PROPOSTE SULLA LEGISLAZIONE OPERE PUBBLICHE

05/07/2007

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Il 26 giugno scorso si è svolta, presso il IV forum "Edilizia e Territorio", promosso da Il Sole 24 Ore, la conferenza stampa OICE per la presentazione dei risultati dell'indagine annuale (relativa al 2006) sull'andamento del settore delle società di ingegneria. La ricerca, illustrata dall'autore prof. Aldo Norsa (docente allo Iuav di Venezia), ha messo in luce un andamento diversificato. Da un lato le società di "Engineering & Contracting" hanno realizzato un forte incremento della produzione, di acquisizione contratti e di portafoglio ordini dovuto in gran parte alla maggiore domanda di investimenti infrastrutturali dei paesi produttori di petrolio; dall'altro le società di "Consulting Engineering", che operano prevalentemente in Italia e che contano soprattutto sugli appalti pubblici, che segnano il passo in termini di produzione e vedono crollare gli ordini, con conseguente preoccupazione per il futuro, tanto che si parla quasi di stato di crisi.

A questo proposito il Presidente dell'OICE ing. Nicola Greco ha preannunciato l'invio al Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro di un documento in cui vengono evidenziati i tre punti della legislazione degli appalti pubblici su cui, secondo l'OICE, è necessario intervenire e per i quali l'Associazione propone specifiche modifiche:
  • la ancora forte presenza del settore pubblico nell'ingegneria e nell'architettura;
  • le anomalie delle offerte economiche dopo la liberalizzazione delle tariffe;
  • lo svilimento della centralità e della qualità della progettazione nelle modalità di affidamento dell'appalto integrato.
Nel documento che verrà inviato al Ministro Di Pietro si legge: “I dati relativi all’andamento del settore dell’ingegneria e dell’architettura dicono con estrema chiarezza che si è alle porte di un vero e proprio “stato di crisi”: i primi cinque mesi del 2007, rispetto all’analogo periodo del 2006, vedono una riduzione di oltre un terzo del numero delle gare e di metà del loro valore”. Pertanto l’OICE propone al ministro Di Pietro e al governo le seguenti modifiche alla legislazione degli Appalti. In particolare sul ruolo del settore pubblico l’OICE propone al governo le seguenti modifiche:
  • ammettere la progettazione “ interna” soltanto nei casi di effettiva e provata capacità tecnica e professionale delle stazioni appaltanti;
  • vietare alle stazioni appaltanti di subaffidare parti della progettazione, quando sia svolta internamente;
  • spostare l’incremento del 2% a favore dei tecnici delle amministrazioni dell’attività di redazione dei progetti a quella di programmazione e di controllo dell’iter realizzativo, premiando l’efficienza.
“Per quel che riguarda, poi, l’impatto della liberalizzazione delle tariffe minime – continua il documento OICE - il settore della progettazione ha visto, in questi ultimi mesi, aggiudicare gare anche con un ribasso del 70% con offerte palesemente anomale e che dovrebbero essere attentamente valutate dalle amministrazioni nell’ottica della tutela della qualità complessiva dell’offerta e nell’interesse del principio generale del buon andamento dell’azione amministrativa”.

Altra questione toccata dal documento OICE al governo è quella relativa alla Centralità della progettazione e l’appalto integrato. Anche su questo aspetto della legislazione degli Appalti, l’Associazione confindustriale propone alcune modifiche essenziali:
  • limitare drasticamente la possibilità di affidare l’appalto integrato sulla base del progetto preliminare;
  • costringere le amministrazioni a motivare il ricorso all’appalto integrato sulla base del progetto preliminare per situazioni di particolare complessità tecnologica e impiantistica;
  • ribadire che l’appalto integrato aggiudicato sulla base di un progetto definitivo deve avere già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e che il progetto non può più essere modificato, salvo le eccezioni di legge;
  • stabilire il principio dell’obbligo di associazione o individuazione di un progettista, salva la dimostrazione, da parte dell’impresa di costruzione, del possesso dei requisiti progettuali attraverso propri tecnici interni;
  • prevedere il pagamento delle spese di progettazione da parte della stazione appaltante direttamente al progettista individuato o associato;
  • richiedere che il responsabile pubblico del procedimento si avvalga di servizi esterni di project management quando la sua struttura tecnica interna non sia qualificata per controllare adeguatamente l’esecuzione del contratto.
Fonte: www.oice.it © Riproduzione riservata

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