SCONTRO TRA COMUNE DI ROMA E TAR

06/03/2007

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Il Comune di Roma ha avviato a fine febbraio scorso ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar 26 ottobre 2006 che aboliva l’obbligatorietà del “Fascicolo del fabbricato” mentre sono gia oltre 11.000 i libretti già presentati e validati dal Comune di Roma.
Il fascicolo del fabbricato - spiega l’assessore Giancarlo D’Alessandro, era stato istituito dopo i tragici fatti del crollo dell’edificio di via Jacobini, dove perirono 28 persone.

A Roma ci sono circa 200.000 immobili e gran parte di essi ha una età che va dai 50 ai 100 anni. E visto che la sentenza del Tar va contro i nostri principi perseguiti di sicurezza e prevenzione, – prosegue l’assessore nel comunicato stampa - questa amministrazione ha deciso di ricorrere per fare ascoltare le nostre ragioni, quali:
  • esiste ampia normativa in merito;
  • non è il Campidoglio a chiedere il fascicolo ma il Comune fornisce ai tecnici un supporto tecnico necessario alla documentazione da fornire non al comune ma ai proprietari stessi;
  • el 2000 e nel 2004 sono stati siglati dei protocolli d’intesa con gli ordini e le associazioni per il contenimento delle spese;
  • ci sono cittadini che malgrado il blocco del Tar continuano a farci pervenire fascicoli,
. Da ciò si evince – spiega l’assessore D’Alessandro – che il fascicolo ha l’adesione sia dei cittadini sia delle associazioni di categoria. Di tutti tranne che di Confedilizia.
“La Confedilizia – si legge testualmente nel ricorso al Consiglio di Stato - da anni si batte contro l'idea di istituire un fascicolo del fabbricato. O meglio, dietro questa sua lotta v'è il tentativo, lobbistico, neppure tanto celato, di essere essa stessa la monopolista di un'operazione che dovrebbe condurre allo svolgimento di uno screening dell'edilizia privata… che costa tre volte di più e che, soprattutto, è gestito e regolamentato dalla sola Confedilizìa… I costi del Fascicolo del fabbricato istituito dal Comune di Roma sono, invece, omogenei e calmierati, grazie all'accordo intervenuto con gli ordini professionali ed al relativo Protocollo di intesa all'uopo stipulato”.

Il Comune di Roma insiste sulla validità di tale strumento che mira al periodico controllo dello stato di salute degli edifici. Un documento che fotografa, nel tempo, la natura del sottosuolo, la natura del singolo immobile, valutandone il grado di sicurezza. Attraverso una serie di informazioni riguardanti:
  • la natura di eventuali operazioni esegiote nel tempo;
  • il completo o meno acceso a tutte le parti dell’edificio;
  • eventuali situazioni critiche documentali o statiche;
  • la storiografia dell’immobile;
  • la necessità di esami approfonditi necessari principalmente strutturali.
Tra i sei argomenti portati davanti il Consiglio ai quali il Comune di Roma dovrà difendersi :
  • “l’istituzione del Fascicolo tocca da vicino l’attività degli amministratori, non solo in quanto impone da subito di attivarsi per le pesanti ed onerose incombenze che il Comune ha inteso ingiungere per la verificadegli stabili e per cui occorrerà conferire incarichi ad una pluralità di professionisti”;
  • “ l'illegittimità della deliberazione n. 27/04 in cui avrebbe imposto ai proprietari di fabbricati oneri più incisivi e maggiori rispetto a quelli, poi, previsti dal regolamento regionale (D.R. n. 6/2005)”;
  • “Visto che il Comune di Roma è classificato come territorio ad altissimo rischio sismico, la necessità di effettuare anche una relazione geologica e geotecnica non appare affatto un onere irragionevole, secondo quei canoni di "pur lata discrezionalità";
  • “il regolamento regionale col quale si attribuirebbe agli Enti locali il potere di integrare il contenuto minimo del Fascicolo in relazione alle caratteristiche ed alle esigenze di ognuno di essi".
Un ricorso che farà sicuramente discutere sia per l’interesse che l’argomento suscita lungo tutto il Paese sia laddove il problema del fascicolo del fabbricato non è stato nemmeno sfiorato.
Certo è che la decisione del TAR ha alimentato incertezze, dubbi, esitazioni e perplessità. A seconda della decisione della Commissione potrebbe esserci chi da una parte avendo redatto il Fascicolo, potrebbe decidere per il rimborso delle spese sostenute per il Fascicolo (si prevedono oltre diecimila ricorsi). Dall'altro lato ci sono le migliaia di inadempienti che non sanno cosa fare, stretti dalla prudenziale decisione di effettuare comunque lo screening del fabbricato, consapevoli del fatto che fascicolo o qualcos’altra cosa dovrà comunque essere fatta.

A cura di Salvo Sbacchis
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