ITALIA ANCORA INDIETRO

03/07/2006

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Con la nuova esigenza di rispettare l’ambiente e di abitare meglio si pone il problema di come risparmiare energia. Alcuni esempi esistono ma purtroppo vanno ricercati al di fuori dell’Italia anche se Regioni, come la Toscana, si stanno muovendo in questa direzione mentre molto più ampio è l'interesse dei privati. In Olanda, infatti, nel quartiere Nieuwland nella città di Amersfoort sono state realizzate 500 abitazioni con il fotovoltaico integrato nelle coperture per un'installazione complessiva di 1,3 megawatt.
Questo quartiere è stato costruito dal governo olandese per contribuire allo sviluppo e alla riduzione del costo del fotovoltaico ma, soprattutto, per coinvolgere le persone in un modo nuovo di abitare difendendo l'ambiente. Il progetto pilota prevedeva che entro il 2002 venissero realizzati circa 7,7 megawatt di pannelli solari collegati alla rete elettrica nazionale che oltre al sole utilizzasse altre tecnologie quali la coibentazione, una corretta esposizione alla luce solare ma anche caldaie ad alto rendimento per garantire il riscaldamento.

Altro esempio simile è stato realizzato in Gran Bretagna: BedZen, acronimo di Beddington Zero Energy Development, realizzato nel quartiere londinese di Sutton, minimizza i consumi energetici necessari alla climatizzazione e contrasta l'inquinamento in quanto azzera l'emissione di anidride carbonica non utilizzando energia fossile.
Per il quartiere costituito da 83 alloggi, 1600 mq circa tra negozi, uffici, impianti sportivi, una caffetteria, un centro medico-sociale ed un asilo nido, vengono, invece, utilizzate al 100% energie rinnovabili come ad esempio i tripli vetri delle finestre e gli altissimi livelli di isolamento termico che consentono di incamerare energia solare finchè il sole non tramonta per ottenere riscaldamento o come i "camini a vento" che insieme a degli scambiatori di calore, danno un ricambio d'aria senza raffreddare gli ambienti.

L'alto livello di efficienza offerto da BedZen è confermato dalla produzione sia di calore che di energia grazie all’utilizzo di un cogeneratore che utilizza gli scarti provenienti dal verde pubblico (il "cippato") che viene trasformato in gas attraverso un apparecchio per la gassificazione a corrente d'aria invertita. Anche in questo caso, quindi, costi molto bassi e utilizzo azzerato di energia fossile perché il carbonio emesso bruciando gli scarti del legno viene riassorbito dalla crescita degli alberi. Il successo di questi esperimenti e, soprattutto, di BedZen ha portato il sindaco di Londra Ken Livingstone ad annunciare la costruzione di un secondo quartiere eco-compatibile, nella zona est della città, che dovrebbe ospitare circa 1000 persone.

Queste soluzioni risultano molto importanti in questo periodo di aumenti del prezzo del greggio e del metano in considerazione anche del fatto che in Europa l'energia utilizzata per il riscaldamento, la climatizzazione, l'illuminazione e gli elettrodomestici ammonta a circa il 40% del consumo totale.
Tornando all’Italia, come accennavamo prima, l’unica regione che sta muovendo qualche passo in questo senso è la Toscana: l’architetto Cinzia Abbate, esperta in architettura bioclimatica, spiega infatti, che per le abitazioni che rispettino una serie di requisiti in linea con la bioclimatica volti a ridurre i consumi energetici e alla salvaguardia dell’ambiente, viene concesso un 10% di volumetria in più.
Fa presente, inoltre, che altri segnali positivi arrivano da Bolzano che ha istituito il certificato Casa Clima che assegna una votazione alle abitazioni con i consumi più contenuti e dall’Istituito per l'innovazione e la trasparenza degli appalti e della compatibilità ambientale che con il "protocollo Itaca" che consente di stabilire un punteggio di eco sostenibilità agli edifici: più il voto è alto meno si consuma gas ed elettricità.
Secondo Abbate, infine, la coibentazione non incide in modo rilevante sul costo finale dell'edificio cosa che invece accade con tecnologie più sofisticate quali il fotovoltaico o i sistemi basati sulla geotermia. Le soluzioni potrebbero essere un sistema di incentivi fiscali oppure un vantaggio sulla volumetria così come l’introduzione di parametri obbligatori per la coibentazione e l’adozione di caldaie o di altri sistemi ad alta efficienza come, ad esempio, le pompe di calore.


A cura di Paola Bivona
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