DIVERGENZE SULL’APPALTO INTEGRATO TRA COSTRUTTORI E PROFESSIONISTI

05/07/2007

3.303 volte
Discordanze tra i professionisti e dei costruttori manifestate nelle audizioni tenutesi nei giorni scorsi presso l’VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici).
Come abbiamo preannunciato ieri, durante le audizioni informali nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo concernente modifiche al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (atto n. 104) i rappresentanti di organizzazioni di ingegneria e di ordini professionali hanno manifestato, facendo un fronte comune, le loro perplessità sulla liberalizzazione dell’appalto integrato contenuta nell’articolo 53 del Codice dei contratti.
La norma, sospesa sino all’1 agosto dal primo decreto correttivo al codice stesso, unitamente ad altre quali il dialogo competitivo, la trattativa privata e le centrali di committenza è stata al centro delle audizioni che il 3 luglio scorso si sono svolte presso la VIII Commissione della camera dei Deputati che deve predisporre il prescritto parere sul secondo decreto correttivo del codice.

Diversa ma in verità contrapposta la posizione espressa dall’ANCE che sull’appalto integrato la pensa in maniera diametralmente opposta ed in particolare la proposta dell’Associazione dei costruttori non tocca il tema della liberalizzazione prevista dall’articolo 53 del Codice ma chiedono che con tale istituto l’aggiudicazione avvenga soltanto con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non con il prezzo più basso.

Nella stessa audizione i rappresentanti dell’ANCE, oltre al problema dell’aggiudicazione al massimo ribasso nell’appalto itegrato, hanno evidenziato alla commissione alcuni punti sui quali ritengono che si debba intervenire e precisamente:
  • maggiore libertà per i concessionari che affidano lavori a terzi;
  • minori vincoli nella procedura negoziata;
  • più trasparenza per i lavori delle commissioni giudicatrici.
In particolare (ed era prevedibile), l’ANCE esprime il proprio disappunto sulle modifiche apportate dallo schema del secondo decreto correttivo alla disciplina della procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara che erano state fermamente volute dal Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e chiede il ripristino della formulazione della direttiva comunitaria soprattutto con riguardo all’affidamento, senza gara, all’appaltatore dei “lavori similari”.
Ma attendiamo una nota dell’ANCE che dia notizia dettagliata sugli argomenti prospettati all’VIII Commissione della Camera, nel corso dell’audizione.

Con l’occasione ricordiamo che il tempo è assolutamente minimo ed, infatti, le commissioni della Camera e del Senato dovranno varare il parere entro il prossimo 24 luglio, una settimana prima dell’1 agosto 2007 data in cui scade la sospensione di alcune norme del Codice fra cui quelle su centrali di committenza, dialogo competitivo, procedura negoziata, appalto integrato prevista con il primo decreto legislativo correttivo n. 6/2007.
Ricordiamo anche che sul secondo decreto correttivo si è espresso lo scorso 6 giugno il Consiglio di Stato che ha manifestato le proprie perplessità sia sull’uso della delega prevista dalla legge n. 62/2005 sia su alcune norme specifiche, come per esempio l’articolo 53 in materia di appalto integrato, per il quale il governo ha previsto l’entrata in vigore anche oltre il termine del 31 luglio e fino all’emanazione del regolamento quando, invece. per i giudici del Consiglio di Stato, la norma ha natura “self-executing”.

A cura di Paolo Oreto
© Riproduzione riservata



PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa