DALLE PAROLE AI FATTI

30/05/2007

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Il 31 maggio è alle porte: le prossime audizioni sono vicine.
Al di là delle precedenti dichiarazioni di Pierluigi Manti, gli Ordini chiedono, comunque, di passare dalle parole ai fatti. In tal senso lo scorso 22 maggio si è tenuto a Roma un incontro con i professionisti democratici i quali hanno dimostrato, per la prima volta, un atteggiamento collaborativo piuttosto che di lotta.

Nel frattempo ecco che appare anche il vicepremier Francesco Rutelli che porta avanti un messaggio di conciliazione: a nessuno serve questa guerra.
Questo lo scenario nel quale Rutelli, in nome e per conto del governo si è dovuto imbattere. Il commento a caldo è stato: “senza il sostegno di autonomi e professionisti il centro-sinistra non vince le elezioni e quindi dobbiamo fare capire che non siamo nemici di queste categorie”.

Ed a breve, si fa per dire, si attende il tanto sospirato testo unificato che cerchi di spingere fuori dalle sabbie mobili questa riforma.
Pierluigi Mantini cerca, così, di fare un passo avanti, fissando i seguenti cinque punti fondamentali:
1. regioni con competenze professionali ma solo per ciò che riguarda la formazione e la loro valorizzazione;
2. esclusione del socio di puro capitale nelle società di professionisti composte da avvocati;
3. riconoscimento delle nuove professioni, seppur con qualche obbligo ulteriore per determinate realtà associative già affermate sul mercato (si veda, ad esempio i tributaristi);
4. determinazione del tetto al patto di quota lite;
5. determinazione di limiti precisi alla pubblicità informativa, soprattutto per quanto concerne le categorie mediche.

La prima scadenza per il testo unificato era prevista per la fine di giugno; tra i corridoi, però, si dà per scontato che ci si sposti alla fine di luglio, con un passaggio obbligato ad ottobre per esigenze temporali di iter di definizione.

Nel frattempo anche il forum delle professioni intellettuali (coordinamento di 37 cup provinciali e 6 regionali del nord italia, per un totale di 800mila professionisti) prende la sua strada, raccogliendo firme per chiedere al governo lo spostamento dell’entrata in vigore della riforma in seguito a recepimento della direttiva europea sulle qualifiche professionali.
Il tutto nasce dalla convinzione che lo slittamento è necessario in quanto entro il prossimo mese di ottobre lo stato italiano dovrà recepire la direttiva Zappalà che prevede contenuti ben diversi dalla riforma Mastella: un’entrata in vigore del testo Mastella, quindi, provocherebbe un contrasto con la normativa Ue.
Il documento potrà essere sottoscritto fino al prossimo 30 di giugno, da ogni maggiorenne cittadino italiano che abbia interesse al rinvio dell’entrata in vigore della riforma delle professioni.

A cura di Paola Bivona
© Riproduzione riservata

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