LIBRETTO DEL FABBRICATO

09/02/2006

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Il Comune di Palermo, con la delibera di giunta n. 614 del 29 dicembre 2005, ha approvato il Regolamento concernente l'istituzione del Documento identificativo efficienza del Fabbricato (D.I.E.F.), per “Nuove costruzioni” e per “Vecchie costruzioni”.
Prima del Comune di Palermo una analoga iniziativa è stata portata avanti dai comuni di Napoli e Roma e dalla Regione Lazio dove è stato già introdotto il fascicolo del fabbricato.

Sul Documento identificativo efficienza del Fabbricato è già polemica in quanto i proprietari di immobili non vedono di buon occhio i nuovi obblighi e perché la Regione siciliana ha già in corso una analoga iniziativa.
Il Dief sarà obbligatorio per le nuove costruzioni e facoltativo (tranne che in casi di riconosciute condizioni critiche) per quelle esistenti. Nel Dief dovranno essere indicati tipologia dell'edificio, strutture di fondazione e di elevazione, anno di costruzione, certificazioni statiche o sismiche, eventuale natura di fessure o lesioni.

Il Dief dovrà essere redatto da un tecnico abilitato, dovrà essere aggiornato ogni 10 anni e dovrà riportare planimetrie e grafici descrittivi delle caratteristiche dell'immobile, una relazione geologica sul sottosuolo, gli interventi da realizzare per la messa in sicurezza, un giudizio sintetico sull'eventuale stato di degrado e una dichiarazione di efficienza del fabbricato firmata da un tecnico abilitato.

L'iniziativa del Comune potrebbe essere oggetto di ricorso al TAR da parte di proprietari immobiliari ed ingegneri perché potrebbe sovrapporsi al disegno di legge n. 983 depositato all'Assemblea regionale siciliana il 18 marzo 2005, recante “Istituzione del fascicolo del fabbricato” e in attesa di esame da parte dell'Assemblea regionale siciliana. Nel caso in cui il disegno di legge regionale fosse trasformato in legge regionale la stessa avrebbe la priorità rispetto a quella comunale ed il ricorso al TAR potrebbe scattare quasi immediatamente.

Il fascicolo del fabbricato è già stato introdotto dalle Regioni Lazio e Campania; in quest'ultima Regione però l'iniziativa è stata censurata dalla Corte Costituzionale con la motivazione che non si possono delegare al privato cittadino verifiche e controlli sui fabbricati di competenza della pubblica amministrazione.
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