REGIONI A RISCHIO DI FERMO

16/06/2006

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Dopo la sentenza che ha bocciato la legge sull'urbanistica toscana nella parte in cui prevede semplificazioni procedurali per le costruzioni in zona sismica si è avuto un effetto terremoto in numerose altre Regioni.
La Regione Toscana ha ritenuto che il testo unico in edilizia non abroghi le disposizioni della Legge n. 741/1981: la Corte, invece, prevede che per gli interventi in zona sismica, un preavviso scritto alla struttura regionale competente, corredato da progetto dell'opera, relazione tecnica e relazione sulla fondazione, contrasta con l'articolo 94 del testo unico in edilizia che ammette questi snellimenti procedurali soltanto per le zone a bassa sismicità.

In tutti gli altri casi, secondo il Dpr n. 380 «non si possono iniziare i lavori senza preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della Regione».

Secondo questa lettura, quindi, le norme regionali che potrebbero considerarsi in bilico sono numerose, soprattutto per quei territori considerati ad elevato rischio sismico.

Regione Calabria: con la legge regionale n. 7/1998 la Regione ha sostituito l’autorizzazione a costruire in zone sismiche con il semplice deposito del progetto.

Regione Piemonte: con la legge regionale n. 19/1985 la Regione ha recepito le disposizione della Legge n. 741/1981 e ha sostituito l’autorizzazione con semplice deposito.

Regione Campania: la legge regionale che regolamenta le zone sismiche è la 9/1983 e come in altri territori, per le opere private in zona sismica basta il deposito, con controllo a campione.

Regione Umbria: con la legge regionale n. 25/1982 è previsto il deposito e controlli a campione Stesso dicasi per Marche ed Emilia Romagna.


a cura di Paola Bivona
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