Inarcassa approva il Bilancio di previsione 2026: numeri solidi, scelte prudenti e più sostegno agli iscritti

28/11/2025

Il nuovo Bilancio di previsione approvato dal Comitato Nazionale dei Delegati traccia una fotografia molto chiara dello stato di salute di Inarcassa. Il comunicato stampa diffuso dall’Ente mette infatti in evidenza una gestione che, pur in un contesto economico complicato, continua a mostrare stabilità e capacità di programmazione a lungo termine.

L’impressione generale è quella di un bilancio costruito con prudenza, che prova a rafforzare il supporto alla professione senza perdere mai di vista l’equilibrio finanziario. Un equilibrio che, per una cassa previdenziale di categoria, è la condizione essenziale per garantire sicurezza agli iscritti oggi e domani.

Un avanzo che supera il miliardo e un patrimonio che continua a crescere

Il dato più immediato riguarda il risultato economico previsto per il 2026: oltre 1 miliardo di euro di avanzo. Un numero che, da solo, aiuta a comprendere la solidità complessiva dell’Ente.

A questo si affiancano entrate contributive superiori a 1,8 miliardi, un flusso stabile che continua a rappresentare il cuore della gestione previdenziale.

Il patrimonio – ormai prossimo ai 17 miliardi – si conferma un altro punto di forza. Non è un risultato casuale: è il frutto di una strategia di lungo periodo che punta a coniugare tutela del risparmio e capacità di generare rendimenti sostenibili, riducendo il più possibile l’esposizione alla volatilità dei mercati.

La nuova strategia di investimento: più obbligazioni, meno azioni

La parte forse più interessante del comunicato riguarda l’aggiornamento dell’Asset Allocation Strategica 2026-2030.

Inarcassa sceglie un approccio prudenziale:

  • riduce il peso dell’azionario;
  • rafforza la quota obbligazionaria;
  • ricalibra il portafoglio per renderlo più stabile nel medio-lungo periodo.

Una decisione che nasce dalla consapevolezza di muoversi in uno scenario globale instabile, tra tensioni geopolitiche, inflazione ancora alta e mercati finanziari spesso imprevedibili.

L’obiettivo dichiarato è duplice:

  • proteggere il patrimonio accumulato;
  • garantire rendimenti adeguati alle esigenze previdenziali, mantenendo un livello di rischio coerente con la missione dell’Ente.

Le nuove stime lavorano con un’inflazione intorno al 2%, un parametro oggi considerato compatibile con le analisi di sostenibilità a lungo termine.

Più risorse per previdenza e assistenza

Sul fronte delle prestazioni, il Bilancio 2026 prevede un incremento sia della componente previdenziale sia di quella assistenziale.

Le pensioni e le altre prestazioni obbligatorie raggiungono 1,164 miliardi di euro, con un aumento di circa 7,5% rispetto al 2025.

Il salto più evidente riguarda però l’assistenza: le risorse dedicate passano da poco più di 49 milioni a oltre 69 milioni. Una crescita notevole, che conferma la volontà dell’Ente di intervenire con maggiore incisività a sostegno degli iscritti, soprattutto in una fase storica segnata da redditi in flessione e da un mercato della professione sempre più altalenante.

Redditi in calo: le ipotesi prudenziali sul 2024

All’interno del Bilancio trovano spazio anche alcune proiezioni attuariali sulle dinamiche reddituali del 2024, che non sembrano particolarmente incoraggianti:

  • –2% per gli iscritti;
  • –10% per i “non iscritti”;
  • –20% per le società di ingegneria.

Sono dati che Inarcassa aveva già trasmesso ai Ministeri vigilanti e che, inevitabilmente, pesano sulle valutazioni del saldo previdenziale del prossimo anno.

Garbari: “Un percorso che tiene insieme tradizione e innovazione”

Il Presidente Massimo Garbari ha accompagnato i numeri con una riflessione strategica sul ruolo dell’Ente.

Secondo Garbari, il quinquennio 2025-2030 rappresenta un periodo chiave: un ciclo in cui Inarcassa intende tenere insieme la continuità istituzionale, che assicura stabilità, e la spinta verso l’innovazione, necessaria per adeguarsi alle trasformazioni economiche e professionali in corso.

Il risultato stimato per il 2026 – 1,021 miliardi – pur rimanendo molto elevato, è leggermente inferiore a quello indicato nelle previsioni precedenti. Un calo atteso, spiegato dal rallentamento dei redditi professionali e dall’aumento del numero di pensionati.

Garbari ha insistito in particolare su un punto: la sostenibilità di lungo periodo resta il criterio guida di ogni scelta. Garantire prestazioni adeguate significa infatti valutare con estrema attenzione la tenuta futura del patrimonio e dei flussi contributivi, senza mai sacrificare l’equilibrio complessivo.

Un bilancio che guarda al futuro della professione

Nel complesso, il Bilancio di previsione 2026 lascia emergere un messaggio chiaro: Inarcassa si muove con prudenza, ma senza rinunciare a rafforzare il proprio ruolo di sostegno alla comunità professionale.

Le misure assistenziali crescono, la gestione finanziaria si adatta a un contesto incerto e le proiezioni vengono aggiornate tenendo conto dei segnali non sempre positivi provenienti dal mercato della professione.

Si tratta quindi di un documento che, più che offrire solo numeri, racconta una strategia: mantenere la solidità della gestione, investire con realismo e garantire continuità nel tempo. Un percorso che, nella visione dell’Ente, deve accompagnare gli ingegneri e gli architetti iscritti in una fase storica che richiede equilibrio, attenzione e capacità di guardare lontano.

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