TORNA AL QUIRINALE

03/04/2006

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Il Governo nella seduta del 29 marzo scorso, senza peraltro alcuna comunicazione ufficiale se non la pubblicazione del nuovo testo nel sito internet www.comdel.it, ha inviato nuovamente al Presidente della Repubblica il Codice Ambiente per l’emanazione e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Sembra che il provvedimento entro oggi verrà firmato dal Capo dello Stato anche se sullo stesso continuano a scatenrasi le polemiche di ambientalisti ed opposizione.

Vale la pena ricordare che il provvedimento era stato rinviato, nei giorni scorsi dal Capo dello Stato all’esecutivo con una serie di rilievi tra i quali la mancata considerazione delle competenze della conferenza Stato-Regioni e la mancanza del parere del Consiglio di stato.

Sembra che l’esecutivo abbia risposto ai rilievi del Capo dello Stato precisando che:
  • il Codice ambientale non è un Testo unico perché mancano diversi settori tra cui le aree protette e che, quindi, il vaglio del Consiglio di Stato non è obbligatorio;
  • il parere negativo delle Regioni non è stato, invece, preso in considerazione a causa del fatto che non si trattava di un vero parere ma di un documento della Conferenza dei presidenti mentre il parere doveva essere espresso dalla Conferenza unificata Stato, Regioni, Province e Comuni.
L’esecutivo, prima di rinviare il Codice al Capo dello Stato, ha apportato alcune modifiche agli articoli 267 e 318 ed il Presidente della Repubblica non potrà non formare il provvedimento non potendo impedire al Governo l’esercizio della delega in merito alla stesura del Codice stesso.

Ricordiamo che nel Codice ambientale sono state inserite, tra le altre:
  • le autorizzazioni ambientali (Vas, Via, Raccordo Via -- Ippc);
  • le norme in merito al suolo ed alle acque (Distretti idrografici , Tutela e pianificazione);
  • le norme in merito ai rifiuti ed alle bonifiche;
  • le norme concernenti l’aria;
  • le norme relative al danno ambientale.
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