CODICE UNICO DEGLI APPALTI

14/01/2006

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Nella seduta del 13 gennaio 2006 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le politiche comunitarie, La Malfa, e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Lunardi ha approvato uno schema di decreto legislativo per l'attuazione delle direttive 2004/17 e 2004/18 in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.
Nel recepire tali direttive (sulla base dei principi già approvati dal Consiglio dei Ministri il 29 dicembre scorso) è stato messo a punto un vero e proprio Codice (Codice De Lise) della materia, strumento prezioso perché semplifica il compito degli operatori del settore.
Il testo, infatti, coordina una disciplina fortemente frammentata e di difficile ricognizione, pur in un ambito estremamente delicato ed importante; sono state coordinate in un solo testo le disposizioni relative ai settori ordinari (disciplinati dalla direttiva 2004/18) e quelli relativi ai settori cosiddetti speciali (disciplinati dalla direttiva 2004/17), fino ad oggi distinte nel nostro ordinamento, e sono state altresì riunite in maniera organica le regolamentazioni degli appalti sopra e sotto soglia comunitaria.
Il Governo previsa che accanto al puntuale recepimento delle norme comunitarie si è provveduto ad innovare in settori in cui maggiormente la disciplina nazionale si discostava dagli indirizzi europei, prevedendo quindi, oltre che i nuovi istituti di derivazione comunitaria dell'avvalimento degli accordi quadro, del dialogo competitivo e delle aste elettroniche, la scelta non più predeterminata per legge tra criterio di aggiudicazione del prezzo più basso e criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. E' stato stabilito un più puntuale accoglimento alle direttive comunitarie in tema di tutela giurisdizionale e precontenziosa.
Il Codice prevede, infine, che i requisiti per la qualificazione delle imprese siano acquisiti esclusivamente tramite l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, contribuendo così a qualificare realmente le imprese stesse ed eliminando ogni fenomeno distorsivo.
Sul provvedimento dovranno essere acquisiti i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari. © Riproduzione riservata

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