VERSO UNA MINI PROROGA

13/03/2007

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Così come previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 15 aprile 2007è il termine ultimo fissato per i rimborsi IVA sugli autoveicoli, ma da voci di corridoio, ci si direziona certamente verso una mini proroga.
L’ipotesi sarà valutata dai tecnici dell’amministrazione finanziaria anche in considerazione della non ufficialità del testo (che non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale) e che, quindi, mancano le specifiche tecniche ed i tracciati record necessari alle software-house per predisporre il relativo software.

E’ vero che già dai primi di marzo si è reso disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate un software per la gestione degli adempimenti, ma è anche vero che lo stesso, da una prima analisi di chi lo ha testato, risulta insufficiente per portare a termine tutte le fasi relative all’adempimento amministrativo.
E proprio sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il primo marzo è stato diffuso un comunicato nel quale si invitava i contribuenti ad inviare i modelli del rimborso di detrazione IVA autoveicoli, con la conclusione che il caos regna sovrano ed incontrastato.

Dopo la sentenza di condanna della Corte Ue, l’amministrazione finanziaria avrebbe dovuto emanare il provvedimento di attuazione entro il 30 ottobre scorso: la prima bozza di provvedimento è stata diffusa soltanto il 22 febbraio scorso, a quasi 3 mesi di ritardo dalla scadenza fissata.
E questo provvedimento è inapplicabile: viene richiesto un calcolo delle imposte 2006 anche se le stesse devono essere ancora calcolate!
L’istanza di rimborso dull’Iva degli autoveicoli riguarda, però, più periodi di imposta di cui l’ultimo è il 2006, anche se limitatamente alle spese sostenute fino al 13 settembre scorso.
Il calcolo preliminare viene effettuato sulle maggiori imposte dirette conseguenti alla riduzione dell’Iva indetrabile portata a costo anche se alla data del 16 aprile 2007 questo adempimento potrebbe non essere ammissibile in quanto l’imposta non è ancora calcolata.
Per gli anni antecedentei al 2006, quindi, occorre ricalcolare correttamente le imposte e per il 2006 occorrerà un calcolo anticipato molto complesso.
Il tutto diventa ancor più complicato se siamo in presenza di imprese familiari, società di persone o società Ires.

Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, spiega che “la perdurante mancanza della pubblicazione dei modelli sulla Gazzetta Ufficiale restringe ancor più i tempi necessari per la presentazione delle istanze di rimborso. Detti conteggi non possono che essere effettuati tramite software al momento non ancora disponibili. Ecco perché chiederemo nei prossimi giorni la proroga del termine per la presentazione”.
Claudio Carpintieri, responsabile fiscale della Cna, afferma che “sarebbe importante un segnale di proroga almeno per lasciare invariato il periodo di tempo reso indirettamente dalla norma originaria e cioè circa sei mesi e mezzo circa e comunque rispettare i 60 giorni dello Statuto a decorrere dalla data di emanazione del provvedimento, il 22 aprile”.
Per Bonfiglio Margotti, presidente di Assosoftware “il problema vero è che realizzano uno strumento informatico, sia Sogei sia l’Agenzia delle entrate che nessuno è in grado di inviare perché gli intermediari sono costretti ad inserire i calcoli a mano e inoltre, a me risulta che sarebbe intenzione dell’amministrazione non pubblicare le specifiche tecniche delle istanze, anche se risulta che il 97% degli invii digitali all’Agenzia delle entrate avviene tramite i prodotti di software house private e solo il 3% con i prodotti dell’Agenzia”.

La finanziaria ultima, però, cerca di semplificare le cose in materia di calcoli, con l’eliminazione per le imprese della deducibilità fiscale degli autoveicoli diversi da quelle assegnati in uso promiscuo ai dipendenti.
Per quanto riguarda gli autoveicoli in uso promiscuo ai dipendenti, tutto è molto più complicato in quanto è prevista la deducibilità per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti nei limiti del fringe benefit in capo al dipendente. Il costo viene trasformato, così, in costo di lavoro, con la soglia nel limite di importo della spesa sostenuta dall’impresa per l’autoveicolo.

Per i lavoratori autonomi, la deducibilità è nel 25% del costo sino al massimo di 18.000,00 euro circa, con la riduzione anche per gli autoveicoli acquistati in anni precedenti.
La domanda sorge spontanea: è deducibile una percentuale massima del 25% su tutto il costo del veicolo, oppure il 25% va considerato in relazione alle quote dal 2006?

Anche nel caso di professionisti la situazione rimane nel limbo: se la situazione fosse analoga, infatti, si renderebbe necessaria una disposizione che tenga conto della sopravvenienza attiva da Iva, non imponibile che tale per questa categoria.

A cura di Paola Bivona
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