PROTEZIONE CIVILE E CNR

27/06/2006

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Accordo Programma Quadro fra Protezione Civile e CNR su Prevenzione catastrofi naturali. L'obiettivo è - si legge nel comunicato - quello di sviluppare conoscenze, metodologie e tecnologie che consentano di monitorarli, e di prevederli su tutto il teritorio nazionale.
Il Dipartimento Protezione Civile e CNR rafforzano quindi la loro collaborazione per "metter a fattor comune" le proprie competenze e strutture per ottenre sistemi sempre più affidabili.

Un accordo firmato fra il Responsabile del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dr. Guido Bertolaso, ed il Presidente del CNR, prof. Fabio Pistella. L'accordo si prefigge anche di attuare il supporto tecnico-scientifico previsto dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allerta nazionale e regionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile".

Nell'ambito del CNR sono stati individuati una serie di "centri di competenza Terra e Ambiente": l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC); l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI); l'Istituto di Metodologia per l’Analisi Ambientale (IMAA); l'Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA);l'Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG); l'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA).
Istituti che svolgeranno studi, ricerche e prodotti per il funzionamento dei Centri funzionali anche con l’ausilio di altri Istituti del CNR e a Università che posseggono competenze specifiche.

I programmi interesseranno, per esempio, le previsionali dei modelli meteorologici, la valutazione delle pericolosità franose, meterologiche e di precipitazione atmosferiche. dallo sviluppo di metodologie integrate fino al dato satellitare nel monitoraffio degli incendi boschivi e rurali; studi sull’inquinamento delle acque sotterranee potabili.
E ancora, le attività spazieranno dallo sviluppo e applicazioni di metodologie per l'individuazione di risorse idriche alternative nelle crisi da siccità prolungata; cartografia della pericolosità dei fondali marini italiani; modellazione geologica e geotecnica del sottosuolo delle aree urbane, anche con l’ausilio di stazioni comnputerizzate.

"Grazie alla collaborazione fra il Dipartimento della Protezione Civile e l'Ente - afferma Pistella - saranno messe a fattor comune conoscenze, competenze, strumenti, in uno sforzo finalizzato a garantire una maggiore sicurezza per le persone, le città, le infrastrutture, ovvero per tutto quello che la gente percepisce come "ambiente". L'accordo con il Dipartimento della Protezione Civile rappresenta un ulteriore passo in questa direzione, con l'Ente ormai da tempo impegnato nella promozione delle collaborazioni su progetti di ricerca con Istituzioni, imprese, Università, altri enti di ricerca".


a cura di Salvo Sbacchis
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