da pensare a cose ben più importanti che non agli interessi di una categoria . Non ostante le gravi critiche dei colleghi a cui andava incontro e che sicuramente ha previsto , conoscendo la materia di cui si occupa in quanto Architetto.
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MA QUALE POCHEZZA INTELLETTUALE
ing. francesco d'agostino - 07/03/2010 (13:51:36)PER POTER PARLARE DELLA POCHEZZA INTELLETTUALE DEGLI ALTRI, PER POTER DIRE CHE ALCUNE PERSONE VALGONO UN SOLDO BUCATO, BISOGNEREBBE AVERE LE GIUSTE COGNIZIONI. E POI, IO PERSONALMENTE, NON MI CONSIDERO UN COLLEGA DEI GEOMETRI O DEI DIPLOMATI IN GENERE. BEN INTESO, NE SUPERIORE NE INFERIORE. MI CONSIDERO UN'ALTRA FIGURA PROFESSIONALE CHE, CON BUONA PACE DEL SIG. ZACCAGNINO, PUÒ FARE DI TUTTO DALL'IMPIANTISTICA AL DISEGNO ARCHITETTONICO CON AMPIA GRATIFICAZIONE PROFESSIONALE. MI DISPIACE PER LEI, MA LE MIE COMPETENZE (QUELLE VERE, ACQUISITE CON ANNI DI STUDIO, OLTRE CHE DI CANTIERE E DI APPLICAZIONE) VANNO BEN OLTRE QUELLE ACQUISIBILI DA UN SEMPLICE DIPLOMATO. SE NE FACCIA UNA RAGIONE ED EVITI, PER CORTESIA, DI FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO, PENSANDO DI FARE DELLA INCOMPETENZA DI ALCUNI LA RAGIONE PER UN LIVELLAMENTO CHE ANDREBBE SOLO A DISCAPITO DELLA QUALITÀ E DELLA PROFESSIONALITÀ. INOLTRE, COME PUÒ SOSTENERE LA CAUSA DI “UNA NUOVA GENERAZIONE DI DIPLOMATI CHE NON SA NULLA”? MI SEMBRA UN CONTROSENSO. GRAZIE.
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Pochezza intellettuale
Antonio Zaccagnino - 07/03/2010 (10:45:36)Leggo i penosi commenti dei "colleghi superiori", non avendo altre argomantazioni, fanno commenti offensivi e di cattivo gusto. Ho avuto gia modo di dire in passato che gli ingegneri ed architetti "veri" che sanno esercitare seriamente la professione non temono una concorrenza "dal basso", Mentre la temono (ingiustificatamente) quelli di un soldo bucato, quelli che si arrabbattano a fare un pò di tutto facenda nulla di buono. Quelli che pensano anche di saper "addirittura" insegnare e poi formano una nuova generazione di diplomati che non sanno nulla. E c'è ne accorgiamo annualmente agli esami di abilitazione... Dovrebbero fare seriamente il "mea culpa". Solo dopo possono permettersi di fare commenti su una discussione seria come il riodino e la definizione delle competenze professionali. Saluto tutti.
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MANDATELI A ZAPPARE
GEOMETRA_PER_ECCELLENZA - 06/03/2010 (23:49:09)A TUTTI GLI INGEGNERI ED ARCHITETTI CHE HANNO PROGETTATO EDIFICI POI CROLLATI LI MANDERI TUTTI A ZAPPARE. DICO IO. PERCHE' QUESTE BRACCIA IN MENO ALL'AGRICOLTURA ED ALLA MUNGITURA???
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giustussimo
geometra_per_eccellenza - 06/03/2010 (23:43:56)Finalmente si sta facendo qualcosa di utilissimo di cui i cittadini sentono uno strettissimo bisogno, CONVALIDARE LE COMPETENZE DEI G E O M E T R I...
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GEOMETRI PARIFICATI (TROPPO COMODO)
ing. francesco d'agostino - 06/03/2010 (22:47:19)IL SIG. BERTOZZI VORREBBE ESSERE PARIFICATO CON GIUSTI CORSI DI AGGIORNAMENTO. MA VADA A STUDIARE SE VUOLE FARE L'"INGENIERE" (COME DICE LUI). IO PER DIVENTARE INGEGNERE NON HO FATTO "GIUSTI CORSI DI AGGIORNAMENTO", MI SONO FATTO IL MAZZO TANTO. HO INIZIATO A LAVORARE MOLTO TEMPO DOPO DI LUI E HO INIZIATO A VERSARE I CONTRIBUTI MOLTI ANNI DOPO DI LUI E NEL LASSO DI TEMPO NECESSARIO PER LA LAUREA HO SPESO DECINE DI MIGLIAIA DI EURO A CUI VA AGGIUNTO IL MANCATO GUADAGNO DI CHI, STUDIANDO, NON PUO' GUADAGNARE. E' ORA DI FINIRLA, BASTA FARE QUESTA RIFLESSIONE PER CAPIRE CHE QUESTA PROPOSTA E' PRIVA DI FONDAMENTO. MA NON FATECI RIDERE.
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GEOMETRI PARIFICATI (PER CARITA')
ing. francesco d'agostino - 06/03/2010 (22:18:27)IL SIG. BERTOZZI VORREBBE ESSERE PARIFICATO CON GIUSTI CORSI DI AGGIORNAMENTO. MA VADA A STUDIARE SE VUOLE FARE L'"INGENIERE" (COME DICE LUI). IO PER DIVENTARE INGEGNERE NON HO FATTO "GIUSTI CORSI DI AGGIORNAMENTO", MI SONO FATTO IL MAZZO TANTO. HO INIZIATO A LAVORARE MOLTO TEMPO DOPO DI LUI E HO INIZIATO A VERSARE I CONTRIBUTI MOLTI HANNI DOPO DI LUI E NEL LASSO DI TEMPO NECESSARIO PER LA LAUREA HO SPESO DECINE DI MIGLIAIA DI EURO A CUI VA AGGIUNTO IL MANCATO GUADAGNO DI CHI, STUDIANDO, NON PUO' GUADAGNARE. E' ORA DI FINIRLA, BASTA FARE QUESTA RIFLESSIONE PER CAPIRE CHE QUESTA PROPOSTA E' PRIVA DI FONDAMENTO. MA NON FATECI RIDERE.
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L'Italia "stato delle banane"
Ing. Giorgio Gatta - 06/03/2010 (21:11:04)L'ennesima prova di forza di ampliamento delle competenze tecniche da parte dei diplomati. Fà caso che venga consentito da una collega laureata. Il testo di legge presentato, ha la prima firma di una senatrice, mi hanno detto, laureata in architettura. Onestamente non riesco a capire se lo ha fatto scientemente ovvero incosciamente, forse per "accontentare" un elettorato robusto come quello dei diplomati??? Comunque vi propongo una riflessione: Vi risulta che un chirurgo (medico laureato) lasci mettere le mani su un paziente in un'operazione a cuore aperto, sia questo un infermiere (tecnico diplomato) o peggio ancora ad un portantino (equivalente al muratore)?? Se trovate risposta positiva a tale domanda, allora la senatrice ha fatto bene a presentare questa proposta di legge!!!!! In realtà visto che i medici sono una categoria un pò più seria di quella a cui noi, ahimé, apparteniamo, non svenderebbero mai la loro posizione all'interno del rapporto con gli altri loro collaboratori. Invece noi siamo pronti a fare una legge (a valle di vari terremoti distruttivi, come ci sono stati in quest'anno) in cui ampliamo le competenze e certe possibilità a tecnici, che pur bravi quanto possano essere, hanno oggettivi limiti culturali e di conoscenza. Tali limiti non ritengo siano colmabili da qualsiasi esperienza sul campo. Altrimenti se facciamo tutti esperienza (magari guardando videocassette di interventi chirurgici), anche noi potremmo andare ad operare come qualsiasi chirurgo !!!!! Riflettete su questo "paese delle banane"!!!
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Finalmente chiarezza
Carmelo Garofalo - 06/03/2010 (19:09:29)Servirebbe a dare certezza alle competenze dei geometri. Chi si oppone con scuse più o meno banali, lo fa solo per cercare di accaparrarsi il mercato, ancora oggi in mano ai geometri.
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PERCHE' NON HO FATTO IL GELATAIO?
ing. francesco d'agostino - 06/03/2010 (11:44:49)CON QUESTA PROPOSTA DI LEGGE SI HANNO DUE CERTEZZE. LA PRIMA E' CHE, DOPO IL DECRETO BERSANI, ABBIAMO TOCCATO IL FONDO, LA SECONDA E' CHE VIVIAMO IN UN PAESE DI PAGLIACCI, IN UN CIRCO, E NOI, NOSTRO MALGRADO, NE FACCIAMO PARTE A PIENO TITOLO. CHE TRISTEZZA!!!
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Occorre chiarezza nel settore
Antonio Zaccagnino - 06/03/2010 (11:40:48)Si sta alzando un polverone inutile e confuso. Una legge che regolamenta le competenze è necessaria ed auspicabile. Questo disegno di legge va in questa direzione. Basta con troppi anni di confusione e di veti. Chiariamo definitivamente che un geometra ha competenza su opere di cemento armato comuni (murature armate edifici fino a una determinata altezza, capannoni industriali ecc) Non stiamo mica parlando di grandi opere di ingegneria! E bisogna anche andare oltre. Abolire gli elenchi B degli Albi degli ingegneri ed architetti ed unificarli in un unico Albo di tecnici di primo livello. Prevediamo infine un meccanismo di acquisizione graduale di competenza nel corso della vita professionale. Una sorta di qualificazione tecnica attestata dagli Ordini e Collegi. E impossibile pensare che appena abilitati si possa fare tutto. Si parte da una competenza minima e diversificata per geometri, periti, architetti, ingegneri ecc. e si arriva alle competenze massime per ogni categoria. Ovviamente per chi ne ha le capacità.
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Capacità professionali
Gabriele Bertozzi - 06/03/2010 (10:23:41)Le competenze professionali di un Geometra possono, negli anni, competere sicuramente con quelle degli architetti, e, nella giusta proporzione, anche con quella degli ingenieri. Per cui ritengo che con i giusti corsi di aggiornamento volti a verificare l'effettiva competenza, si possa essere parificati.
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Ognuno le sue competenze
Antonio - 06/03/2010 (09:56:22)Rispondo a Max in modo molto semplice "perchè i geometri non ne hanno le capacità professonali" e per quasto motivo non sono in grado di eseguire un calcolo strutturale. Per tutti quei geometri che fanno finta di non sapere, ci sono decine di corsi di laurea e se un ingegnere elettronico o gestionale si avventura a firmare un calcolo strutturale io ritengo, che se ne assume le sue responsabilità. Mi chiedo e vi chiedo: cari geometri (anche io sono diplomato da geometra e successivamente laureato in ing. civilie) ma avete il coraggio di prendervi responsabilità di calcolo anche per una semplice villetta o un semplice condominio magari in zona sismica 1. Se sbagliate un accatastamento al massimo, con poche centinaia/migliaia di euro di corregge,ma se sbagliate un calcolo???? Anche ingegneri e architetti possono sbagliare calcoli, ma noi sappiamo che, in base al nostro corso di studi e all'abilitazione conseguita, abbiamo la competenza e ce ne assumiamo la responsabilità civile e penale. Questo vuol dire che per ogni professonista si deve definire al competenza. Quest'ultima è inizialmente dettata dal corso di studi, che non sono altro che un primo passo versola professionalità. Se così non fosse, è inutile avere decine di corsi di laurea diversi, con esami specifici ...... diplomiamoci tutti da geometri ....e faccimao risparmiare denaro ai nostri genitori recuperando anche 5/6 anni di lavoro. Ricordo ai geometri, che il sottoscritto per poter laurearmi in ing. civile ho dovuto sostenere esami come scienze delle costruzioni 1 , scienze delle costruzioni 2, tecnica delle costruzioni, geotecnica, cemento armato, teoria delle strutture, strutture prefabbricate, fondazioni, strutture metalliche oltre a esami del biennio che non sono altro che analisi matematica 1 e 2, fisica 1 e 2, geometria etc. Ci sarà qualche differenza tra competenze? Perciò la mia conclusione, ripetendomi, è la seguente: AD OGNUNO LE SUE COMPETENZE, e soprattutto LE RELATIVE RESPONSABILITA'.
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Inutili argomenti e pretestuosità
Maurizio - 06/03/2010 (09:47:58)Da geometra, ad inizio carriera, e ing/arch. oggi, rilevo come sempre astiosità, pretestuosità inutili circa le tanto "discusse competenze" dei geometri. E' indiscutibile che la laurea magistrale permette attraverso il corso di studi di affrontare problematiche complesse, ma è pur vero che il riconoscimento legale del titolo non abilità alla qualità e preparazione. In ognuna delle categoria coinvolte sussistono delle buone e pessime professionalità, ma un dato appare incontrovertibile, ovvero può una norma promulgata ben 80 anni orsono essere ancora valida?. Credo di no! E' certo che tutto è cambiato, la tendenza generale con la riforma universitaria mira a formare tecnici specialisti con un livello di conoscenza diverso dai tecnici diplomati che tendono a scomparire, tant'è che anche gli Ordini e i Collegi hanno variato i propri assetti e denominazioni. Allora, la questione, che appare finalizzata al continuo screditamento d'una categoria che ha sempre e comunque fatto il proprio dovere, riguarda il timore che si configura una maggiore concorrenza? Personalmente, non ho mai sofferto tale condizione, nè col diploma, nè con la laurea. Ognuno si preoccupi di far bene la professione nell'ambito delle proprie conoscenze, ripeto conoscenze, avendo anche l'umiltà di lavorare con serenità in sinergia o, come chi parla bene, in team. E' il mercato, la richiesta di un'accresciuta sensibilità e qualità percepibile e reale ad indurre ognuno di noi a rispettare il lavoro dei Colleghi. Inutili e stupidi i paragoni demagogicamente fatti da chi confronta infermieri e dottori, e via discorrendo. Va fatta una assoluta riforma del settore ridefinendo alcune competenze che siano coerenti all'attualità, anche con la verifica di serie attività formative. Nessuno pensi di avere il sapere trasfuso solo perche possiede un livello d'istruzione superiore. Istruzione, non cultura come qualcuno ha sentenziato.
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perchè solo ai geometri
Giuseppe - 06/03/2010 (09:37:05)Mi chiede solo perchè non allargare le competenze anche ai Capi Mastro. Vi assicuro che ce ne sono dei bravissimi. A proposito anche molti bidelli e infermieri sono bravi lavorare nel settore dell'edilizia (dicono che lo fanno per arrotondare lo stipendio-beati loroc che ce ne hanno almeno uno sicuro), abilitiamo anche loro. E' uno schifo tutte queste questioni sule competenze nascono esclusivamente per un fatto prettamente di opportunismo politico grazie al potere notevole che hanno i geometri. Per la cronaca io sono un geometra iscritto al Collegio e alla cassa Geometri oltre ad essere laureato in Architettura ed essere iscritto all'Ordine degli Architetti. Domanda: perchè mi sono lauretato? E' evidente che solo un imbecille decide di laurearsi con enormi sacrifici, non solo economici, coinvolgendo anche la propria famiglia. Povera Italia........
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Gli antichi romani...
Mario Siniscalchi - 06/03/2010 (08:08:37)...hanno fatto quello che hanno fatto senza essere laureati e senza sapere perchè quello che facevano funzionava. MA, detto questo, oggi non è il caso di garantire i clienti e la società tutta con un percorso formativo universitario? Onestamente io geometra divenuto ingegnere sarei per differenziare e specializzare ancor di più le competenze, anche tra ingegneri, piuttosto che metterci tutti nello stesso calderone. I clienti cosa ne sanno di noi? Come si fa a tutelarli? Davvero li si lascia vagare tra chi si sa meglio vendere a prescindere dalle competenze?
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Chiarezza nelle competenze
Mariano Casiello - 06/03/2010 (07:59:37)Occorre che il legislatore, e solo esso, riconosca, oggi, alla nostra categoria quello che il legislatore del 1929 gli aveva tolto. L'art. 22 del nostro regolamento professionale del 1929 (di cui riporto sinteticamente il contenuto) stabiliva che i geometri che avevano lodevolmente progettato opere in cemento armato eccedenti i limiti sulle nostre competenze in questa materia, individuati con l'art. 16 dello stesso regolamento, potevano continuare a farlo. Poichè: i programmi di studio per la nostra categoria a quel tempo non erano più avanzati di quelli attuali; le tecnologie per la produzione dei materiali e la realizzazione dei manufatti in c.a. non erano sicure come lo sono ora; E' DOVEROSO CONSENTIRE, OGGI, ALLA CATEGORIA DEI GEOMETRI DI OPERARE LIBERAMENTE NEL SETTORE DELL'EDILIZIA, PER RISPONDERE NEL MIGLIORE DEI MODI ALLE ESIGENZE DELLA COMMITTENZA, CHE AD ESSA SI AFFIDA E IN ESSA RIPONE LA PROPRIA FIDUCIA, SENZA ALCUNA LIMITAZIONE, QUANTO MENO NELLA SCELTA E NELL'UTILIZZO DI MATERIALI E DELLE TECNOLOGIE OGGI DISPONIBILI SUL MERCATO.
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Le nostre competenze chi le difende???
Ingegnere iunior - 05/03/2010 (17:35:28)Sicuramente c'è da sistemare tante cose, però bisognerebbe farlo senza demagogia e prese di posizione pensando alla "pagnotta". Io penso ai pareri fatti dal CNI e dal consiglio superiore lavori pubblici, sulle nostre competenze in zona sismica, parei e sottolineo parei, espressi senza analizzare i percorsi formativi universitari di noi Ingegneri iunior, ricordo a tutti che non c'è mai stato nessun parere contro gli Ingegneri elettronici, gestionali e in generale qualsiasi Ingegnere che non abbia studiato, durante il suo percorso di studio, strutture in zona sismica, scienza delle costruzioni, tecnica delle costruzioni, geotecnica, ecc.. Pareri il cui unico scopo è quello di screditare una categoria mai accettata e vista sempre con diffideza. Non vorrei che alla fine con questo tavolo tecnico quelli a rimetterci siamo noi Ingegneri e Architetti iunior! Attenzione non è un attacco a i colleghi ma credo che come un Ingegnere strutturista non ha competenza per progettare impianti elettrici, è vero anche il contrario.
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Competenze
Paolo Soldati Architetto - 05/03/2010 (17:17:29)La Legge va sicuramente aggiornata così come le competenze ben definite tenendo conto delle reali diversità culturali esistenti tra un diploma, una mini-laurea ed una Laurea. Secondo un mio personalis- simo parere direi che per chi vuole esercitare la professione come minimo dovrebbe essere dotato di mini-laurea. Questo perchè oggi la professione è complessa ed occorre avere una buona e notevole cultura di base.
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NO COMMENT
Salvatore Alessandro Turturici - 05/03/2010 (16:17:07)Non occorrerebbe commentare. Gli italiani sanno perfettamente quali sono le competenze degli architetti, degli ingegneri, dei geometri e dei periti edili. La Senatrice, che ha frequentato la facoltà di architettura di Palermo negli stessi anni in cui la frequentavo anch'io, dovrebbe avere le idee molto chiare anche se, già allora, molto presa dalla propaganda politica. Volendo commentare comunque, e ad ogni buon fine, anche a costo di passare per pedanti e presuntuosi, si può suggerire ai dubbiosi di rileggere i classici della letteratura. Tra questi sicuramente Marco Vitruvio Pollione (80/70 a.C. – 23 a.C.) con il suo De architectura. Il primo libro dell'illustre "trattato" ci racconta, anche, della formazione dell'architetto e delle sue competenze. Eccone un estratto. Vitruvio - LIBRO I La preparazione professionale dell'architetto "Dal momento che dunque questa scienza (dell’architettura) è così importante, adorna e ben fornita di varie e molteplici conoscenze, non penso che possano a buon diritto reputarsi improvvisamente architetti se non coloro che abbiano raggiunto la parte più alta del tempio dell’architettura col salire fin dalla fanciullezza su questi gradini delle discipline, nutriti dalla conoscenza della maggior parte delle lettere e delle arti. E forse sembrerà straordinario agli incompetenti che la natura umana possa apprendere e tenere a memoria un così grande numero di scienze. (...) Infatti non deve né può essere architetto un grammatico, come fu Aristarco, ma non un illetterato, né un musico come Aristosseno, ma non uno sprovvisto di cultura musicale, né un pittore come Apelle, ma non uno inesperto del disegno, né uno scultore come Mirone o Policleto, ma non uno che non conosca l’arte plastica, né ancora un medico come Ippocrate, ma non un ignorante di medicina, né uno singolarmente brillante in tutte le altre discipline, ma in quelle non incompetente". E' sempre stato chiaro a tutti cosa sia l'architettura e le nostre città storiche ne sono testimonianza eloquente come un libro scritto. Da una Senatrice, architetto, ci si sarebbe aspettati un forte contributo al Disegno di Legge-Quadro sulla Qualità Architettonica e non certo un'azione che, forse non volendolo, va nella direzione opposta. Lo sanno bene anche geometri e periti edili le cui competenze, diverse, contigue e assolutamente necessarie, hanno sempre messo diligentemente a servizio di fabbriche e cantieri nell'esercizio pratico della costruzione delle città. E davvero non è poco. www.alessandroturturici.it
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X SAMANTA
Geometra Tullio - 04/03/2010 (11:02:30)Guarda non credo sia necessario fare un fascio di tutto...gli incompetenti ci sono da una parte e dall'altra come anche le persone capaci. Quello che dico io è che prima di dire che ne sa un geometra di calcoli strutturali si dovrebbe pensare che ci sono ingegneri che di calcoli strutturali ne sanno meno di nulla e allora tutti i discorsi che stiamo facendo sono inutili. Facciamo una cosa: i calcoli, la progettazione, etc. li possono fare solo gli ingegneri che realmente si sono laureati per fare queste cose e non chi si improvvisa tale pur di lavorare e noi geometri continuiamo a fare il nostro lavoro.
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Competenze
Samanta Soranno - 03/03/2010 (16:26:11)Per Geometra Tullio: gli ing elettrici e gestionali ne possono capire quanto un geometra (più gli elettrici che i gestionali...forse volevi dire gli elettronici...), solo che i geometri pensano di saperne di più solo perchè hanno le mani in pasta! Sono d'accordo sul fatto che va legiferato in materia di competenze una volta per tutte, ma tendendo presente le giuste basi culturali!
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ERA ORA
GEOMETRACAPALBO - 03/03/2010 (15:55:18)Penso sia corretto legiferare per chiarire una volta per tutte quali siano le competenze professionali dei geometri (qualunque esse siano). grazie
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Avete proprio ragione
Geometra Tullio - 03/03/2010 (15:14:05)Esistono bravi ingegneri e bravi architetti, ma almeno concedetemi una cosa: un ingegnere elettrico o gestionale che ne può capire di calcolo strutturale o di progettazione?ve lo dico io: meno di un geometra!!!
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Referendum
Luca - 03/03/2010 (15:12:25)Propongo un referendum. Sfruttiamo questo sondaggio al meglio e cerchiamo di capire cosa pensano i tecnici (ingegneri, architetti, geometri e periti), poi tiriamo le somme...cerchiamo di capire cosa pensa un geometra di questo e se ritiene davvero che un neodiplomato geometra sia in grado di risolvere un'equazione differenziale oppure per fare i calcoli si compra il software strutturale di turno inserisce i dati e via....io credo non funzioni così....
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Partecipazione di tutti i tecnici
Samanta Soranno - 03/03/2010 (15:02:19)I compiti di geometri e periti devono essere ridimensionati e non aumentati, vista la complessità degli argomenti in gioco. Inoltre penso sia più giusto chiedere, tramite gli ordini provinciali, il parere di tutti i tecnici (anche se capisco che è un lavoraccio...), tipo sottoscrizione o simile, in modo da coinvolgere tutti..insomma tipo un referendum!
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vergogna
Luca - 03/03/2010 (13:29:59)E' un decreto vergognoso, che non riordina le professioni, ma, come al solito, premia chi ha più peso. E purtroppo non si parla di cultura, o di capacità. Che predilige l'arte di arrangiarsi, di spadroneggiare in campi di competenza che in nessun altro posto al mondo si sognerebbero neanche di mettere becco. Che ancora una volta ci contraddistingue come il paese dove chi si sa arrangiare, vince. E nell'unico settore dove più figure professionali fanno lo stesso lavoro. Medici, dentisti, avvocati, commercialisti, ragionieri, veterinari, notai... invece qui i geometri fanno gli ingegneri, e i periti agrari le certificazioni energetiche degli edifici. Grazie, Vicari, e a tutti quelli prima di lei.
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semplicemente incredibile
INGstrutturista - 03/03/2010 (13:09:57)E' incredibile! Sono strutturista da 5 anni. Ho ancora tanti problemi su alcuni calcoli strutturali che la nuova normativa impone. Volete farmi credere che tutte le equazioni differenziali studiate all'università non servono più a niente? On Simona Vicari, davvero con molto rispetto le chiedo: Lei ha visto quello che è successo all'Aquila? Certo non sarà solo colpa dei progettisti, ci sono responsabilità di imprese eccetera....ma lasciamo quindi la progettazione ai geometri? (la maggior parte delle case crollate avevano cubatura inferiore ai 5000mc) Premetto che prima di essere ingegnere sono geometra e chiedo alla categoria: ma davvero sapete progettare in zona sismica? Un ingegnere lo dimostra facendo esami all'università (almeno così funziona la società), voi come lo dimostrate? Avendo costruito un casetta e dite: "visto che sta in piedi"? E' questo il modo di procedere secondo voi? L'unica giustificazione che trovate, permettetemelo, è quella di dire: "conosco un sacco di ing e arch incompetenti". Ma questo che vuol dire? Anch'io conosco medici incompetenti e allora?? Siccome tanti medici sono incompetenti allora facciamo operare pure agli infermieri?? Vi prego di rispondere, davvero non ho parole. PS: Ai geometri chiedo: sapreste spiegare cos'è la Gerarchia delle resistente ormai obbligatoria in TUTTI i tipi di edifici?? O progettate con M/W+N/A???
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russo
cataldo - 03/03/2010 (12:55:28)credo che non sia immaginabile che con la preparazione fornita dalle scuole superiori dei geometri possano eseguire dei calcoli in c.a. con la normativa vigente........ed i corsi di aggiornamento sono un surrogato che non potranno mai fornire la forma mentis e la preparazione corretta per affrontare le problematiche nate
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Geometra=Geometra
Stefano - 02/03/2010 (11:28:35)Il geometra medio nella maggior parte dei casi non conosce bene neanche l'italiano avendo una cultura alquanto bassa e vogliamo pure consentirgli di progettare????ma stiamo scherzando???non metto in dubbio che ci siano bravi geometri ma geometri sono!!!!!
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DOMANDA
Max - 03/03/2010 (11:24:09)La domanda nasce spontanea: perchè ingegneri e architetti firmano calcoli strutturali di progetti redatti da geometri?
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esperienza vantata
Franco Fatati - 02/03/2010 (23:26:15)La tanto vantata esperienza, che dovrebbe garantire tutti noi del diritto dei Geometri a progettare tutto il costruibile, non può essere verificata o certificata o controllata da nessun Ente. Sarebbe un assurdo salto nel buio. Volendo ragionare su un tema tanto assurdo direi che tanto varrebbe che si laureassero: in fin dei conti sono solo 5 anni (se ce la fanno) e se sono bravi come dicono, poi potranno far crescere le loro competenze. Nessuno direbbe niente. Perchè parlare quindi di 10 anni di esperienza? Sarebbe sciocco e masochista.
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vergognoso!
ingegnere - 02/03/2010 (19:19:45)Diamo competenza di realizzare ospedali e scuole a ragazzi di 20 anni!!! Poi non ci lamentiamo però se ogni tanto qualcuno crolla rovinosamente! Non credo sia questo il prezzo giusto da pagare per snellire la burocrazia!
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Dai
Vicio - 02/03/2010 (19:04:29)Raccogliamo voti e commenti
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Complimenti per l'iniziativa
Attilio - 02/03/2010 (19:00:51)Sondaggio ben strutturato...vediamo cosa succede. Sottolineo però che geometri e periti sono per il SI, ma Architetti e Ingegneri non sono tutti per il NO dato che la proposta di legge è partita da un Architetto...non aggiungo altro!!!!
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SI
Gianpietro - 02/03/2010 (14:24:49)Cinque + 2 fanno sette in alternativa 5 o + se somarelli . Meglio 7 o 5??
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se passasse l'infamia...
maria - 02/03/2010 (13:40:31)...allora PRETENDIAMO CHE GLI INFERMIERI CON 10 ANNI DI ESPERIENZA POSSANO ESEGUIRE OPERAZIONI FINO A 4 ORE DI INTERVENTO.
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