LIBERA RAPPRESENTANZA DEGLI OPERATORI DEL PROGETTO

17/05/2007

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UNIARCH adesso è realtà: con la firma del patto si dà avvio alla libera rappresentanza degli operatori del progetto.
Si tratta del nuovo patto nazionale tra gli operatori del progetto, finalizzato a contrastare gli Ordini professionali, divenuti gli unici interlocutori dello stato in materia di riforma delle professioni intellettuali protette.

Questo il manifesto ufficiale.
“Numerosi professionisti tecnici (architetti ed ingegneri) considerano non più accettabile che in un Paese dell'Unione Europea i liberi professionisti vengano ancora sottoposti alla rappresentanza coatta affidata agli Ordini professionali, in virtù di una iscrizione obbligatoria agli Albi e di una prassi, ormai consolidata dallo Stato, che considera l'Ordine alla stregua di un sindacato unico di categoria ad iscrizione obbligatoria.
Ciò che sarebbe inconcepibile e considerato un abuso di potere tra i lavoratori dipendenti, non desta allarme invece se si verifica nel mondo delle libere professioni.
Per questo motivo, con riferimento alle iniziative messe in campo dai Consigli Nazionali delle professioni intellettuali protette riunitisi nel CUP (Comitato unitario degli Ordini e dei Collegi professionali), con riferimento alla riforma delle professioni intellettuali che verrà sottoposta all'esame delle Commissioni parlamentari congiunte della Giustizia e delle Attività Produttive, i professionisti e le associazioni che si riuniscono attorno ad Uniarch intendono dare vita ad un nuovo soggetto nazionale che rappresenti la volontà dei professionisti e si opponga alle politiche degli Ordini professionali, ovvero di enti disciplinari ad iscrizione obbligatoria per chiunque intenda esercitare una professione protetta.
Uniarch contesta innanzitutto la pretesa degli Ordini delle professioni tecniche di essere messi in grado di poter svolgere con autorevolezza istituzionale la funzione di presìdi della qualità del progetto, della formazione continua e permanente e dell'accesso alla professione attraverso la verifica della permanenza dei requisiti professionali legati alla formazione permanente ed intende impedire che i Consiglieri degli Ordini possano decidere a loro insindacabile giudizio chi deve entrare e chi deve uscire dal mercato delle libere professioni tecniche e del progetto.
Si è capito ormai da tempo che il modello che gli Ordini intendono imporre è quello del Farmacista italiano.
Sappiamo infatti che i farmacisti abilitati si dividono in due categorie distinte: farmacisti di serie A (quelli con licenza di esercizio) e farmacisti di serie B (quelli senza licenza di esercizio).
La penalizzazione dei secondi nei confronti dei primi, che hanno la stessa base formativa di questi ultimi ma non gli stessi diritti, è una delle peggiori discriminazioni che ancora vigono nel nostro Paese e che ha fatto scattare più di una indagine delle Autorità Antitrust per l'evidente contrasto con il diritto comunitario sulla concorrenza.
Ecco quindi che gli Ordini degli architetti e degli ingegneri, preoccupati soltanto di ridurre gli effettivi all'interno del mondo professionale, per timore delle conseguenze sul reddito dei professionisti più affermati e protetti dal vecchio sistema corporativo, intendono, con la formazione continua e permanente, la verifica della permanenza dei requisiti professionali e la certificazione di qualità professionale, a loro affidate in esclusiva dallo Stato, introdurre nuove barriere di accesso alla professione, ponendole sotto l'esclusivo controllo di professionisti concorrenti operanti sullo stesso mercato dei colleghi controllati”.

Il primo incontro di coordinamento si è svolto a Roma il 16 dicembre 2006, ed ha avuto come tema principale l'equilibrio del mercato professionale e la necessità di garantire la concorrenza tra i professionisti del progetto così come imposta dal Trattato della Comunità Europea e dalle norme Antitrust in vigore in Italia sin dal 1990.
UNIARCH intende portare avanti i seguenti punti:
A. Rappresentanza dei professionisti attraverso libere associazioni aderenti al principio di pluralismo sindacale;
B. Applicazione delle norme antitrust a tutela della concorrenza;
C. Terzietà del giudice disciplinare.

A cura di Paola Bivona
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