INTERVENTO DEL MINISTRO DI PIETRO

20/06/2006

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Anche il caso Autostrade-Abertis sul tavolo di Antonio Di Pietro. Il ministro delle Infrastrutture, alla vigilia del nuovo in­contro tra Anas e Autostrade, sulla sua scrivania c'è anche un dossier Anas che si concluderebbe con una lettera di dimissioni del direttore generale, Claudio Artusi.
In gioco ci sarebbe la riorganizzazione interna proposta da Artusi e approvata dalI'Anas due mesi fa. La rivolu­zione comporterebbe la divisione della potente "direzione lavori" in due filoni, le "nuove costruzioni" e la "manutenzione" con l’attribuzione alla "Direzione Autostrade" delle sole funzioni di vigilanza.

Le modifiche avrebbero dovuto accompagnarsi a nuove nomine e incarichi, che però Artusi avrebbe rinviato a giugno, aspettando la scaden­za del mandato dell'attuale Direttore dei Lavori. Ora però Di Pietro avrebbe congelato il nuovo organigramma dirigenziale, aprendo la crisi il direttore generale in Anas solo dal novembre scorso. Intanto l'audizione di Di Pietro alla commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera potrebbe portare a una risoluzione comune tra maggioranza e opposizione. "Ne discuteremo il 28 giugno". Il ministro - fa sapere il presidente Ermete Realacci (Margherita) - ha reso noto di avere inviato all'Anas due lettere destinate a Autostrade. La prima contiene una "messa in mora preventiva" dove chiede una rinegoziazione della convenzione. "Autostrade non ha commesso inadempienze", ha chiarito ma se la fusione si realizzasse così com'è prevista, la presenza nell'azìonariato della società di costruzioni Nuova Abertis verrebbe a violarsi un decreto dello Stato, con controversia giudiziaria: "Chi compra - avverte il ministro - è bene che lo sappia".

La seconda lettera suona piuttosto come un monito: Di Pietro rileva finora "piccoli indeinpimenti" dell'Anas. Nuove mancanze potrebbero portare Anas a "una decisione drastica": una revoca.

Dietro i toni duri del ministro - si suppone - potrebbero avere come obiettivo di ottenere la promessa di Autostrade di realizzare una parte delle opere pubbliche rimaste a secco di fondi. E forse anche per questo Di Pietro ieri ha annunciato che le Concessioni sono sotto osservazione e passibili di modifiche al momento del loro rinnovo. «Tocca al Parlamento - intanto puntualizza Maurizio Lupi dell'opposizione - riscrivere le regole sul sistema delle concessioni".


a cura di Salvo Sbacchis
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