ECO-PALAZZO FIRMATO RUIZ GELI

15/06/2007

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L’edificio “intelligente”, capace di catturare la luce durante il giorno e utilizzarla di notte per illuminarsi, sarà anche in grado di farsi ombra con nubi artificiali, raffreddarsi ad idrogeno e funzionare grazie ad un sofisticato programma di software che lo renderà anche più sicuro. E sarà una realtà a Barcellona già nel 2009. La struttura si chiamerà Media-Tic, costerà 27 milioni di euro e coprirà una superficie di 23.000 metri quadrati, nel quartiere tecnologico del capoluogo catalano, denominato 22@. Il progetto, un cubo translucido, è costato due anni di lavoro all’architetto Enric Ruiz Geli. La sua superficie sarà coperta su tre lati da un rivestimento particolare, unico al mondo, di Efte (Ethilene Tetrafluor Ethilene), un materiale ibrido tra polimero e cristallo che proteggerà l’immobile dai raggi solari sfruttandone al tempo stesso le possibilità energetiche e riducendo dal 20 al al 40% i consumi, grazie ad un sistema di “cuscini gonfiabili” che fa riferimento all’architettura organica di Gaudì. E non a caso Geli ha soprannominato la sua opera “Predrera digital” rifacendosi al soprannome dato alla Casa Milà del grande architetto. Pedrera vuol dire cava in catalano e con la Casa Milà Gaudì diede una svolta di 180 gradi all’architettura tradizionale in piena rivoluzione industriale.

Ed ora Ruiz Geli vuol completare questa svolta a 360 gradi con il “cubo intelligente” in piena rivoluzione tecnologica. Una particolarità dei “cuscini gonfiabili” sarà che all’interno degli stessi circolerà aria a pressione che si potrà convertire in vapore generando delle vere e proprie nubi, grazie ad una macchina ad azoto, che creeranno ombra all’interno dell’edificio. Altre proprietà saranno l’alto filtraggio ultravioletto (85%), la trasparenza, elasticità, leggerezza e resistenza alle fiamme. La futuristica infrastruttura sarà la sede di uffici, un museo, sale di esposizioni, ristoranti, negozi e oltre 200 posti di parcheggio. Tra gli altri vantaggi del Media-Tic i tempi di costruzione, più brevi rispetto a quelli degli edifici tradizionali, e di mantenimento, il rivestimento antiaderente, infatti, non si sporca e non ha quindi bisogno di essere pulito. “Ma non è un edificio del futuro ma di oggi” avverte Ruiz Geli il quale assicura anche che “non si tratta di un cubo, ma di un bit di informazione. E potrà essere il punto di partenza per una nuova architettura tecnologica applicabile anche a complessi abitativi, assicura, perché a fronte di un più alto investimento iniziale ci saranno vantaggi di risparmio energetico, sicurezza e comodità ora inimmaginabili. .

Fonte: www.demaiore.it © Riproduzione riservata



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