Gare d'appalto: cresce l'incidenza dell'offerta più vantaggiosa

11/12/2006

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L'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti ha avuto come effetto il netto cambiamento nel criterio di valutazione delle offerte nell'assegnazione dei bandi di lavori pubblici. Il Codice dei contratti pubblici ha, infatti, "liberalizzato" il criterio di assegnazione dei bandi, ponendo sullo stesso livello il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa con quello di massimo ribasso. Le amministrazioni possono, dunque, scegliere tra i due criteri: nel caso in cui scelgano l'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione dell'offerta risulta essere ponderata tra diversi fattori, tra i quali il valore tecnico-estetico e la durata dei lavori assumono maggiore rilevanza rispetto al costo dell'opera, che, comunque, continua ad essere un parametro di controllo; nel caso di massimo ribasso, il parametro predominante risulta essere il costo, troppo spesso anche a scapito della qualità. Ma l'entrata in vigore del nuovo codice non è l'unico motivo che ha spinto verso la scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Va, infatti, sottolineato che nel 2006 sempre più amministrazioni hanno scelto la valutazione ponderata come criterio di valutazione e che l'entrata in vigore del nuovo codice ha solamente rallentato la pubblicazione di bandi da parte di quelle amministrazioni ancora perplesse nelle metodologie di applicazione delle nuove norme.

Secondo il monitoraggio del Cresme, da gennaio ad ottobre di quest'anno sono stati promossi 22.864 bandi, per un totale di 28.672 miliardi di euro, con un decremento del 7,9% nel numero e del 2,8% nel valore rispetto ai dati registrati nel 2005. Di questi bandi, il 72% (16.337) sono stati assegnati secondo il criterio del massimo ribasso, mentre solo nel 12% (2.823) dei casi è stato utilizzato il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Nonostante questi dati, c'è, comunque, da sottolineare che rispetto ai dati del 2005 si è avuto un incremento di circa il 6% a favore dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che nel 2005 veniva scelta solo nel 6% dei casi.

Da luglio (data di entrata in vigore del codice dei contratti pubblici) ad ottobre di quest'anno sono stati appaltati con il criterio del massimo ribasso 5.458 bandi per un importo totale di 3.635 miliardi di euro. Rispetto al quadrimestre marzo-giugno si è avuta una flessione del 24% nel numero di gare e del 17,9% nel valore dei lavori. Questo a dimostrazione che i cambiamenti apportati dal codice non sono stati ancora totalmente recepiti e che l'incertezza ha portato le amministrazioni ad appaltare molti lavori a ridosso del 1° di luglio di quest'anno.

Ma c'è da considerare che nello stesso quadrimestre luglio-ottobre, ben 1.120 bandi sono stati assegnati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per un totale di quasi 6 miliardi di euro. Pur essendoci stata una netta flessione rispetto al quadrimestre precedente, si è avuto un incremento di oltre il 40% nel numero e di oltre il 73% nel costo rispetto allo stesso quadrimestre dell'anno precedente.

Nella speranza che sempre più amministrazioni si rendano conto che non sempre risparmiare significa spendere di meno, sottolineiamo che i parametri da considerare nell'assegnazione di un bando e quindi nella presentazione di un progetto dovrebbero essere quelli che, oltre a mirare ad una edilizia sostenibile, tengano in debita considerazione i costi che dovranno essere supportati per mantenere l'opera funzionante a perfetta regola d'arte. Un'opera dovrebbe essere progettata in tutto il suo ciclo di vita, che non è solo quello della progettazione-costruzione, ma, anche e soprattutto, quello del suo mantenimento a parametri di funzionamento che garantiscano un livello qualitativo minimo.


a cura di Gianluca Oreto
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