IN ARRIVO MODIFICHE AL DECRETO BERSANI

18/07/2006

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Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa interviene sul problema legato alle modifiche da introdurre al decreto Bersani in materia di tassazione immobili precisando, durante una audizione parlamentare della settimana scorsa che «La prossima settimana ci sarà l'intervento di correzione».
Viene rafforzato così quanto annunciato martedì dal viceministro, Vincenzo Visco. che, sempre la settimana passata, aveva diffuso un comunicato in cui era precisato che "Il governo ha concluso il processo di acquisizione di informazioni e notizie in relazione al decreto Bersani-Visco. In base alle nuove informazioni raccolte si è deciso di apportare alcune modifiche su alcuni aspetti del provvedimento, in particolare nel settore immobiliare".

Il Ministro Padoa-Schioppa, ha aggiunto che "ciò avrà un effetto di revisione sulla quantificazione tecnica" del provvedimento ed ha affermato che proprio la sottovalutazione degli effetti retroattivi dell'esenzione Iva "rende più agevole una correzione, che sarà annunciata in tempi e modi tali da evitare qualunque interferenza sull'andamento dei mercati".

La settimana passata il Viceministro Visco aveva riconosciuto che il gettito di 480 milioni stimato dal ministero era sbagliato; i dati diffusi dalle associazioni di categoria ipotizzerebbero invece un gettito dai 28 ai 30 miliardi.
A questo punto, la decisione di modificare la tassazione sugli immobili sembra ormai davvero collegiale.

Le modifiche al decreto-legge 223/2006 sembrerebbe che interessino i due punti maggiormente temuti da imprese e società immobiliari e precisamente:
la retroattività delle nuove disposizioni che comporterebbe la rettifica della detrazione Iva su beni acquistati o ultimati in passato;
la mancanza di differenziazione per l’esenzione Iva tra le diverse tipologie di fabbricato.
E su quest'ultimo punto potrebbe essere ripristinata la differenziazione tra immobili strumentali e non strumentali, con la consequenziale reintroduzione di regimi di tassazione differenti.

Dovrebbe essere cancellata la retroattività della norma, che imporrebbe alle imprese la restituzione dei crediti di imposta accumulati.
Il ministero starebbe valutando la soluzione di un regime differente a seconda che l'acquirente sia un privato o un soggetto Iva. Nel primo caso la compravendita sarebbe soggetta a imposta di registro, con la possibilità per la società venditrice di detrarre comunque l'Iva originaria. Se invece l'acquirente è soggetto a Iva, non dovrà essere versata l'imposta di registro.
Il Governo può presentare proposte di modifica sino a domani ed il provvedimento dovrebbe approdare in Aula il 24 luglio. © Riproduzione riservata

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