COMPROMESSO SUL NUOVO DECRETO CORRETTIVO

12/01/2007

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Sembra che il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro abbia trovato un compromesso per far si che il secondo decreto correttivo possa vedere la luce entro il 31 gennaio ed ha trovato l'escamotage di trasferire parte del secondo decreto correttivo nel primo che a suo tempo ha avuto le approvazioni della Conferenza Stato-Regioni, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni Parlamentari.
L'escamotage consiste nel trasmettere il primo decreto modificato ed integrato con il secondo alle competenti Commissioni Parlamentari di Camera e Senato prima della definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.

Ricordiamo che l'approvazione del decreto correttivo dovrà avvenire entro il 31 gennaio prossimo per evitare che le norme sospese a suo tempo sino al 31 gennaio 2007 con l'articolo 1-octies della Legge n.228/2006 che modifica il Decreto Legislativo n.163/2006 e precisamente quelle relative a:
  • l'appalto integrato nei settori ordinari (art. 53, commi 2 e 3);
  • dialogo competitivo (art. 58);
  • divieto di subappalto per l'impresa ausiliaria in caso di avvalimento (art. 49);
  • l'accordo quadro nei settori ordinari (art. 59);
  • ampliamento della trattativa privata (artt. 56 e 57);
  • le centrali di committenza (art. 33);
  • l'abrogazione del criterio per l'aggiudicazione dei contratti relativo alla maggiore entità di lavori e servizi che il general contractor s'impegna a subaffidare a terzi (art. 177, comma 4, lettera f),
Entrino in vigore nella formulazione più liberale prevista dal Codice dei Contratti.

Il compromesso è stato trovato al termine di un confronto tra il Ministro Antonio Di Pietro ed i Presidenti delle due competenti Commissioni Parlamentari della Camera e del Senato, Ermete Realacci ed Anna Donati che hanno ricordato al Ministro gli impegni assunti con le camere in occasione del primo decreto correttivo che contenevo soltanto correzioni formali e di dettaglio e che ora Di Pietro unificandolo con la bozza del secondo ha trasformato in un vero e proprio Decreto di Riforma del Codice.
Il Presidente Realacci ha precisato:
"sapevamo che il decreto che ci ha sottoposto, così asciutto, era totalmente insufficiente rispetto alla domanda di modifiche ed abbiamo dato il nostro parere, limitato con l'intesa di arrivare a mettere a punto le modifiche attraverso una stretta collaborazione tra Parlamento e Governo".
Sembrerebbe, però, che i due Presidenti Realacci e Donati avrebbero ottenuto da Di Pietro impegno a limitare le modifiche ad i problemi più urgenti ed hanno precisato: "vogliamo verificare insieme a lui la necessità e l'urgenza di queste modifiche".

Il nuovo testo del Decreto correttivo è stato trasmesso alle competenti commissioni di Camera e Senato il 10 gennaio scorso per il 17 gennaio è prevista l'audizione del Ministro Di Pietro prima alla commissione Lavori Pubblici del Senato e successivamente alla commissione Ambiente della Camera per illustrare il nuovo testo del decreto correttivo ed, eventualmente, accogliere, in via informale, le osservazioni delle commissione stesse.
Da un punto di vista formale, le due commissioni, avendo espresso, già precedentemente, il proprio parere sul testo del primo decreto correttivo, non possono procedere ad una nuova approvazione limitandosi soltanto ad ascoltare il Ministro che, successivametne, dovrebbe presentare al consiglio dei Ministri di venerdì 26 gennaio prossimo, per la definitiva approvazione, il testo modificato con le osservazioni delle due Commissioni.

Tutto il percorso, ci sembra, però, che disattenda quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 25 della Legge n. 62/2005 che precisa quanto segue: "entro due anni dalla data di entrata in vigore dei Decreti Legislativi previsti dal comma 1 possono essere emanate disposizioni correttive ed integrative nel rispetto delle procedure di cui all'articolo 1, commi 2, 3 e 4".
Un percorso rispettoso delle procedure sarebbe quello di varare definitivamente il primo decreto correttivo così come è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, dal Consiglio di Stato e dalle competenti Commissioni Parlamentari, rinviare per altri sei mesi l'applicazione delle norme a suo tempo sospese con l'articolo 1-octies della Legge n. 228/2006, scrivere u secondo decreto correttivo e far fare allo stesso i passaggi previsti dal citato comma 3 dell'art. 25 della Legge n. 62/2005.
a cura di Paolo Oreto
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